I giovani diventano digital, ma manca il supporto delle scuole I giovani diventano digital, ma manca il supporto delle scuole

I giovani diventano digital, ma manca il supporto delle scuole

Secondo una ricerca del Censis l’80% dei ragazzi possiede un profilo Facebook e utilizza regolarmente la rete, principalmente tramite gli smartphone di ultima generazione. La scuola, di contro, non è ancora al passo con i tempi che avanzano

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Un Paese che cresce utilizzando web e social nel quotidiano, ma che trova pochi riscontri negli istituti scolastici digitalizzati. La media europea parla chiaro: l’8,3% degli studenti italiani utilizza un pc a scuola, contro il 21,1% del resto del Continente

Mobile e Personal Computer: i nativi digitali d’Italia utilizzano regolarmente la rete sia da casa che in mobilità. Questo è ciò che emerge dalla ricerca del Censis sull’utilizzo del web tra l’intera popolazione nazionale. Non solo giovani: anche gli utenti dei social, in particolare Facebook, compresi tra i 36 ed i 45 anni sono aumentati di oltre il 150% negli ultimi 5 anni.

Il Rapporto Censis

Sono circa 20 milioni gli italiani che quotidianamente si collegano alla rete. La maggior parte di questi, 7,4 milioni, lo fa in mobilità, sia da smartphone che da tablet. Numeri simili per chi utilizza indifferentemente il Mobile e il classico Personal Computer, 7,2 milioni, e solo, si fa per dire, 5,3 milioni accedono al web utilizzando esclusivamente il pc. Dal Rapporto Censis emerge come i navigatori si connettano in larga per interagire con i social network, tra cui spicca Facebook. Delle oltre 4 ore e mezza trascorse in media dagli utenti della rete del nostro Paese, oltre 2 sono dedicate alla cura del proprio profilo social. Cittadini interessati e maggiormente inclini alle nuove tecnologie che spesso però incontrano criticità infrastrutturali date da un’Italia ancora indietro rispetto alle medie del resto d’Europa. Il Piano Strategico della banda ultra larga, ad esempio, che dovrebbe portare, entro il 2020, a far viaggiare l’Italia ad almeno 30 MB al secondo, arriverà a regime con almeno 3 anni di ritardo sulle nazioni continentali.

Giovani e scuola: come progredire

Un dato che emerge dal Rapporto Censis e che, senza dubbio, pone importanti spunti di riflessione è il periodo di tempo che gli italiani passano completamente da soli, connessi alla rete. Una media di 5 ore e 10 minuti al giorno che trova espressione nei moderni trend, come ad esempio i selfie, che popolano i social, ma che sembrano, al tempo stesso, allontanare dalla realtà effettiva, in particolare i giovani. Aiutare i ragazzi ad utilizzare in modo migliore e più completo gli strumenti legati al web è un compito che la scuola ancora non riesce ad assolvere. Su 100 studenti iscritti alle scuole superiori di primo grado, solo l’8,3% usa regolarmente a fini didattici un personal computer, contro il 21,1% del resto d’Europa. Segno che la strada da percorrere è ancora lunga: un dato positivo, su cui lavorare e che fa sperare in sviluppi concreti e rilevanti anche nel breve termine, è l’interesse degli insegnanti verso la scuola digitale. Quasi 9 docenti su 10, infatti, reputano che la scuola del futuro non possa fare a meno della tecnologia.