TIM: Esaminata e approvata dal Consiglio di Amministrazione la Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2016

23/03/2017 - 17:35

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  • EBIT CONSOLIDATO: 3,7 MILIARDI DI EURO (+25,6% RISPETTO AL 2015). AL NETTO DI COMPONENTI NON RICORRENTI IL DATO SAREBBE PARI A 3,9 MILIARDI DI EURO

  • L’EBIT DEL QUARTO TRIMESTRE 2016 AMMONTA A CIRCA 1 MILIARDO DI EURO, IN CRESCITA DI 0,8 MILIARDI DI EURO RISPETTO AL QUARTO TRIMESTRE 2015 RIFLETTENDO IL POSITIVO MIGLIORAMENTO DELL’EBITDA

  • UTILE DI GRUPPO DI SPETTANZA DELLA CONTROLLANTE: 1,8 MILIARDI DI EURO RISPETTO A UNA PERDITA DI 70 MILIONI DI EURO NEL 2015

  • PROPOSTA DI DISTRIBUZIONE DIVIDENDO PER LE AZIONI DI RISPARMIO DI 2,75 EURO CENT

  • TIM HA DEFINITO UN PROGETTO PER RAGGIUNGERE NEL 2018 LA COPERTURA IN FIBRA DEL PAESE AL 95%, CON QUASI DUE ANNI DI ANTICIPO RISPETTO AL PIANO INDUSTRIALE. NEL 2019 LA COPERTURA ARRIVERÀ AL 99%, GRAZIE ANCHE A TECNOLOGIE WIRELESS, MANTENENDO INVARIATI I CAPEX PREVISTI DAL PIANO INDUSTRIALE CON L’AFFIANCAMENTO DI UN PARTNER FINANZIARIO, CHE SARÀ SCELTO NEI PROSSIMI MESI PER I PROGETTI NELLE ‘AREE C E D’  

  • ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI CONVOCATA PER IL 4 MAGGIO 2017


I risultati economico–finanziari del Gruppo TIM e di TIM S.p.A. dell’esercizio
2016 nonchè quelli dell’esercizio precedente posti a confronto sono stati predisposti secondo i Principi Contabili Internazionali emessi dall’International Accounting Standards Board e omologati dall’Unione Europea (definiti come “IFRS”). Nell’esercizio 2016 TIM ha applicato principi contabili coerenti con quelli dell’esercizio precedente, fatta eccezione per i nuovi Principi/Interpretazioni adottati a partire dal 1° gennaio 2016 che non hanno avuto impatti sui risultati dell’esercizio 2016.
I risultati del’esercizio 2016 del Gruppo TIM e di TIM S.p.A. presentano, rispetto ai dati preliminari diffusi il 3 febbraio 2017, alcuni scostamenti non rilevanti.
Nell’ambito della Business Unit Brasile il management ha individuato un’errata contabilizzazione, effettuata negli esercizi precedenti, relativamente al riconoscimento dei Ricavi da servizi derivanti dalla cessione di traffico prepagato. Tale errata contabilizzazione, che non ha avuto alcun impatto né in termini di Posizione finanziaria netta né sulla Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti, ha invece  comportato un’anticipazione temporale nel riconoscimento dei ricavi rispetto al traffico prepagato e non ancora consumato.  Si è pertanto provveduto alla revisione dei dati comparativi relativi al 31 dicembre 2015, con impatti non significativi sui dati economici a confronto. Per maggiori dettagli si fa rimando all’Allegato.
TIM utilizza, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS, alcuni indicatori alternativi di performance, al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria. In particolare, gli indicatori alternativi di performance si riferiscono a: EBITDA; EBIT; variazione organica dei ricavi dell’EBITDA e dell’EBIT; EBITDA margin ed EBIT margin;  indebitamento finanziario netto contabile e rettificato. Il significato e il contenuto di tali indicatori sono illustrati in allegato.
Si segnala inoltre che il capitolo “Evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2017” contiene dichiarazioni previsionali (forward-looking statements) riguardanti intenzioni, convinzioni o attuali aspettative del Gruppo in relazione ai risultati finanziari e ad altri aspetti delle attività e strategie del Gruppo. Il lettore del presente Comunicato Stampa non deve porre un indebito affidamento su tali dichiarazioni previsionali in quanto i risultati consuntivi potrebbero differire significativamente da quelli contenuti in dette previsioni come conseguenza di molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al di fuori della sfera di controllo del Gruppo.
Si precisa infine che l’attività di revisione sul Bilancio consolidato e sul Bilancio separato di TIM al 31 dicembre 2016 non è ancora stata completata.


PRINCIPALI VARIAZIONI DEL PERIMETRO DI CONSOLIDAMENTO DEL GRUPPO TIM


Nel corso del 2016 si sono verificate le seguenti variazioni del perimetro di consolidamento:

  • TIMVISION S.r.l. (Business Unit Domestic): è stata costituita il 28 dicembre 2016;
  • Noverca S.r.l. (Business Unit Domestic): in data 28 ottobre 2016 TIM S.p.A. ha acquisito il 100% della società;
  • Flash Fiber S.r.l. (Business Unit Domestic): è stata costituita il 28 luglio 2016;
  • Gruppo Sofora - Telecom Argentina: classificato come Discontinued operations (Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute) è stato ceduto in data 8 marzo 2016;
  • Revi Immobili S.r.l., Gestione Due S.r.l. e Gestione Immobili S.r.l. (Business Unit Domestic): in data 11 gennaio 2016 INWIT S.p.A. ha acquisito il 100% delle società, successivamente oggetto di fusione per incorporazione, che sono pertanto entrate nel perimetro di consolidamento del Gruppo.


Nel corso del 2015 si sono verificate le seguenti variazioni del perimetro di consolidamento:

  • INWIT S.p.A. (Business Unit Domestic): è stata costituita nel mese di gennaio 2015;
  • Alfabook S.r.l. (Business Unit Domestic): in data 1° luglio 2015 Telecom Italia Digital Solution S.p.A. (ora incorporata in Olivetti S.p.A.) ha acquisito il 100% della società che è pertanto entrata nel perimetro di consolidamento del Gruppo;
  • TIM Real Estate S.r.l. (Business Unit Domestic): è stata costituita nel mese di novembre 2015.

