Romaeuropa Webfactory anno I

13/05/2009 - 00:00

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la grande officina virtuale nata dalla partnership tra Romaeuropa e Telecom Italia premia i 4 vincitori della I edizione

La sfida lanciata da Fondazione Romaeuropa in partnership con Telecom Italia a tutti i creativi del web ha finalmente quattro vincitori:

Isobel Blank (Eleonora Giglione) per il contest videoart, Giuseppe Rizzo per 100 words, Dodo Veneziano per music@ e Daniele Napolitano per spot hanno ricevuto oggi i premi consegnati da Franco Bernabè, AD di Telecom Italia, e dagli Assessori alla Cultura del Comune di Roma Umberto Croppi, Provincia di Roma Cecilia D’Elia e Regione Lazio Giulia Rodano, con il Presidente di Romaeuropa Giovanni Pieraccini.

I quattro artisti si sono aggiudicati il premio di 5.000 euro in gettoni d’oro grazie ai 100.000 voti dei membri della community di Romaeuropa Webfactory ed al giudizio coincidente della Giuria di qualità composta da Ernesto Assante, Patrizia Boglione, Linda Fava/Scuola Holden, Fabrizio Grifasi, Bruno Pellegrini, Bartolomeo Pietromarchi, Monique Veaute.

Spazio d’arte dedicato a tutti gli internauti che vogliono sperimentare, confrontarsi e misurare il proprio talento, Romaeuropa Webfactory ha coinvolto oltre 5.000 iscritti alla community, che hanno espresso le loro preferenze su 700 opere -video, brani musicali, testi e spot- raccolte nella prima fase del concorso (30 settembre 2008 - 5 marzo 2009). I 100 artisti finalisti, 25 per categoria, sono stati invitati nella seconda fase a confrontarsi con una nuova opera che, votata dalla Giuria popolare e dalla Giuria di qualità, ha decretato il successo dei 4 vincitori.

Romaeuropa Webfactory è una grande officina creativa aperta al dialogo tra artisti affermati ed emergenti, critici e pubblico, composta da quattro palcoscenici virtuali dedicati a videoarte, musica, scrittura e pubblicità, alcune delle principali modalità espressive veicolate dalla rete. A ognuna di esse è dedicato un concorso a cui sono stati chiamati a partecipare tutti coloro che vogliono sfruttare le potenzialità del web 2.0 per dire la propria in forma d’arte ed entrare a far parte del grande universo della community.

E proprio la modalità partecipativa del web si è concretizzata anche nel dialogo che in questi 7 mesi ha animato la community, con un particolare focus sui temi del copyright (dal diritto d’autore tradizionale ai creative commons) e ha favorito uno scambio serrato di idee, nell’incontro tra posizioni e punti di vista, spesso profondamente diversi, ma capaci di aprirsi al confronto. Tutti stimoli raccolti dai promotori della Romaeuropa Webfactory che preannunciano una seconda edizione del concorso –al via prima dell’estate- ricca di numerose novità.

Siamo di fronte a un primo, innovativo tentativo di mettere in contatto il nostro mondo “reale” con quello di internet, cercando una loro interazione e dando alla Rete, nel campo culturale, tutta l’attenzione che merita per la sua capacità di influire e di modificare profondamente ogni aspetto della nostra vita sociale, politica, artistica e culturale.

Romaeuropa Webfactory si avvale delle competenze e delle applicazioni web 2.0 sviluppate dal portale Virgilio, scelto dai promotori per la realizzazione e la creazione della componente interattiva.

Fondazione Romaeuropa

Ufficio stampa

+39.06.45553060/62

ufficiostampa@romaeuropa.net

Telecom Italia

Relazioni con i Media

+39 06 3688 2610

http://www.telecomitalia.it/media

 

Le 4 opere premiate

VIDEO ART

Selfportrait

Autore Isobel Blank

Descrizione

L’autoritratto come ri-creazione di sé. Atto ricreativo e rigenerativo. E allora c’è ansia creativa. Quella che non fa stare fermo, mai. E non so-stare. Poi c'è il reale, quello che è. E io, il filtro che lo rende surreale. Un percorso che procede per similitudini, metafore visive, e giunge a svolgersi per mutazioni. La natura si nutre dei mutamenti che produce. Io la imito. E’ l’evoluzione che la caratterizza. Così naturalmente un individuo arriva a essere ciò che è. Così immaginificamente io arrivo a essere me.

