Arte digitale nel mondo Arte digitale nel mondo

Arte digitale nel mondo

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Arte e digitale è un binomio che ha trovato sempre più spazio nei musei di tutto il mondo in questi anni. Dalla glitch art, all’arte creata usando gli algoritmi, il progresso nel campo della tecnologia ha portato a un inevitabile sviluppo di prospettive digitali nella produzione artistica contemporanea. La cultura digitale sta diventando la spina dorsale della nostra società, influenzando inevitabilmente anche la lingua con cui questa si esprime e si racconta. E se il risultato di arte e tecnologia digitale può assumere diverse forme, dalla robotica alla realtà virtuale, dal gaming alla musica, alla base del processo creativo troviamo sempre il digitale, come approccio e come materiali utilizzati. Per questo l’arte digitale non solo rappresenta lo spirito del tempo della contemporaneità, ma diventa anche uno spazio speculativo capace di mostrare scenari futuri, porre interrogativi e sperimentare l’impatto sociale dell’innovazione. Come per i giganti della Silicon Valley la fantascienza rappresenta una fonte di ispirazione – e viceversa, per i visitatori queste esibizioni diventano spazi di riflessione sul presente e sul futuro. Una caratteristica di questi eventi è che normalmente ci siano momenti di partecipazione attiva come workshop e conferenze, dove il visitatore si trasforma in user. Non è un caso infatti che tra i partner ci siano spesso grosse aziende che sul digitale stanno investendo nei più diversi campi.

In Olanda troviamo Sonic Acts - tenutosi ad Amsterdam lo scorso febbraio - il cui focus è l’intersezione tra arte, musica e scienza.

Sempre ad Amsterdam, una delle città europee dove la scena dell’innovazione digitale è più vivace, c’è Fiber, punto d’incontro tra audiovisual art, cultura digitale e musica elettronica. La prossima edizione è in programma per maggio 2017.

Belgrado invece ospita Resonate, manifestazione che si propone come una piattaforma multimediale che diventa punto d’incontro tra artisti, educatori e designer che contribuiscono a sviluppare una discussione artistica e culturale sul ruolo della tecnologia nell’arte. La prossima edizione è in programma per aprile 2017.

Tra febbraio e marzo di quest’anno si è invece tenuta la ventinovesima edizione di Transmediale, il celebre festival berlinese che da tre decadi si propone come centro nevralgico della produzione culturale che si sviluppa dall’unione tra arte e tecnologia.

In Spagna, lo scorso giugno, ha preso luogo Sonar, una venue che a tecnologia e creatività abbina una forte componente musicale. Arrivato alla ventitreesima edizione, il festival accende Barcellona e fa ballare i visitatori che arrivano da tutta Europa.

Tra gli eventi più significativi in programma per le prossime settimane, spicca Ars Electronica, Festival for Art, Technology and Society che si tiene annualmente a Linz, Austria. Dal suo debutto nel 1979, Ars Electronica è uno dei centri nevralgici del pensiero digitale innovativo inteso come intersezione tra innovazione, arte, creatività e società. Le sue componenti principali sono il Museum of the Future, dove biogenetica, robotica e media art si fondono dando vita a forme di interattività sperimentale tra visitatori e ambiente. Il museo è parte dell’Ars Electronica Center (AEC) e, come specificato nel sito ufficiale, non vi troverete cartelli con la dicitura “Do Not Touch”. Se AEC rappresenta la struttura permanente, il festival è l’evento temporaneo annuale in cui l’esperienza dei visitatori raggiunge lo zenith. Quest’anno si svolgerà tra l’8 e il 12 settembre, mentre il tema — e il nome — della mostra sarà Radical Atoms and the alchemists of our time. La domanda principale in questo caso è: “cosa verrà dopo le self-driving car e l’Internet of Things? Fra le “opere” che si potranno ammirare, la parte del leone la reciterà il progetto Drone 100, nato dalla collaborazione tra Intel e Ars Electronica Future Lab.

Ma le iniziative di AEC non sono limitate al festival: si estendono infatti ad altre città d’Europa. A Berlino, Ars Electronica organizza con Volkswagen Human Factor, Endless Prototyping, un evento che trova la sua origine nella volontà di trovare senso in un mondo sempre più complicato dal recente sviluppo tecnologico. Iniziata il 1° luglio, chi fosse a Berlino avrà tempo fino al 31 agosto per visitarla.

In collaborazione con il Politecnico di Mosca invece, AEC organizza Earth Lab (22 giugno - 25 settembre 2016), un evento dove le mostre si alternano a infografiche interattive e spazi di condivisione delle idee, mettendo i visitatori al centro di una vera esperienza multimediale che incoraggia alla riflessione e a un approccio creativo ai problemi del nostro pianeta.

Sempre tra gli eventi a venire, oltreoceano troviamo Art and Algorithms Digital Arts Festival, festival che sviluppa il concetto di algoritmo e cultura digitale in chiave educativa — oltre che come forma di intrattenimento. Si terrà a Titusville (Florida) tra l’11 e il 16 ottobre prossimi, e sarà incentrato su interattività e realtà aumentata.

Ma per trovare un vero e proprio museo dedicato all’arte digitale, dobbiamo andare al MuDA di Zurigo, il primo museo d’arte digitale in Europa. Il MuDa è, allo stesso tempo, uno spazio fisico e virtuale che connette creatività e tecnologia. Si estende per 400 m² al piano terra del Herdern Hochhaus, e si propone come uno spazio d’incontro permanente tra creatività e tecnologia.