Gruppo Telecom Italia: Approvato dal Consiglio di Amministrazione il Resoconto Intermedio di gestione al 30 settembre 2016

04/11/2016 - 13:05

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  • TORNA A CRESCERE IL FATTURATO DI GRUPPO: NEL TERZO TRIMESTRE I RICAVI CONSOLIDATI SONO STATI PARI A 4,8 MILIARDI DI EURO, +1,4% RISPETTO ALLO STESSO PERIODO 2015. IL DATO CONFERMA IL TREND DI MIGLIORAMENTO AVVIATO NEL SECONDO TRIMESTRE (Q1 - 12,1%, Q2 -7,7%)
  • EBITDA DI GRUPPO DEL TRIMESTRE A 2,2 MILIARDI DI EURO +8,5%, IN CRESCITA PER IL SECONDO TRIMESTRE CONSECUTIVO
  • LA BUSINESS UNIT DOMESTIC METTE A SEGNO IL MIGLIOR TRIMESTRE DAL 2007: FATTURATO +1%, EBITDA +7,9%

  • TORNA A MIGLIORARE DOPO 6 TRIMESTRI ANCHE L’EBITDA IN BRASILE (+0,5% RISPETTO AL TERZO TRIMESTRE DEL 2015 IN TERMINI OMOGENEI, DOPO CHE NEL Q1 IL DATO ERA STATO NEGATIVO DEL 15% E NEL Q2 DEL 6,7% RISPETTO AI CORRISPONDENTI PERIODI DEL 2015)
  • L’UTILE DI SPETTANZA DELLA CONTROLLANTE DEL TERZO TRIMESTRE AMMONTA A 477 MILIONI DI EURO (+42,8% RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2015). NEI NOVE MESI L’UTILE HA RAGGIUNTO 1,5 MILIARDI DI EURO (367 MILIONI NELLO STESSO PERIODO DEL 2015)
  • L’INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO RETTIFICATO DI GRUPPO DIMINUISCE DI 779 MILIONI DI EURO RISPETTO AL 30 GIUGNO 2016, GRAZIE ALLA SOLIDA GENERAZIONE DI CASSA OPERATIVA, ATTESTANDOSI A 26,7 MILIARDI DI EURO
  • CONFERMATO L’OBIETTIVO DI CRESCITA ORGANICA “LOW SINGLE DIGIT” PER L’EBITDA DOMESTIC 2016
  • RECCHI: IL TURNAROUND PROCEDE A PASSO SPEDITO, CON RISULTATI IN ANTICIPO RISPETTO ALLE ATTESE
  • CATTANEO: SI CONTINUANO A VEDERE I FRUTTI DEL LAVORO, GIA’ CENTRATI GLI OBIETTIVI DI COPERTURA FISSO E MOBILE DEL 2016

 

RISULTATI CONSOLIDATI DEL TERZO TRIMESTRE 2016:

  • RICAVI PARI A 4,8 MILIARDI DI EURO, IN AUMENTO DI 66 MILIONI DI EURO RISPETTO AL TERZO TRIMESTRE 2015 (+1,4%). IL DATO CONFERMA IL TREND DI MIGLIORAMENTO AVVIATO NEL SECONDO TRIMESTRE (Q1 - 12,1%, Q2 -7,7%). I RICAVI DEL BUSINESS DOMESTIC SONO PARI A 3,8 MILIARDI DI EURO (+1% RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2015)
  • EBITDA A 2,2 MILIARDI DI EURO, IN AUMENTO DELL’8,5% RISPETTO ALL’ANALOGO PERIODO DEL 2015; IL DATO DOMESTICO E’ PARI A 1,8 MILIARDI DI EURO (+ 7,9% RISPETTO AL TRIMESTRE 2015)
  • EBIT PARI A 1,1 MILIARDI DI EURO (+6,2% RISPETTO AL TRIMESTRE 2015)
  • L’UTILE DI SPETTANZA DELLA CONTROLLANTE SI ATTESTA A 477 MILIONI DI EURO (+42,8% RISPETTO AL TRIMESTRE 2015)

 

RISULTATI CONSOLIDATI DEI PRIMI NOVE MESI DEL 2016:

  • RICAVI CONSOLIDATI PARI A 13,9 MILIARDI DI EURO (-3,7% IN TERMINI ORGANICI RISPETTO AI PRIMI NOVE MESI DEL 2015)
  • L’EBITDA AMMONTA A 5,9 MILIARDI DI EURO, IN AUMENTO DEL 4,6% RISPETTO AI PRIMI NOVE MESI DEL 2015 (+6,9% IN TERMINI ORGANICI)
  • EBIT: 2,8 MILIARDI DI EURO, +1,6% IN TERMINI ORGANICI RISPETTO AI PRIMI NOVE MESI DEL 2015
  • UTILE DI SPETTANZA DELLA CONTROLLANTE A 1,5 MILIARDI DI EURO (0,4 MILIARDI DI EURO NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2015)
  • INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO RETTIFICATO A 26,7 MILIARDI DI EURO, IN DIMINUZIONE DI 779 MILIONI DI EURO RISPETTO AL 30 GIUGNO 2016 (27,5 MILIARDI DI EURO), GRAZIE ALLA SOLIDA GENERAZIONE DI CASSA OPERATIVA, E DI 0,5 MILIARDI DI EURO RISPETTO A FINE 2015 (27,3 MILIARDI DI EURO)
  • GLI INVESTIMENTI INDUSTRIALI DEL PERIODO AMMONTANO A 3,1 MILIARDI DI EURO; GLI INVESTIMENTI DOMESTICI, PARI A 2,4 MILIARDI DI EURO, SONO CONCENTRATI NELLO SVILUPPO DELLE INFRASTRUTTURE DI NUOVA GENERAZIONE

 

I risultati dei primi nove mesi del 2016 verranno illustrati alla comunità finanziaria durante una conference call che si svolgerà il 7 novembre alle ore 12.00 (ora italiana). I giornalisti potranno seguire telefonicamente lo svolgimento della presentazione, senza facoltà di effettuare domande, collegandosi al numero 0633168. Le slide della presentazione saranno disponibili al link www.telecomitalia.com/3Q2016/ita

Per coloro che non potranno collegarsi in diretta sarà possibile riascoltare la presentazione fino al 14 novembre 2016 collegandosi al numero 06334843 (codice di accesso 1018002#).

