Museo partecipativo: da visitatore a critico d´arte il passo è breve Museo partecipativo: da visitatore a critico d´arte il passo è breve

Museo partecipativo: da visitatore a critico d'arte il passo è breve

Si moltiplicano gli esempi di poli museali che sfruttano gli strumenti digitali per rendere maggiormente interattiva la fruizione delle loro collezioni

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L'Italia si dimostra leader mondiale per tutto ciò che concerne l'utilizzo della tecnologia per implementare l'esperienza museale del visitatore. Esempi sono il successo di “Una Mostra Impossibile”, le pluripremiate app del Museo Nazionale del Cinema di Torino e del Museo della Scienza di Milano, ma anche la recente esposizione “Oltre il limite” del MuSe di Trento.

Non più semplici visitatori nei musei del futuro, e già in molti del presente, ma attivi promotori di contenuti. Una trasformazione già in atto in ambito museale, un po’ in tutto il mondo. E in questo settore, che potremmo definire Museo 2.0, le strutture italiane non stanno certo a guardare, anzi alcune sono prese come punti di riferimento a livello mondiale.

Un hashtag per vedere la propria foto esposta al MoMA

Il MoMA di New York, per promuovere la mostra sull’architettura latino-americana che aprirà i battenti il prossimo 29 marzo, non ha certo pensato di utilizzare i media tradizionali, come giornali e televisioni. Il museo newyorkese ha organizzato degli instameet a Rio, Caracas e Guatemala City, una mostra interattiva a Parigi e lanciato l’hashtag #arquimoma, grazie al quale è possibile presentare le proprie foto agli allestitori della mostra: le migliori saranno addirittura esposte. Quella messa in piedi dal MoMA è da considerarsi una delle più importanti sperimentazioni di “museo partecipativo”.

Cos'è un museo partecipativo?

Cosa s’intende per museo partecipativo? Si tratta di una nuova forma di fruizione museale, alimentata attraverso le tecnologie digitali, attraverso la quale i visitatori possono diventare creatori e distributori di contenuti, ma anche critici e collaboratori. Il sistema museale italiano è assolutamente all’avanguardia non solo in questo nuovo settore, ma anche in tutti gli aspetti del Museo 2.0. Dal 23 al 29 marzo, ad esempio, si terrà #MuseumWeek: immagini e commenti da condividere su Twitter, usando questo hashtag ovviamente, su sette temi legati all’ambito museale. Il Museo Nazionale del Cinema di Torino ha vinto, nel 2014, l’Innovation Award di MuseumNext, la principale fiera del settore, soprattutto grazie alla sua app interattiva. La Mostra Impossibile svoltasi dal 22 luglio al 10 ottobre presso il Convento di San Domenico Maggiore a Napoli, inoltre, ha avuto un successo incredibile, nonostante non ci fossero opere d'arte originali esposte. Erano però presenti le riproduzioni digitali di 117 capolavori di Leonardo, Raffaello e Caravaggio, con le quali il visitatore poteva interagire. I musei di tutto il mondo hanno chiesto di poter ospitare la Mostra Impossibile: in questi giorni si trova al Centro Nacional de las Artes di Città del Messico, la più importante istituzione museale dell’intero Messico.

Museo 2.0: Italia leader mondiale

L’Italia, dunque, è un punto di riferimento mondiale per quanto concerne il concetto di museo partecipativo, ma più in generale per tutto ciò che riguarda l'utilizzo della tecnologia per implementare l'esperienza museale del visitatore. Un altro esempio di questa leadership è la mostra “Oltre il limite - Viaggio ai confini della conoscenza” promossa fino al 2 giugno dal MuSe di Trento, durante la quale il visitatore potrà scoprire i misteri dell'Universo grazie a exhibit interattivi, dispositivi che permettono al fruitore di percepire in modo diretto alcune delle caratteristiche fisiche dei fenomeni osservati. Continua a mietere riconoscimenti internazionali per la sua efficienza MuseoScienzApp, l'applicazione realizzata dal Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.