Un isolano isolato - Francesco, Ischia

16/11/2016 - 13:30

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Il racconto di Francesco, tecnico di Rete di Open Access, che vive e lavora ad Ischia.

Benvenuti ad Ischia. No, non è il titolo di un film o l’inizio di uno spot turistico. E’ un saluto, un sorriso di accoglienza per quelli che, leggendo queste poche parole, si affacciano sulla mia storia.
Mi chiamo Francesco, ho 36 anni, tecnico Telecom Italia, oggi TIM, vivo e lavoro ad Ischia. Si. L’isola.
Prima che pensiate “Ah, allora sei in vacanza tutto l’anno!”, lasciate che vi racconti un po’ di me, della mia vita, e del mio lavoro.

Sono nato qui, in questo piccolo angolo di mare, fra acque termali e vulcani spenti, dove a parte l’hobby della musica e qualche immersione quando ne ho il tempo,  lavoro come tecnico. Anzi, ormai SONO il tecnico. Sono quello che vedete passare in estate nella Panda mentre voi siete al mare e pensate “toh, un tecnico, chissà che bella vita che fanno qui”, mentre io sudato, accaldato e stanco lavoro sotto il sole, magari sto andando a ripristinare la connessione 4G del vostro tablet, alla faccia della vita in vacanza.
Non è tutto oro ciò che luccica. Questa piccola isola, la mia isola, vive di rapporti personali; non dico che ci si conosca tutti, Ischia conta circa 62.000 residenti, ma in ogni caso il contatto con un amico, con un vicino cordiale, con il bar dove ci si chiama tutti per nome, e dove chiunque ti invita a prendere un caffè, è ancora radicato nel tessuto sociale, elemento imprescindibile della vita di tutti e della mia giornata.

Agli occhi di chi mi conosce sono diventato ciò che faccio. Ecco perché il mio lavoro ne è intriso, trae dai rapporti con il prossimo la sua linfa vitale, lo stimolo per andare avanti tutti i giorni.
Lavorare a contatto con il cliente, entrare giorno per giorno nella sua casa, risolvergli un problema, e andar via sorridendo entrambi, credetemi, è una gran bella soddisfazione. Il legame che si è creato tra il mio lavoro e la mia vita privata è molto stretto: è inevitabile diventare il punto di riferimento “telefonico” per coloro che mi conoscono anche al di fuori della sfera lavorativa, così come è inevitabile che la mia vita privata subisca le conseguenze del lavoro che faccio.
Non che sia tutto così facile, beninteso:  più di una volta mi son trovato qualche cliente sotto casa al mattino alle 8, aspettando che uscissi per esporre le proprie rimostranze a me, qualche volta ai miei genitori al supermercato, qualche altra mentre già indossate muta e bombole sto per immergermi.
Una volta addirittura suonandomi alla porta di domenica, mentre uscivo di casa. Questo è il rovescio della medaglia: la privacy di un tecnico Telecom Italia che lavora dove vive è spesso minima, ed ogni problema che il cliente ha con l’azienda, ce l’ha con me, che la rappresento, che “ci metto la faccia”, anche oltre la giornata di lavoro.
Qui ad Ischia io sono Telecom Italia, sono colui che può risolvere il problema. Rispetto alla grande città, dove a volte tra inquilini dello stesso palazzo si fa fatica a salutarsi, qui l’intreccio tra vita privata e lavoro è forte, indissolubile. Praticamente sono sposato con Telecom Italia…
Che poi l’isola così piccola non è: 46 chilometri quadrati di splendida costa che incastonano il monte Epomeo,  circa 800 metri sul mare. La terza più popolosa dopo Sicilia e Sardegna. Proprio per questa sua conformazione, qui abbiamo sia il mare che la montagna.
Cosa c’entra con il mio lavoro? Beh, in una giornata può capitarmi il ristorante in spiaggia, e subito dopo l’agriturismo in montagna ( con 42 pali da controllare…).
Mi è capitato anche di lavorare presso un faro: certo è che nel mio lavoro godo di paesaggi e scorci incantevoli. Ci si stupisce che abbiamo bisogno di un’auto 4X4, ma in effetti ci sono posti che difficilmente si possono raggiungere senza: in inverno puoi intervenire di notte in mezzo alla neve, ed il giorno dopo in un hotel sul mare. L’isola plasma il mio modo di lavorare anche con le sue infinite contraddizioni, con i suoi vicoli stretti e le strade bagnate dal mare d’inverno. Bello cambiare spesso paesaggio, meno bello gestire l’auto tra vie di montagna e stradine dove passiamo a stento, e per giunta a doppio senso. Ma ci ho fatto l’abitudine.

Il pregio più grande della vita qui? La velocità. Né troppo alta, né troppo bassa. Tutto scorre a misura d’uomo, non si corre caoticamente come in città, ma nemmeno ci si trascina svogliati. Il giusto, insomma, per chi come me ha standard di produttività alti e vuole raggiungerli sempre, cercando di compromettere il meno possibile la qualità della propria vita.
Il valore più grande oggi è il tempo, ed io sento di impiegarlo bene, risolvendo i piccoli problemi dei clienti. E anche se a volte sento il bisogno di scappare da un ambiente dove tutti mi conoscono, dove tutti hanno qualcosa da chiedermi, dove tutti hanno un problema che pensano io possa risolvere, dove chi mi incontra non può lasciarmi andare senza avermi chiesto qualcosa, alla fine di ogni giornata mi ritrovo più ricco dentro, spesso stanco per aver dato il 120%, ma felice perché in fondo, un pezzo di Telecom Italia, è anche mio, ed a giusto merito.

Cosa dirvi di più…
Quando siete al mare e incrociate un’altra Panda Telecom Italia, pensate a questa piccola finestra su di me e sul mio lavoro. Vi ritroverete a dire “Toh, un tecnico! Grazie al suo lavoro io in vacanza navigo con il mio tablet”
Sono Francesco, ho 36 anni, e sono un tecnico Telecom Italia di Ischia.
Benvenuti nella mia vita. Vi posso offrire un caffè?