Telecom Italia: infondate le accuse mosse dal presidente Cheli

03/08/2000 - 12:00

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Telecom Italia ritiene che la sede migliore per approfondire le valutazioni espresse oggi in un´intervista al quotidiano "Il Mattino" dal presidente dell´Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Enzo Cheli, riguardo temi così complessi e di grande rilievo economico e normativo, siano le numerose istruttorie avviate dalla stessa Autorità.

In particolare, relativamente all´accesso alla rete locale, Telecom Italia conferma che sta collaborando proficuamente con l´Unità per il monitoraggio recentemente costituita dall´organismo di garanzia. Infatti, proprio grazie a questo clima costruttivo in Italia i concorrenti potranno avere accesso all´ultimo miglio entro la fine del 2000, prima e meglio della maggior parte dei paesi europei.

Quanto ai prezzi relativi al traffico voce praticati da Telecom sul mercato, la normativa prescrive che questi siano orientati ai costi e se prezzi e costi oggi si stanno velocemente avvicinando, ciò è dovuto anche all´effetto della concorrenza. Non è pertanto responsabilità di Telecom Italia se un simile andamento del mercato mette in difficoltà quegli operatori che non intendono effettuare investimenti ma si limitano a rivendere il traffico sviluppato sulla rete di Telecom Italia.

Si è infatti entrati, seguendo un processo positivo ed inevitabile, in una fase importante della liberalizzazione delle telecomunicazioni che presuppone per tutti una maggior capacità di investimento. Né sul terreno dei prezzi finali, né su quello dei beni intermedi, si può dunque parlare di blocco del mercato, ma, al contrario di una situazione assai competitiva e all´avanguardia in Europa.

Su un punto in particolare Telecom Italia dissente apertamente dalle tesi attribuite al professor Cheli: il deficit dell´accesso non può essere riassorbito entro il 2002 perché questo sarebbe contrario alla normativa europea e alla logica economica. L´orientamento al costo di tutti i servizi, compreso l´accesso, è una condizione necessaria per l´apertura del mercato. Solo in casi straordinari e concordati la Commissione europea ha concesso ai singoli paesi di mantenere uno squilibrio residuo, sino a una data ultima che è comunque scaduta il 31 dicembre 1999. E´ una elementare condizione per impedire che si trascini troppo a lungo una concorrenza zoppa, con imprese assistite e prezzi pilotati.