 

Il Consiglio di Amministrazione di TIM si è riunito oggi sotto la presidenza di Giuseppe Recchi per approvare il Bilancio consolidato del Gruppo TIM e il progetto di Bilancio separato di TIM S.p.A. al 31 dicembre 2016, i cui principali risultati operativi sono stati comunicati al mercato lo scorso 3 febbraio 2017.

Il processo di turnaround avviato nel 2016 dal management ha portato i principali indicatori economico finanziari in significativo recupero, permettendo a TIM di raggiungere tutti i target prefissati.

In particolare si segnala il ritorno all’utile del Gruppo, con il dato che a fine 2016 si attesta a 1,8 miliardi di euro in crescita di 1,9 miliardi di euro rispetto alla chiusura del 2015 (-70 milioni di euro).

Il Risultato Operativo (EBIT) è pari a 3,7 miliardi di euro in incremento del 25,6% rispetto all’esercizio 2015 (+26,8% in termini organici); l’EBIT del quarto trimestre 2016 ammonta a circa 1 miliardo di euro, in crescita di 0,8 miliardi di euro rispetto al quarto trimestre 2015.

 

RISULTATI DEL GRUPPO TIM

I ricavi dell’esercizio 2016 ammontano a 19.025 milioni di euro, in calo del 3,5% (-694 milioni di euro) rispetto all’esercizio 2015 (19.719 milioni di euro). In termini di variazione organica, calcolata escludendo l’effetto della variazione dei tassi di cambio e del perimetro di consolidamento, i ricavi consolidati si riducono del 2,6% (-501 milioni di euro).

l dettaglio dei ricavi ripartiti per settore operativo è il seguente:

(milioni di euro)

 2016

 2015

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica

Domestic (*)

15.006

78,9

15.001

76,1

5

Core Domestic (**)

13.926

73,2

14.001

71,0

(75)

(0,5)

(0,5)

International Wholesale

1.351

7,1

1.314

6,7

37

2,8

2,7

Brasile

4.047

21,3

4.637

23,5

(590)

(12,7)

(8,9)

Altre Attività

11

0,1

131

0,7

(120)

 

 

Rettifiche ed elisioni

(39)

(0,3)

(50)

(0,3)

11

 

 

Totale consolidato

19.025

100,0

19.719

100,0

(694)

(3,5)

(2,6)

(*) A seguito della mutata mission di Persidera, la Business Unit Media è stata accorpata alla Business Unit Domestic (Domestic Core) a partire  dal 1° gennaio 2016;  in assenza di tale variazione i ricavi Domestic dell’esercizio 2016 sarebbero risultati pari a 14.933 milioni di euro.

(**) Dal 1° gennaio 2016 comprende anche la società Olivetti. I dati dell’esercizio posti a confronto sono stati coerentemente modificati.

 

I ricavi del quarto trimestre 2016 ammontano a 5.086 milioni di euro ed evidenziano un miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente non solo in termini assoluti (+245 milioni di euro; +5,1%) ma anche in termini organici (+28 milioni di euro; +0,6%) invertendo un trend negativo che perdurava da 18 trimestri. Tale positivo risultato è stato trainato dalla Business Unit Domestic, che ha realizzato un incremento del 2,5% in termini organici contro un -2,6% nel quarto trimestre 2015. A tale risultato ha contribuito l’introduzione di offerte innovative finalizzate, per esempio, a ottimizzare l’utilizzo della rete mobile nelle ore di minore traffico e a fidelizzare la base clienti offrendo nuovi prodotti (“prodotti abilitanti”) in grado di estendere la fruizione di servizi TIM anche in mercati adiacenti.

Segnali positivi anche dalla Business Unit Brasile che, in un migliorato contesto macroeconomico e competitivo, sta significativamente rallentando il trend negativo, contenendo la riduzione dei ricavi all’1,7% nel quarto trimestre 2016 rispetto al -15,3% del primo trimestre 2016. Tale recupero è legato ad un efficace riposizionamento sul segmento post-pagato con un rafforzamento dei principali indicatori operativi.

L’EBITDA  dell’esercizio 2016 è pari a 8.002 milioni di euro e si incrementa, rispetto all’esercizio precedente, di  996 milioni di euro (+14,2%), con un’incidenza sui ricavi del 42,1% (35,5% nell’esercizio 2015; +6,6 punti percentuali). In termini organici l’EBITDA evidenzia una variazione positiva di 1.057 milioni di euro (+15,2%) rispetto all’esercizio precedente con un’incidenza sui ricavi in aumento di 6,5 punti percentuali.
L’EBITDA dell’esercizio 2016 sconta l’impatto negativo di oneri non ricorrenti per complessivi 197 milioni di euro (1.076 milioni di euro nel 2015); in assenza di tali oneri la variazione organica dell’EBITDA sarebbe risultata pari a  +2,2%, con un’incidenza sui ricavi del 43,1%, in aumento di 2 punti percentuali rispetto all’esercizio 2015.

Oneri non ricorrenti netti

2016

2015

(milioni di euro)

 

 

     

Acquisti di materie e servizi e Variazione delle rimanenze

2

112

Costo del personale

159

446

Altri oneri ed accantonamenti

36

518

Totale oneri non ricorrenti con impatto su EBITDA

197

1.076

Plusvalenza cessione Torri Brasile(*)

(12)

(315)

Svalutazione Avviamento Brasile (*)

-

230

Svalutazioni di immobilizzazioni materiali

-

2

Totale oneri non ricorrenti con impatto su EBIT(*)

185

993

(*) Il valore del 2015 è esposto a parità di cambio (cambio medio del 2016). L’impatto sull’EBIT a cambi storici ammontava a 990 milioni di euro (plusvalenza Torri -328 milioni di euro; svalutazione Avviamento Brasile 240 milioni di euro).

Tali oneri comprendono, fra gli altri, oneri derivanti da processi di riorganizzazione/ristrutturazione aziendale, oneri conseguenti a contenziosi e sanzioni di carattere regolatorio e a passività correlate ai suddetti oneri, oneri per vertenze con ex personale dipendente, passività con clienti e/o fornitori e oneri connessi alla gestione dei crediti.

