La Driverless Car alla conquista dell´autostrada La Driverless Car alla conquista dell´autostrada

La Driverless Car alla conquista dell'autostrada

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Il Prof. Broggi lo abbiamo conosciuto due anni fa, alla Bicocca, in occasione del suo intervento alla giornata conclusiva di Working Capital 2013. Ci raccontò il suo VISLAB di Parma, il centro di ricerca che ha stupito il mondo realizzando i primi prototipi di autonomous vans protagonisti dell'incredibile cavalcata di oltre 13.000 km da Parma all'Expo di Shangai, nel 2010.

A distanza di due anni, lo abbiamo sentito di nuovo per capire quali avanzamenti ha registrato questa promettente innovazione tecnologica e cosa deve ancora succedere per poter vedere queste auto circolare regolarmente sulle nostre strade. Le implicazioni di un imminente impiego di queste tecnologie nell'uso comune sono destinate a rivoluzionare l'intero settore della logistica e dei trasporti, sia  privati che commerciali. E non si tratta di una prospettiva lontana nel tempo: 

"Il VISLAB - racconta il professore - ha lavorato per piu' di 20 anni sull'automazione di veicoli. I prototipi che abbiamo dimostrato e la tecnologia corrente mostrano che a breve potrebbero esserci veicoli in grado di gestire tutte le situazioni piu' semplici, come l'impiego su comuni autostrade." 

Ma come funziona, esattamente, una driverless car? "Si tratta, spiega Broggi -  di un veicolo a guida automatica in grado di muoversi grazie all'ausilio di sensori e calcolatori che  percepiscono l'ambiente, prendono decisioni intelligenti e informate, agiscono su freno, acceleratore e sterzo (e comandi ausiliari) per far muovere il veicolo."

Non si tratta, quindi di una tecnologia che si appoggia (anche) sulla sensoristica dell'infrastruttura, in questo caso l'autostrada. Esiste infatti anche l'approccio inverso, quello per cui è la rete stradale a guidare l'autoveicolo, che deve peraltro in ogni caso essere dotato di una tecnologia compatibile, come il sistema AHS. Ma il principale ostacolo all'adozione di questa alternativa è che standard come l'AHS non permettono di mescolare il traffico automatizzato al traffico normale, ciò che rende preferibile concentrare la ricerca (e gli investimenti) su automobili completamente autonome, in qualsiasi situazione di traffico.

Nel frattempo, però, c'è una importante novità: il VISLAB è stato acquisito dagli americani di Ambarella per 30 milioni di dollari. Ma il professore è il primo a spiegarci che questa notizia non può essere catalogata nella categoria "fuga di cervelli".

"In questo caso - precisa Broggi - si tratta molto semplicemente del contrario: è la Silicon Valley che è sbarcata a Parma.  Grazie ai nostri accordi, al posto di far fuggire i nostri ricercatori italiani verso la California, siamo riusciti ad attirare le risorse e il vigore dell'ecosistema statunitense dalle nostre parti. L'obiettivo che abbiamo e' di far crescere la sinergia con l'universita' in modo da attirare all'universita' di Parma gli studenti migliori e piu' motivati, farli crescere, e magari inserirli in aziende high tech direttamente collegate con le realtà più dinamiche non solo in California, ma anche in estremo oriente. E' una occasione unica che permettera' di far crescere il territorio e di innovare rimanendo  in Italia, con un modello di collaborazione che potrebbe rivelarsi un esempio anche per altri".