La cultura è smart La cultura è smart

La cultura è smart

App, smartphone, software, siti web
come valorizzare i beni artistici e culturali

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In un’Italia la cui vocazione turistica sembra essere il motore per dare una spinta all’economia in difficoltà, il patrimonio culturale e artistico costituisce un valore aggiunto da sostenere, rafforzare, promuovere e, soprattutto, innovare.

In ambito artistico e culturale le nuove tecnologie, la creazione di nuove professionalità e l’uso dei nuovi media digitali rappresentano lo snodo centrale per generare nuovi modelli di sviluppo di questo settore e, più in generale, per generare benessere sociale e culturale per la collettività.

Siamo di fronte a una spinta innovativa che ha molti risvolti e vantaggi dal punto di vista sia della realizzazione di nuovi prodotti artistici, grazie alle potenzialità dei linguaggi multimediali, sia della fruizione del contenuto culturale e dell’esperienza turistica pensata secondo modalità più interattive e “immersive”.

Ancor più vero in un Paese come l’Italia, ricco di “gioielli” artistici e culturali ufficialmente riconosciuti come tali (in Italia sono ben 49 i siti dichiarati patrimonio per l’umanità dall’Unesco), ma anche di tesori invisibili spesso poco valorizzati o poco conosciuti.

Della necessità di valorizzare le eccellenze del territorio e i beni artistico-culturali ne sa qualcosa Google. In questa direzione vanno ad esempio alcuni recenti esperimenti come Google Night Walk, un progetto di e-tourism che, sfruttando i servizi di Google Map e Street View, offre una nuova forma, virtuale e interattiva, per visitare la città. 

Grazie a una guida interattiva che accompagna il visitatore tra le vie della città, con una combinazione di foto, suoni, video, storie e informazioni, è possibile scoprire luoghi d’interesse, spazi nascosti di tutto il mondo. Un’esperienza per il momento da vivere solo all’interno della città di Marsiglia, ma che potrà essere potenzialmente applicata ovunque.

La cultura che non si vede e i beni invisibili: il progetto MOVIO

Oltre all’eccellenza, ai numerosi beni culturali che fanno dell’Italia un vero e proprio museo a cielo aperto, nel nostro Paese esistono diversi eventi espositivi e mostre, non opportunamente valorizzati, che rappresentano un elemento attrattivo per economia e turismo locale e che potrebbero essere ulteriormente esaltate dall’utilizzo delle tecnologie digitali.

Un esempio in questo senso è il progetto MOVIO , realizzato dall’Istituto centrale per il catalogo unico e grazie al contributo del Bando sui Beni invisibili” del 2010 di Fondazione Telecom Italia

In particolare, MOVIO è uno strumento open source con cui archivi, biblioteche e musei, università, scuole e associazioni possono realizzare mostre virtuali per dare risalto ai propri capolavori e valorizzare il patrimonio meno noto integrando diversi strumenti al servizio dei curatori delle mostre: da diversi tipi di gallerie fotografiche, alla timeline, alle mappe interattive, allo storytelling.

È un progetto dalla forte valenza tecnologica: si tratta, infatti, di un vero e proprio kit costituito non solo da un software per la creazione, gestione e manutenzione di pagine web, di un mini-sito e di App personalizzabili per mostre temporanee, stabili o nate per il web, ma anche da un insieme di servizi che consentono all’utente di personalizzare l’esperienza di fruizione. Una caratteristica interessante e particolarmente innovativa di questo progetto è l’ontology builder, uno strumento che permette al curatore di costruire la mappa concettuale dell’esposizione e consentire all’utente di comporre percorsi cognitivi personali con i contenuti predisposti per la mostra.

Un’altra interessante iniziativa promossa in questo caso da Google, e che vede protagonista il nostro Paese, è il progetto Made in Italy . Si tratta di una piattaforma realizzata dal Google Cultural Institute (al progetto hanno preso parte anche il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e Unioncamere), che mette in rete un centinaio di “mostre digitali” sulle eccellenze italiane, le passioni e le tradizioni del Made in Italy.

Le cultural city: il Future Centre di Telecom Italia

Un altro interessante campo di sperimentazione è  quello che vede l’applicazione delle nuove tecnologie ICT nella creazione e nello sviluppo di nuovi prodotti culturali che nelle città del futuro potranno integrarsi con il patrimonio esistente.

Pensiamo, ad esempio, alle potenzialità dell’Augmented e Virtual Reality e degli ambienti intelligenti (dagli smart environment e ambient intelligence  alla smart city) che stimolano la creazione di opere interattive; oppure a quelle soluzioni come l’NFC che permettono al visitatore di catturare e ricevere sul proprio smartphone le spiegazioni relative all’ambiente in cui si trova.

In questo ambito, il Telecom Italia Future Centre di Venezia rappresenta un esempio di eccellenza per la  valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese attraverso l’uso delle tecnologie. I ricercatori del centro si cimentano nella ricostruzione digitale degli ambienti intelligenti, nel design interattivo e multimediale, nell’analisi dei manufatti. Tra le ultime iniziative finanziate troviamo il concorso “Innovative Interactive Tour on Telecom Italia’s Future Centre” organizzato in collaborazione con Premio Arte Laguna che prevedeva la realizzazione di un progetto di fruizione turistica innovativa degli spazi architettonici del Telecom Italia Future Centre nell’ex convento di Campo San Salvador. Il contest è stato vinto dal progetto “BitWave” di un giovane architetto veneziano Nicola Simion che ha saputo proporre contenuti diversi attraverso l’utilizzo integrato di luci e proiezioni multimediali, bidimensionali e tridimensionali.

Per saperne di più sulle città del Futuro potete trovare degli approfondimenti sul Notiziario Tecnico in “Da Smart City a Cultural City”.