 

Con riferimento all’anno 2016, Telecom Italia continua – in via volontaria – a redigere e a pubblicare i propri Resoconti Intermedi di Gestione del primo e del terzo trimestre d’esercizio. Il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2016 del Gruppo Telecom Italia comprende il Bilancio consolidato abbreviato al 30 settembre 2016 predisposto in conformità ai principi contabili IFRS emessi dallo IASB e recepiti dalla UE e, in particolare, allo IAS 34 Bilanci intermedi. Il Bilancio consolidato abbreviato al 30 settembre 2016 non è sottoposto a revisione contabile.

I criteri contabili e i principi di consolidamento adottati per la formazione del Bilancio consolidato abbreviato al 30 settembre 2016 sono omogenei a quelli utilizzati in sede di Bilancio consolidato del Gruppo Telecom Italia al 31 dicembre 2015, ai quali si rimanda, fatta eccezione per l’applicazione dei nuovi Principi/Interpretazioni adottati dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2016 che, peraltro, non hanno comportato alcun effetto sul Bilancio consolidato di Gruppo.

Nell’ambito della Business Unit Brasile il management ha individuato un’errata contabilizzazione, effettuata negli esercizi precedenti, relativamente al riconoscimento dei Ricavi da servizi derivanti dalla cessione di traffico prepagato. Tale errata contabilizzazione, che non ha avuto alcun impatto né in termini di Posizione finanziaria netta né sulla Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti, ha invece  comportato un’anticipazione temporale nel riconoscimento dei ricavi rispetto al traffico prepagato e non ancora consumato.  Si è pertanto provveduto alla revisione dei dati comparativi relativi al 31 dicembre 2015 nonché al terzo trimestre 2015 e ai primi nove mesi del 2015, con impatti non significativi sui dati economici a confronto. Per maggiori dettagli si fa rimando all’Allegato.

Il Gruppo Telecom Italia, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS, utilizza alcuni indicatori alternativi di performance, al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria. In particolare, gli indicatori alternativi di performance si riferiscono a: EBITDA; EBIT; variazione organica dei ricavi, dell’EBITDA e dell’EBIT; EBITDA margin e EBIT margin; indebitamento finanziario netto contabile e rettificato.

Si segnala inoltre che il paragrafo “Evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2016” contiene dichiarazioni previsionali (forward-looking statements) riguardanti intenzioni, convinzioni o attuali aspettative del Gruppo in relazione ai risultati finanziari e ad altri aspetti delle attività e strategie del Gruppo. Il lettore del presente Comunicato non deve porre un indebito affidamento su tali dichiarazioni previsionali in quanto i risultati consuntivi potrebbero differire significativamente da quelli contenuti in dette previsioni come conseguenza di molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al di fuori della sfera di controllo del Gruppo.

 

 

 

PRINCIPALI VARIAZIONI DEL PERIMETRO DI CONSOLIDAMENTO DEL GRUPPO TELECOM ITALIA

Nel corso dei primi nove mesi del 2016 si sono verificate le seguenti variazioni del perimetro di consolidamento:

  • Flash Fiber S.r.l. (Business Unit Domestic): è stata costituita il 28 luglio 2016;
  • Gruppo Sofora - Telecom Argentina: classificato come Discontinued operations (Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute) è stato ceduto in data 8 marzo 2016;
  • Revi Immobili S.r.l., Gestione Due S.r.l. e Gestione Immobili S.r.l. (Business Unit Domestic): in data 11 gennaio 2016 INWIT S.p.A. ha acquisito il 100% delle società, che sono pertanto entrate nel perimetro di consolidamento del Gruppo.

 

Nel corso del 2015 si sono verificate le seguenti variazioni del perimetro di consolidamento:

  • INWIT S.p.A. (Business Unit Domestic): è stata costituita nel mese di gennaio 2015;
  • Alfabook S.r.l. (Business Unit Domestic): in data 1° luglio 2015 Telecom Italia Digital Solution S.p.A. (ora incorporata in Olivetti S.p.A.) ha acquisito il 100% della società che è pertanto entrata nel perimetro di consolidamento del Gruppo;
  • TIM Real Estate S.r.l. (Business Unit Domestic): è stata costituita nel mese di novembre 2015.

 

Milano, 4 Novembre 2016 – Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia si è riunito oggi sotto la presidenza di Giuseppe Recchi per approvare il Resoconto intermedio di gestione del 30 settembre 2016.

Nel corso del terzo trimestre sono proseguite le iniziative nell’ambito del turnaround di TIM volte a garantire la crescita strutturale della società sia del punto di vista del fatturato che dell’EBITDA. In particolare, sono proseguite le attività di recupero di efficienza, elemento chiave per garantire la flessibilità necessaria per la crescita, e sono state lanciate nuove offerte commerciali “quadruple play” che, confermando la validità delle scelte strategiche effettuate, hanno riscosso un buon successo commerciale.

