Telecom Italia: esaminato e approvato dal Consiglio di Amministrazione il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2015

05/11/2015 - 22:30

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  • Ricavi: 14,9 miliardi di euro, -3,9% rispetto ai primi nove mesi del 2014 in termini organici
  • EBITDA: 6,1 miliardi di euro prima di scontare l’impatto di oneri non ricorrenti per 460 milioni di euro (-4,8% rispetto ai primi nove mesi del 2014)
  • Utile netto attribuibile ai soci della controllante: 362 milioni di euro. il dato si sarebbe attestato a oltre 1 miliardo di euro, senza gli  effetti di oneri e proventi non ricorrenti e di quelli connessi al buy back di obbligazioni proprie nonché delle dinamiche  di valutazione  del Mandatory Convertible Bond
  • Indebitamento finanziario netto rettificato al 30 settembre 2015: 26,8 miliardi di euro, in riduzione di 188 milioni di euro nel terzo trimestre 2015
  • Investimenti industriali: 3,2 miliardi di euro (2,6 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2014)
  • Nel terzo trimestre 2015 tornano in positivo i ricavi della telefonia mobile in Italia: +1,5% rispetto al terzo trimestre 2014
  • Approvato il progetto per rafforzare la parita’ di accesso alla infrastruttura di rete fissa fra tutti gli operatori
  • Saranno introdotte procedure identiche per l’attivazione (delivery) delle linee  tra gli altri operatori e le divisioni commerciali di Telecom Italia e sara’ migliorata ulteriormente la qualita’ dell’assistenza (assurance)
  • Viene rafforzata l’indipendenza organizzativa della funzione open access che si affianchera’ a wholesale con l’obiettivo di migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi erogati agli OLO

 

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I risultati dei primi nove mesi del 2015 verranno illustrati alla comunità finanziaria durante una conference call che si svolgerà venerdì 6 novembre  2015  alle ore 12:00 (ora italiana). I giornalisti potranno seguire telefonicamente lo svolgimento della presentazione, senza facoltà di effettuare domande, collegandosi al numero: +39 0633168. Per coloro che non potranno collegarsi in diretta sarà possibile riascoltare la presentazione, fino al 13 novembre collegandosi al numero: +39 06334843 (codice di accesso 824743#).

Le Slide di presentazione, con possibilità di seguire l’evento in audio streaming, saranno disponibili all’indirizzo: www.telecomitalia.com/9M2015/ita

 

Il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2015 del Gruppo Telecom Italia è stato redatto nel rispetto dell’art. 154–ter (Relazioni finanziarie) del D.Lgs. n. 58/1998 (Testo Unico della Finanza - TUF) e successive modifiche e integrazioni. Tale documento comprende anche il Bilancio consolidato abbreviato al 30 settembre 2015 predisposto in conformità ai principi contabili IFRS emessi dallo IASB e recepiti dalla UE ed, in particolare, allo IAS 34 Bilanci intermedi. Il Bilancio consolidato abbreviato al 30 settembre 2015 non è sottoposto a revisione contabile.

I criteri contabili e i principi di consolidamento adottati per la formazione del Bilancio consolidato abbreviato al 30 settembre 2015 sono omogenei a quelli utilizzati in sede di Bilancio Consolidato del Gruppo Telecom Italia al 31 dicembre 2014, ai quali si rimanda, fatta eccezione per l’applicazione dei nuovi Principi/Interpretazioni adottati dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2015. Peraltro, come illustrato nelle note del bilancio consolidato abbreviato al 30 settembre 2015, i nuovi Principi/Interpretazioni non hanno comportato alcun effetto sul bilancio consolidato di Gruppo.

Il Gruppo Telecom Italia, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS, utilizza alcuni indicatori alternativi di performance, al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria. In particolare, gli indicatori alternativi di performance si riferiscono a: EBITDA; EBIT; variazione organica dei ricavi, dell’EBITDA e dell’EBIT; indebitamento finanziario netto contabile e rettificato.