Commento di Bartolomeo Pietromarchi, e-guide del contest videoart

Isobel Blank ci parla di femminilità, leggerezza, ironia, e nel suo lavoro sono molti i riferimenti alla storia dell’arte contemporanea di artiste donne che hanno fatto del proprio corpo la materia della propria opera.

Il video non è solo documentazione ma diviene parte integrante dell’opera attraverso anche accorgimenti tecnici (velocizzazione, trattamento, ecc) ma la base resta l’esperienza personale: una esperienza chenella sua semplicità di gesti e nello  spazio estremamente ristretto riesce ad accompagnarci con l’immaginazione in un percorsoin cui, come ci dice l’artista stessa,:”procede per similitudini, metafore visive, e giunge a svolgersi per mutazioni”

Isobel Blank (Eleonora Giglione) è una performer, videomaker, cantante padovana.

Studia diverse discipline artistiche che confluiscono nelle sue performances live e di videoarte. Le sue opere sono state esposte presso numerose gallerie e fiere internazionali d?arte contemporanea in Italia e all’estero (Monaco, Innsbruck, Gent, Dublino) oltre ad essere inserite nelle pubblicazioni d’arte Una dispensa a regola d’arte (Editing Art, 2003) e Opera 2003/04, Selezione europea arte contemporanea (Editing Art, 2004) distribuita in Italia e Germania. Ospitata sulla copertina n. 29 di Lobodilattice Arte Contemporanea Milano. Realizza opere di videoarte per musicisti come Leo Abrahams, Alessandra Celletti, Giuseppe Righini. Studia teatro presso l’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Stabile del Veneto e presso l’Istituto della Commedia dell’Arte Internazionale (PD) oltre alla danza classica e contemporanea con Elisabetta Galli, Ana Bayer, Fabrizio Monteverde, Cheryl Therrien, Yutaka Takei, Virgilio Sieni. Dal 1997 cantante dei Vestfalia, con all’attivo 5 albums, la partecipazione ad Help ?su TMC2, all I-Tim Tour e a Rai1 Telethon, a I miti del rock (Bo) e come supporto a Meg e ai Dresden Dolls (Boston).

http://www.myspace.com/isobelblank

 

100 WORDS

Istruzioni per l'uso di miracoli e tamburi

Autore Giuseppe Rizzo

Descrizione:

Fondo Picone fino a qualche anno fa era una baraccopoli vicino al fiume Oreto di Palermo. Quando il resto della città se ne accorse, provò a girare la faccia dall'altra parte, ma inciampò e si fece un gran male. L'ipocrisia, di solito, non ha la vista lunga. Il comune promise a molti la casa popolare, i giornali fecero un gran fracasso, ma i professionisti dell'indignazione presto si stancarono e mollarono gli abitanti di quel quartiere al loro destino. Rosetta Di Fresco ci racconta come lei e la sua famiglia ce l'hanno fatta, sfruttando al meglio miracoli, tamburi e cocciutaggine

Commento di Linda Fava/Scuola Golden, e-guide del contest 100 words

Un incipit abile e diretto catapulta il lettore dentro la storia di Rosetta, anzi dentro la storia di una famiglia intera. Con uno sguardo poetico, sincero, quasi sfacciato, il narratore cuce le trame di una racconto esemplare, un’isola di fortuna che prende vita all’interno di un inferno quotidiano, quello dove, secondo il primo titolo dell’incipit, i protagonisti si stupiscono di “non essersi neanche fatti male”.

Si respira la Palermo dei mercati e delle case popolari, quella dagli odori intensi e del “parla come mangi”, e si nitravede l’altra Palermo, quella del quartiere Libertà, un dualismo a cui dà vita un’immagine viva e rumorosa: da una parte i tamburi, dall’altra i violini, ma sia di qua che di là si spera nei miracoli e si aspetta che scenda la neve.

