La RAI pronta a contrastare l’analfabetismo digitale La RAI pronta a contrastare l’analfabetismo digitale

La RAI pronta a contrastare l’analfabetismo digitale

Il servizio televisivo pubblico sta per attuare il progetto
“Maestro Manzi 2.0”, ideato per diffondere la cultura digitale
anche nel nostro Paese

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Tutta la programmazione televisiva della Radiotelevisione Italiana sarà chiamata a promuovere l’utilizzo delle tecnologie online. Circa 2/3 degli italiani sono da considerarsi analfabeti digitali: gli strumenti per collegarsi alla Rete, come smartphone e tablet, sono diffusi capillarmente, ma non sono sfruttati a dovere.  

“Non è mai troppo tardi”, neanche per imparare a usare le tecnologie digitali. La Radiotelevisione Italiana sta per lanciare un progetto, chiamato “RAI per l’Alfabetizzazione Digitale: Maestro Manzi 2.0” in onore dell’illustre pedagogo che con la sua trasmissione insegnò a migliaia di italiani a leggere e a scrivere negli anni Sessanta, per contrastare l’analfabetismo digitale. Un italiano su tre non ha mai navigato in Internet e circa i 2/3 della popolazione non è in grado di usare il Web per funzioni più complesse della semplice fruizione dei contenuti.

Dalla tv al Web

Il progetto non prevede una semplice trasmissione dedicata alla cultura digitale, ma è di più ampio respiro. L’intera programmazione della Rai sarà contaminata, per così dire, da appositi strumenti volti a favorire l’alfabetizzazione digitale. La tv, in Italia, è ancora lo strumento informativo più utilizzato e, di conseguenza, il principale veicolo per insegnare a usare le tecnologie digitali. Il “Programma Nazionale per la cultura, la formazione e le competenze digitali”, in effetti, già assegnava al servizio televisivo pubblico questa funzione. Nelle linee guida di questo documento si legge che “ci si aspetta dalla RAI un contributo fondamentale a una diffusione di massa della cultura digitale” e che “il contratto di servizio e la missione dell’azienda devono includere l’impegno pubblico per lo sviluppo e la promozione della cultura digitale”.

Il problema dell’analfabetismo digitale in Italia

Nel nostro Paese gli analfabeti digitali rappresentano circa il 65% della popolazione. Si tratta di persone che sanno collegarsi alla Rete, sebbene non siano in grado di compiere azioni leggermente più complesse, come ad esempio effettuare un bonifico online, oppure acquistare un bene, o un servizio, su un portale e-commerce. Il gap dell’Italia rispetto ad altre realtà europee non è strumentale, la diffusione di device mobile quali smartphone e tablet è capillare e le connessioni alquanto rapide, bensì culturale. La RAI, quindi, è chiamata a un’opera di sensibilizzazione, coordinandosi con altri soggetti deputati dallo stesso “Programma Nazionale per la cultura, la formazione e le competenze digitali” a svolgere il ruolo di educatori nell’ambito del Web, come le scuole, le biblioteche pubbliche e le amministrazioni locali. Il progetto “Maestro Manzi 2.0” dovrà, anche attraverso lo storytelling come suggerito da Riccardo Luna (il Digital Champion italiano, ossia la figura di riferimento per la digitalizzazione del Paese), invogliare le persone ad apprendere prima, e usare poi, tutte le molteplici potenzialità della Rete.