Si segnala inoltre che il capitolo “Evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2015” contiene dichiarazioni previsionali (forward-looking statements) riguardanti intenzioni, convinzioni o attuali aspettative del Gruppo in relazione ai risultati finanziari e ad altri aspetti delle attività e strategie del Gruppo. Il lettore del presente Comunicato  non deve porre un indebito affidamento su tali dichiarazioni previsionali in quanto i risultati consuntivi potrebbero differire significativamente da quelli contenuti in dette previsioni come conseguenza di molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al di fuori della sfera di controllo del Gruppo.

 

Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia riunitosi oggi sotto la presidenza di Giuseppe Recchi ha esaminato e approvato il Resoconto Intermedio di Gestione  al 30 settembre 2015. Approvato, tra l’altro, il progetto per rafforzare la parità di accesso all’infrastruttura di rete fissa fra tutti gli operatori.

“Il nostro piano per la banda ultralarga in Italia prosegue spedito: in questi primi 9 mesi dell’anno abbiamo posato circa 1,2 milioni di km di fibra, ad una velocità di 180 km posati ogni ora”, commenta il Presidente del Gruppo Giuseppe Recchi. “Abbiamo già raggiunto oltre il 40% della popolazione con la fibra e l’86% con la tecnologia LTE, anche grazie al forte impulso che abbiamo dato agli investimenti innovativi dedicati allo sviluppo di reti e servizi di nuova generazione, che oggi rappresentano il 40% del totale a livello domestico.”

“I risultati del terzo trimestre confermano il trend di miglioramento dei ricavi, soprattutto dal mobile che evidenzia un incremento dell’1,5% rispetto al terzo trimestre 2014 e una solida ripresa rispetto anche agli altri periodi”, aggiunge Marco Patuano, Amministratore Delegato di Telecom Italia. “Con la riorganizzazione di Open Access, inoltre, vogliamo far evolvere il paradigma strutturale del mercato dell’accesso wholesale, ponendo sullo stesso piano la nostra divisione commerciale con quella degli OLO. L’obiettivo è quello di garantire un miglior servizio ai nostri “concorrenti-clienti” e contribuire alla creazione di un contesto regolatorio più stabile in grado di favorire gli investimenti.  Un processo di trasformazione verso il nuovo modello di equivalence che permetterà quindi di unire finalità di carattere industriale e obiettivi più strettamente legati alle esigenze regolamentari.”

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Il Gruppo ha chiuso i primi nove mesi del 2015 con un fatturato consolidato che si attesta a 14,9 miliardi di euro, in riduzione rispetto ai primi nove mesi del 2014 del 6,9% (-3,9% in termini organici).

L’EBITDA ammonta a 5,6 miliardi di euro, in calo del 14,8% rispetto ai primi nove mesi del 2014       

(-13,0%  in  termini  organici) e sconta l’impatto negativo di oneri netti non  ricorrenti  per  complessivi  460  milioni  di  euro,  in  assenza  dei  quali  la  variazione  organica dell’EBITDA sarebbe risultata pari a    -4,8%.

L’EBIT è pari a 2,8 miliardi di euro, registra un decremento del 17,5% rispetto ai primi nove mesi del 2014 (-16,1% in termini organici) e sconta l’impatto negativo di oneri netti non  ricorrenti  per  complessivi  124  milioni  di  euro,  in  assenza  dei  quali  la  variazione  organica dell’EBIT sarebbe risultata pari a -9,4%. L’utile  del  periodo  attribuibile ai Soci della Controllante si  attesta  a  362  milioni  di  euro  (985 milioni di euro nei primi nove mesi del 2014) e sconta, oltre a oneri netti non ricorrenti, l’impatto negativo  delle  operazioni  di  riacquisto  delle  obbligazioni  proprie  effettuate  nella  prima  parte dell’anno  nonché  di  alcune  partite  aventi  natura  meramente  valutativa  e  contabile  che  non generano  alcuna  regolazione  finanziaria,  connesse  in  particolare  alla  valutazione  al  fair  value dell’opzione implicita inclusa nel prestito obbligazionario a conversione obbligatoria emesso da TI Finance a fine 2013, con durata triennale. In assenza di tali impatti l’utile dei primi nove mesi del 2015 sarebbe risultato di oltre 1 miliardo di euro.