Ricco di immagini evocative e immediato nel restituire la vividità delle azioni e l’autenticità dei dialoghi, è un racconto che può far sorridere o aggrottare la fronte, ma qualunque di queste cose accada, è un racconto che “si vede” sulla faccia del lettore.

Giuseppe Rizzo ha 25 anni. Ha scritto per il Giornale di Sicilia, Il Quotidiano della Sera, Emme-Unità Il Mucchio Selvaggio. Suoi racconti e reportage sono stati pubblicati su Nazione Indiana. E’ stato finalista al Mondello Giovani e sta lavorando a un romanzo per Perrone Editore.

MUSIC@

Stigmatika (Extended)

Autore Dodo Venezian

Descrizione:

Estensione temporale di uno sfogo evocativo (Vibrazioni sotterranee e percezione della percezione).

Commento di Ernesto Assante, e-guide del contest music@

Si possono rappresentare le emozioni attraverso i suoni digitali? Si può provare a raccontare un emozione dilatando un suono? Si può. E non c’è dubbio che Dodo Veneziano sia riuscito a mettere insieme le tre cose, emozione, dilatazione, digitalizzazione. Suoni di macchine meccaniche, macchine soffici che producono una struttura mobile, che si allunga in maniera costante sulla base non tanto di un ritmo quanto di una sequenza piacevolmente melodica. Nuovo classicismo, se ci si passa il termine, senza sorprendenti novità dunque, ma proprio per questo in grado di rassicurare chi ascolta, di accompagnare l’ascolto in un ambiente noto dove tutto cambia continuamente, dove ad ogni svolta c’è un suono nuovo, un ambiente diverso, una nuova emozione.

Domenico Veneziano, per tutti Dodo, nasce a Palermo il 10 febbraio 1970. Autore , regista e direttore della fotografia di vari video clip musicali, documentari, cortometraggi e lungometraggi cerca di allargare la sua ricerca anche fuori dal campo strettamente visivo: dipinge, pubblica un libro di poesie ispirate in gran parte ad

immagini da lui stesso create: W&W, Premio novità 1996 pubblicato da Libroitaliano Editrice Internazionale, compone e cura la colonna sonora di spettacoli, video e cortometraggi e crea brani musicali cercando di tradurre in suoni le sue sensazioni visive, nella continua aspirazione ad un? esperienza artistica a 360 gradi che

a tuttoggi non considera del tutto esaurita.

http://www.dodoveneziano.com

 

SPOT

Get it out

Autore Daniele Napolitano

 

Descrizione:

Il cielo di Roma appare improvvisamente invaso da sciami di lettere. Sono le parole, i pensieri e le idee dei creativi che popolano la città. Voci che ricercano il proprio spazio e lo trovano in Romaeuropa Webfactory.

Commento di Patrizia Boglione, e-guide del contest spot

Un’idea creativa sorprendente, e una esecuzione che ne rafforza il contenuto e la funzione comunicativa.
Visivamente è molto impattante il device creativo della fuoriuscita delle parole,  in una riproposizione di espressività violenta quasi futurista. E’ interessante il fatto che si sottolinei quanta creatività diffusa sia dentro ognuno di noi, ma che non basti farla uscire per creare qualcosa.

Da qui il ruolo di Romaeuropawebfactory, che ”mette ordine”, suggerisce il metodo, canalizza questa energia in un messaggio strutturato, che solo dopo diventa comunicazione.

Fra tutte le opere presentate, Get it out è quella che meglio interpreta la funzione di una comunicazione virale. Il trattamento quasi “da reportage” suggerisce che “qui e ora” succede qualcosa, che chiunque abbia un’idea creativa può partecipare, e che la città sia in balia di una pandemia di idee inarrestabile.

Bravo.

DANIELE NAPOLITANO

Daniele Napolitano è un regista e motion designer di 24 anni. Vive a Roma e attualmente lavora come freelance per diversi clienti nel campo della televisione e della pubblicità.

Ha creato nel 2007, insieme ad altri designer, il network cut che si occupa di graphic / motion / sound / interactive design e art direction. Il lavoro che ha avuto maggiore risonanza sul web è stato il cortometraggio “Notte Sento”, interamente realizzato con la tecnica dello stop-motion.

www.ilovecut.com/works/102


 Roma, 13 maggio 2oo9.