La Business Unit Domestic di TIM ha quindi registrato nel terzo trimestre del 2016 il miglior risultato dal 2007, con ricavi ed EBITDA reported che tornano entrambi a segnare un incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (rispettivamente +1% e + 7,9%).  In particolare, l’andamento dei ricavi dei singoli trimestri confrontati con lo stesso periodo dell’esercizio precedente evidenzia un miglioramento continuo: -2,3% nel primo trimestre, -1,2% nel secondo e +1,0% nel terzo trimestre 2016.

A livello consolidato il trimestre registra un incremento dei ricavi (+1,4%) che si attestano a 4,8 miliardi di euro, confermando l’andamento già evidenziato per Domestic con un primo trimestre 2016 in riduzione del 12,1% rispetto allo stesso periodo del 2015, un secondo trimestre in riduzione del 7,7% e un terzo trimestre in aumento dell’1,4%.

L’EBITDA cresce dell’ 8,5% mentre l’utile di spettanza della Controllante registra un +42,8% a quota 477 milioni di euro.

Gli investimenti nella fibra per il Fisso hanno permesso una incisiva accelerazione nella copertura della popolazione: sono oltre 785 mila le abitazioni raggiunte solo dall’ FTTH con un incremento nel terzo trimestre 2016 di oltre 250 mila unità in 30 città della Penisola (+16 centri urbani rispetto a giugno 2016). In crescita nel trimestre anche le vendite di linee in fibra con un incremento del 31% rispetto allo stesso periodo del 2015. In calo invece le line loss (linee fisse perse da TIM) che dopo aver registrato una costante riduzione nel corso dell’ anno, si sono attestate a 100 mila nel terzo trimestre quasi dimezzandosi rispetto alle 173 mila perse nello stesso periodo del 2015.

Significativi anche i risultati nel Mobile che ha visto i clienti utilizzatori di tecnologia LTE superare il 50% (51%) della customer base di TIM.

Nel periodo gennaio-settembre 2016 l’Utile di spettanza della Controllante ha raggiunto i 1,5 miliardi di euro (rispetto ai 367 milioni di euro dello stesso periodo 2015).

Gli investimenti industriali nei primi nove mesi dell’ anno sono stati pari a 3,1 miliardi di euro a livello consolidato mentre in Italia sono stati pari a 2,4 miliardi in gran parte concentrati sullo sviluppo delle nuove tecnologie ultrabroadband.

A fine settembre 2016 l’indebitamento finanziario netto rettificato si è attestato a 26,7 miliardi di euro in calo di 779 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2016.

 “Il turnaround di TIM sta procedendo a passo spedito e stiamo conseguendo eccellenti risultati in anticipo rispetto alle attese, a conferma della bontà delle iniziative intraprese. Stiamo investendo come nessun altro nel nostro Paese, consapevoli del ruolo che TIM riveste per lo sviluppo economico dell’Italia”, ha sottolineato il Presidente Esecutivo Giuseppe Recchi.

“Si continuano a vedere i frutti del lavoro e si capisce come l’efficienza produca effetti benefici anche sui ricavi. Sarà un lavoro che andrà a toccare ogni area, su cui tutto il management è impegnato per dare risultati sempre migliori per tutti gli azionisti. La copertura della rete mobile 4G ha raggiunto oltre il 95% della popolazione mentre la rete fissa in fibra ha coperto il 56% della popolazione a ottobre, raggiungendo in entrambi casi, con  largo anticipo,  il target previsto per la fine del 2016”, ha aggiunto l’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo.

***

Andamento del terzo trimestre 2016

(milioni di euro)

3° Trimestre

3° Trimestre

Variazioni

 

2016

2015

 

 

 

 

assolute

%

% organica

 

 

 

 

 

 

Ricavi

4.843

4.777

66

1,4

(1,2)

EBITDA

2.152

1.983

169

8,5

6,7

EBITDA Margin

44,4%

41,5%

2,9 pp

 

 

EBITDA Margin organico

44,4%

41,1%

3,3 pp

 

 

EBIT

1.081

1.018

63

6,2

3,1

EBIT Margin

22,3%

21,3%

1,0 pp

 

 

EBIT Margin organico

22,3%

21,4%

0,9 pp

 

 

Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività in funzionamento

715

541

174

32,2

 

Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento

505

345

160

46,4

 

Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute

150

(150)

-

 

Utile (perdita) del periodo

505

495

10

2,0

 

Utile (perdita) del periodo attribuibile ai Soci della Controllante

477

334

143

42,8

 

RISULTATI DEL GRUPPO TELECOM ITALIA

I ricavi dei primi nove mesi del 2016 ammontano a 13.939 milioni di euro, in calo del 6,3% rispetto ai primi nove mesi del 2015 (14.878 milioni di euro). La riduzione di 939 milioni di euro è attribuibile principalmente alla Business Unit Brasile per 777 milioni di euro e alla Business Unit Domestic per 91 milioni di euro.

In termini di variazione organica, calcolata escludendo l’effetto della variazione dei tassi di cambio e del perimetro di consolidamento, i ricavi consolidati sono in riduzione del 3,7% (-529 milioni di euro).

 

Il dettaglio dei ricavi ripartiti per settore operativo è il seguente:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9 2016

1.1 - 30.9 2015

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica

Domestic (*)

11.036

79,2

11.127

74,8

(91)

(0,8)

(0,8)

Core Domestic (**)

10.239

73,5

10.390

69,8

(151)

(1,5)

(1,5)

International Wholesale

1.003

7,2

971

6,5

32

3,3

3,3

Brasile

2.922

21,0

3.699

24,9

(777)

(21,0)

(11,2)

Altre Attività

10

0,1

90

0,6

(80)

 

 

Rettifiche ed elisioni

(29)

(0,3)

(38)

(0,3)

9

 

 

Totale consolidato

13.939

100,0

14.878

100,0

(939)

(6,3)

(3,7)

(*) A seguito della mutata mission di Persidera, la Business Unit Media è stata accorpata alla Business Unit Domestic (Domestic Core) a partire dal 1° gennaio 2016; in assenza di tale variazione i ricavi Domestic dei primi nove mesi del 2016 sarebbero risultati pari a 10.982 milioni di euro.