Il dettaglio dell’EBITDA e dell’incidenza percentuale del margine sui ricavi, ripartiti per settore operativo, è il seguente:

(milioni di euro)

 2016

 2015

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica

Domestic (*)

6.698

83,7

5.567

79,5

1.131

20,3

20,3

% sui Ricavi

44,6

 

37,1

 

 

7,5 pp

7,5 pp

Brasile

1.325

16,6

1.451

20,7

(126)

(8,7)

(4,7)

% sui Ricavi

32,7

 

31,3

 

 

1,4 pp

1,4 pp

Altre Attività

(18)

(0,2)

(14)

(0,2)

(4)

 

 

Rettifiche ed elisioni

(3)

(0,1)

2

(5)

 

 

Totale consolidato

8.002

100,0

7.006

100,0

996

14,2

15,2

% sui Ricavi

42,1

 

35,5

 

 

6,6 pp

6,5 pp

(*) A seguito della mutata mission di Persidera, la Business Unit Media è stata accorpata alla Business Unit Domestic (Domestic Core) a partire   dal 1° gennaio 2016;  in assenza di tale variazione  l’EBITDA Domestic dell’esercizio 2016 sarebbe risultato pari a 6.658 milioni di euro.

 

L’EBITDA del quarto trimestre 2016 ammonta a 2.124 milioni di euro, in crescita di 740 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. In termini organici e al netto delle componenti non ricorrenti la crescita ammonta a 106 milioni di euro, pari a +5,1%, in miglioramento di 12,6 punti percentuali rispetto al -7,5% del primo trimestre 2016.

Il sostenuto recupero dell’EBITDA, sia in valori assoluti sia in termini di redditività percentuale sui ricavi, beneficia delle azioni di “cost recovery plan”, avviate nel secondo trimestre 2016 dalla Business Unit Domestic e nel trimestre successivo dalla Business Unit Brasile.

L’EBIT dell’esercizio 2016 è pari a 3.722 milioni di euro (2.963 milioni di euro nell’esercizio 2015) in aumento di 759 milioni di euro (+25,6%) rispetto all’esercizio 2015 con un’incidenza sui ricavi del 19,6% (15,0% nell’esercizio 2015, +4,6 punti percentuali).

L’EBIT organico evidenzia una variazione positiva di 786 milioni di euro (+26,8%) con un’incidenza sui ricavi pari al 19,6% (15,0% nell’esercizio 2015).

L’EBIT dell’esercizio 2016 sconta l’impatto negativo di oneri netti non ricorrenti per complessivi 185 milioni di euro (993 milioni di euro nell’esercizio 2015, a parità di tassi di cambio).

In assenza di tali oneri netti non ricorrenti la variazione organica dell’EBIT sarebbe risultata negativa per 22 milioni di euro (-0,6%), con un’incidenza sui ricavi del 20,5% (20,1% nell’esercizio 2015).

L’EBIT del quarto trimestre 2016 ammonta a 954 milioni di euro, in crescita di 797 milioni di euro rispetto al quarto trimestre 2015, e riflette il positivo miglioramento dell’EBITDA precedentemente illustrato.

L’Utile dell’esercizio 2016 attribuibile ai Soci della Controllante si attesta a 1.808 milioni di euro (perdita attribuibile ai Soci della Controllante pari a 70 milioni di euro nell’esercizio 2015) e beneficia, oltre che dell’andamento dei margini, anche delle partite aventi natura meramente valutativa e contabile, che non generano regolazione finanziaria, ed in particolare della valutazione al fair value dell’opzione implicita inclusa nel prestito obbligazionario a conversione obbligatoria emesso a fine 2013, con durata triennale.

Il personale del Gruppo al 31 dicembre 2016 è pari a 61.229 unità, di cui 51.125 in Italia (65.867 unità al 31 dicembre 2015, di cui 52.555 in Italia).

Gli investimenti industriali dell’esercizio 2016 sono pari a 4.876  milioni di euro , si riducono di 321 milioni di euro rispetto all’esercizio 2015 e sono così ripartiti per settore operativo:

(milioni di euro)

 2016

 2015

Variazione

 

 

peso %

 

peso %

 

Domestic (*)

3.709

76,1

3.900

75,0

(191)

Brasile

1.167

23,9

1.289

24,8

(122)

Altre Attività

8

0,2

(8)

Rettifiche ed elisioni

Totale consolidato

4.876

100,0

5.197

100,0

(321)

% sui Ricavi

25,6

 

26,4

 

(0,8) pp

(*) A seguito della mutata mission di Persidera, la Business Unit Media è stata accorpata alla Business Unit Domestic (Domestic Core) a partire dal 1° gennaio 2016;  in assenza di tale variazione gli investimenti di Domestic dell’esercizio 2016 sarebbero risultati pari a 3.702 milioni di euro.

La Business Unit Domestic presenta investimenti pari a 3.709 milioni di euro in riduzione di 191 milioni di euro rispetto all’esercizio 2015 che accoglieva, fra gli altri, gli investimenti per i diritti d’uso delle frequenze della banda L (231 milioni di euro) e per la proroga della licenza GSM (117 milioni di euro). 

E’ confermato l’approccio di selettività degli investimenti tramite l’individuazione di progetti con maggiore redditività e dedicati all’innovazione/trasformazione con contestuale spinta sui livelli di copertura UBB e sulla qualità del servizio. Il piano di investimenti sul mercato domestico, dedicati allo sviluppo delle infrastrutture di nuova generazione, ha infatti consentito di raggiungere con la fibra ottica (NGN) il 60% circa delle unità immobiliari e con la rete mobile 4G (LTE) oltre il 96% della popolazione.

La Business Unit Brasile registra una riduzione degli investimenti di 122 milioni di euro (comprensivi di un effetto cambio negativo pari a 55 milioni di euro) rispetto all’esercizio 2015 dovuto agli effetti combinati del “cost recovery plan” e di progetti di ottimizzazione della spesa ricorrente sulle componenti di investimenti tradizionali, nonché di una più efficace allocazione del capitale sugli investimenti infrastrutturali per lo sviluppo della copertura 4G.

Tali iniziative hanno consentito di accelerare e ampliare lo sviluppo della rete mobile a banda larga con una copertura che a fine 2016 raggiunge l’89% della popolazione urbana con la rete 3G (+ 7 p.p. rispetto al 2015) e il 74% con la rete 4G (+ 15 p.p. rispetto al 2015).

Il flusso di cassa della gestione operativa di Gruppo è positivo per 2.856 milioni di euro (positivo per 1.974 milioni di euro nell’esercizio 2015).

