Il museo digitale delle opere d’arte mai realizzate Il museo digitale delle opere d’arte mai realizzate

Il museo digitale delle opere d’arte mai realizzate

Si chiama MoRE ed è un archivio d’idee artistiche che, per qualche motivo, non si sono mai concretizzate

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Aperto tre anni orsono, questo museo virtuale ospita progetti artistici di noti esponenti dell’arte contemporanea. Recentemente lo staff del MoRE ha preso parte al MIA Fair di Milano per parlare del “non realizzato” in ambito fotografico.

Si chiama MoRE ed è un museo interamente digitale. La sua particolarità, tuttavia, non è quella di non prevedere uno spazio espositivo “fisico”, bensì quella di ospitare solo ed esclusivamente “refused and unrealised art project”, ossia progetti “non realizzati” di artisti del XX e XXI secolo.

Il museo (digitale) dell’utopia artistica

MoRE è un museo veramente unico nel suo genere, in quanto non propone opere riuscite e apprezzate dal pubblico. Al contrario è un archivio virtuale che affronta un tema scarsamente analizzato in ambito artistico, ossia quello del fallimento, dell’opera non terminata, oppure mai realizzata, o ancor peggio censurata. È il museo dell’utopia artistica che ha trovato “asilo” nel Web, l’unico luogo dove il tangibile e l’immateriale hanno la stessa consistenza. MoRE ha, fin dalla sua fondazione, organizzato talk, giornate di studio e momenti di confronto sul tema dell’opera d’arte “non realizzata”. Iniziative promosse coinvolgendo musei “fisici” e raccontate in un’apposita sezione del sito/museo.

Un confronto sul tema dei progetti fotografici mai realizzati

Lo staff di questo museo digitale, riservato all’utopia artistica, è stato tra i protagonisti della quinta edizione della nota MIA Fair (Milano, 11-13 aprile). I curatori del MoRE sono stati invitati a presentare, attraverso un incontro pubblico, una riflessione sul “non realizzato” nella fotografia contemporanea. Nel corso del talk è stata presentata una nuova acquisizione di progetti “non realizzati” da parte del museo. Progetti donati dagli artisti Mario Cresci, Franco Guerzoni e Giovanni Ozzola.

L’archivio raccoglie progetti “non realizzati” di molti noti artisti contemporanei

MoRE è un’iniziativa dell’associazione culturale Others che ha aderito a CAPAS, Centro dell’Università degli Studi di Parma. Nei suoi primi tre anni di vita, MoRE ha acquisito progetti di artisti di rilievo internazionale come Valerio Berruti, Davide Bertocchi, Ivo Bonacorsi, David Casini, Silvia Cini, Scott King & Matthew Worley, Matthew Darbyshire, Jeremy Deller, Emilio Fantin, Regina Josè Galindo e molti altri esponenti di primo piano dell’arte contemporanea. Artisti che hanno deciso di condividere con il Web le loro idee che, per qualche motivo, non si sono concretizzate. Ogni progetto, ovviamente “mai realizzato”, è accompagnato da una scheda descrittiva che racconta il percorso artistico dell’autore.