(**) Dal 1° gennaio 2016 comprende anche la società Olivetti. I dati del periodo posti a confronto sono stati coerentemente modificati.

L’EBITDA dei primi nove mesi del 2016 è pari a 5.878 milioni di euro (5.622 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015) e si incrementa di 256 milioni di euro (+4,6%) rispetto ai primi nove mesi del 2015 con un’incidenza sui ricavi del 42,2% (37,8% nei primi nove mesi del 2015, + 4,4 punti percentuali).  

In termini organici l’incremento rispetto ai primi nove mesi del 2015 è del 6,9%.

(milioni di euro)

1.1 – 30.9

1.1 – 30.9

Variazioni

 

2016

2015

assolute

%

 

 

 

 

 

EBITDA REPORTED

5.878

5.622

256

4,6

% sui Ricavi

42,2

37,8

 

4,4 pp

Effetto conversione bilanci in valuta

 

(123)

123

 

Effetto variazione perimetro di consolidamento

 

 

EBITDA ORGANICO

5.878

5.499

379

6,9

% sui Ricavi

42,2

38,0

 

4,2 pp

di cui Proventi/(Oneri) non ricorrenti

(153)

(460)

307

 

EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente

6.031

5.959

72

1,2

% sui Ricavi

43,3

41,2

 

2,1 pp

L’EBITDA dei primi nove mesi del 2016 sconta l’impatto negativo di oneri non ricorrenti per complessivi 153 milioni di euro (460 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015); in assenza di tali oneri la variazione organica dell’EBITDA sarebbe risultata pari a +1,2%, con un’incidenza sui ricavi del 43,3% in aumento di 2,1 punti percentuali rispetto a quella dei primi nove mesi del 2015.

L’EBITDA del terzo trimestre 2016 ammonta a 2.152 milioni di euro, in aumento di 169 milioni di euro (+8,5%) rispetto all’analogo periodo dell’esercizio precedente (1.983 milioni di euro). L’incidenza sui ricavi è pari al 44,4% in aumento di 2,9 punti percentuali rispetto al terzo trimestre 2015.

In termini organici e in assenza di oneri non ricorrenti (62 milioni di euro nel terzo trimestre 2016 e 61 milioni di euro nell’analogo periodo del 2015), l’incremento rispetto al terzo trimestre 2015 sarebbe stato pari a +6,6% con un’incidenza sui ricavi del 45,7% in miglioramento rispetto ai precedenti trimestri del 2016 (+2,1 punti percentuali rispetto al secondo trimestre e +5,5 punti percentuali rispetto al primo).

Il positivo andamento dell’EBITDA, sia in valori assoluti sia in termini di redditività percentuale sui ricavi, beneficia delle azioni relative ai “cost recovery plan”, avviati nel secondo trimestre 2016 dalla Business Unit Domestic e nel terzo trimestre dalla Business Unit Brasile e che proseguiranno nell’intero arco di Piano. Inoltre nel secondo trimestre del 2016 l’EBITDA è stato positivamente influenzato da alcuni eventi non strutturali, relativi in particolare al costo del lavoro, connessi allo storno dell’accantonamento effettuato nel bilancio 2015 per 66 milioni di euro, a seguito del mancato raggiungimento delle condizioni di erogazione del Premio di risultato ai dipendenti.

Il dettaglio dell’EBITDA e dell’incidenza percentuale del margine sui ricavi, ripartiti per settore operativo, è il seguente:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9 2016

1.1 - 30.9 2015

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica

 

 

 

 

 

 

 

 

Domestic (*)

4.995

85,0

4.525

80,5

470

10,4

10,4

% sui Ricavi

45,3

 

40,7

 

 

4,6 pp

4,6 pp

Brasile

900

15,3

1.108

19,7

(208)

(18,8)

(8,6)

% sui Ricavi

30,8

 

30,0

 

 

0,8 pp

0,9 pp

Altre Attività

(15)

(0,3)

(8)

(0,1)

(7)

 

 

Rettifiche ed elisioni

(2)

(3)

(0,1)

1

 

 

Totale consolidato

5.878

100,0

5.622

100,0

256

4,6

6,9

% sui Ricavi

42,2

 

37,8

 

 

4,4 pp

4,2 pp

(*) A seguito della mutata mission di Persidera, la Business Unit Media è stata accorpata alla Business Unit Domestic (Domestic Core) a partire dal 1° gennaio 2016; in assenza di tale variazione l’EBITDA Domestic dei primi nove mesi del 2016 sarebbe risultato pari a 4.967 milioni di euro.

L’EBIT dei primi nove mesi del 2016 è pari a 2.768 milioni di euro (2.806 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015) e si riduce di 38 milioni di euro (-1,4%) rispetto ai primi nove mesi del 2015 con un’incidenza sui ricavi del 19,9% (18,9% nei primi nove mesi del 2015, +1,0 punti percentuali).

L’EBIT organico evidenzia una variazione positiva di 44 milioni di euro (+1,6%) con un’incidenza sui ricavi pari al 19,9% (18,8% nei primi nove mesi del 2015).

L’EBIT dei primi nove mesi del 2016 sconta l’impatto negativo di oneri netti non ricorrenti per complessivi 144 milioni di euro (161 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015, a parità di tassi di cambio). In assenza di tali oneri netti non ricorrenti la variazione organica dell’EBIT sarebbe risultata positiva per 27 milioni di euro (+0,9%), con un’incidenza sui ricavi del 20,9% (19,9% nei primi nove mesi del 2015, +1,0 punti percentuali).