L’indebitamento finanziario netto contabile al 31 dicembre 2016 è pari a 25.955 milioni di euro (28.475 milioni di euro al 31 dicembre 2015).

L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato ammonta a 25.119 milioni di euro al 31 dicembre 2016, in diminuzione di 2.159 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015 (27.278 milioni di euro). Nell’esercizio 2016, la riduzione dell’indebitamento è stata garantita dalla positiva dinamica della gestione operativa, dai benefici derivanti dalla conclusione dell’operazione di cessione del gruppo Sofora - Telecom Argentina (con l’incasso del prezzo e il conseguente deconsolidamento del relativo indebitamento finanziario) e dal rafforzamento patrimoniale derivante dalla conversione in azioni TIM, nel mese di novembre, del Mandatory Convertible Bond per 1,3 miliardi di euro. Il livello di debito è stato per converso influenzato negativamente dall’andamento del tasso di cambio del Brasile.

Nel quarto trimestre 2016  l’indebitamento finanziario netto rettificato è diminuito di 1.616 milioni di euro rispetto al 30 settembre 2016 (26.735 milioni di euro); agli effetti della positiva dinamica della gestione operativa si aggiungono i benefici del rafforzamento patrimoniale derivanti dalla conversione in azioni TIM del Mandatory Convertible Bond per 1,3 miliardi di euro.

Il margine di liquidità al 31 dicembre 2016 è pari a 12.483 milioni di euro, equivalente alla somma della “Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti” e dei “Titoli correnti diversi dalle partecipazioni” per complessivi 5.483 milioni di euro (5.047 milioni di euro al 31 dicembre 2015) e delle linee di credito committed non utilizzate per un importo complessivo pari a 7.000 milioni di euro. Tale margine consente una copertura delle passività finanziarie di Gruppo in scadenza almeno per i prossimi 24 mesi.

 

I RISULTATI DELLE BUSINESS UNIT

DOMESTIC

I ricavi del 2016 sono pari a 15.006 milioni di euro in leggera crescita rispetto all’esercizio 2015 (+5 milioni di euro) per effetto della dinamica di strutturale miglioramento registrata nel corso dell’anno, che ha determinato nel terzo e nel quarto trimestre un’inversione di tendenza con un tasso di crescita positivo rispetto agli stessi periodi dell’esercizio precedente (quarto trimestre +2,5%, terzo trimestre +1,0%, rispetto a –1,2% e –2,3% rispettivamente nel secondo e nel primo trimestre). Anche i ricavi da servizi presentano un trend di recupero e miglioramento – in particolare sul segmento Mobile, che evidenzia in tutti i trimestri un tasso di crescita positivo – con una riduzione rispetto all’esercizio precedente contenuta a -180 milioni di euro (-1,3%) inferiore a quanto registrato nel 2015 (-276 milioni di euro, -1,9% rispetto al 2014).

Nel quarto trimestre 2016 la flessione dei ricavi da servizi è stata pari a -1,3%, peraltro interamente attribuibile alla riduzione di prezzi wholesale regolamentati.

In particolare si segnala che:

  • i ricavi da servizi del mercato Mobile sono pari a 4.579 milioni di euro con un incremento di 63 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente (+1,4%); si conferma la dinamica di costante e progressiva crescita già osservata nei trimestri precedenti (quarto trimestre +3,0%, terzo trimestre +1,1%, secondo trimestre +0,7%, primo trimestre +0,6%), in particolare l’ultimo trimestre ha beneficiato del lancio di offerte innovative in occasione della campagna autunnale, di un ulteriore impulso alla diffusione dalla copertura e dei servizi 4G e di una strategia razionale sui prezzi, volta da un lato a reagire in modo equilibrato alla pressione commerciale sul segmento basso-spendente e dall’altro a garantire qualità e convergenza sul segmento medio-alto spendente. Tale miglioramento è anche testimoniato dal deciso recupero dei principali indicatori operativi: nel quarto trimestre 2016, l’ARPU aumenta a 13,3 euro/mese (rispetto a 12,8 euro al mese del quarto trimestre 2015), il churn si attesta al 23% confermandosi best-in-class nel settore, mentre il saldo Mobile Number Portability migliora, portandosi in territorio positivo (+26 mila nel quarto trimestre 2016 rispetto a      -44 mila del terzo trimestre 2016);
  • i ricavi da servizi del mercato Fisso del 2016 sono pari a 9.965 milioni di euro, in contrazione di 407 milioni di euro rispetto al 2015 (-3,9%); tale flessione in progressiva attenuazione nel corso dell’anno (-3,0% nel quarto trimestre) è interamente correlata alla riduzione dei ricavi sui servizi voce (-533 milioni di euro per effetto della perdita di accessi tradizionali, con un trend comunque in significativo recupero rispetto ai periodi precedenti), solo in parte compensata dal continuo sviluppo dei clienti Broadband e Ultra-Broadband, che traina la crescita dei servizi innovativi da connettività (+158 milioni di euro nel 2016; +6,8%). Su tali risultati incide significativamente anche la riduzione dei prezzi regolamentati su alcuni servizi wholesale. In significativa riduzione le line losses, che scendono a -83 mila nell’ultimo trimestre 2016, confermando il trend già osservato nei precedenti trimestri. In forte accelerazione il trend delle acquisizioni nette in fibra (+125 mila nel quarto trimestre) con una base clienti NGN di circa 1 milione.

I ricavi da vendita prodotti, inclusa la variazione dei lavori in corso, sono pari a 1.128 milioni di euro nel 2016, in significativo miglioramento rispetto al 2015 (+185 milioni di euro) grazie alla crescita dei volumi e ricavi da vendita di prodotti abilitanti ai servizi di connettività internet e di intrattenimento (smartphone, smartTV ecc.).

 

***

 

La Business Unit Domestic opera in maniera distinta su due diversi ambiti di riferimento, di seguito l’analisi dei relativi ricavi:

 

  • Ricavi Core Domestic

I ricavi  Core Domestic sono pari a 13.926 milioni di euro e si riducono dello 0,5% (14.001 milioni di euro nel 2015).
Relativamente ai segmenti di mercato si segnalano le seguenti dinamiche rispetto all’esercizio 2015:

  • Consumer: i ricavi sono pari a 7.389 milioni di euro nel 2016, in significativo miglioramento rispetto al 2015 (+118 milioni di euro; +1,6%); a tale positivo risultato hanno contribuito il trend di strutturale miglioramento dei ricavi Mobile, per effetto sia di una tenuta della market share sia di una stabilizzazione dei livelli di ARPU, ed il progressivo recupero anche sui ricavi Fisso, grazie alla significativa riduzione e miglioramento della dinamica di perdita di accessi.

