Un PC ogni 12 studenti: la scuola italiana è poco digitale Un PC ogni 12 studenti: la scuola italiana è poco digitale

Un PC ogni 12 studenti: la scuola italiana è poco digitale

Due ricerche mostrano il palese ritardo del processo di digitalizzazione della didattica
nel nostro Paese rispetto alla media europea

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Peggio di noi solamente Grecia e Turchia. Il rapporto pc/studenti cala alle elementari e alle medie (che fanno, tuttavia, largo uso delle lavagne interattive). Per ovviare al problema gli alunni potrebbero portarsi portatili e tablet da casa, come avviene in Danimarca e Francia.

Bocciata in informatica. La scuola italiana palesa un evidente ritardo nel processo di digitalizzazione degli insegnamenti rispetto agli altri Paesi europei. Lo si evince dallo studio “Survey of school: ICT in Education 2013”, realizzato dall’Università di Liegi, e dai dati messi a disposizione da European Schoolnet, che si riferiscono all’anno scolastico 2011-2012. L’Italia è nella parte bassa della graduatoria: 1 pc ogni 12 studenti nelle scuole superiori. Peggio di noi solo la Grecia (1 ogni 17 studenti) e la Turchia (1 ogni 22). La media del Vecchio Continente si attesta su 1 computer ogni 4 studenti. E la situazione peggiora se si prende in esame le scuole medie e le elementari, senza contare che molti pc non sono connessi alla Rete.

Paragoni pesanti

I risultati delle ricerche mostrano uno scenario a tinte fosche per la scuola italiana. C’è 1 pc ogni 16 studenti alle elementari (media europea 1 ogni 7) e 1 ogni 12 alle medie (media europea 1 ogni 5). Osservando il numero di computer connessi al Web lo scenario peggiora ulteriormente: alle elementari, ad esempio, la scuola italiana mette a disposizione una postazione collegata a Internet ogni 333 studenti (media europea 1 ogni 20). Alle medie la situazione migliora leggermente: c’è un computer connesso al Web ogni 125 studenti (media europea 1 ogni 14). In Europa quasi 4 studenti su 5 frequenta una scuola dotata di almeno un’aula computer (76%), mentre in Italia solo 1 su 2 (il 52%) può beneficiare di questo servizio.

Passi in avanti grazie alle lavagne interattive

Le lavagne interattive, dette LIM, sono una delle poche note positive presenti nelle ricerche. L’Italia si dimostra all’avanguardia nell’utilizzo di questo strumento didattico digitale, almeno alle medie (1 LIM ogni 77 studenti, mentre la media del Vecchio Continente è 1 ogni 100). Il rapporto, però, cala in modo vistoso alle elementari (1 ogni 200 studenti, media europea 1 ogni 111) e alle superiori (1 ogni 250, media europea 1 ogni 167).

Portarsi il tablet da casa

Si chiama “bring your own technology” ed è una strategia usata già dai Ministeri dell’Istruzione di Francia e Danimarca. In estrema sintesi, per ovviare ai budget sempre più striminziti per la scuola pubblica, i docenti invitano gli alunni a portarsi in classe i portatili o i tablet che hanno a casa. I risultati della strategia sono stati soddisfacenti nei due Paesi in questione e potrebbe essere replicata, in maniera sistematica, anche in Italia.