L’Utile da Attività cessate/Attività non correnti destinate a essere cedute dei primi nove mesi del 2016 è pari a 47 milioni di euro (480 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015) e si riferisce alla contribuzione positiva al risultato consolidato da parte del gruppo Sofora - Telecom Argentina per il periodo 1° gennaio – 8 marzo (59 milioni di euro), a cui si sommano gli effetti della cessione che ha comportato un impatto negativo, comprensivo delle relative imposte sul reddito, pari a 12 milioni di euro.

L’Utile dei primi nove mesi del 2016 attribuibile ai Soci della Controllante si attesta a 1.495 milioni di euro (367 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015) e beneficia, oltre che dell’andamento dei margini, di alcune partite aventi natura meramente valutativa e contabile, che non generano regolazione finanziaria, connesse principalmente alla valutazione a fair value dell’opzione implicita inclusa nel prestito obbligazionario a conversione obbligatoria emesso a fine 2013, con durata triennale (positiva per 611 milioni di euro). In assenza di tali impatti l’utile dei primi nove mesi del 2016 attribuibile ai Soci della Controllante sarebbe risultato pari a quasi 1.200 milioni di euro, in miglioramento di circa 150 milioni di euro rispetto a quello dell’analogo periodo del 2015 ricostruito in termini omogenei.

Il personale del Gruppo al 30 settembre 2016 è pari a 62.205 unità, di cui 52.007 in Italia (65.867 unità al 31 dicembre 2015, di cui 52.555 in Italia).

Gli investimenti industriali, pari a 3.107 milioni di euro, presentano una riduzione rispetto ai primi nove mesi del 2015 di 126 milioni di euro. Nel terzo trimestre si conferma una maggiore selettività degli investimenti tramite l’individuazione dei progetti con redditività maggiore e dedicati a innovazione e trasformazione, senza impatti sui livelli di copertura UBB e sulla qualità del servizio.

Sono così ripartiti per settore operativo:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9 2016

1.1 - 30.9 2015

Variazione

 

 

peso %

 

peso %

 

 

 

 

 

 

 

Domestic (*)

2.398

77,2

2.297

71,0

101

Brasile

709

22,8

930

28,8

(221)

Altre Attività

6

0,2

(6)

Rettifiche ed elisioni

Totale consolidato

3.107

100,0

3.233

100,0

(126)

% sui Ricavi

22,3

 

21,7

 

0,6 pp

(*) A seguito della mutata mission di Persidera, la Business Unit Media è stata accorpata alla Business Unit Domestic (Domestic Core) a partire dal 1° gennaio 2016; in assenza di tale variazione gli investimenti di Domestic dei primi nove mesi del 2016 sarebbero risultati pari a 2.394 milioni di euro.

La Business Unit Domestic presenta investimenti pari a 2.398 milioni di euro, in aumento di 101 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2015. Tale incremento è interamente attribuibile all’accelerazione e alla crescita degli investimenti dedicati allo sviluppo di reti e piattaforme innovative dedicate ai servizi di nuova generazione (+209 milioni di euro), che raggiungono il 49% degli investimenti complessivi (43% nell’analogo periodo del 2015).

Gli investimenti della Business Unit Brasile registrano una riduzione di 221 milioni di euro (comprensivi di un effetto cambio negativo pari a 103 milioni di euro) rispetto ai primi nove mesi del 2015; tali investimenti sono stati indirizzati principalmente all’evoluzione dell’infrastruttura industriale e alle piattaforme di supporto alle vendite.

Il flusso di cassa della gestione operativa di Gruppo è positivo per 1.908 milioni di euro (positivo per 1.551 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015).

L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato ammonta a 26.735 milioni di euro al 30 settembre 2016, in riduzione di 543 milioni di euro rispetto a fine 2015 (27.278 milioni di euro). Nei primi nove mesi del 2016, i benefici derivanti dalla conclusione dell’operazione di cessione del gruppo Sofora - Telecom Argentina con l’incasso del prezzo e il deconsolidamento del relativo indebitamento finanziario, unitamente alla positiva dinamica della gestione operativa, hanno consentito la copertura dei fabbisogni derivanti dalla gestione finanziaria, dal progetto immobiliare e dalla rinegoziazione di contratti di leasing, dal pagamento dei dividendi e dall’effetto di alcuni contenziosi e dal pagamento di sanzioni di carattere regolatorio. Il livello di debito è stato per altro negativamente influenzato dall’andamento del tasso di cambio del Real brasiliano.

L’indebitamento finanziario netto contabile al 30 settembre 2016 è pari a 27.411 milioni di euro (28.475 milioni di euro al 31 dicembre 2015).

Il margine di liquidità al 30 settembre 2016 è pari a 12.767 milioni di euro, equivalente alla somma della “Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti” e dei “Titoli correnti diversi dalle partecipazioni” per complessivi 5.767 milioni di euro (5.047 milioni di euro al 31 dicembre 2015) e delle linee di credito committed non utilizzate per un importo complessivo pari a 7.000 milioni di euro. Tale margine consente una copertura delle passività finanziarie di Gruppo in scadenza almeno per i prossimi 24 mesi.

Nel terzo trimestre 2016 l’indebitamento finanziario netto rettificato è diminuito di 779 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2016 (27.514 milioni di euro) per effetto della positiva dinamica della gestione operativa.

 

I RISULTATI DELLE BUSINESS UNIT

DOMESTIC

I ricavi dei primi nove mesi del 2016 sono pari a 11.036 milioni di euro in riduzione di 91 milioni di euro (-0,8%) rispetto allo stesso periodo del 2015, ma con un trend di strutturale miglioramento, che consente di raggiungere nel terzo trimestre un risultato in incremento rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente (+1,0%, secondo trimestre –1,2% e primo trimestre -2,3%). I ricavi da servizi presentano un andamento analogo a quello dei ricavi totali, con una riduzione di 134 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2015 (-1,3%), ma con un terzo trimestre (-0,4%) in significativa ripresa, sostenuto in particolare da uno strutturale miglioramento dei ricavi Mobile, che evidenziano per il quarto trimestre consecutivo un andamento positivo.