In particolare, si evidenzia quanto segue:

  • i ricavi del Mobile sono pari a 3.759 milioni di euro e presentano una dinamica di costante e significativa crescita rispetto al 2015 (+161 milioni di euro, +4,5%). I ricavi da servizi registrano un incremento di 101 milioni di euro (+3,2%), confermando e consolidando anche nell’ultimo trimestre un risultato positivo in termini di trend rispetto al 2015, attribuibile sia ad un miglioramento delle dinamiche competitive - con progressiva stabilizzazione della market share – che alla continua crescita dell’Internet mobile e dei servizi di intrattenimento digitali a sostegno dei livelli di ARPU;
  • i ricavi del Fisso sono pari a 3.584 milioni di euro, con una diminuzione di 125 milioni di euro rispetto al 2015 (-3,4%). Tale contrazione di fatturato presenta nell’ultimo trimestre un forte recupero con un risultato positivo rispetto a quanto registrato negli ultimi trimestri (quarto trimestre +2,0%, -3,2% terzo trimestre, -6,0% secondo trimestre, -6,0% primo trimestre). Il trend di miglioramento dei ricavi è attribuibile ad un contenimento della perdita di accessi solo voce, accompagnato dallo sviluppo dei clienti Broadband e Ultrabroadband, e dalla crescita di prodotti abilitanti ai servizi digitali di connettività e contenuti (SmartTV, decoder ecc.).

 

  • Business: i ricavi del segmento Business sono pari a 4.535 milioni di euro con una riduzione di 210 milioni di euro rispetto al 2015 (-4,4%), di cui 193 milioni di euro (-4,5%) nella componente servizi e 18 milioni di euro (-3,7%) nella componente apparati e prodotti.

In particolare:

  • i ricavi da servizi Mobile registrano una flessione di 45 milioni di euro (-4,0% rispetto all’anno precedente). La continua contrazione dei servizi tradizionali (voce e messaging -12,7% rispetto al 2015), determinata dalla dinamica di riposizionamento dei clienti su formule bundle a minor livello complessivo di ARPU e dei clienti della Pubblica Amministrazione sulla nuova offerta Consip (che ha rivisto al ribasso i prezzi unitari), è ancora solo marginalmente compensata dalla performance positiva dei nuovi servizi digitali (+4,4% rispetto al 2015). Il quarto trimestre mostra tuttavia un’inversione di trend con un significativo recupero di performance (+2,2% quarto trimestre, -4,4% terzo trimestre, -5,6% secondo trimestre, -7,9% primo trimestre);
  • i ricavi da servizi del Fisso si riducono di 118 milioni di euro (-3,7% rispetto all’anno precedente) nonostante la costante crescita dei ricavi da servizi ICT (+3,1%), in particolare sui servizi Cloud. Il segmento continua infatti a risentire della lenta ripresa del contesto congiunturale, della contrazione dei prezzi sui servizi tradizionali voce e dati e della sostituzione tecnologica verso sistemi VoIP.

 

  • Wholesale:  il segmento Wholesale presenta nel 2016 ricavi pari a 1.780 milioni di euro, con una riduzione rispetto al 2015 di 47 milioni di euro (-2,6%) interamente riconducibile alla diminuzione dei prezzi regolamentati che ha determinato un effetto negativo di 46 milioni di euro.

 

  • Ricavi International Wholesale – Gruppo Telecom Italia Sparkle

I ricavi dell’esercizio 2016 del Gruppo Telecom Italia Sparkle - International Wholesale sono pari a 1.351 milioni di euro, in crescita rispetto al 2015 (+37 milioni di euro, +2,8%). Tale risultato è determinato dall’incremento dei ricavi per servizi Fonia (+34 milioni di euro +3,7%) mentre risultano sostanzialmente stabili le altre linee di business.

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L’EBITDA della Business Unit Domestic dell’esercizio 2016 è pari a 6.698 milioni di euro e registra un incremento di 1.131 milioni di euro rispetto al 2015 (+20,3%), con un’incidenza sui ricavi pari al 44,6% (+7,5 punti percentuali rispetto al 2015). Tale risultato sconta anche l’impatto negativo di oneri non ricorrenti per complessivi 182 milioni di euro significativamente inferiori a quelli registrati nel 2015 (1.028 milioni di euro).

Di seguito il dettaglio:

  • 144 milioni di euro relativi al costo del personale (429 milioni di euro nel 2015)
  • 38 milioni di euro relativi a oneri conseguenti a contenziosi e sanzioni di carattere regolatorio e a passività ad essi correlate, oneri connessi a vertenze con personale ex dipendente e passività con clienti e fornitori, oneri connessi con la gestione dei crediti (599 milioni di euro nel 2015).

In assenza di tali oneri, la variazione organica dell’EBITDA sarebbe risultata pari a +4,3%, con un’incidenza sui ricavi del 45,8%, in aumento di 1,8 punti percentuali rispetto al 2015 con conferma di una positiva e solida inversione di trend avviata già a partire dal secondo trimestre (quarto trimestre +7,5%, terzo trimestre +7,8%, secondo trimestre +6,9%, primo trimestre -5,2%).

 

L’EBIT del 2016 è pari a 3.376 milioni di euro (+1.017 milioni di euro, +43,1% rispetto al 2015) con un’incidenza sui ricavi del 22,5% (+6,8 punti percentuali). L’andamento dell’EBIT riflette il positivo andamento dell’EBITDA precedentemente illustrato, parzialmente compensato dall’incremento degli ammortamenti pari a 105 milioni di euro.
L’EBIT del 2016 sconta l’impatto negativo di oneri non ricorrenti per complessivi 182 milioni di euro, in assenza dei quali la variazione organica sarebbe risultata pari a +5,0% con un’incidenza sui ricavi del 23,7%.

Il personale, pari a 51.280 unità, diminuito di 1.364 unità rispetto al 31 dicembre 2015 nonostante l’accorpamento della Business Unit Media, in assenza del quale la riduzione sarebbe risultata di 1.426 unità.

