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Com'è cambiato il mondo delle Telecomunicazioni

Dal telefono fisso a Snapchat

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Dai numeri composti muovendo la “ruota” del telefono fisso, a Snapchat: il mondo della comunicazione ha attraversato una rivoluzione.  

Il mondo dei nativi digitali comunica oggi  secondo un modello social che utilizza una molteplicità di “terminali”.  In questo mondo telefonare è solo uno dei modi per comunicare,  mentre diventa indispensabile poter disporre istantaneamente di tutte le informazioni che servono e poterle condividere con chi si vuole.

Nel corso di  questa rivoluzione, accanto agli operatori di rete (le “Telco”) sono nati e si sono affermati  i cosiddetti OTT (over-the-top): piattaforme online e applicazioni come Google, Facebook e Skype che, non disponendo tipicamente di proprie infrastrutture di rete, offrono applicazioni, contenuti e servizi agli utenti finali grazie ad Internet ed allo sviluppo del Broadband e dell’Ultrabroadband, senza essere soggetti al complesso di regole definite per le Telco.

La regolamentazione – sia negli Stati Uniti che in Europa, con tutte le differenze del caso – ha infatti concentrato la propria attenzione sull'assicurare “la neutralità dell'accesso a Internet” definendo  precisi vincoli a cui le Telco devono attenersi. Per contro, i soggetti OTT hanno creato e sviluppato i propri business a livello globale senza che le loro piattaforme online siano soggette a normative analoghe”, come si legge su Le regole del gioco: l'evoluzione dello scenario regolamentare.

Internet fornisce in sostanza a qualunque soggetto operante “sulla rete” la possibilità di offrire servizi a chiunque abbia un PC, un Tablet, uno smartphone. Ma il fatto che le applicazioni più diffuse al mondo non debbano rispondere a regole  simili a quelle ad esempio della telefonia tradizionale pone problemi non di poco conto, soprattutto se si tiene presente  che l’uso di queste applicazioni rende possibile ad alcuni soggetti l'acquisizione di una enorme mole di dati privati, spesso senza che l'utente sappia come verranno utilizzati in futuro.
Non si è ancora riflettuto abbastanza sulla poca trasparenza dei meccanismi con cui vengono forniti i risultati dei motori di ricerca (criteri oggettivi o pubblicità? E quanto è chiara la distinzione tra le due cose per l'utente?)  e su come funzionano gli algoritmi dei social network, o sul rischio che il crescente potere di mercato di pochi soggetti a livello mondiale possa produrre asimmetrie.

Il carattere rivoluzionario del nuovo scenario richiederebbe di  superare la tradizionale definizione di ” servizio di comunicazione elettronica”, basata sul concetto di puro trasporto delle informazioni su una rete, a favore di un concetto più ampio, che è quello di “servizio di comunicazione digitale”, in cui l'elemento qualificante dovrebbe essere la “fornitura di servizi a distanza”,  con regole uniformi  per qualunque soggetto offra servizi e applicazioni agli utenti finali, senza discriminare  i soggetti che si occupano anche del trasporto fisico dell'informazione.

Non solo: le regolamentazioni dovrebbero tutelare adeguatamente i principi di trasparenza, libertà, sicurezza e privacy, assicurandosi ad esempio che le piattaforme online non condizionino ingiustificatamente la diffusione di contenuti, che gli utilizzatori abbiano libero accesso a tutte le informazioni e che i fornitori di contenuti possano avere libero accesso ai clienti finali.

In questo modo si farebbe un importante passo avanti verso l’obiettivo, da tutti riconosciuto come irrinunciabile, di realizzare la “parità di condizioni”  fra soggetti che, nelle loro differenze, offrono comunque servizi di comunicazione digitali. Le differenze tra Telco e OTT rimangono però significative, sotto molteplici aspetti, a partire dal modello di business con cui operano.

Telco vs OTT: i modelli di business

Le Telco sono (anche) delle società di infrastrutture, delle quali hanno molte caratteristiche: mercati locali, intensità di capitale elevata, grande valore attribuito alla affidabilità, qualità del servizio, sicurezza, tutela del cliente. Devono sottostare a precisi obblighi di “servizio universale” e a vincoli finalizzati a favorire la competizione fra soggetti con livelli di infrastrutturazione molto eterogenei.

Del tutto diverso è invece il caso degli OTT, che hanno costruito il loro successo utilizzando la connettività offerta dalle reti, costruendo modelli di business non usuali per le Telco, in quanto basati, almeno in una fase iniziale, sulla profilatura dei clienti e su ricavi da pubblicità; per questo è fondamentale per gli OTT attirare rapidamente milioni di utenti, offrendo servizi ed applicazioni gratuitamente, per poi evolversi o in modalità freemium (pago solo se voglio servizi aggiuntivi) oppure per essere acquisiti da altre società per le quali la “profilazione dell’ utente” risulti fondamentale (si pensi a WhatsApp, venduto a Facebook).
Sul piano delle dinamiche di mercato, guardare al mondo degli OTT ci insegna che  anche piccole differenze qualitative fra le diverse offerte spingono alla migrazione dei clienti verso l’offerta migliore, producendo un monopolio che di fatto non lascia posto al numero 2 o 3 del mercato.