In particolare si segnala che:

  • i ricavi da servizi del mercato Mobile sono pari a 3.360 milioni di euro con un incremento di 27 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente (+0,8%); si conferma la dinamica di costante crescita già osservata nei trimestri precedenti (terzo trimestre +1,1%, secondo trimestre +0,7%, primo trimestre +0,6%, quarto trimestre 2015 +0,1%) grazie ad un miglioramento delle dinamiche competitive e alla sempre maggiore diffusione del Mobile Internet e del conseguente sviluppo dei servizi digitali;
  • i ricavi da servizi del mercato Fisso dei primi nove mesi sono pari a 7.471 milioni di euro e risultano in contrazione di 330 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2015 (-4,2%); tale flessione è interamente correlata alla riduzione dei ricavi sui servizi voce (-420 milioni di euro per effetto della perdita di accessi tradizionali, con un trend comunque in significativa attenuazione rispetto ai periodi precedenti), solo in parte compensata dal continuo sviluppo dei clienti Broadband e Ultra-Broadband, che traina la crescita sui servizi innovativi da connettività (+106 milioni di euro pari a +6,1%). Sui risultati del Fisso incide anche la riduzione dei prezzi sui servizi wholesale.

I ricavi da vendita prodotti, inclusa la variazione dei lavori in corso, sono pari a 690 milioni di euro nei primi nove mesi del 2016 in miglioramento rispetto ai primi nove mesi del 2015 (+43 milioni di euro); va segnalata in particolare la sensibile crescita dei ricavi da vendita di smartphone (+48 milioni di euro, interamente trainata dalla vendita di device LTE abilitanti alla rete 4G), a sostegno dello sviluppo dei servizi digitali (connettività internet e servizi di intrattenimento).

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La Business Unit Domestic opera in maniera distinta su due diversi ambiti di riferimento, di seguito l’analisi dei relativi ricavi:

  • Ricavi Core Domestic

I ricavi sono pari a 10.239 milioni di euro e si riducono dell’1,5% (10.390 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015).

Relativamente ai segmenti di mercato si segnalano le seguenti dinamiche rispetto ai primi nove mesi del 2015:

  • Consumer: i ricavi dei primi nove mesi del 2016 del segmento Consumer sono pari a 5.404 milioni di euro, con un incremento di 31 milioni di euro (+0,6%) rispetto allo stesso periodo del 2015; tale dinamica conferma il trend di recupero avviato già nel corso del 2015, grazie allo strutturale miglioramento sui ricavi Mobile, per effetto sia di una tenuta della market share che di una stabilizzazione dei livelli di ARPU.

In particolare, si evidenzia quanto segue:

  • i ricavi del Mobile sono pari a 2.710 milioni di euro e presentano una dinamica di costante e significativa crescita rispetto ai primi nove mesi del 2015 (+112 milioni di euro, +4,3%). I ricavi da servizi registrano un incremento di 75 milioni di euro (+3,2% rispetto allo stesso periodo del 2015), confermando anche nel terzo trimestre un risultato positivo in termini di trend e di confronto con l’esercizio precedente, attribuibile ad un miglioramento delle dinamiche competitive, con progressiva stabilizzazione della market share e costante crescita dell’Internet mobile e dei servizi digitali a sostegno dei livelli di ARPU;
  • i ricavi del Fisso sono pari a 2.660 milioni di euro, con una diminuzione di 143 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2015 (-5,1%). Tale contrazione di fatturato presenta nel trimestre ancora un trend in rallentamento, che si accentua rispetto a quanto registrato nei trimestri precedenti (terzo trimestre -3,2%, secondo trimestre -6,0%, primo trimestre -6,0%). Tale recupero è attribuibile a un contenimento della perdita di accessi solo voce, accompagnato dallo sviluppo dei clienti Broadband e dalla crescente penetrazione di offerte Fibra.
  • Business: i ricavi del segmento Business sono pari a 3.299 milioni di euro con una riduzione di 234 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2015 (-6,6%), di cui 159 milioni di euro (-5,0%) sulla componente servizi e 74 milioni di euro (-21,3%) sulla componente prodotti.

Relativamente ai ricavi dei servizi:

  • i ricavi dei servizi Mobile registrano una flessione di 51 milioni di euro (-6,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) con un trend di sensibile recupero nel terzo trimestre 2016 (-1,4% nel terzo trimestre, -7,6% nel secondo trimestre, -9,4% nel primo trimestre) . In particolare, la continua contrazione dei servizi mobili tradizionali (-15,7% sulla componente voce e messaging rispetto ai primi nove mesi del 2015), determinata dalla dinamica di riposizionamento dei clienti su formule bundle a minor livello complessivo di ARPU e dalla migrazione dei clienti della Pubblica Amministrazione verso la nuova offerta Consip (che ha rivisto al ribasso i prezzi unitari), è ancora solo marginalmente compensata dalla performance positiva dei nuovi servizi digitali (+3,4% rispetto al 2015);
  • i ricavi da servizi del Fisso si riducono di 109 milioni di euro (-4,6 % rispetto ai primi nove mesi del 2015), nonostante la costante crescita dei ricavi da servizi ICT (+2,2%), in particolare sui servizi Cloud. Il segmento continua infatti a risentire della lenta ripresa del contesto congiunturale, della contrazione dei prezzi sui servizi tradizionali voce e dati e della sostituzione tecnologica verso sistemi VoIP.