 

BRASILE (cambio medio real/euro 3,85935)

I ricavi di TIM Brasil dell’esercizio 2016 sono pari a 15.617 milioni di reais e risultano in calo di 1.525 milioni di reais (-8,9%) rispetto all’esercizio precedente.
I ricavi da servizi si attestano a 14.720 milioni di reais, con una riduzione di 667 milioni di reais rispetto ai 15.387 milioni di reais del 2015 (-4,3%).
L’ARPU mobile dell’esercizio 2016 è pari a 18,0 reais a fronte dei 16,7 reais dell’esercizio precedente (+7,8%).
Le linee complessive al 31 dicembre 2016 sono oltre 63 milioni e presentano una riduzione di circa 3 milioni (-4,3%) rispetto al 31 dicembre 2015; la market share a fine dicembre 2016 è del 26% (25,7% al 31 dicembre 2015).

I ricavi da vendita di prodotti si attestano a 897 milioni di reais (1.755 milioni di reais nell’esercizio 2015; - 48,9%), riflettendo una politica commerciale meno focalizzata sulla vendita di handsets oltre che l’impatto della crisi economica brasiliana sulla propensione alla spesa delle famiglie.

La performance del quarto trimestre conferma il trend di recupero rispetto allo scorso esercizio già evidenziato nel trimestre precedente, sia sui ricavi totali pari a 4.043 milioni di reais (-1,7% rispetto al -5,2% del terzo trimestre, al -12,4% del secondo trimestre e al -15,3% del primo trimestre) sia sui ricavi da servizi pari a 3.842 milioni di reais (-0,7% rispetto al -2,4% del terzo trimestre, al -5,9% del secondo trimestre e al -8,3% del primo trimestre) grazie principalmente al costante miglioramento dell’andamento dei ricavi da servizi generati da clienti mobili.

L’EBITDA è pari a 5.114 milioni di reais, inferiore di 251 milioni di reais rispetto all’esercizio 2015 (-4,7%).  Tuttavia la flessione dell’EBITDA rispetto all’anno precedente si riduce considerevolmente nel corso dell’ultimo trimestre che, grazie ai piani di efficienza sulla struttura dei costi operativi e di riposizionamento delle offerte commerciali avviati nel corso del secondo semestre, ha evidenziato un significativo miglioramento della performance, registrando una variazione positiva del 5,8% nel confronto con l’anno precedente. I costi per acquisto di beni e servizi presentano, in tutte le componenti, una sensibile riduzione rispetto al 2015 (-1.207 milioni di reais; -13,4%); si incrementano invece i costi del personale (+ 7 milioni di reais; +0,5%), principalmente a causa dell’adeguamento dei salari all’inflazione e della presenza di oneri non ricorrenti per esodi pari a 56 milioni di reais, e gli altri costi operativi (+212 milioni di reais; +12,2%) su cui incide l’incremento del contributo per attività di telecomunicazioni.

L’EBITDA margin è pari al 32,7%, superiore di 1,4 punti percentuali rispetto all’esercizio 2015.

L’EBIT ammonta a 1.418 milioni di reais con un peggioramento di 940 milioni di reais rispetto al 2015. Tale risultato sconta la minor contribuzione dell’EBITDA, l’effetto dei maggiori ammortamenti (+423 milioni di reais) e il minor beneficio derivante dalla vendita delle Torri di telecomunicazione che nel 2015 aveva comportato una plusvalenza di 1.211 milioni di reais a fronte di una plusvalenza di 44 milioni di reais nel 2016.


Il personale è pari a 9.849 unità (13.042 unità al 31 dicembre 2015).

 

TIM S.p.A.

I ricavi sono pari a 13.670 milioni di euro, in diminuzione di 127 milioni di euro (-0,9%) rispetto all’esercizio 2015. I risultati confermano un trend di costante miglioramento sostenuto da una crescita strutturale dei ricavi Mobile   – per effetto sia della tenuta della market share sia della stabilizzazione dei livelli di ARPU - e dal progressivo recupero sui ricavi Fisso, grazie alla significativa riduzione della dinamica di perdita di accessi. I ricavi da vendita, in particolare di prodotti abilitanti ai servizi di connettività internet e di intrattenimento (smartphone, Smart TV), hanno positivamente contribuito a tale andamento.

L’EBITDA è pari a 6.304 milioni di euro e si incrementa di 1.038 milioni di euro (pari a +19,7%) rispetto all’esercizio 2015 (5.266 milioni di euro), con un’incidenza sui ricavi del 46,1% (38,2% nel 2015).

L’EBITDA del 2016 sconta l’impatto negativo di oneri non ricorrenti per complessivi 156 milioni di euro (1.021 milioni di euro nel 2015). In assenza di tali oneri la variazione organica dell’EBITDA sarebbe risultata pari a +2,8%, con un’incidenza sui ricavi del 47,3% in aumento di 1,7 punti percentuali rispetto all’esercizio 2015.

L’EBIT è positivo e pari a 3.134 milioni di euro, con un incremento di 946 milioni di euro rispetto all’esercizio  2015 (positivo per 2.188 milioni di euro). L’incidenza sui ricavi passa dal 15,9% dell’esercizio 2015 al 22,9% dell’esercizio 2016.
L’EBIT dell’esercizio 2016 sconta l’impatto negativo di oneri netti non ricorrenti per complessivi 156 milioni di euro (1.021 milioni di euro nel 2015). In assenza di tali oneri, la variazione sarebbe risultata pari a +2,5%, con un’incidenza sui ricavi del 24,1%, in riduzione di 0,8 punti percentuali rispetto al 2015.

L’Utile dell’esercizio  di TIM S.p.A. è pari a 1.897 milioni di euro (negativo per 456 milioni di euro al 31 dicembre 2015) e beneficia di proventi netti non ricorrenti per 205 milioni di euro oltre che di alcune partite aventi natura meramente valutativa e che non generano alcuna regolazione finanziaria, connesse in particolare alla valutazione al fair value dell’opzione implicita inclusa nel prestito obbligazionario a conversione obbligatoria emesso a fine 2013, con durata triennale. In assenza di tali impatti il risultato dell’esercizio 2016  sarebbe stato positivo per circa 1,3 miliardi di euro, con una variazione positiva di quasi 0,4 miliardi di euro rispetto all’analogo valore dell’esercizio 2015 (oltre 0,9 miliardi di euro).

