Scuola Digitale e obiettivi 2015: serve una svolta Scuola Digitale e obiettivi 2015: serve una svolta

Scuola Digitale e obiettivi 2015: serve una svolta

All’interno del provvedimento del Governo “La Buona Scuola” restano aperti importanti punti che devono essere necessariamente raggiunti nel 2015 per dare vigore all’ammodernamento di un settore che ancora fatica rispetto a quanto fatto dagli altri Paesi europei.

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Il milione di euro stanziato a fine novembre per la formazione dei docenti non è ancora sufficiente. L’Europa, inoltre, tiene ancora bloccati alcuni finanziamenti già approvati per mancanza dei requisiti. L’anno che si è appena aperto sarà decisivo.

Anche nel 2015 prosegue l’impegno del Governo verso il rinnovamento e l’innovazione della didattica all’interno delle scuole italiane. Vi sono però alcune voci fuori dal coro che reclamano un maggiore sforzo da parte delle istituzioni, sia sul fronte economico sia su quello burocratico. Tra i temi caldi vi è la formazione dei docenti, non sempre allineati agli innovativi sistemi tecnologici e, per questo, obbligati a colmare il gap conoscitivo attraverso corsi ad hoc. Ma il milione stanziato dal Governo, con una media per insegnante pari a 1,25 euro, sembra non essere sufficiente.

Le attività in cantiere

Sul fronte statale, oltre all’imminente volontà di dare il via definitivo al processo di accrescimento delle competenze dei docenti riguardo ai processi legati all'innovazione tecnologica e alla digitalizzazione, è già in cantiere la definizione dettagliata della road map dell’intero progetto "La Buona Scuola", tra cui spiccano importanti attività quali l’inserimento di lezioni obbligatorie legate al coding, il linguaggio di programmazione dei sistemi digitale, e all’introduzione massiccia di tablet e supporti tecnologici già all’interno delle scuole primarie, condizione necessaria per permettere ai nativi digitali di familiarizzare con la tecnologia sin da piccoli, attraverso un metodo educativo strutturato e sicuro.

Gli aiuti europei

All’interno dell’ampio progetto voluto dalla Comunità Europea e legato alla creazione, nel breve termine, di smart cities in cui tecnologia e tutela ambientale siano alla base della vita sociale, spiccano alcune voci legate al mondo della scuola, in cui l’Italia ha già ottenuto il via libera per l’ottenimento di risorse pari a 19 milioni di euro. Tali fondi però non sono ancora utilizzabili concretamente, a causa di cavilli burocratici, anche se il loro stanziamento è già stato reso noto. Tra i principali titoli che godranno dell’appoggio europeo risulta di primario interesse INF@ANZIA DIGI.Tales 3.6, un’idea nata qualche mese fa e che mette al centro dell’apprendimento, attraverso la tecnologia, la scuola materna ed i bambini in età compresa tra i 3 ed i 6 anni. Di spicco è anche la proposta S.A.M.E., Soluzioni e Applicazioni Mobili contro l'Esclusione, per aiutare i ragazzi in difficoltà e combattere, con l’aiuto del digitale, fenomeni di bullismo e di coercizione.