 

  • Wholesale: il segmento Wholesale presenta nei primi nove mesi del 2016 ricavi pari a 1.370 milioni di euro, in crescita rispetto al corrispondente periodo del 2015 (+3 milioni di euro, +0,2%), nonostante la riduzione dei prezzi regolamentati, che influenza negativamente i ricavi per 50 milioni di euro, più che compensata dal contributo di alcuni deal di vendita di capacità infrastrutturale.

 

  • Ricavi International Wholesale – gruppo Telecom Italia Sparkle

I ricavi dei primi nove mesi del 2016 del gruppo Telecom Italia Sparkle - International Wholesale sono pari a 1.003 milioni di euro, in crescita rispetto ai primi nove mesi del 2015 (+32 milioni di euro, +3,3%). Tale risultato è determinato dall’incremento dei ricavi per servizi Fonia (+27 milioni di euro, + 3,9%) e dalla crescita dei ricavi per i servizi IP/Data inclusi Cloud e Data Center (+5 milioni di euro, +2,1%). Restano sostanzialmente stabili le altre linee di business.

 

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L’EBITDA della Business Unit Domestic dei primi nove mesi del 2016 è pari a 4.995 milioni di euro e registra un incremento di 470 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2015 (+10,4%), con un’incidenza sui ricavi pari al 45,3% (+4,6 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2015). Tale risultato sconta l’impatto negativo di oneri non ricorrenti per complessivi 139 milioni di euro, di cui:

  • 114 milioni di euro relativi al costo del personale (43 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015),
  • 25 milioni di euro relativi a oneri conseguenti a contenziosi e sanzioni di carattere regolatorio e a passività correlate, oneri connessi a vertenze con personale ex dipendente e passività con clienti e fornitori (397 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015).

In assenza di tali oneri la variazione organica dell’EBITDA sarebbe risultata pari a +3,3%, con un’incidenza sui ricavi del 46,5%, in aumento di 1,8 punti percentuali rispetto ai primi nove mesi del 2015, con conferma della positiva inversione di trend avviata nel secondo trimestre 2016 (terzo trimestre +7,8%, secondo trimestre +6,9%, primo trimestre -5,2%).

L’EBIT dei primi nove mesi del 2016 è pari a 2.575 milioni di euro (2.090 milioni di euro nel corrispondente periodo del 2015), con un incremento di 485 milioni di euro (+23,2%) e un’incidenza sui ricavi del 23,3% (+4,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2015). L’andamento dell’EBIT riflette principalmente il positivo andamento dell’EBITDA precedentemente illustrato, nonché la diminuzione degli ammortamenti, pari a 32 milioni di euro.

L’EBIT dei primi nove mesi del 2016 sconta l’impatto negativo di oneri non ricorrenti per complessivi 139 milioni di euro (446 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015), in assenza dei quali la variazione organica dell’EBIT sarebbe risultata pari a +7,0% con un’incidenza sui ricavi del 24,6%.

Il personale, pari a 52.140 unità, diminuito di 504 unità rispetto al 31 dicembre 2015 nonostante l’accorpamento della Business Unit Media, in assenza del quale la riduzione sarebbe risultata di 567 unità.

 

BRASILE (cambio medio real/euro 3,96106)

I ricavi del gruppo Tim Brasil dei primi nove mesi del 2016 sono pari a 11.574 milioni di reais e risultano in calo di 1.453 milioni di reais (-11,2%) rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente.

I ricavi da servizi si attestano a 10.878 milioni di reais, con una riduzione di 640 milioni di reais rispetto a 11.518 milioni di reais dei primi nove mesi del 2015 (-5,6%).

I ricavi da vendita di prodotti si attestano a 696 milioni di reais (1.509 milioni di reais nei primi nove mesi del 2015; -53,9%), riflettendo una politica commerciale meno focalizzata sulla vendita di handsets oltre che l’impatto della crisi economica brasiliana sulla propensione alla spesa delle famiglie.

I ricavi del terzo trimestre 2016 ammontano a 3.900 milioni di reais, in riduzione del 5,2% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente.

L’ARPU mobile dei primi nove mesi del 2016 è pari a 17,6 reais a fronte dei 16,4 reais dello stesso periodo dell’esercizio precedente (+7,3%).

Le linee complessive al 30 settembre 2016 sono pari a 63,2 milioni e presentano una riduzione di 3 milioni (-4,5%) rispetto al 31 dicembre 2015; la market share a fine agosto 2016 era del 25,2% (25,7% al 31 dicembre 2015).

L’EBITDA è pari a 3.566 milioni di reais, inferiore di 336 milioni di reais rispetto ai primi nove mesi del 2015 (-8,6%). Si nota tuttavia che la flessione dell’EBITDA rispetto all’anno precedente si riduce considerevolmente nel corso dell’ultimo trimestre (-1,2%) a causa dell’avvio di interventi di efficienza che hanno consentito di compensare parzialmente la riduzione dei ricavi nel periodo in esame. I costi per acquisto di beni e servizi presentano, in tutte le componenti, una sensibile riduzione rispetto ai primi nove mesi del 2015 pari a 1.025 milioni di reais (-14,6%); si incrementano invece i costi del personale (+3%) principalmente a causa dell’adeguamento dei salari all’inflazione e della presenza di oneri non ricorrenti per esodi pari a 56 milioni di reais.

L’EBITDA margin è pari al 30,8%, superiore di 0,8 punti percentuali rispetto ai primi nove mesi del 2015.

L’EBITDA del terzo trimestre 2016 è pari a 1.270 milioni di reais in riduzione di 15 milioni di reais rispetto al terzo trimestre del 2015; l’EBITDA margin del terzo trimestre 2016 è pari al 32,6%, in aumento di 1,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente (31,2%). Escludendo i costi non ricorrenti la variazione dell’EBITDA rispetto allo stesso periodo del 2015 risulta positiva e pari a +0,5%.