Telco & OTT: frenemies

Se la contrazione dei prezzi e dei volumi dei servizi a pagamento determinata dall’entrata degli operatori OTT possono influenzare negativamente gli incentivi a investire nella banda ultra-larga o nella rete 4G, d'altro canto le piattaforme online e le applicazioni di maggior successo spesso rappresentano la ragione principale per cui gli utenti desiderano la banda ultralarga o una rete mobile sempre più veloce. Inoltre, le Telco hanno anche imparato alcune lezioni dagli OTT per individuare nuovi modelli di business:  ad esempio, l’offerta di servizi “over-the-network” (OTN). Mentre gli OTT si muovono su scala globale, i servizi  OTN possono beneficiare delle caratteristiche distintive delle Telco:  scala locale, qualità del servizio, sicurezza, affidabilità,  vicinanza al cliente.   Tipicamente,  nel caso  OTN i servizi vengono progettati in modo da garantire la massima qualità, utilizzando al meglio le specifiche risorse di rete e IT  della Telco a livello locale, mentre nel caso OTT  le applicazioni sono pensate per essere fruite sulla Internet globale.

Un esempio che chiarisce il quadro può venire dal modo completamente diverso in cui si fruisce di un video scaricato gratuitamente da un sito remoto su Internet e di uno show a pagamento in diretta e in alta definizione. Nel primo caso, l’utente, ad esempio un teenager,  non ha esigenze particolari di qualità (certamente non si rivolgerà ad un “customer care” in caso di problemi…)  e non darà particolare valore alla sicurezza.

E lo show? Funziona al contrario: la qualità del servizio è essenziale, visto che lo sto seguendo in diretta e in alta definizione; il servizio al cliente è altrettanto importante, visto che si dovrà agire tempestivamente per risolvere qualsiasi problema; mentre la sicurezza sarà decisiva per chi possiede i diritti di quello show, che vuole ad esempio evitare che il contenuto venga piratato.

Le piattaforme OTN possono quindi sfruttare al massimo le caratteristiche delle Telco per offrire pacchetti che fidelizzino il cliente e che offrano servizi locali e di qualità superiore; potendo così trovare uno spazio in un mondo, quello dell'entertainment, che si sta sempre più globalizzando, ma anche in settori che si stanno sviluppando rapidamente, come le città ed i trasporti “intelligenti”, la sanità, l’industria 4.0.

D’altra parte si assiste ad una continua crescita delle prestazioni necessarie per alcuni servizi OTT, quali il video ad alta ed altissima risoluzione, o i telecontrolli in tempo reale.  Per fornire alcuni servizi gli OTT hanno bisogno, in molti casi, di infrastrutture e dei servizi di delivery di una  Telco, in quanto le prestazioni della Internet globale non sono sufficienti. Questo aspetto è di fondamentale importanza nella ricerca di una relazione costruttiva tra gli OTT e le Telco. Proprio nell’esigenza di qualità degli OTT risiede l’opportunità per le Telco di monetizzare gli ingenti investimenti che stanno facendo nell’accesso Ultra Broadband e nelle reti IP.

Nel nuovo contesto è quindi necessario stabilire relazioni tra Telco e OTT secondo logiche di cliente/fornitore o di partnership in cui le Telco offrono agli OTT servizi di rete differenziati e adeguati ai requisiti dei diversi flussi di traffico e delle applicazioni.  Questi nuovi modelli, denominati “mercati a due fronti”, consentono alle Telco di avere ricavi sia dagli utenti finali sia dagli OTT, ricavi proporzionati agli specifici benefici che i diversi soggetti ottengono dall’uso delle reti, ed in coerenza con il contesto regolamentare recentemente definito sul tema dell’Open Internet.

Dalla digital life al digital citizen

Le piattaforme OTN non trovano applicazione solo nel mondo dell'intrattenimento. Un ruolo chiave lo possono giocare i servizi cloud based, della digital work (industry 4.0, metering e pubblica amministrazione digitale), fino ad arrivare al digital citizen: un'evoluzione della digital life in cui già ci troviamo immersi grazie all'e-commerce, al digital learning, alla salute digitale, le smart city, ma anche case e auto intelligenti.

Se tutto questo si applica alla pubblica amministrazione, ecco che un altro ruolo decisivo per gli OTN lo si può trovare nel digital citizen: un cittadino dotato di identità digitale, che può votare per via digitale, che possiede un fascicolo sanitario digitale. Tutti aspetti che, inevitabilmente, possono venir sfruttati al meglio da realtà importanti ma che operano su un mercato locale.  Affinché questo nuovo approccio ai servizi abbia successo, è importante passare ad una concezione che considera tali servizi non più elementi a sé, isolati, ma parte di qualcosa di più grande. Parte di una piattaforma.

Dal punto di vista della rete per una Telco diventa necessario mettere in atto un modo agile e flessibile di realizzare i servizi “over the net” mediante un processo di trasformazione che investe sia il modello di business sia la struttura stessa delle reti.  Da un lato, la necessità di ridurre i costi ed aumentare la velocità di risposta alla domanda del mercato spinge le Telco verso una semplificazione ed una automatizzazione della rete.  Dall’altro lato le nuove reti devono assicurare i livelli di qualità differenziati per le diverse tipologie di traffico e fornire i diversi requisiti richiesti delle Applicazioni (voce, dati, video…).

Lo scenario di “competizione” tra Telco e OTT evolve quindi verso un piano di “cooperazione” in modo coerente con l’attuale quadro regolatorio sull’Open Intenet che in Europa ha recentemente concluso l’iter di approvazione ed entrerà in vigore in tutti gli Stati Membri nel 2016.

Telecom Italia ha intrapreso in modo chiaro un percorso strategico di partnership, focalizzandosi in questa fase sui principali operatori di contenuti. Questo approccio di partnership si rivolge a qualunque fornitore di servizi del mondo Internet e si colloca nel trend generale di valorizzazione del ruolo della Telco quale abilitatore tecnologico e di validità del nuovo modello di Network Services.