TIM: Approvato dal Consiglio di Amministrazione il resoconto di gestione del terzo trimestre 2017

10/11/2017 - 09:40

- + Text size
Stampa

   

  • FATTURATO E EBITDA IN CRESCITA PER TUTTE LE BUSINESS UNIT CHIAVE, SOSTENUTO DALLA CRESCITA DELLA DOMANDA PER SERVIZI ULTRABROADBAND SU FISSO E MOBILE

  • CONSISTENTE CRESCITA ORGANICA DEI RICAVI DI GRUPPO DA SERVIZI, NELL’ORDINE DEL 2% NEL TERZO TRIMESTRE

  • L'EBITDA ORGANICO SI ATTESTA A CIRCA 2,2 MILIARDI DI EURO NEL TRIMESTRE, SPINTO DA UNA SOLIDA PERFORMANCE DELLA TOP LINE E DAL FOCUS SULL’EFFICIENZA, CHE HANNO RESO POSSIBILE CONSEGUIRE UN FORTE MARGINE DI EBITDA ORGANICO SUL DOMESTIC PARI AL 47,7% (*)

  • NEL TRIMESTRE, INOLTRE, LA SOCIETÀ REGISTRA SOLIDI TREND DI CRESCITA

    • IN ITALIA, IL MOBILE DOMESTIC REGISTRA 333.000 NET ADDS CHE GARANTISCONO UNA CRESCITA COSTANTE IN TERMINI DI MARKET SHARE, QUANTIFICATA AL 30,6% A FINE SETTEMBRE

    • IN ITALIA, LA SOCIETÀ REGISTRA UNA PERFORMANCE RECORD SUL BROADBAND FISSO CON 146.000 NET ADDS, GRAZIE A FORTI NET ADDS PER LA FIBRA PARI A 249.000

    • SUL MERCATO BRASILIANO, SI REGITRANO NET ADDS DA RECORD SUL MOBILE POST-PAGATO PARI A 935.000
  • GLI INVESTIMENTI COMPLESSIVI PER I PRIMI 9 MESI DEL 2017 SONO PARI A 3,881 MILIARDI, IN AUMENTO DEL 21,6% RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2016, DOVUTO SOPRATTUTTO AD UN INCREMENTO DEL 46% DEI CAPEX PER L’INFRASTRUTTURA ULTRABROADBAND MOBILE E FISSA, NONCHÉ AL COSTO  DELLO SPETTRO

  • IL FREE CASH FLOW OPERATIVO DI GRUPPO DEI PRIMI 9 MESI NOVE MESI DELL’ANNO SI ATTESTA A 1,885 MILIARDI DI EURO (ESCLUSO LO SPETTRO), AMPIAMENTE IN LINEA CON LA PERFORMANCE DEL 2016

 

(*)L'EBITDA REPORTED SI ATTESTA A CIRCA 2,1 MILIARDI DI EURO AL NETTO DI 127 MILIONI DI EURO DI ACCANTONAMENTI PER CONTENZIOSI, PROCEDURE REGOLATORIE E FONDI PREVIDENZIALI

 

I risultati dei primi nove mesi del  2017 verranno illustrati alla comunità finanziaria durante una conference call che si svolgerà il 10 novembre 2017 alle ore 14.30 (ora italiana). I giornalisti potranno seguire telefonicamente lo svolgimento della presentazione, senza facoltà di effettuare domande, collegandosi al numero 0633168. Le slide della presentazione saranno disponibili al link http://www.telecomitalia.com/3Q2017/ita


TIM redige e pubblica in via volontaria i Resoconti Intermedi di Gestione del primo e del terzo trimestre di ciascun esercizio.

Il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2017 del Gruppo TIM comprende il Bilancio consolidato abbreviato al 30 settembre 2017 predisposto in conformità ai principi contabili IFRS emessi dallo IASB e recepiti dalla UE e, in particolare, allo IAS 34 Bilanci intermedi. Il Bilancio consolidato abbreviato al 30 settembre  2017 non è sottoposto a revisione contabile.

I criteri contabili e i principi di consolidamento adottati per la formazione del Bilancio consolidato abbreviato al 30 settembre 2017 sono omogenei a quelli utilizzati in sede di Bilancio Consolidato del Gruppo TIM al 31 dicembre 2016, ai quali si rimanda.

