TIM e la scuola digitale, facciamo il punto TIM e la scuola digitale, facciamo il punto


TIM e la scuola digitale, facciamo il punto

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4.660 i docenti coinvolti in 220 incontri che si sono svolti in 18 regioni italiane, per un totale di 660 ore di lezione.
Sono solo alcuni dei numeri di A Scuola di Digitale con TIM, l’iniziativa realizzata da TIM in collaborazione con il MIUR, lanciata nel 2016 e  proseguita nell’anno scolastico 2017-2018.
Per trasformare la scuola e farla ripartire nella direzione indicata dall’Agenda Digitale e dal Piano Nazionale Scuola Digitale  servono le nuove tecnologie.
Ed è fondamentale cominciare dai docenti, offrendo loro una visione d’insieme sulle applicazioni tecnologiche innovative in grado di aggiungere valore e di creare nuove opportunità nella didattica.

Nell’ambito del progetto, ogni partecipante ha ricevuto 3 ore di formazione in aula sulle tecnologie digitali tra cui Internet, navigazione sicura, reti sociali e piattaforme di condivisione, servizi cloud.
Durante gli incontri sono state anche introdotte le basi del coding per avvicinare gli insegnanti al pensiero computazionale e al linguaggio informatico.
Gli insegnanti hanno potuto approfondire i temi trattati in aula nel portale Scuola Digitale TIM mediante video lezioni, infografiche, tutorial e materiali didattici da scaricare gratuitamente.

A questa iniziativa si affianca Programma il Futuro, il progetto partito nel 2014, di cui TIM è partner fondatore e benefattore, che si rivolge agli studenti e introduce le basi del coding e del pensiero computazionale nelle scuole italiane.

Scuola digitale:  la situazione in Italia

In due anni il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD)  ha coinvolto oltre 1 milione di studenti  e circa 50.000 docenti e dirigenti scolastici, impegnandoli in percorsi formativi e di aggiornamento sulle nuove tecnologie nella didattica.
Secondo il PNSD, l’innovazione didattica verrà diffusa con il contributo degli animatori digitali, circa 30.000 insegnanti che si occuperanno di far conoscere nelle scuole tutte le novità del digitale, grazie anche ad una piattaforma social in cui sarà possibile condividere le best practice e le idee.
E i 18 future labs e i 18 centri di competenza e formazione, uno per ogni regione, dovrebbero rappresentare sempre più gli snodi regionali per l’innovazione didattica.
Recentemente il MIUR ha anche siglato due accordi con Google e Microsoft.
Con Google partiranno due progetti gratuiti, “eccellenze in digitale”, il progetto di formazione per la digitalizzazione delle imprese, a disposizione per i programmi di alternanza scuola-lavoro a sostegno della digitalizzazione delle pmi, e “computer science first”, piattaforma online per l’apprendimento del pensiero computazionale, che sarà a disposizione di insegnanti e studenti.
Il protocollo d’intesa con Microsoft  prevede invece il sostegno alla collaborazione fra le classi, mediante l’uso nelle scuole di
- skype in the classroom, classe virtuale che, facendo leva sullo strumento della videochiamata, è in grado di mettere in contatto gratuitamente esperti di tutto mondo con studenti e professori italiani;
- lo sviluppo di percorsi e contenuti didattici innovativi per l’insegnamento del pensiero computazionale e delle competenze digitali attraverso strumenti e piattaforme quali makecode e minecraft: education edition;  
- la diffusione di piattaforme di apprendimento e condivisione di buone pratiche come ad esempio microsoft educator community tra docenti, animatori digitali, dirigenti scolastici, ricercatori e professori universitari.
Ma, nonostante  i passi avanti compiuti negli ultimi anni, in Italia rimane ancora molto lavoro da fare sul fronte delle competenze digitali.
Nel 2018, infatti, secondo l’indice digitale europeo DESI* (Digital Economy and Society Index) l’Italia è solo al 25esimo posto su 28 membri della Unione Europea.
 
(*) -  Il Digital Economy and Society Index è un indice che controlla e misura le prestazioni degli Stai membri in termini di connettività e competenze digitali, uso di Internet e digitalizzazione delle imprese e dei servizi pubblici.