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Arte digitale

Quando la tecnologia è protagonista.                                                           

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Arte e nuove tecnologie: così lontani, così vicini

Da qualche decennio lo sviluppo della rete, e la conseguente diffusione della digitalizzazione nella quotidianità, hanno permesso a due mondi come arte e tecnologia - che fino ad allora si erano limitati a lambirsi - di stringere un legame più serrato.

Gli artisti trovano nella tecnologia un supporto inesauribile non solo per sviluppare nuove modalità espressive, ma anche per intersecare contenuto e contenitore dando vita a linguaggi d’arte completamente nuovi.

Quando pensiamo all’arte digitale possiamo riferirci infatti  sia ad uno schema “tradizionale”, dove l’utilizzo dello strumento viene circoscritto al supporto realizzativo, sia ad un nuovo paradigma, che vede gli artisti utilizzare il supporto come parte del processo creativo, culminante con l’aderenza perfetta tra mezzo e messaggio; un’arte che può essere disintermediata dal luogo fisico, dove il fruitore non si reca più in uno spazio espositivo ma è il mezzo stesso che diventa al contempo veicolo e parte integrante dell’opera.

La distribuzione del prodotto, supportata dai device diventa realmente capillare, il luogo d’esposizione si frammenta nelle mani di ognuno di noi e non è più una visione collettiva e temporanea ma esperienza privata e reiterata a piacimento.

“L’avvento di un’arte digitale ed elettronica - o della New Media Art - comporta profonde modificazioni nei modelli di produzione dell’opera, nelle figure dell’artista e del fruitore, introducendo nuove poetiche, estetiche, modalità relazionali. L’arte non può che riflettere la cultura da cui proviene. Gli strumenti tecnologici hanno mutato radicalmente il concetto di “opera d’arte” e più in generale il significato stesso dell’arte.”

Chiara Canali, Art Curator

L’Arte digitale e internet: nemici amici

L’arte invade il web, per capire il mondo e reinterpretare l’attualità: Paolo Cirio, uno dei più famosi new media artists italiani, mescola cultura digitale, programmazione, attivismo politico per elaborare contenuti e riaggregarli con nuovi significati espressivi.

Cirio utilizza dati e informazioni presenti su internet per porre quesiti sotto forma di performance artistiche: qual è il potere derivante dal possesso di dati? Possiamo incidere su un sistema le cui dinamiche spesso ci sfuggono anche inconsciamente?

Open access, privacy, pirateria, furto d’identità: tutto ciò che in rete rappresenta un argomento caldo diventa un strumento per dibattere sugli aspetti controversi di un mondo che deve ancora perfezionare regole univoche e condivise.

Dalla pubblicazione su un finto sito di dating di migliaia di profili “rubati” a Facebook e quindi riordinati attraverso un software di riconoscimento facciale (Face to Facebook), all’oscuramento di oltre 15 milioni di foto segnaletiche statunitensi irregolarmente pubblicate online per evidenziare la scarsa attenzione verso il diritto alla privacy di persone in attesa di giudizio (Obscurity).

Opere immediatamente fruibili su internet ma che richiedono competenze specifiche come la capacità di progettare e programmare software o di intervenire puntualmente sui vari sistemi informatici. 

Scenari futuri ma non troppo

La sperimentazione artistica sfrutta la tecnologia come abilitatore e ingaggia con la scienza un rapporto simbiotico dalla durata potenzialmente illimitata.

La cultura della programmazione permette la realizzazione di idee audaci, dove l’artificio è ben nascosto dietro soluzioni ICT: il creative coding, la modellazione 3D si stanno affinando proprio per diffondere gli strumenti della programmazione e l’utilizzo di software pensati per permettere all’autore di sviluppare in autonomia la propria poetica.

Anche il mondo accademico si attrezza per formare artisti e professionisti in grado di pensare e produrre in ottica digitale.

Le Accademie di Belle Arti italiane come Brera, Napoli, Venezia  e molte altre, si sono attivate implementando corsi di laurea il cui obiettivo è abituare gli studenti a maneggiare con padronanza le innovazioni, per essere in grado di dialogare con tutti gli attori di un mercato in evoluzione continua: galleristi, curatori, enti, soprintendenze, editori digitali.

Pensiero computazionale e pensiero astratto, razionalità e immaginazione: le nuove tendenze sembrano chiedere agli artisti di riuscire ad avvicinarsi alla fusione perfetta tra ragione e sentimento.