Il Gruppo TIM utilizza, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS, alcuni indicatori alternativi di performance, al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria. In particolare, gli indicatori alternativi di performance si riferiscono a: EBITDA; EBIT; variazione organica dei ricavi, dell’EBITDA e dell’EBIT; EBITDA margin e EBIT margin; indebitamento finanziario netto contabile e rettificato. Il significato e il contenuto di tali indicatori sono illustrati in allegato.

Si segnala inoltre che il paragrafo “Evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2017” contiene dichiarazioni previsionali (forward-looking statements) riguardanti intenzioni, convinzioni o attuali aspettative del Gruppo in relazione ai risultati finanziari e ad altri aspetti delle attività e strategie del Gruppo. Il lettore del presente comunicato non deve porre un indebito affidamento su tali dichiarazioni previsionali in quanto i risultati consuntivi potrebbero differire significativamente da quelli contenuti in dette previsioni come conseguenza di molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al di fuori della sfera di controllo del Gruppo.

Il 13 settembre 2017 Consob ha comunicato di “ritenere che Vivendi eserciti il controllo di fatto su TIM ai sensi dell’art. 2359 Codice Civile e ai sensi dell’art.93 del Testo Unico della Finanza, nonché ai sensi della disciplina parti correlate”; il resoconto intermedio di gestione è stato pertanto redatto considerando quale “Controllante” Vivendi S.A.. La Società non ha peraltro prestato acquiescenza al provvedimento, avendone chiesto l’annullamento mediante ricorso presentato al TAR del Lazio. Si precisa che non risulta verificata nessuna ipotesi di change of control ai sensi della disciplina pattizia regolante le relazioni contrattuali in essere.


PRINCIPALI VARIAZIONI DEL PERIMETRO DI CONSOLIDAMENTO DEL GRUPPO TIM


Nel corso dei primi nove mesi del 2017 non si sono verificate variazioni significative del perimetro di consolidamento.

Nel corso del 2016 si erano verificate le seguenti variazioni:

  • TIMVISION S.r.l. (Business Unit Domestic): è stata costituita il 28 dicembre 2016;
  • Noverca S.r.l. (Business Unit Domestic): in data 28 ottobre 2016 TIM S.p.A. ha acquisito il 100% della società;
  • Flash Fiber S.r.l. (Business Unit Domestic): è stata costituita il 28 luglio 2016;
  • Gruppo Sofora - Telecom Argentina: classificato come Discontinued operations (Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute) è stato ceduto in data 8 marzo 2016;


Il Consiglio di Amministrazione di TIM  si è riunito oggi sotto la presidenza di Arnaud Roy de Puyfontaine  per approvare il Resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2017.

 
RISULTATI DEL GRUPPO TIM

 

I ricavi  dei primi nove mesi del 2017 ammontano a 14.679  milioni di euro, in crescita del 5,3% rispetto ai primi nove mesi del 2016 (13.939 milioni di euro). La crescita di 740 milioni di euro è principalmente attribuibile alla Business Unit Domestic (276 milioni di euro) e alla Business Unit Brasile (467 milioni di euro, comprensivi di un effetto cambio positivo di 353 milioni di euro).


Il dettaglio dei ricavi ripartiti per settore operativo è il seguente:

(milioni di euro) 1.1 - 30.9 2017 1.1 - 30.9 2016 Variazioni
    peso %   peso % assolute % % organica
               
Domestic  11.312 77,1 11.036 79,2 276 2,5 2,5

Core Domestic

10.500 71,5 10.239 73,5 261 2,5 2,5

International Wholesale

995 6,8 1.003 7,2 -8 -0,8 -0,9
Brasile 3.389 23,1 2.922 21 467 16 3,5
Altre Attività 10 0,1 -10    
Rettifiche ed elisioni  -22 -0,2 -29 -0,3 7    
Totale consolidato 14.679 100 13.939 100 740 5,3 2,7

I ricavi del terzo trimestre 2017 aumentano di 64 milioni di euro rispetto al terzo trimestre 2016 (+1,3%); in termini organici, la variazione percentuale, escludendo l’effetto cambio relativo alla Business Unit Brasile, è pari a +1,8%.