 

NUOVO PROGETTO PER LO SVILUPPO DELLA RETE FISSA ULTRABROADBAND NELLE AREE “BIANCHE”: TIM ANTICIPA DI QUASI DUE ANNI RISPETTO AL PIANO INDUSTRIALE LA COPERTURA DEL PAESE AL 95%. NEL 2019 ARRIVERÀ AL 99%, MANTENENDO INVARIATI I CAPEX PREVISTI DAL PIANO 


Il Consiglio di Amministrazione di TIM ha approvato il progetto presentato dall’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo per la creazione di una società dedicata esclusivamente allo sviluppo selettivo di nuove infrastrutture in fibra in aree inserite nella classificazione dei cluster C e D (cosidette ‘aree bianche’ o rurali) in base alle norme UE.
Il Progetto è in coerenza con il Piano Industriale 2017-2019 approvato dal CdA e non determina per il Gruppo TIM un incremento del livello di investimenti già programmati.
Il progetto prevede, infatti, la costituzione di una società partecipata, la cui maggioranza sarà detenuta da un socio finanziario, che sarà scelto nei prossimi mesi e la cui procedura di individuazione è stata avviata.
La realizzazione di questa partnership permetterà a TIM, tramite la nuova società, di raggiungere i propri obiettivi di copertura del Paese con Banda Ultralarga con quasi 2 anni di anticipo rispetto alla tempistica prevista dal piano triennale. Grazie a questa accelerazione nei Cluster C e D, l’obiettivo di copertura del 95% della popolazione italiana con connessioni UBB sarà già raggiunto alla fine del primo semestre del 2018 mentre nel 2019, termine dell’attuale piano, la copertura salirà al 99% anche con il contributo di tecnologie wireless. Per realizzare questa infrastruttura la nuova società utilizzerà le migliori tecnologie disponibili sul mercato con architetture FTTC fino a 300 megabit/s. I comuni interessati dal progetto sono oltre 6 mila e saranno collegate oltre 7 milioni di abitazioni.
La società offrirà a tutti gli operatori servizi di connessione wholesale, garantendo parità di trattamento.

 



EVENTI SUCCESSIVI AL 31 DICEMBRE 2016


Emissione obbligazionaria a 6 anni e mezzo per 1 miliardo di euro

Si veda il comunicato stampa di pari oggetto emesso il 12 gennaio 2017.



EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE PER L’ESERCIZIO 2017


Il Piano Strategico triennale 2017 – 2019 prevede di proseguire nel percorso di significativa trasformazione della Società. E’ un Piano integrato che unisce la crescita del fatturato e dell’EBITDA alla disciplina finanziaria e all’efficienza puntando a massimizzare il ritorno degli investimenti, con l’obiettivo di affermare TIM quale punto di riferimento del mercato in termini di qualità nel Fisso e nel Mobile attraverso un approccio basato su contenuti, convergenza, servizi ICT, innovazione e prossimità al Cliente.

Alla base della strategia, una infrastruttura di rete di eccellenza, la cui realizzazione vedrà un’ulteriore accelerazione nell’arco di Piano. In particolare, gli investimenti previsti in Italia saranno pari a circa 11 miliardi di euro, di cui circa 5 miliardi dedicati all’accelerazione dello sviluppo delle reti ultra broadband.

Particolare focus sarà posto sulla convergenza e sui contenuti, grazie anche all’avvio di co-produzioni nazionali e internazionali attraverso TIMvision. Ciò sarà in grado di rafforzare il modello di business basato sulle migliori infrastrutture e un eccellente servizio al cliente, che punta sempre più sulla diffusione di servizi e contenuti digitali premium, anche esclusivi.

 

Nel segmento Mobile Domestico, in un contesto competitivo che sarà sempre più polarizzato e caratterizzato da consumo di dati in continua crescita, TIM punterà sull’accelerazione della penetrazione della banda ultralarga mobile, forte della capillarità della sua rete 4G, e della diffusione dei contenuti di qualità. 

E’ previsto quindi che nel 2019 i clienti LTE rappresentino il 90% circa dei clienti Mobile Broadband, grazie alla copertura pressoché totalitaria del Paese a 75 Mbps, con picchi di 500 Mbps – primo operatore in Europa - nelle principali città grazie all’utilizzo di tecnologie di carrier aggregation.

Nel segmento Fisso Domestico il Gruppo prevede di azzerare le line losses - ovvero la contrazione del numero di clienti - al 2018 anche grazie all'accelerazione nella diffusione e conseguente adozione della fibra. Fondamentale sarà anche la strategia commerciale volta a mantenere gli attuali clienti attraverso, ad esempio, la fornitura di dispositivi ed elettrodomestici connessi alla rete domestica – Internet of Things – e pagabili direttamente in bolletta.

Il Piano è inoltre caratterizzato da un’attenta disciplina finanziaria e da una forte generazione di cassa, che consentirà al Gruppo di ridurre il rapporto fra indebitamento finanziario netto rettificato ed EBITDA reported sotto 2,7x nel 2018. Questo grazie anche alle azioni di recupero di efficienza previste.

Sono pari a 1,9 miliardi di euro le efficienze sugli Opex e sui Capex previste nell’arco di Piano attraverso tre leve volte anche ad aumentare la generazione di cassa: ottimizzazione dei costi, organizzazione snella e trasformazione dei processi.

Il Piano prevede, infine, un rilancio delle principali controllate del Gruppo: saranno massimizzate le sinergie con Inwit, ad esempio nel collegamento in fibra ottica di tutte le torri della Società; Olivetti potrà fare leva sul valore del suo marchio per offrire prodotti dal design di avanguardia e servizi ICT. Telecom Italia Sparkle proseguirà nella sua fase di crescita individuando sinergie con la funzione Business di TIM per la gestione di clienti internazionali, nonché valutando opzioni di crescita anche inorganiche.

In Brasile il Piano prevede il proseguimento del rilancio di Tim Brasil, con un nuovo posizionamento della controllata basato su qualità dell’offerta e delle reti e convergenza, per permettere alla società di competere con successo nel segmento postpagato, recuperando al contempo una solida profittabilità. In particolare, sarà dato ulteriore impulso alla realizzazione dell’infrastruttura UBB mobile – a fine Piano la rete 4G raggiungerà il 95% della popolazione con la copertura in circa 3.600 città - e allo sviluppo di offerte convergenti grazie anche ad accordi con i principali produttori di contenuti premium.

