Narrativa in 140 caratteri. Con Twitter si può - #SMWmilan Narrativa in 140 caratteri. Con Twitter si può - #SMWmilan

Narrativa in 140 caratteri. Con Twitter si può - #SMWmilan

Scrivere nell’era dei Social Network.

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Il mondo digital, le nuove tecnologia e i Social Network stanno cambiando la nostra vita e le nostre abitudini. I nuovi device tecnologici portano con sé anche nuovi linguaggi e nuovi modi di raccontarsi e raccontare storie.

La narrativa non poteva restare impermeabile di fronte alla rivoluzione digitale: il mondo social con i suoi specifici tempi di comunicazione e interazione ha creato nuovi modi di descrivere esperienze, rielaborare personaggi che la letteratura ha assorbito, utilizzato e re-inventato.

Ma come è possibile fare storytelling attraverso i social?

Raccontare (e raccontarsi) in 140 caratteri: Twitter

Twitter può essere uno strumento perfetto per raccontare storie, rielaborare personaggi, inventare nuovi modi di rappresentare la finzione letteraria.

Con soli 140 caratteri disponibili diventa difficile scrivere, ma tre “esperti di settore” ci raccontano come diventare dei social writer.

Prima regola: dare spazio alla fantasia mantenendosi all’interno di un set di regole.

Edoardo BrugnatelliDirettore di Scrivo.me – sottolinea l’importanza dell’aspetto ludico della scrittura nell’era dei social. Chiunque vuole iniziare a scrivere per il mondo digital, deve saper giocare con le parole, scatenando la fantasia, nel rispetto delle regole e dell’essenzialità. “Una costruzione in 140 caratteri, può spaventare, ma scatena la fantasia. Twitter è la perfetta macchina per la creazione di micro testi”.

La parola all’esperto

Il mio lavoro è quello di scrivere fumetti

Tito Faraci – Sceneggiatore di Fumetti

Scrivere batture all’interno delle nuvolette ha permesso di capire che 140 caratteri possono essere anche fin troppi. Nel DNA del fumetto c'è la sintesi, un numero limitato di immagini per raccontare una storia: devono quindi essere fatte delle scelte. “Faccio questo lavoro da 20 anni e ho iniziato a pulire la mia scrittura”, ma cosa vuol dire pulire, porsi dei limiti?

Immaginiamo di avere dei binari, che segnano la strada che però possono essere spostati. Sono dei limiti che permettono alla creatività di non diventare una palude, di andare da qualche parte.

Non dobbiamo mai dimenticare di rispettare il tempo di lettura del lettore: bisogna saper dare velocità al racconto.

Anche Rossella MarangoniNipponista e Docente di cultura giapponese – invita a non abusare dell’attenzione del lettore: “Un esercizio di limitazione non può che fare bene: limitare le parole mette le persone in comunicazione”. Un bravo scrittore non deve sommergere il lettore di parole, deve lavorare per sottrazione: i concetti devono essere espressi in modo chiaro, come fossero espressioni fulminee, e sintetico, come gli Haiku giapponesi, componimenti poetici da tre versi di 17 sillabe.

L’imperativo è stringere

Andrea Nani – Graphic Designer Mondadori

Disegnando fumetti si è reso conto di poter “disegnare” anche solo con le parole e lasciando l’immaginazione al lettore. Infatti, non essendoci disegno, aumentano le interpretazioni di chi sta leggendo. “Ho iniziato a scrivere su un blog, avevo spazio e personalità, ma poi i tempi sono cambiati e sono arrivati i Social”. E quindi? Oltre alla brevità, occorre la severità, è necessario che nasca una discussione, che un tweet generi una risposta. Alla domanda “Si può scrivere un racconto fatto di tweet?” Risponde di sì, l’importante è che ci sia dialogo, attorno allo steso tema. Un unico tweet non è sufficiente, bisogna creare una discussione cinica attorno ad un luogo comune: questo funziona perché innesca reazioni.

La letteratura che migra sui social, si fa social

Da marzo, in concomitanza con la Fiera del libro di Bologna, Scrivo.me lancia #TwiScrivo: un contest di scrittura collettiva e ludica su Twitter. Sarà anche l’occasione per giocare in diretta e in anteprima, usando Twitter, internet e tanta fantasia.

Sarà un modo per allenarsi seguendo i consigli degli esperti che hanno affrontato il tema durante l’evento, proprio come per il contest #wehaveadream, il progetto di Social Writing, organizzato da Telecom Italia e Scuola Holden, ha permesso agli utenti di esprimersi attraverso dei Tweet su argomento “sociali”. I racconti più votati saranno raccolti e pubblicati in un e-book.

Perché, se anche Martin Luther King, avesse avuto un account Twitter, come avrebbe diffuso il suo messaggio?