 

L’EBITDA dei primi nove mesi del 2017 è pari a 6.213 milioni di euro (5.878 milioni di euro nei primi nove mesi del 2016) e si incrementa di 335 milioni di euro (+5,7%) rispetto ai primi nove mesi del 2016 con un’incidenza sui ricavi del 42,3% (42,2% nei primi nove mesi del 2016; +0,1 punti percentuali).

In termini organici  l’EBITDA si incrementa di 226 milioni di euro (+3,8%) rispetto ai primi nove mesi del 2016 e l’incidenza sui ricavi cresce di 0,4 punti percentuali.

L’EBITDA dei primi nove mesi del 2017  sconta l’impatto negativo di oneri non ricorrenti per complessivi 222 milioni di euro (155 milioni di euro nei primi nove mesi del 2016, a parità di tassi di cambio). In assenza di tali oneri la variazione organica dell’EBITDA sarebbe risultata pari a +4,8%, con un’incidenza sui ricavi del 43,8% in aumento di 0,8 punti percentuali rispetto ai primi nove mesi del 2016.

Il dettaglio dell’EBITDA e dell’incidenza percentuale del margine sui ricavi, ripartiti per settore operativo, dei primi nove mesi del 2017 è il seguente:

(milioni di euro) 1.1 - 30.9 2017 1.1 - 30.9 2016 Variazioni
    peso %   peso % assolute % % organica
               
Domestic 5.055 81,4 4.995 85 60 1,2 1,2
% sui Ricavi 44,7   45,3     (0,6) pp (0,6) pp
Brasile 1.170 18,8 900 15,3 270 30 16
% sui Ricavi 34,5   30,8     3,7 pp 3,7 pp
Altre Attività -12 -0,2 -15 -0,3 3    
Rettifiche ed elisioni -2 2    
Totale consolidato 6.213 100 5.878 100 335 5,7 3,8
% sui Ricavi 42,3   42,2     0,1 pp 0,4 pp

L’EBITDA del terzo trimestre 2017 ammonta a 2.099 milioni di euro, in calo di 53 milioni di euro (-2,5%) rispetto all’analogo periodo dell’esercizio precedente (2.152 milioni di euro). L’incidenza sui ricavi è pari al 42,8% (44,4% nel terzo trimestre 2016).  In termini organici e in assenza di oneri non ricorrenti (127 milioni di euro nel terzo trimestre 2017 e 62 milioni di euro nell’analogo periodo del 2016), la variazione sarebbe stata positiva e pari a +0,7% con un’incidenza sui ricavi del 45,4% (45,9% nel terzo trimestre 2016).

 

L’EBIT dei primi nove mesi del 2017 è pari a 2.834 milioni di euro (2.768 milioni di euro nei primi nove mesi del 2016) in aumento di 66 milioni di euro (+2,4%) rispetto ai primi nove mesi del 2016 con un’incidenza sui ricavi del 19,3% (19,9% nei primi nove mesi del 2016, -0,6 punti percentuali).

L’EBIT dei primi nove mesi del 2017 sconta l’impatto negativo di oneri netti non ricorrenti, incluse svalutazioni di asset, per complessivi 252 milioni di euro (144 milioni di euro nei primi nove mesi del 2016). In assenza di tali oneri la variazione organica dell’EBIT sarebbe risultata positiva per 149 milioni di euro (+5,1%), con un’incidenza sui ricavi del 21,0%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto ai primi nove mesi del 2016.

L’EBIT del terzo trimestre 2017 è pari a 963 milioni di euro (1.081 milioni di euro nel terzo trimestre 2016), in riduzione del 10,9% rispetto al terzo trimestre 2016 e con un’incidenza sui ricavi del 19,6% (22,3% nel terzo trimestre 2016). In termini organici e in assenza di oneri netti non ricorrenti (156 milioni di euro nel terzo trimestre 2017 e 62 milioni di euro nell’analogo periodo del 2016), la riduzione rispetto al terzo trimestre 2016 sarebbe stata pari a -2,1% con un’incidenza sui ricavi del 22,8% (23,7% nel terzo trimestre 2016).

 

 

L’Utile dei primi nove mesi del 2017 attribuibile ai Soci della Controllante si attesta a 1.033 milioni di euro (1.495 milioni di euro nei primi nove mesi del 2016) e sconta oneri netti non ricorrenti per 233 milioni di euro. In termini comparabili, escludendo cioè le partite non ricorrenti nonché, nei primi nove mesi del 2016, l’impatto positivo della valutazione al fair value dell’opzione implicita inclusa nel prestito obbligazionario a conversione obbligatoria, l’Utile attribuibile ai Soci della Controllante dei primi nove mesi del 2017 risulterebbe superiore di quasi 100 milioni di euro rispetto a quello dello stesso periodo dell’anno precedente.