Gli investimenti industriali dei primi nove mesi del 2015, pari a 3.233 milioni di euro (2.640 milioni

di euro nei primi nove mesi del 2014), confermano il programma di accelerazione previsto dal piano 

industriale per il triennio 2015-2017. In Italia, il forte impulso al piano di investimenti dedicati allo

sviluppo delle  infrastrutture di nuova generazione ha consentito di raggiungere con la fibra ottica

(NGN) il 40% della popolazione, corrispondente a circa 10,2 milioni di unità abitative, e con la rete

mobile 4G (LTE) l’86% della popolazione.

L’indebitamento finanziario netto rettificato ammonta a 26.804 milioni di euro al 30 settembre

2015,  in riduzione di 188 milioni di euro nel terzo trimestre 2015.

Il mercato domestico nei primi nove mesi del 2015 conferma e incrementa il progressivo recupero di fatturato rispetto ai trimestri precedenti, grazie all’attenuazione della dinamica di contrazione dei servizi tradizionali e allo sviluppo dei servizi innovativi. In particolare, sul segmento Mobile si registra un ritorno in positivo con i ricavi del terzo trimestre 2015 in crescita dell’1,5% sullo stesso periodo del 2014, sostenuti dalla maggiore penetrazione dell’internet mobile, e la tenuta della market share. I ricavi da servizi mobili registrano nel terzo trimestre 2015 un calo dell’1,5% rispetto a un anno fa, evidenziando un recupero di circa 1 punto percentuale rispetto al secondo trimestre 2015.

Sul Fisso, il trend di recupero dei ricavi è sostenuto dal positivo andamento dell’ARPU broadband, dalla progressiva crescita dei clienti ADSL con offerte premium bundle/flat e dallo sviluppo dei servizi ICT. I ricavi da servizi fissi evidenziano un calo dell’1,8% nel terzo trimestre 2015, in lieve miglioramento rispetto alla flessione evidenziata nel secondo trimestre 2015 (-1,9%).

In Brasile – in un contesto macro economico in continuo peggioramento che ha determinato una contrazione della domanda interna, una crescita dell’inflazione e il deprezzamento del real dai 3,22 reais per euro di fine 2014 ai 4,45 reais per euro del 30 settembre 2015 - Tim Brasil ha registrato sul segmento Mobile una sostanziale tenuta della market share, con un significativo incremento della base clienti postpaid. Nel contempo, si registra un trend in peggioramento del fatturato dovuto sia all’accelerazione del fenomeno di migrazione dei servizi tradizionali voce-SMS su soluzioni innovative-IP, sia all’ulteriore riduzione delle tariffe di terminazione mobile (MTR), in vigore da fine febbraio 2015 ed, infine, ad una significativa contrazione del fatturato dalla vendita di terminali. La dinamica negativa dei ricavi mobili è stata in parte mitigata dalla crescita del fatturato Fisso, in particolare sul segmento business wholesale della controllata Intelig e Broadband di TIM Live. Nonostante il calo del fatturato, le iniziative di efficienze e riduzione dei costi hanno consentito a TIM Brasil un recupero di profittabilità di circa 4 punti percentuali nel terzo trimestre 2015.

PARITA’ DI ACCESSO ALLA RETE FISSA PER TUTTI GLI OPERATORI

Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato il progetto relativo all’introduzione di un nuovo modello di equivalence, finalizzato a rafforzare ulteriormente l’efficienza e l’efficacia dei processi di delivery (attivazione) e assurance (manutenzione) dei servizi di accesso wholesale della rete fissa di Telecom Italia forniti alle proprie direzioni commerciali e agli OLO. Sarà introdotta una modifica nella struttura organizzativa della società che riguarderà Open Access e National Wholesale Services che, in sintesi, porterà le due strutture ad essere gerarchicamente dipendenti dallo stesso responsabile di una nuova direzione Wholesale .

