L’arte digitale italiana ha trovato “casa” presso Quaz-Art L’arte digitale italiana ha trovato “casa” presso Quaz-Art

L’arte digitale italiana ha trovato “casa” presso Quaz-Art

Un portale all’interno del quale artisti emergenti possono esporre gratuitamente le proprie opere

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L’idea è di Ferruccio Lipari, in arte Quaz, tra i massimi esponenti nostrani nella produzione artistica digitale. Il sito ha l’ambizione di essere l’erede di Lacerba, rivista del secolo scorso nata per tutelare l’avanguardia artistica dell’epoca. Oggi, invece, sono le forme artistiche che fanno uso di nuove tecnologie ad aver bisogno di un luogo di promozione e confronto.

Nell’epoca del digitale, le gallerie hanno cambiato forma, passando da luoghi fisici a portali sul Web. È il caso di Quaz-Art, ossia uno “spazio espositivo virtuale per dare il giusto risalto al talento artistico, soprattutto dell’attuale panorama italiano”.

Un progetto di Ferruccio Lipari, in arte Quaz

L’idea di questa galleria d’arte virtuale è venuta a Ferruccio Lipari, in arte Quaz, uno dei creativi italiani più attivi nell’ambito della cosiddetta arte digitale. Collaborando con Alessio Brugnoli, Lipari ha messo in piedi uno spazio digitale all’interno del quale artisti italiani, emergenti e non, possono gratuitamente mettere in mostra le proprie creazioni. A differenza di molte altre esperienze simili al sito di Lipari, Quaz-Art permette agli artisti di mantenere tutti i diritti sulle proprie opere. Non solo: la direzione del portale garantisce che nessun filtro sarà applicato all’immagine, sempre in alta risoluzione, affinché non perda neanche un centimetro della sua forza espressiva.

Per promuovere e tutelare l’arte digitale

Quaz-Art è stato pensato soprattutto per le arti digitali, ossia forme espressive che fanno largo uso delle nuove tecnologie. Sono i benvenuti, tuttavia, anche gli artisti che utilizzano le tecniche “tradizionali”. Il portale è semplice da usare. Ogni artista ha un proprio spazio espositivo che può gestire in autonomia. Utile la funzione per confrontarsi, attraverso i social più comuni, con gli utenti del sito. Per comodità esplicativa, Quaz-Art prevede anche alcune categorie (ad esempio computer grafica, fumetto, illustrazione e fotografia sperimentale), sebbene sia noto che i generi artistici siano soliti contaminarsi.

Erede di Lacerba

Attualmente sono circa 200 gli artisti che stanno esponendo le proprie creazioni attraverso Quaz-Art. Aderire al piccolo, ma molto ambizioso, portale è senza dubbio un modo per ottenere visibilità. Perché ambizioso? Lo è per due motivi. Grazie a un oculato utilizzo delle tecniche d’indicizzazione, il sito è tra i principali riferimenti italiani per chiavi di ricerca quali “arte sperimentale” e, appunto, “arte digitale”. Quaz-Art, inoltre, si presenta come l’erede di Lacerba, una rivista nata nel secondo decennio del secolo scorso in aperto contrasto con chi definiva l’avanguardia artistica dell’epoca come marginale, ininfluente ed esteticamente sgradevole. Quaz-Art vuole proprio dare dignità e rilevanza all’arte digitale che, ancora oggi, ha non pochi detrattori.