 

Il personale del Gruppo TIM al 30 settembre 2017 è pari a 59.961 unità, di cui 50.337 in Italia (61.229 unità al 31 dicembre 2016, di cui 51.125 in Italia).

 

Gli investimenti industriali dei primi nove mesi del 2017 sono pari a 3.881 milioni di euro , aumentano di 774 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2016 e sono così ripartiti per settore operativo:

(milioni di euro) 1.1 - 30.9 2017 1.1 - 30.9 2016 Variazione
    peso %   peso %  
           
Domestic 3.177 81,9 2.398 77,2 779
Brasile 704 18,1 709 22,8 -5
Altre Attività
Rettifiche ed elisioni
Totale consolidato 3.881 100 3.107 100 774
% sui Ricavi 26,4   22,3   4,1 pp

La Business Unit Domestic presenta investimenti pari a 3.177 milioni di euro in aumento di 779 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2016; tale incremento è attribuibile agli investimenti innovativi di sviluppo infrastrutturale (+386 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2016) e riflette, in particolare, l’accelerazione negli investimenti dedicati allo sviluppo di reti e servizi di nuova generazione; nonché all’esborso di cassa relativo al rinnovo del diritto d’uso delle frequenze GSM (630 milioni di euro). Si conferma la flessione sulle altre tipologie di investimento grazie alla selettività e attenzione alle scelte di capital allocation in base a logiche di priorità strategiche e redditività.

La Business Unit Brasile registra investimenti nei primi nove mesi del 2017 pari a 704 milioni di euro, in riduzione di 5 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2016. Escludendo l’impatto positivo dell’effetto cambio, pari a 85 milioni di euro, la variazione è pari a -90 milioni di euro e riflette principalmente il minore impegno per i rinnovi di licenze TLC e per gli sviluppi dei progetti d’Information Technology, dopo la forte crescita registrata nel 2016 in particolare per il lancio delle nuove offerte. 

Il flusso di cassa della gestione operativa di Gruppo è positivo per 998 milioni di euro (positivo per 1.908 milioni di euro nei primi nove mesi del 2016).

L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato ammonta a 26.228 milioni di euro al 30 settembre 2017, in aumento di 1.109 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2016 (25.119 milioni di euro): l’incremento è sostanzialmente indotto dai pagamenti di 630 milioni di euro da parte di TIM S.p.A. per il rinnovo dei diritti d’uso delle frequenze di telefonia mobile e di 257 milioni di euro da parte della Business Unit Brasile al consorzio che provvede alla liberazione (clean up) dello spettro 700 MHz, di cui la Business Unit acquisì il diritto d’uso nel 2014, nonché dal pagamento di dividendi per 219 milioni di euro. La positiva dinamica operativo-finanziaria ha consentito la piena copertura dei fabbisogni derivanti dai versamenti delle imposte sul reddito.

L’indebitamento finanziario netto contabile al 30 settembre 2017 è pari a 26.958 milioni di euro (25.955 milioni di euro al 31 dicembre 2016).

Nel terzo trimestre  2017 l’indebitamento finanziario netto rettificato è aumentato di 1.124 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2017 (25.104 milioni di euro): le risorse derivanti dalla positiva dinamica operativo-finanziaria hanno consentito solo una parziale copertura dei fabbisogni derivanti dai pagamenti relativi alle imposte sul reddito e al rinnovo dei diritti d’uso delle frequenze di telefonia mobile.

Il margine di liquidità al 30 settembre 2017 è pari a 10.562 milioni di euro, equivalente alla somma della “Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti” e dei “Titoli correnti diversi dalle partecipazioni” per complessivi 3.562 milioni di euro (5.483 milioni di euro al 31 dicembre 2016) e delle linee di credito committed non utilizzate per un importo complessivo pari a 7.000 milioni di euro. Tale margine consente una copertura delle passività finanziarie di Gruppo in scadenza almeno per i prossimi 24 mesi.

