Dislessia 2.0: per individuarla rapidamente e in tempo utile Dislessia 2.0: per individuarla rapidamente e in tempo utile

Dislessia 2.0: per individuarla rapidamente e in tempo utile

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Ancora oggi la parola Dislessia è legata, nella percezione comune, quasi esclusivamente alla categoria dei disturbi dell’apprendimento. In realtà con questa parola, che indica indubbiamente una condizione di difficoltà, è giusto esprimere anche l’idea di potenzialità. Tutto dipende dal modo in cui ci rapportiamo con la diversità, ed è proprio facendolo correttamente che possiamo combattere le incomprensioni, il disagio, e anche purtroppo il bullismo che ancora spesso, nelle nostre scuole, prende di mira i bambini che presentano queste difficoltà.

Negli ultimi anni Fondazione TIM è stata protagonista di molti progetti sulla dislessia, anche grazie alla collaborazione con  AID (Associazione Italiana Dislessia). 

Il più recente di questi progetti, annunciato in occasione del World Dyslexia Day, e della European Dyslexia Awareness Week 2018, è Dislessia 2.0.

Si tratta della prima piattaforma in Italia che permette a famiglie, docenti, studenti e pediatri di accedere a strumenti digitali innovativi per lo screening gratuito delle difficoltà di lettura, oltre a consentire la mappatura delle 5.000 scuole già certificate “Amiche della Dislessia”.

L’iniziativa è realizzata da Fondazione TIM in partnership con l’Associazione Italiana Dislessia, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, l’Istituto Superiore di Sanità e  l’Istituto di Scienze Applicate & Sistemi Intelligenti del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Messina in collaborazione con il Ministero della Salute e il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca che ne hanno monitorato la validità e gli effetti.

Il portale permetterà anzitutto ai bambini a partire da 7 anni, ma anche ragazzi e adulti di effettuare prove di lettura per individuare i segnali della presenza del disturbo. In caso di lievi difficoltà, potranno avviare un percorso di recupero con una sessione finale di verifica. Se verranno riscontrati profili a rischio dislessia, la piattaforma indirizzerà gli utilizzatori verso strutture competenti per una diagnosi più approfondita. Questo  screening, denominato Dislessia Online, permetterà di ridurre alle reali condizioni di bisogno i casi in cui si ricorrerà a specialisti del settore, come confermato dalla fase di sperimentazione che ha dimostrato la possibilita di ridurre i cosiddetti “falsi positivi” fino al 25%.

Un'altra funzionalità offerta dal portale è quella rivolta ai bambini che manifestano disturbi della comunicazione e del linguaggio nei primi tre anni di vita. In accordo con logopedisti, pediatri e neuropsichiatri, grazie a Smart@pp sarà possibile effettuare, anche da tablet e smartphone, uno screening ultra-precoce, e quindi straordinariamente efficace, con domande puntuali secondo test standard validati.

Infine, per gli studenti affetti da DSA, la funzione Dislessia Amica permetterà alle famiglie di consultare la mappa dei 5.000 istituti – dalla primaria fino alla secondaria di II grado - che dispongono di docenti formati, che rappresentano oltre il 60% di tutte le scuole statali italiane. La certificazione è stata raggiunta tramite un programma e-learning che dal  2016 ha coinvolto 170 mila insegnanti, 6000 istituti ed erogato 5milioni ore di formazione.

Il progetto Dislessia 2.0, una delle iniziative al centro della campagna #disleggo2018 che ha l’obiettivo di diffondere  la corretta informazione su questo disturbo, è solo il punto di approdo delle molte iniziative in cui Fondazione TIM si è impegnata negli ultimi anni. 

Dal 2009, infatti, la Fondazione è in prima linea sul tema della dislessia con un programma pluriennale che ha permesso la realizzazione di protocolli di screening, campus informatici, libri digitali e la diffusione di un approccio più inclusivo nelle scuole. Attività completate, nell'ultimo decennio, dalle diverse campagne di informazione tendenti a superare gli equivoci e a sottolineare gli aspetti più importanti di un disturbo che ha profonde conseguenze sociali, che riguardano i ragazzi, le famiglia, il sistema scuola.