Flussi Media Arts Festival: Avellino capitale della cultura digitale Flussi Media Arts Festival: Avellino capitale della cultura digitale

Flussi Media Arts Festival: Avellino capitale della cultura digitale

Musica elettronica e arte mediale con ospiti da tutto il mondo

- + Text size
Stampa

La kermesse, giunta alla settima edizione, è promossa dall’associazione “Magnitudo” in collaborazione con il Teatro “Carlo Gesualdo”. Ricchissimo il programma con decine di concerti, workshop e mostre. Il fil rouge della manifestazione è il ritorno al reale, senza cadere nelle trappole del semplicistico.

Prende il via oggi uno degli appuntamenti più importanti dell’estate 2015 in fatto di arte mediale: il Flussi Media Arts Festival. Avellino, fino a domenica, sarà la capitale mondiale della cultura mediale grazie alle performance di numerosi artisti, provenienti da tutto il mondo.

Tre palchi per la cultura digitale

Il Flussi Media Arts Festival è giunto quest’anno alla sua settima edizione. Promosso dall’associazione culturale senza scopo di lucro “Magnitudo”, in collaborazione con il Teatro “Carlo Gesualdo”, l’iniziativa ha saputo superare rapidamente i confini nazionali e oggi è vista come uno degli appuntamenti internazionali più importanti in tema di arte digitale. Sarà riproposto il fortunato format dello scorso anno, con tre diverse postazioni: Theater stage (il palco principale del “Carlo Gesualdo” dove si terranno numerosi concerti di musica elettronica); Main stage (la terrazza panoramica “Giuseppe Pisano” del Teatro comunale di Avellino, cuore pulsante dell’iniziativa); Esp stage (il palco sperimentale installato presso la Casina del Principe che per l’occasione sarà attrezzato con un impianto quadrifonico).

Un ritorno al reale

Il programma del Flussi Media Arts Festival è veramente ricco d’iniziative che spaziano dai concerti ai workshop, dalle mostre alle conferenze, il tutto declinato seguendo il concept scelto per quest’edizione, ossia “Realityvism”. L’obiettivo della kermesse è affrontare in maniera critica la digitalizzazione delle nostre vite. Proprio per questo motivo, a questa edizione sono stati invitati artisti che, pur facendo uso di tecnologie digitali, hanno nella fisicità e nel contatto con il pubblico la propria cifra stilistica predominante. Meritano menzione tre interessantissimi momenti didattici promossi da Alan Zirpoli (blender e grafica per la stampa 3d), Roberto Fazio (introduzione alla realtà virtuale) e Carmine de Rosa ("wearable microcontrollers", ossia “dispositivi elettronici indossabili” per live performance). Doverosa citazione anche per il VoiceLab Performance, laboratorio tenuto dal famoso performer Ute Wassermann.