 

I RISULTATI DELLE BUSINESS UNIT

DOMESTIC

I ricavi dei primi nove mesi del 2017 sono pari a 11.312 milioni di euro e presentano un incremento, rispetto allo stesso periodo del 2016, di 276 milioni di euro (+2,5%), confermando il trend di recupero già intrapreso  nel corso del precedente esercizio. Il terzo trimestre, seppur in crescita rispetto al corrispondente periodo del 2016 (+0,8%) mostra un rallentamento del trend, attribuibile sia all’introduzione a metà giugno del nuovo regolamento roaming in ambito EU, con un effetto di riduzione dei ricavi, sia a fenomeni non ripetibili in ambito Wholesale che avevano positivamente inciso sul dato consuntivato  nel terzo trimestre 2016.

I ricavi da servizi sono pari a 10.393 milioni di euro con una crescita di 47 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2016 (+0,5%), confermata anche nel terzo trimestre (+0,7%) nonostante il citato impatto dell’introduzione della nuova regolamentazione roaming in ambito EU. Tale trend di miglioramento è trainato dalla crescita della customer base sia Mobile sia Fisso Broadband, nonché dall’incremento dei livelli di ARPU (grazie alla maggiore adozione di servizi di connettività ultrabrodband Fibra e LTE e di servizi digitali e ICT), accompagnato anche dai maggior volumi di terminali abilitanti venduti (Smartphone, SmartTV, SmartHome, Modem, ecc.).

Più in dettaglio:

  • i ricavi da servizi del mercato Fisso sono pari a 7.428 milioni di euro e risultano ancora in leggera contrazione rispetto ai primi nove mesi del 2016 (-43 milioni di euro, -0,6%), ma con trend di recupero e stabilizzazione negli ultimi due trimestri 2017 (terzo trimestre -0,1%, secondo trimestre +0,8% primo trimestre  -2,4%). Al continuo sviluppo dei ricavi da servizi innovativi per connettività dati (+199 milioni di euro, +14,5%), trainato dalla crescita dei clienti Ultra-Broadband - che si incrementano nel periodo di 889 mila unità, superando così gli 1,7 milioni di accessi retail e i 2,5 milioni in totale - si è contrapposta la contrazione dei ricavi sui servizi tradizionali voce (-212 milioni di euro, conseguente alla diminuzione degli accessi tradizionali), oltre che alla riduzione dei prezzi regolamentati su alcuni servizi wholesale (-47 milioni di euro). Si segnala, inoltre, l’incremento dei ricavi da soluzioni ICT (+40 milioni di euro, +9,1%);

  • i ricavi da servizi del mercato Mobile sono pari a 3.430 milioni di euro con un incremento di 70 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente (+2,1%). Tale andamento è sostenuto dalla buona performance competitiva, che ha comportato un recupero di market share e la crescita della customer base senza impatti sui livelli di ARPU. Anche nel terzo trimestre 2017, nonostante il citato impatto della nuova regolamentazione roaming in ambito EU, si conferma il trend di crescita con una serie storica di performance stabilmente positiva (+1,6% nel terzo trimestre, +2,5% nel secondo trimestre e +2,2% nel primo trimestre).

I ricavi da vendita prodotti, inclusa la variazione dei lavori in corso, sono pari a 919 milioni di euro nei primi nove mesi del 2017 (+229 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2016) e riflettono il costante incremento della vendita di smartphone e altri terminali abilitanti (smart TV, prodotti Smart Home, modem, set top box, ecc).

***

La Business Unit Domestic opera in maniera distinta su due diversi ambiti di riferimento, di seguito l’analisi dei relativi ricavi:

 

  • Ricavi Core Domestic

I ricavi Core Domestic sono pari a 10.500 milioni di euro e si incrementano  del 2,5% (10.239 milioni di euro nei primi nove mesi del 2016).
Relativamente ai segmenti di mercato si segnalano le seguenti dinamiche rispetto ai primi nove mesi del 2016:

