Uno smartphone per tavolozza: l’arte di Pomo Firenze Uno smartphone per tavolozza: l’arte di Pomo Firenze

Uno smartphone per tavolozza:
l’arte di Pomo Firenze

App e touch screen: ecco gli “attrezzi del mestiere” dell’artista Andrea Pomini

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PicsArt e Pixlr sono i suoi pennelli, Instagram e UbqArt le sue gallerie: l’artista digitale ha guadagnato fama internazionale grazie al linguaggio che ha contribuito a sviluppare, ossia fare arte con i device mobile.

È uno smartphone la tavolozza di Pomo, al secolo Andrea Pomini, artista digitale fiorentino che si sta affermando sul panorama italiano e internazionale grazie alle sue opere caratterizzate da un’impressionante forza visiva. Nessun pennello, nessuna tempera: sono le app grafiche e un touch screen gli unici “attrezzi del mestiere”.

Fare arte nell’epoca dei device mobile

Nato pittore “classico”, la vita artistica di Pomo è mutata con il suo primo incontro con uno smartphone: “ho subito capito – afferma l’artista digitale con un velo di anticonformismo - di aver trovato quello che stavo cercando, uno strumento che mi permetteva di scontentare sia i tradizionalisti della pittura, sia i puristi della grafica digitale”. Le sue opere traggono ispirazione dalla pop art, ma anche dalla street art e dai soggetti classici, tutti elementi miscelati attraverso applicazioni per smartphone al fine di realizzare opere uniche e irripetibili. Dopo la “stampa”, Andra Pomini elimina il dipinto digitale in alta risoluzione dal “rullino” dello smartphone, assicurando l’unicità della sua creazione. È il suo modo di dire “no” alla serialità tipica dell’arte contemporanea.

Instagram come nuovo centro espositivo

Pomo realizza tutti i suoi dipinti sfruttando le potenzialità delle app PicsArt e Pixlr. “Avere sempre con me il mio telefonino mi permette di dipingere ovunque mi trovi – spiega l’artista digitale fiorentino – e oltre alle due applicazioni citate, mi servo all’occorrenza di almeno altri quindici software”. Per Pomo, però, le nuove tecnologie non sono rapidità ed efficienza, almeno non solo: per realizzare un quadro digitale impiega moltissimo tempo, curando i dettagli di ciascun singolo pixel. Pioniere di questo nuovo linguaggio artistico, Andrea Pomini è membro del gruppo UbqArt, un nuovo social media espositivo dedicato all’arte italiana, ed è reduce dal successo della personale #pomoarthotel svoltasi a inizio ottobre a Firenze, alla quale ha contribuito anche il noto Iger (così si chiamano i virtuosi di Instragram) Francesco Rosati, più noto come @doctorfra. Curioso il rapporto tra Pomini e il social dedicato alle immagini: “ho venduto il mio primo dipinto a un collezionista di Londra che mi ha trovato proprio su Instagram”. E l’anno prossimo Pomo volerà nella capitale britannica per una nuova mostra: “qui, ma anche a Berlino, l’arte digitale è molto apprezzata, mentre in Italia in tanti storcono ancora il naso. Un vero peccato, perché la produzione artistica digitale italiana sta vivendo un periodo di grande fermento: i linguaggi espressivi sono molteplici e variegati, mentre i principali interpreti godono di notevole considerazione in tutto il mondo”. Nessuno è profeta in Patria? Forse, ma Pomo ha da poco tenuto il suo primo workshop e, considerando le numerose richieste che riceve quotidianamente da parte di persone che vorrebbero apprendere i rudimenti dell’espressione artistica attraverso lo smartphone, molto probabilmente non sarà l’ultimo.