La strategia di Piano, incentrata su forti investimenti infrastrutturali volti a una maggiore diffusione di servizi innovativi, porta a definire i seguenti obiettivi di Gruppo per il 2017:

  • Fatturato ed EBITDA Domestic: incremento “low-single digit”
  • Rapporto indebitamento finanziario netto rettificato su EBITDA reported: in riduzione, per arrivare ad essere inferiore a 2,7x nel 2018.

 

 

AUMENTO DEL CAPITALE

Il Consiglio di Amministrazione ha accertato il parziale raggiungimento dei parametri di performance a cui era condizionata l’esercitabilità delle opzioni assegnate nell’ambito del Piano di Stock Option 2014-2016, approvato dall’Assemblea del 16 aprile 2014 (documento informativo disponibile sul sito internet www.telecomitalia.com).

Ha conseguentemente  provveduto all’emissione di massime n. 15.280.446 azioni ordinarie a servizio dell’esercizio di altrettante opzioni (e quindi per un capitale massimo di 8.404.245,30 euro), riservate per tre anni alla sottoscrizione da parte dei beneficiari del Piano di Stock Option, a prezzi variabili tra 0,94 e 1,15 euro per


azione, a seconda del momento di assegnazione delle opzioni. La deliberazione è in corso di pubblicazione, unitamente alla versione aggiornata dello Statuto sociale.

 

CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di convocare l’Assemblea degli azionisti per il giorno 4 maggio 2017 (unica convocazione) presso l’auditorium di Rozzano (Milano), viale Toscana 3.

All’Assemblea saranno proposti:

  • l’approvazione del bilancio d’esercizio e la distribuzione del solo dividendo privilegiato alle azioni di risparmio, in ragione di 2,75 eurocent per azione (in coerenza con la dividend policy già annunciata);
  • l’approvazione della relazione sulla remunerazione, come per legge;
  • la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione, a seguito della scadenza del mandato del Board in carica.

Gli importi a titolo di dividendo verranno messi in pagamento a favore degli aventi diritto, sulla scorta delle evidenze dei conti di deposito titoli al termine della giornata contabile del 20 giugno 2017 (record date), a partire dal prossimo 21 giugno 2017, mentre la data di stacco cedola sarà il 19 giugno 2017.

La nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione avverrà per la prima volta in applicazione delle regole statutarie approvate nel 2015, che hanno definitivamente stabilito la quota di legittimazione alla presentazione di liste nello 0,5% del capitale con diritto di voto, ridotto il premio di maggioranza da 4/5 a 2/3 dei Consiglieri da nominare, previsto il principio per cui almeno la metà degli eletti di ciascuna lista deve qualificarsi indipendente, ai sensi di legge e/o del Codice di Borsa Italiana. Trattandosi inoltre del secondo rinnovo dell’organo collegiale dall’introduzione della disciplina in materia di equilibrio tra i generi, almeno un terzo dei Consiglieri dovrà appartenere al genere meno rappresentato.

Nella propria relazione in vista del rinnovo dell’organo, il Consiglio di Amministrazione formula raccomandazioni in materia di numero (eventuale riduzione del numero degli Amministratori sino a 13, pur confermando il corretto funzionamento dell’organo con l’attuale composizione a 16 membri), durata (triennio) e compensi (importo complessivo per l’intero Consiglio di Amministrazione, proporzionato al numero dei componenti, rimettendone la distribuzione allo stesso Board, che vi provvederà sulla scorta delle proposte del Comitato per le nomine e la remunerazione). Quanto alla qualità dei candidati e al mix professionale, culturale, di esperienza ritenuto ottimale per un corretto ed efficace funzionamento, alla luce della Board review svolta, il Consiglio di Amministrazione ritiene utile rafforzare le esperienze di business (ad esempio nel settore del digitale e in materia di prodotti, mercati e retail) e l’esperienza manageriale (idealmente in un ruolo apicale), mentre reputa adeguata l’attuale composizione sotto il profilo della expertise legale, di tematiche organizzative, di controllo e di gestione del rischio. Vista la complessità del settore e della peculiare realtà aziendale di TIM, si raccomanda di valorizzare la conoscenza maturata on field dai componenti in carica.

 

TEMATICHE DI CORPORATE GOVERNANCE

Oltre ad approvare la relazione sul governo societario e gli assetti proprietari (dove risulta, fra l’altro, l’accertamento della permanenza dei requisiti qualificati d’indipendenza ai sensi del Codice di Borsa Italiana in capo ai Consiglieri Benello, Calvosa, Cioli, Cornelli, Gallo, Herzog, Kingsmill, Marzotto e Valerio; dei requisiti legali d’indipendenza in capo agli stessi Consiglieri, nonché al Consigliere Fitoussi), il Consiglio di Amministrazione ha proseguito nell’aggiornamento degli strumenti di governance di cui l’Azienda è dotata, superando la speciale procedura per la gestione di ogni operazione straordinaria riguardante le partecipazioni di TIM nelle società del gruppo TIM Brasil e i relativi assets.

Sempre sul fronte della governance, il Consiglio di Amministrazione ha esaminato le considerazioni svolte dal Collegio Sindacale in ordine al rapporto in essere tra il socio di riferimento Vivendi S.A. e TIM; al riguardo, il Collegio Sindacale ha escluso la qualificazione di detto rapporto in termini di “controllo” ai sensi delle definizioni contenute nel Codice Civile e nel Testo Unico della Finanza (TUF), ma ha concluso, a maggioranza dei propri componenti e in difformità con le conclusioni cui era pervenuto il parere indipendente richiesto dal medesimo organo, che esso si configurerebbe come “controllo” e non quale “influenza notevole” ai fini e nei limiti di cui alla disciplina Consob in materia di operazioni con parti correlate. Sulla scorta di ulteriori pareri pro veritate, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di non condividere la valutazione effettuata dal Collegio Sindacale in ordine ai presupposti di una situazione qualificabile come “controllo di fatto” del socio Vivendi su TIM, sia pure ai sensi e per gli effetti della sola disciplina sulle operazioni con parti correlate.

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Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Piergiorgio Peluso, dichiara ai sensi del comma 2 dell’art.154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

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Roma, 23 marzo 2017