  • Consumer: i ricavi dei primi nove mesi del 2017 del segmento Consumer sono pari a 5.713  milioni di euro, con un incremento di 309 milioni di euro (+5,7%) rispetto allo stesso periodo del 2016; tale dinamica conferma il trend di recupero  già intrapreso nel corso del precedente esercizio.
    In particolare:
    • i ricavi del Mobile sono pari a 2.836 milioni di euro, in crescita rispetto ai primi nove mesi del 2016 (+126 milioni di euro, +4,7%), in particolare sulla componente da servizi, che registrano un incremento di 80 milioni di euro (+3,3% rispetto all’analogo periodo del 2016). Si conferma, quindi, il trend di miglioramento già osservato nei precedenti trimestri (+6,0% nel terzo trimestre, +4,1% nel secondo trimestre e +3,9% nel primo trimestre), dovuto alla progressiva stabilizzazione e poi miglioramento della market share e alla costante crescita dell’Internet mobile e dei servizi digitali, che hanno sostenuto i livelli di ARPU;
    • i ricavi del Fisso sono pari a 2.851 milioni di euro, con un incremento di 191 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2016 (+7,2%), con conferma del trend di recupero già osservato alla fine dello scorso esercizio (+6,8% nel terzo trimestre, +11,2% nel secondo trimestre e +3,5% nel primo trimestre), grazie al contenimento delle line losses, al positivo andamento della customer base Broadband e Ultra Broadband (che compensa la perdita di accessi solo voce), alla crescita dei livelli di ARPU e alle buone performance sulla vendita dei terminali abilitanti.

 

  • Business: i ricavi del segmento Business sono pari a 3.398  milioni di euro con un incremento di 102 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2016 (+3,1%).
    In dettaglio:
    • i ricavi del Mobile evidenziano una performance in linea rispetto ai primi nove mesi del 2016 (-0,4%); in particolare, la continua contrazione dei servizi mobili tradizionali (-9,4% rispetto allo stesso periodo del 2016, principalmente relativo alla componente voce), determinata dalla dinamica di riposizionamento dei clienti, sia privati sia Pubbliche Amministrazioni, su offerte a minor livello di ARPU, è interamente recuperata dalla performance positiva dei nuovi servizi digitali (+11,4% rispetto all’analogo periodo dell’esercizio precedente);
    • i ricavi del Fisso crescono di 103 milioni di euro (+4,2% rispetto ai primi nove mesi del 2016) grazie al costante incremento dei ricavi da servizi ICT (+9,1%), che ha più che compensato la contrazione di prezzi e ricavi su servizi tradizionali e gli effetti derivanti dalla sostituzione tecnologica verso sistemi VoIP.

 

  • Wholesale: il segmento Wholesale presenta nei primi nove mesi del 2017 ricavi pari a 1.258 milioni di euro, in flessione rispetto allo stesso periodo del 2016 (-112 milioni di euro,-8,2%). L’andamento è riconducibile al venir meno di fenomeni non ripetibili relativi alla vendita di infrastrutture (canalizzazioni e dark fiber/Backbone) ad altri operatori che avevano positivamente inciso sul dato del terzo trimestre 2016 e alla chiusura del contratto di roaming con H3G. La riduzione dei prezzi regolamentati, pari a -47 milioni di euro, è più che compensata dalla crescita soprattutto del comparto NGN (+55 milioni di euro).

 

  • Ricavi International Wholesale – gruppo Telecom Italia Sparkle

I ricavi dei primi nove mesi del 2017 del gruppo Telecom Italia Sparkle - International Wholesale sono pari a 995 milioni di euro, sostanzialmente in linea con quelli rilevati nello stesso periodo del 2016 (-8 milioni di euro, -0,8%). Tale risultato è determinato dalla riduzione dei ricavi per i servizi IP/Data (-28 milioni di euro, -12,2%), ascrivibile principalmente alla contrazione di ricavi afferenti al bacino del Mediterraneo per effetto della scadenza di vecchi contratti pluriennali, parzialmente compensata dalla crescita dei ricavi per servizi Fonia (+18 milioni di euro, +2,5%).

 

***

L’EBITDA della Business Unit Domestic dei primi nove mesi del 2017 è pari a 5.055 milioni di euro, in aumento di 60 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2016 (+1,2%), con un’incidenza sui ricavi pari al 44,7% (-0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente). I primi nove mesi del 2017 scontano l’impatto negativo di oneri non ricorrenti per complessivi 221 milioni di euro (139 milioni di euro nell’analogo periodo dell’esercizio precedente) relativi a oneri derivanti da processi di riorganizzazione/ristrutturazione aziendale, da contenziosi e da transazioni commerciali.

In assenza di tali oneri la variazione organica dell’EBITDA sarebbe risultata pari a +2,8%, con un’incidenza sui ricavi del 46,6%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2016.

