Cos'è il welfare 4.0

17/05/2017 - 15:30

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Iniziamo un percorso di racconto e approfondimento sul Welfare 4.0 con Andrea Iapichino, responsabile People Caring di TIM

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Stiamo assistendo a una nuova rivoluzione nella produzione di beni e servizi, paragonabile a quella industriale, con un impatto diretto sul lavoro e sulle nuove competenze richieste.

Oggi gli strumenti di motivazione al cambiamento all’interno delle aziende non sono più solo la retribuzione e la formazione, ma anche il welfare, che si sta arricchendo di nuove proposte. Possiamo chiamare questa novità Welfare 4.0 o più semplicemente W4.0.

W4.0 significa pensare a nuove forme retributive, che non siano sotto forma di moneta, ma di servizi. Il welfare 4.0 comprende attività e soluzioni di inclusione sociale  quale leva per individuare e sviluppare intangible asset (ovvero beni privi di consistenza fisica e fonte di benefici economici anche futuri). In quest’ottica, il W4.0 è una modalità con cui l’azienda dialoga con tutti gli stakeholder e favorisce il confronto tra istituzioni, imprenditori e manager, professionisti e cultori del Diritto del Lavoro.

Attraverso il W4.0 si creano competenze trasversali e si mette, quindi, in campo una leva di sviluppo per le persone all’interno dell’azienda.

D’altro lato, l’azienda beneficia  di maggiore energia da parte delle sue persone, che – in quanto più motivate – forniscono un contributo più ampio rispetto alla mera esecuzione delle loro attività. Il W 4.0 consente poi a tutti di assicurare che non ci siano barriere o che le persone dell’azienda le possano superare.

In TIM stiamo ragionando da tempo su questo nuovo approccio di welfare 4.0 e abbiamo identificato quattro aree principali (cluster) che raggruppano i vari servizi di welfare in funzione del tipo di bisogno cui rispondono:

  1. Work-life balance (servizi per creare equilibrio tra vita lavorativa e tempo extra-lavorativo delle persone, ad esempio gli asili nido)
  2. Ascensore sociale (servizi che  agevolano il cambiamento di stato sociale e l’integrazione tra i diversi strati che formano la società, ad esempio il rimborso delle tasse universitarie)
  3. Caring (servizi progettati per creare condizioni di benessere organizzativo, ad esempio il. volontariato d’impresa)
  4. Inclusione (servizi che rimuovono le barriere culturali o fisiche che impediscono alle persone di fare pienamente parte di una comunità, ad esempio postazioni di lavoro progettate per chi ha specifiche caratterizzazioni fisiche)

I 4 cluster del welfare di TIM rispondono sia a bisogni primari delle persone sia alle loro aspettative di autorealizzazione. Concretamente se parliamo di work-life balance stiamo riferendoci a servizi quali Smart working, Mobility management, Nidi/asili, Soggiorni estivi, Family care giving; l’espressione “ascensore sociale” indica Borse di studio, Tasse universitarie, Sussidi.
Il Caring è un approccio gestionale che mette a disposizione delle persone Convenzioni commerciali, Volontariato d’impresa, Iniziative promozionali.
Infine, con “inclusione” identifichiamo l’ambito di welfare più complesso e a maggiore valore aggiunto, che comprende la Longevità lavorativa (a sua volta distinta in Benessere mentale e Benessere fisico) e la Diversability (questo termine è un’approssimazione linguistica che fa rifermento alle 6 classi internazionali del diversity management ponendo l’accento su «ability» in quanto driver per progettare soluzioni inclusive di tutti).

Non perdetevi il dettaglio dei diversi ambiti di Welfare 4.0, che illustreremo nelle prossime settimane!