La Biennale di Venezia è su Art Project di Google La Biennale di Venezia è su Art Project di Google

La Biennale di Venezia è su Art Project di Google

La mostra è visitabile anche online grazie al Cultural Institute di Big G

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L’edizione 2015 dell’Esposizione Internazionale d’Arte è da pochi giorni fruibile digitalmente, attraverso un database che contiene oltre 4.000 immagini. E grazie a questa partnership tra la Biennale, il MiBACT e il colosso di Mountain View, per la prima volta nella sua secolare storia la mostra potrà essere visitata anche dopo la sua conclusione (22 novembre).

Che Google sia particolarmente interessato anche l’arte non è certo un mistero e l’Art Project lo dimostra chiaramente. E proprio negli spazi digitali allestiti dal Cultural Institute del colosso di Mountain View sta trovando spazio l’edizione 2015 dell’Esposizione Internazionale d’Arte, più conosciuta come Biennale di Venezia. Dallo scorso 1° novembre tutte le opere realizzate dai 136 artisti partecipanti possono essere visionate in un’apposita sezione del sito di Big G. E se la versione “fisica” della mostra curata da Okwui Enwezor chiuderà i battenti il prossimo 22 novembre, quella “digitale” resterà online a lungo, almeno fino alla prossima edizione, o forse per ancora più tempo.

Oltre 4.000 immagini in altissima risoluzione

È proprio questo l’aspetto più interessante della collaborazione tra Google, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) e gli organizzatori dell’Esposizione Internazionale d’Arte: per la prima volta in oltre un secolo di storia sarà possibile visitare la Biennale di Venezia anche dopo la sua conclusione. Le opere esposte sono state interamente digitalizzate sfruttando la sofisticata tecnologia a disposizione del Google Cultural Institute: il database di Art Project contiene oltre 4.000 immagini in altissima risoluzione ritraenti, appunto, le produzioni artistiche collocate nel Padiglione Centrale, ma anche negli spazi dei Giardini e presso l’Arsenale. Il sistema di navigazione è stato integrato con la tecnologia di Street View, quindi all’utente sembrerà di muoversi proprio all’interno di queste tre aree espositive.

L’importanza delle innovazioni tecnologiche per amplificare i messaggi culturali

La partnership tra Google, il MiBACT e la nota istituzione culturale veneziana è stata presentata alcuni giorni fa a Roma. Le autorità presenti, tra le quali il Ministro Dario Franceschini e il Presidente della Biennale Paolo Baratta, hanno colto l’occasione per sottolineare, a più riprese, l’importanza delle innovazioni tecnologiche per amplificare i messaggi culturali, creare nuove modalità di fruizione, abbattere le distanze e favorire il dialogo tra i soggetti che si occupano di arte. La possibilità di osservare online le opere esposte alla Biennale dell’Arte, tuttavia, non causerà una riduzione dei visitatori? Domanda legittima, alla quale ha risposto lo stesso Baratta affermando che l’idea alla base dell’iniziativa non è sostituire alla visione diretta quella virtuale ma, al contrario, fare in modo che quest’ultima invogli maggiormente le persone a recarsi a Venezia per questo prestigioso appuntamento artistico.