 

L’EBIT dei primi nove mesi del 2017 della Business Unit Domestic è pari a 2.507 milioni di euro (2.575 milioni di euro nel corrispondente periodo del 2016), con una diminuzione di 68 milioni di euro (-2,6%) e un’incidenza sui ricavi del 22,2% (23,3% nei primi nove mesi del 2016).

I primi nove mesi del 2017 scontano l’impatto negativo di oneri non ricorrenti per complessivi 251 milioni di euro (139 milioni di euro nell’analogo periodo dell’esercizio precedente) relativi a oneri derivanti da processi di riorganizzazione/ristrutturazione aziendale, da contenziosi e da transazioni commerciali, nonché alla svalutazione di immobilizzazioni immateriali.

In assenza di tali oneri la variazione organica dell’EBIT sarebbe risultata positiva e pari a +1,6%, con un’incidenza sui ricavi del 24,4%.

 

Il personale, pari a 50.488 unità, è diminuito di 792 unità rispetto al 31 dicembre 2016.

BRASILE (cambio medio real/euro 3,53378)

I ricavi del gruppo TIM Brasil dei primi nove mesi del 2017 sono pari a 11.977 milioni di reais e risultano in aumento di 403 milioni di reais (+3,5%) rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. I ricavi da servizi si attestano a 11.399 milioni di reais, con un incremento di 521 milioni di reais rispetto ai 10.878 milioni di reais dei primi nove mesi del 2016 (+4,8%).

I ricavi da vendita di prodotti si attestano a 578 milioni di reais (696 milioni di reais nei primi nove mesi del 2016; -17,0%). La riduzione riflette il cambiamento della politica commerciale, focalizzata più sul valore che sull’incremento dei volumi venduti.

Il terzo trimestre 2017 evidenzia un andamento positivo rispetto allo stesso periodo del 2016, sia dei ricavi totali (+4,7%) sia dei ricavi da servizi (+5,9%).

 

L’ARPU mobile dei primi nove mesi del 2017 è pari a 19,6 reais, a fronte dei 17,6 reais dello stesso periodo dell’esercizio precedente (+11,4%).

 

Le linee complessive al 30 settembre 2017 sono pari a 59.390 migliaia e corrispondono a una market share del 24,6% a settembre 2017 (26,0% al 31 dicembre 2016).

 

L’EBITDA è pari a 4.136 milioni di reais, superiore di 570 milioni di reais rispetto ai primi nove mesi del 2016 (+16,0%). La crescita dell’EBITDA è attribuibile sia al positivo andamento dei ricavi sia ai benefici derivanti dai progetti di efficienza sulla struttura dei costi operativi, avviati nella seconda metà del 2016, con un trend in miglioramento nel terzo trimestre 2017 (+19,1% rispetto al +15,8% del secondo trimestre 2017, al +12,6% del primo trimestre 2017 e al +5,8% del quarto trimestre 2016).

L’EBITDA margin è pari al 34,5%, superiore di 3,7 punti percentuali rispetto ai primi nove mesi del 2016.

Si rammenta che i costi del personale dei primi nove mesi del 2016 accoglievano oneri non ricorrenti per esodi pari a 56 milioni di reais.

L’EBIT ammonta a 1.202 milioni di reais con un miglioramento di 370 milioni di reais (+44,5%) rispetto ai primi nove mesi del 2016 (pari a 832 milioni di reais). Tale risultato beneficia della maggiore contribuzione dell’EBITDA (+570 milioni di reais) a cui si contrappongono maggiori ammortamenti (+169 milioni di reais) in relazione allo sviluppo dell’infrastruttura industriale, e un minore impatto delle plusvalenze nette su cessioni di immobilizzazioni (-31 milioni di reais), principalmente riconducibili all’operazione sulle torri di telecomunicazione.

Il personale è pari a 9.393 unità (9.849 unità al 31 dicembre 2016).


EVENTI SUCCESSIVI AL 30 SETTEMBRE 2017

 

Emissione Prestito Obbligazionario

Si veda il Comunicato Stampa di pari oggetto emesso il 5 ottobre 2017.

Ricevuta notifica del provvedimento “Golden Power”

Si veda il Comunicato Stampa di pari oggetto emesso il 16 ottobre 2017.

