In Rete tutte le “Meraviglie di Venezia” In Rete tutte le “Meraviglie di Venezia”

In Rete tutte le “Meraviglie di Venezia”

Un sito per osservare migliaia di opere contenute nei musei della Serenissima

- + Text size
Stampa

Forse il più ricco museo digitale al mondo, contenente oltre 20mila foto e 400 oggetti virtuali, più della metà dei quali visionabili tridimensionalmente. Il sito prevede anche tour virtuali degli spazi espositivi, sia come si presentano oggi, sia riposizionando le collezioni seguendo le indicazioni delle più accreditate ricostruzioni storiche. L’ambizioso progetto è stato finanziato dal programma europeo “Shared Culture”, volto a favorire la condivisione della cultura.

Ben 750mila file, oltre 20mila foto ad alta risoluzione e circa 400 oggetti virtuali, di cui 237 in 3D. Sono questi gli impressionanti numeri del museo digitale contenuto nel sito “Meraviglie di Venezia”. L’obiettivo di quest’ambizioso progetto è, oltre a rivoluzionare il concetto di esperienza museale, rendere disponibili in Rete le bellezze artistiche della città lagunare: dal tesoro della Basilica fino allo Statuario della Serenissima, passando per il cortile di Palazzo Ducale e Piazza San Marco con le sue colonne di San Teodoro e il celeberrimo Leone, emblema della città.

Manufatti preziosi da roteare e zoomare

Le principali opere contenute nei musei di Venezia fanno bella mostra all’interno del sito: gli straordinari oggetti di oreficeria liturgica del Tesoro di San Marco, ad esempio, oppure le statue greche e romane esposte presso lo Statuario della Serenissima. Grazie a questo spazio digitale è possibile anche far “ruotare” oggetti preziosi, zoomando per osservare da vicino dettagli che, a occhio nudo, potrebbero sfuggire.

Un progetto finanziato dall’Unione Europea

Il sito “Meraviglie di Venezia” è online dalla metà del mese di aprile e ha già fatto il pieno di visitatori. Per realizzarlo sono occorsi due anni di lavoro, spesi dall’azienda Space soprattutto per la digitalizzazione delle opere. Il costo dell’operazione è stato di 276mila euro. Questa cifra è stata finanziata dall’Unione Europea attraverso il programma “Shared Culture”, nato per permettere alle persone, specialmente a quelle che non hanno le risorse per recarsi “fisicamente” presso le città d’arte, di conoscere e fruire dei patrimoni artistici più rilevanti. Il sito è disponibile in dieci lingue, tra le quali il cinese, il giapponese e il russo, ed è consultabile gratuitamente da chiunque sia in possesso di una connessione e di un pc, di uno smartphone o di un tablet.

Un tour virtuale

All’interno di questo spazio online non si trovano solo scansioni digitali di manufatti artistici e monumenti, ma anche tour virtuali degli ambienti espositivi che li contengono. Nei casi della Tribuna di Palazzo Grimani e dello Statuario Pubblico della Serenissima, la ricostruzione 3D tramite laser scanner ha consentito anche di “ricreare” questi ambienti, restituendo loro le collezioni originarie, in seguito spostate in altri musei, seguendo le ipotesi storiche più accreditate.