It’s about time It’s about time

It’s about time

Vediamoci con una diversa prospettiva.
                                                                                   

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Differenza di genere, impresa al femminile, gap retributivi sono solo alcuni dei possibili temi con cui esplorare la complessa problematicità del più vasto e annoso argomento Donne e Lavoro. Quest’anno ILO (International Labour Organization), il più grande riferimento mondiale per gli studi sulle tendenze del lavoro, fondato nel 1919, ha pubblicato a marzo Women at Work: Trends 2016per fornire un quadro generale sul tema del mercato del lavoro femminile e di come questo si sia evoluto negli ultimi 20 anni. Si esamina l'andamento del mercato del lavoro globale e regionale, i tassi di partecipazione al lavoro, i tassi di disoccupazione, così come le differenze nel tipo e nello stato di occupazione, le ore trascorse al lavoro, retribuito e non retribuito, la settoriale segregazione di genere e i gap di salari e protezione sociale relativi.  Insomma una lunga e approfondita ricerca sui divari di genere nella qualità del lavoro attraverso l’esplorazione dei driver strategici fondamentali per attuare il cambiamento.   

Nel ventennio tra il 1995 e il 2015 il tasso di partecipazione femminile al mondo del lavoro è sceso dal 52,4 al 49,6 per cento. Quello maschile dal 79,9 al 76,1 per cento. Rimangono comunque 27 punti percentuali di gap di genere in totale da colmare. A livello globale, il divario salariale tra uomini e donne è stimato essere del 23 per cento in termini assoluti e del 10 per cento in termini relativi, ovvero a parità di orario di lavoro. Le donne tendenzialmente sono meno ore al lavoro per le necessità tipiche femminili di cura dei figli e della famiglia.  Recentemente, sono stati fatti alcuni progressi nella riduzione dei gap di genere sul salario, ma i miglioramenti sono esigui e, se le tendenze attuali prevalgono, il rapporto prevede che ci vorranno più di 70 anni prima di abbattere l’attuale divario.   

Sorprende invece una ricerca di casa nostra perché finalmente mette in luce un virtuosismo italiano, a dire il vero milanese, perché di questo localismo si tratta.

Una ricerca presentata a giugno scorso dal titolo A Milano il lavoro è donna, realizzata da Italia Lavoro, evidenzia i valori del tasso di occupazione, di disoccupazione e d’inattività femminili dei residenti nel comune di Milano.  I dati sono nettamente migliori rispetto al resto d’Italia.

Nel 2014, a Milano su 100 donne, 64 lavorano, 6 cercano attivamente un’occupazione e 30 sono inattive; nel Mezzogiorno 30 donne lavorano, 10 cercano un’occupazione e 60 sono inattive.

Ma non solo. Le donne che vivono a Milano sembrano essere più operose anche rispetto alla media dei paesi più sviluppati dell’Europa a 15, anche se da noi si entra più tardi nel mercato del lavoro rispetto al resto d’Europa. Il mercato del lavoro femminile milanese si avvicina di più a quello Nord-europeo per la presenza di lavoratrici part time che invece vorrebbero avere un lavoro full time.  

Come nel resto d’Italia, anche la popolazione che lavora a Milano invecchia, ma è visibile in misura minore tra le donne.  Infatti, la fascia di lavoratori giovani e adulti compresi tra i 15 e i 49 anni per oltre la metà si compone di donne, mentre la fascia di lavoratori maturi compresa tra i 50 e i 64 anni è per quasi il 60% costituito da uomini.  

Temi sul lavoro al femminile ed altro sono stati affrontati e discussi ancora una volta sulla piattaforma mondiale TED. Infatti dal 26 al 28 ottobre a San Francisco l’ala di TED dedicata alle donne ha dedicato l’intera conferenza 2016 al cambiamento. It’s about time: il titolo. Insomma è arrivato il momento di vedere il mondo da un’altra prospettiva. Una prospettiva più femminile che, partendo da una riflessione, prima individuale, e, successivamente, sempre più collettiva passando per i piccoli gruppi, possa offrire la visione di un mondo più sostenibile o più decent, come gli anglosassoni spesso amano definire il futuro.

Il nostro auditorium TIM insieme a TED X Roma ha dato voce a questa riflessione con un live streaming da San Francisco alla presenza di stampa e giornalisti locali. Un contributo di TIM alla riflessione corale sul valore delle donne nel mondo e un tentativo di guardare la vita e il lavoro da un’altra prospettiva. Quella femminile.