Provvedimento con cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri esercita i poteri speciali previsti dall’articolo 2 del c.d. Decreto Legge Golden Power

Si veda il Comunicato Stampa di pari oggetto emesso il 2 novembre 2017.

 

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE PER L’ESERCIZIO 2017

 

Come previsto nel Piano 2017–2019, TIM proseguirà nel suo percorso di trasformazione della Società. Tale processo è caratterizzato da una forte disciplina finanziaria a sostegno dello sviluppo, puntando sia a creare maggiori spazi per investimenti per nuove reti e piattaforme (Fibra e UltraBroadband mobile, Cloud) eliminando cash costs a minor valenza strategica, sia a massimizzare il ritorno degli investimenti. L’obiettivo è di garantire una strutturale crescita del fatturato e dell’EBITDA ed affermare TIM quale punto di riferimento del mercato in termini di leadership tecnologica, qualità delle reti ed eccellenza nel servizio nel Fisso e nel Mobile.

 

Gli elementi caratterizzanti di questo approccio sono innovazione, convergenza, contenuti esclusivi e prossimità al cliente.

Nel segmento Fisso Domestico, TIM prevede di ridurre la contrazione del numero di clienti – con azzeramento delle line losses entro il 2018 – grazie all’accelerazione nella diffusione e conseguente adozione della fibra. Fondamentale sarà anche la strategia commerciale volta a mantenere e sviluppare la clientela attraverso, ad esempio, la fornitura di dispositivi per la Smart-Home connessi alla rete domestica  e pagabili direttamente in bolletta.

Nel segmento Mobile Domestico, in un contesto competitivo che sarà sempre più polarizzato e segmentato, TIM - in particolare sul mercato high-end caratterizzato da sempre maggiore consumo di dati – farà leva sulla capillarità della rete 4G (copertura della popolazione prevista nel 2019 superiore al 99%) e sulla diffusione di servizi convergenti e contenuti di qualità. Il second brand “no-frills” Kena (lanciato ad aprile) permetterà di  competere sui segmenti maggiormente price sensitive.

 

Occorre peraltro segnalare alcuni elementi di discontinuità, quali il cambiamento del contesto di mercato, con l’avvio di procedimenti da parte della Autorità Antitrust sui progetti per lo sviluppo delle reti a banda ultra larga e in fibra ottica, così come la revisione delle strategie di business della componente contenuti. Tali elementi di rischio potrebbero avere un impatto, a titolo esemplificativo, sui piani di sviluppo dell’ultra broadband e sul modello di evoluzione sul mercato multimediale.

 

La gestione sarà infine caratterizzata da una massima selettività e priorità nelle scelte di investimento e da azioni di recupero di efficienza attraverso programmi strutturali di ottimizzazione dei costi.

La trasformazione e semplificazione organizzativa e processiva - combinate con gli sviluppi commerciali e l’attesa crescita del fatturato – anche alla luce dell’andamento atteso del mercato domestico, degli impatti derivanti dal nuovo modello di tariffe sul roaming così come di alcune dinamiche di business non ripetibili relative alla seconda metà del 2016, che comportano una non perfetta omogeneità di confronto con la seconda parte dell’anno 2017,  consentono al management di confermare in termini organici le guidance già prospettate per l’intero anno 2017 e per l’arco di Piano (crescita organica dell’EBITDA (low single digit) e generazione di cassa necessaria a ridurre il rapporto fra indebitamento finanziario netto rettificato ed EBITDA reported, che nel 2018 è atteso al di sotto di 2,7x).

 

In Brasile, il Piano prevede il proseguimento del rilancio di TIM Brasil, con un nuovo posizionamento della controllata basato sulla qualità della rete e dell’offerta, per permettere alla società di confermare la leadership nel segmento prepagato e competere con successo nel segmento post pagato. È inoltre confermato e rafforzato il piano di contenimento dei costi lanciato nel 2016 che consentirà di conseguire  una solida profittabilità e generazione di cassa. In particolare, sarà dato ulteriore impulso alla realizzazione dell’infrastruttura UBB mobile – a fine Piano la rete 4G raggiungerà il 95% della popolazione con la copertura in circa 3.600 città ­– e allo sviluppo di offerte convergenti, grazie anche ad accordi con i principali produttori di contenuti premium.

 

                                                            ***



Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Piergiorgio Peluso, dichiara ai sensi del comma 2 dell’art.154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

Roma, 10 novembre 2017