Telecom Italia sporge denuncia per furto cavi a Grotte (AG) e introduce importanti novita’ tecnologiche per scongiurare nuovi furti

09/02/2012 - 11:30

- + Text size
Stampa

Il sistema di sicurezza aziendale mette in fuga i ladri. La sostituzione avverrà con speciali cavi in alluminio di recente produzione.

Telecom Italia rende noto di aver presentato denuncia-querela alle Autorità giudiziarie competenti a seguito del furto di cavi di rame avvenuto ieri a Grotte (AG) e di avere introdotto importanti novità tecnologiche per scongiurare il pericolo di nuovi furti di rame.

Ignoti hanno manomesso la rete tagliando cavi in rame per circa 400 metri ma, grazie al sistema di sicurezza Securvox, installato da Telecom Italia, sono tempestivamente intervenuti la Security aziendale e i CC di Racalmuto mettendo in fuga i malviventi e recuperando parte della refurtiva, anche se rivelatasi inutilizzabile.

I tecnici di Telecom Italia sono sul posto per ripristinare il cavo asportato e riattivare nel più breve tempo possibile le linee telefoniche coinvolte e, in considerazione del ripetersi dei furti sulla stessa tratta, l’azienda ritiene opportuno sostituire definitivamente i cavi in rame oggetto dei furti con speciali cavi in alluminio di recente produzione, che garantiscono le medesime prestazioni in termini di qualità dei servizi di telecomunicazione, ma che allo stesso tempo sono certamente poco appetibili per il mercato clandestino dei ricettatori.

In merito ai conseguenti disservizi verso la clientela, Telecom Italia sottolinea di essere parte lesa rispetto ad un fenomeno che si sta verificando con frequenza e gravità tali da pregiudicare talvolta i normali tempi di risoluzione e, considerata la complessità della situazione, l’azienda mantiene la proficua collaborazione con le Forze dell’Ordine al fine di assicurare una tempestiva ed efficace attività di contrasto e mettere in atto ulteriori azioni di prevenzione volte ad arginare il fenomeno, attivandosi nel contempo per ridurre al minimo i disagi per i propri clienti.

Agrigento, 9 febbraio  2012