Il Museo di Taranto sempre più digitale Il Museo di Taranto sempre più digitale

Il Museo di Taranto sempre più digitale

Un progetto da 2,5 milioni di euro

- + Text size
Stampa

L’obiettivo è creare un Fab Lab all’interno del polo per attrarre ingegneri e professionisti del digitale che saranno chiamati a proporre nuove idee per migliorare l’offerta museale, soprattutto in Rete. Tante altre novità in arrivo, comprese piattaforme per il fundraising e il crowdfunding, mostre itineranti e collaborazioni con esperti di economia dell’arte.

Il Museo archeologico nazionale di Taranto (MArTA) è sempre più digitale. Questo processo, avviato ormai da tempo, è stato implementato dalla nuova direttrice, Eva Degl’Innocenti, che recentemente ha dato avvio a un nuovo step di questo percorso, chiamato “MarTa 3.0”. Il progetto ha un costo di 2,5 milioni di euro e sarà realizzato grazie ai fondi del Pon “Cultura e sviluppo”.

Un Fab Lab per attrarre professionisti digitali

Uno dei principali obiettivi di “MarTa 3.0” è portare nel Museo di Taranto un Fab Lab, una specie di fabbrica creativa che possa coinvolgere giovani ingegneri e professionisti digitali, figure fondamentali per una piena digitalizzazione di questo polo museale, uno dei più importanti tra quelli dedicati alla Magna Grecia e alla cultura del Mediterraneo. Dal Fab Lab, stando alle intenzioni della Degl’Innocenti, dovrebbero uscire idee e proposte per ammodernare l’offerta museale del MArTA, sfruttando soprattutto le nuove tecnologie digitali e, ovviamente, la Rete. Questa fucina creativa dovrà, soprattutto, trovare un modo adeguato per mostrare al pubblico i tantissimi preziosi reperti ancora presenti nei depositi.

Attivate anche piattaforme per il fundraising e il crowdfunding

La nuova gestione del Museo di Taranto ha già portato una ventata di novità. Saranno a breve attivate piattaforme per il fundraising e il crowdfunding al fine di reperire fondi per migliorare l’offerta museale. Saranno allestite mostre itineranti in molti paesi, tra i quali la Cina, gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita. Prima dell’estate 2016, inoltre, sarà aperto al pubblico il secondo piano della struttura dove si sta completando l’allestimento di reperti che vanno dal Neolitico al quarto secolo Avanti Cristo. Si stanno cercando anche esperti di marketing culturale per la promozione del MArTA. In quest’ottica s’inserisce l’attivazione di una collaborazione con un’Università italiana, il cui nome non è stato ancora rivelato dalla Degl’Innocenti, che è considerata un’eccellenza nel campo dell’economia dell'arte. L’obiettivo è migliorare il bilancio del MArTA e rendere più profittevole la sua attività.