L’arte incontra il digitale L’arte incontra il digitale

L’arte incontra il digitale

Un’azienda italiana è leader nei servizi hi-tech per collezionisti e galleristi

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Tra le innovazioni la carta d’identità per le opere d’arte, il sistema online per ottenere una quotazione reale dei dipinti e l’e-commerce specifico per il mercato artistico.

Può un settore come quello dell’arte, spesso conservatore, integrarsi con quello, innovativo per definizione, della tecnologia digitale? La risposta è affermativa, anzi in questi anni c’è stato un proliferare di servizi informatici pensati per il mondo dell’arte, utilissimi specialmente per i galleristi e i collezionisti, ma anche per i gestori di musei e archivi . 

Un sito web per sapere il valore reale di un’opera d’arte

ArtNetWorth, software house milanese specializzata in ambito artistico, ha messo a punto un insieme di nuovi servizi pensati per soddisfare le esigenze delle figure che operano nel cosiddetto mercato dell’arte. Uno dei più usati, non solo in Italia, è il sistema di certificazione e valutazione online delle opere d’arte. Lo strumento permette di effettuare una stima esatta del valore dell’opera, necessaria a fini assicurativi, patrimoniali o di vendita. La piattaforma utilizza, per le sue valutazioni, il Fair Value, un indicatore riconosciuto a livello internazionale che calcola il valore reale di dipinti e sculture, depurato dalle imperfezioni del mercato. Questo sistema di certificazione e valutazione online delle opere d’arte è l’unico, in Italia, a essere riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il “passaporto artistico”

Un altro servizio offerto da ArtNetWorth è la carta d’identità di un’opera d’arte. Si tratta di una specie di ologramma adesivo, che non è possibile rimuovere, posto sul retro dell’opera con un QR-code leggibile da device mobile comuni, come smarthphone e tablet. Una specie di “passaporto artistico” che favorisce la sicurezza e garantisce la tracciabilità delle opere d’arte. Questo servizio è stato realizzato sfruttando la tecnologia 4G, la stessa usata per la cosiddetta didascalia interattiva: sempre attraverso un QR-code, stavolta posto su una porzione visibile dell’opera, i visitatori, grazie ai loro tablet e smartphone, possono accedere a contenuti multimediali riguardanti il quadro o la scultura che stanno osservando. Grazie a questo sistema, inoltre, lo spazio espositivo può interagire con gli stessi visitatori, inviando loro notizie sulle sue iniziative future. Molti noti musei hanno deciso di sfruttare il servizio in questione, tra i quali meritano menzione il National Museum of China, il Museum of Contemporay Art North Miami, la Triennale di Milano, il Miart e l’Abu Dhabi Art Fair.

L’e-commerce specifico per il mercato artistico

La software house milanese, inoltre, ha recentemente lanciato Digitag, una piattaforma grazie alla quale i galleristi di tutto il mondo possono realizzare, attraverso una procedura guidata alquanto intuitiva, un proprio sito web con tanto di e-commerce specifico per la vendita delle opere d’arte. Digitag fornisce anche utili tools per attuare strategie SEO e interagire con possibili clienti, o semplici appassionati, attraverso i social media. Il mercato dell’arte, evidentemente, si sta spostando sul Web.