L’EBIT ammonta a 832 milioni di reais con un peggioramento di 1.782 milioni di reais rispetto ai primi nove mesi del 2015. Tale risultato sconta la minor contribuzione dell’EBITDA, l’effetto dei maggiori ammortamenti (+312 milioni di reais) e il minor beneficio derivante dalla vendita delle Torri di telecomunicazione che nel 2015 aveva comportato una plusvalenza di 1.184 milioni di reais a fronte di una plusvalenza di 37 milioni di reais nei primi nove mesi del 2016.

Il personale è pari a 9.941 unità (13.042 unità al 31 dicembre 2015).

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EVENTI SUCCESSIVI AL 30 SETTEMBRE 2016

In data 13 ottobre ha avuto inizio il periodo di calcolo del rapporto di conversione in azioni TIM applicabile alle obbligazioni “€ 1,300,000,000 6.125% GUARANTEED SUBORDINATED MANDATORY CONVERTIBLE BONDS DUE 2016” emesse da Telecom Italia Finance S.A.. Il termine del periodo di calcolo è previsto il 9 novembre, mentre il termine per gli investitori per presentare formale richiesta di conversione è il 10 novembre. Dopo detto termine, eventuali azioni TIM relative a obbligazioni per cui non sono state presentate, nei tempi e modi previsti, le relative richieste di conversione, saranno liquidate in base a quanto previsto dai Termini e Condizioni delle obbligazioni stesse.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE PER L’ESERCIZIO

Come previsto nel Piano Industriale e registrato nei primi nove mesi dell’esercizio, nel 2016 sul perimetro Domestic si prevede un progressivo miglioramento nella performance operativa che supporta l’atteso percorso di progressiva riduzione dell’indebitamento, grazie anche alla conversione del Mandatory Convertible Bond (contrattualmente prevista nel novembre del 2016 per 1,3 miliardi di euro).

Le dinamiche di sviluppo commerciale e industriale, accompagnate dal rafforzamento e dall’ accelerazione del programma di efficienza e riduzione costi - senza ridurre la spinta sulle leve a supporto dello sviluppo infrastrutturale e commerciale - rappresentano le basi per un ulteriore miglioramento della performance operativa, con l’obiettivo di raggiungere nell’anno 2016 per l’EBITDA Domestic una crescita organica “low single digit”.

In dettaglio, Telecom Italia prosegue in Italia nel percorso di trasformazione e transizione da Telco tradizionale a Digital Telco, abilitatrice della vita digitale del Paese: un modello di business basato sullo sviluppo di infrastrutture innovative ed un servizio di elevata qualità al cliente, che punta sempre più sulla diffusione di servizi e contenuti digitali premium con un posizionamento distintivo sul mercato:

  • Nel segmento Mobile Domestico, in un contesto competitivo dove si stanno verificando un progressivo raffreddamento della leva prezzo, maggiore attenzione alla qualità e una forte continua crescita del consumo di dati, Telecom Italia punterà sulla sempre maggiore adozione del 4G da parte della propria clientela, incoraggiata dalla crescente penetrazione degli smartphones e dello sviluppo di offerte bundle con contenuti digitali distintivi e convergenti. Questo consentirà alla Società di rafforzarsi come leader di mercato tramite fidelizzazione della clientela e aumento dei livelli di ARPU.
  • Nel segmento Fisso Domestico Telecom Italia prevede di ridurre la contrazione del numero di clienti già dal 2016, grazie all'accelerazione nella diffusione della fibra, alla convergenza e al rafforzamento del posizionamento sui servizi con contenuti digitali (Video, Music, Gaming e Publishing). Telecom Italia continuerà altresì ad affiancare le imprese italiane nel loro percorso di trasformazione digitale con i propri servizi ICT e Cloud, mediante un approccio differenziato a seconda delle caratteristiche della clientela, traguardando un posizionamento distintivo sui mercati verticali ritenuti di maggior interesse.

Nell’ambito di un contesto macroeconomico, politico e di mercato ancora incerto, TIM Brasile si pone l’obiettivo di difendere e incrementare la propria market share sui ricavi e di migliorare la redditività (EBITDA Margin) grazie ad un importante piano di investimenti (in particolare sul 4G dove TIM già oggi è leader), ad un rinnovato posizionamento commerciale e competitivo ed alla grande attenzione all’efficienza ed alla riduzione dei costi, come elemento strutturale e necessario a dare equilibrio e sostenibilità finanziaria al Piano.

L’intero comparto delle telecomunicazioni brasiliano (in particolare quello Mobile prepagato) è risultato molto esposto al difficile scenario macroeconomico ed ha registrato una contrazione del valore complessivo del mercato anche per effetto di una sua sostanziale maturità e saturazione. In tale contesto a giugno Oi, il quarto maggiore gruppo di telecomunicazioni del Brasile, ha presentato domanda per l’accesso alle procedure fallimentari ed è entrata in amministrazione controllata, con ripercussioni competitive e riflessi sul mercato ancora incerti.

L’evoluzione del mercato brasiliano presenta e conferma un trend di costante e forte crescita dell'utilizzo dei dati, con una intensità anche maggiore rispetto a quanto registrato negli altri maggiori Paesi. Questo fenomeno è accompagnato da una contemporanea riduzione del traffico voce e del messaging, guidato dall’obiettivo di ottimizzazione e riduzione della spesa da parte dei clienti, che stanno privilegiando l'utilizzo dei servizi offerti dagli OTT come alternativa alle modalità tradizionali di fruizione dei servizi.

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Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Piergiorgio Peluso, dichiara ai sensi del comma 2 dell’art.154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

 

Milano, 4 novembre 2016