TIM: lancia “SillyBully”, l’app mobile per contrastare il cyberbullismo

30/11/2016 - 16:30

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E’ stata presentata oggi al Liceo Classico e Musicale “Giuseppe Palmieri” di Lecce. La nuova applicazione consente alle scuole di intraprendere campagne preventive e di far partire automaticamente una registrazione video nel momento in cui si verifica l’atto prevaricatore  

Diffondere la cultura “anti-bullismo” attraverso percorsi di conoscenza e sensibilizzazione che inducano tutti gli attori coinvolti ad intervenire attivamente. E’ questo l’obiettivo di “SillyBully”, l’ app mobile realizzata da TIM con l’obiettivo di mettere a disposizione delle scuole e degli studenti uno strumento tecnologicamente avanzato per contrastare il fenomeno del cyberbullismo.

La nuova applicazione, sviluppata in collaborazione con il partner NetGroup, è stata presentata oggi a Lecce nel corso del seminario “Ora tocca a te! Il Cyberbullismo tra libertà di espressione, limiti legali e coscienza civica”, patrocinato dal Comune di Lecce e dall’Università del Salento ed organizzato dal Liceo Classico e Musicale “Giuseppe Palmieri”.

All’incontro hanno partecipato Michele Carducci, Professore Ordinario di Diritto Costituzionale Comparato dell’Università del Salento, Ida Cubicciotti, Giudice del Tribunale dei Minorenni di Lecce, Luigi Russo, Psicologo e Nicolò Leoci, Responsabile Sales Area Puglia di TIM.

L’applicazione di TIM, oltre a permettere alle scuole di intraprendere una campagna preventiva attraverso notifiche agli alunni e alle loro famiglie, rende disponibile la funzione “SOS” per  far partire automaticamente una registrazione video nel momento in cui si verifica l’atto prevaricatore. Il video verrà poi condiviso con la scuola, sempre mantenendo l'anonimato, con l'obiettivo di trasmettere in diretta episodi di bullismo e coglierne in flagranza l'autore.

“SillyBully” è caratterizzata da un’applicazione web based, che consente la gestione centralizzata delle informazioni e dei servizi erogati, oltre al monitoraggio dell’intero sistema, e da una seconda componente Client, rappresentata dall’App Mobile per accedere alle funzionalità e ai servizi erogati in mobilità attraverso il proprio smartphone. In particolare, l’applicazione mobile è totalmente integrata con lo smartphone grazie all’utilizzo di specifici sistemi – come GPS, notifiche push e fotocamera – per geolocalizzare l’evento di bullismo, consentendo così di individuare in tempo reale il luogo dove sta avvenendo l’episodio di bullismo al fine di poter intervenire, dove possibile, immediatamente.

 

Lecce, 30 novembre 2016