The Internet Bill of Rights: la magna carta dei diritti di Internet The Internet Bill of Rights: la magna carta dei diritti di Internet

The Internet Bill of Rights: la magna carta dei diritti di Internet

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Qual è il futuro di Internet? Come fare a regolare al meglio aspetti cruciali come la neutralità della rete, la tutela dei diritti personali, l’accessibilità diffusa e l’autodeterminazione informativa?

La materia è quanto mai delicata ma per la prima volta anche l’Italia si confronta col problema. Lo fa in ottica internazionale, come d’altronde è naturale parlando di world wide web, attraverso lo studio di una Carta dei Diritti di Internet: un documento sviluppato da una commissione ad hoc e con la partecipazione dei cittadini, da presentare poi non solo al Parlamento Italiano, ma potenzialmente anche all’Europa e all’ONU.

Privacy e libertà

Il percorso di diffusione tracciato è globale ambizioso e difficile perché se da una parte il Vecchio Continente è tradizionalmente legato a posizioni molto stringenti su temi come la privacy, attori centrali come gli Stati Uniti mettono invece l’accento sulla libertà di azione.

Le posizioni sono contrastanti e la forma stessa della Carta, ovvero quella di una Dichiarazione dei diritti, secondo l’avvocato Carlo Blengino non sarebbe d’aiuto. Il membro del Nexa Center for Internet & Society è scettico di fronte a una fonte che non sia in effetti strettamente vincolante per l’ordinamento. Esprime dei dubbi anche il Vice Direttore del Corriere delle Sera, Daniele Manca. 

C’è una confusione di fondo: stiamo parlando della piattaforma, Internet, o di quello che ci passa attraverso?

Daniele Manca, Vice Direttore del Corriere delle Sera

La sua preoccupazione è la confusione nella quale aleggia l’oggetto di discussione: regolare e garantire la piattaforma di Internet, o quello che ci passa attraverso? Un nodo verso il quale Manca nutre riserve: Il rischio infatti è rimanere appiattiti sul presente quando l’obiettivo invece è il futuro. Ma allo stesso tempo se non si regola con attenzione il presente è il futuro stesso ad essere in pericolo.

Più fiducioso l’approccio di Guido Scorza, legale e digital champion.

Il principale diritto del cittadino digitale è il diritto all’accesso ad una Rete quanto più possibile neutrale perché la Rete è la nuova autostrada dell’informazione

Guido Scorza – Legale e Digital Champion

Concorde anche Anna Masera, Capo Ufficio Stampa e Responsabile Comunicazione della Camera dei Deputati, la quale ricorda la moltitudine di articoli scritti, quando ancora era giornalista della Stampa, a tema “Giù le mani da Internet”. La convinzione è infatti che la Rete vada tutelata, e per farlo al meglio ci vogliono dei principi solidi che la difendano, meglio ancora se sanciti da una nuova Magna Carta, come auspica anche il papà stesso di Internet, Tim Berners Lee.

 

Consultazioni e digital divide

Altro elemento chiave è il confronto con i cittadini, e difficilmente poteva essere altrimenti viste le caratteristiche di pluralità e internazionalità del mezzo. A partire dallo scorso 27 ottobre e fino al prossimo 31 marzo resterà infatti aperta una vera e propria consultazione pubblica online (http://camera.civi.ci/discussion/proposals/partecipa_alla_consultazione_pubblica_bill_of_rights), con lo scopo di allargare il dibattito fuori dalle aule del Parlamento e dai tavoli delle sue commissioni. In piena logica partecipativa e non elitaria.

Per ora però la partecipazione è stata piuttosto bassa. Le cause sono molteplici e vanno ascritte in buona parte anche alla complessità del tema. In secondo luogo, i dati Istat rilevano che un italiano su tre non ha mai usato Internet. Il gap tecnologico e culturale può essere colmato solamente con un’azione congiunta di cittadini, istituzioni e imprese. E in questo scenario, secondo Scorza, stimolare i legislatori ad occuparsi della materia attraverso la Carta dei Diritti di Internet non può che essere positivo.