Il  nuovo modello di equivalence porrà sullo stesso piano le divisioni commerciali di Telecom Italia e degli OLO, per un rafforzamento della parità di trattamento interna-esterna e una maggiore trasparenza nella gestione delle richieste di attivazione delle linee.

Telecom Italia investirà oltre 120 milioni di euro per il rafforzamento della parità di accesso alle sue infrastrutture. L’intero processo sarà implementato entro 24 mesi, rispecchierà i più recenti orientamenti regolamentari e comporterà una forte interazione con i diversi attori dell’ecosistema per la valutazione delle performance.

L’obiettivo principale è quello di porre il “cliente OLO” al centro delle attività della nuova funzione Wholesale, facendo evolvere così il paradigma strutturale del mercato dell’accesso all’ingrosso.

Quale primo atto immediato di avvio di questo processo, la società ha costituito a diretto riporto dell’Amministratore Delegato la Funzione Wholesale, affidata a Stefano Ciurli, nella quale confluiscono la Funzione Open Access e la Funzione National Wholesale Services con la responsabilità di: assicurare lo sviluppo del business wholesale, l’innovazione, la definizione dell’offerta e la commercializzazione dei relativi prodotti e servizi; garantire il processo end to end di delivery e assurance dei servizi alla clientela retail e wholesale, in coerenza con un’efficace gestione delle infrastrutture della rete di accesso e secondo principi di non discriminazione tra attività interne ed esterne; assicurare la governance complessiva ed il monitoraggio end to end delle performance e degli indicatori di processo, con l’obiettivo di massimizzare i livelli di qualità dei servizi erogati e garantire condizioni di equità e trasparenza.

RISULTATI DEI PRIMI NOVE MESI DEL 2015

PRINCIPALI VARIAZIONI DEL PERIMETRO DI CONSOLIDAMENTO DEL GRUPPO TELECOM ITALIA

Nel corso dei primi nove mesi del 2015 si sono verificate le seguenti variazioni di perimetro:

  • INWIT S.p.A.(Business Unit Domestic): è stata costituita nel mese di gennaio 2015;
  • Alfabook S.r.l. (Business Unit Domestic): in data 1° luglio 2015 Telecom Italia Digital Solution S.p.A. ha acquisito il 100% della società.

Nel corso del 2014 si erano verificate le seguenti variazioni del perimetro di consolidamento:

  • Telecom Italia Ventures S.r.l. (Business Unit Domestic): è stata costituita nel mese di luglio 2014;
  • Rete A S.p.A. (Business Unit Media): in data 30 giugno 2014 Persidera S.p.A. ha acquisito il 100% della società, in conseguenza Rete A è entrata a far parte del perimetro di consolidamento del Gruppo ed è stata consolidata integralmente; in data 1° dicembre 2014 è stata perfezionata la fusione per incorporazione di Rete A in Persidera;
  • TIMB2 S.r.l. (Business Unit Media): è stata costituita nel mese di maggio 2014;
  • Trentino NGN S.r.l. (Business Unit Domestic): il 28 febbraio 2014 il Gruppo Telecom Italia ha acquisito la quota di controllo della società, che è pertanto entrata nel perimetro di consolidamento del Gruppo.

 

GRUPPO TELECOM ITALIA

I ricavi nei primi nove mesi del 2015 ammontano a 14.875 milioni di euro, in calo del 6,9% rispetto ai 15.972 milioni di euro dei primi nove mesi del 2014 (-1.097 milioni di euro). In termini di variazione organica, calcolata escludendo l’effetto della variazione dei tassi di cambio e del perimetro di consolidamento, i ricavi consolidati sono in riduzione del 3,9% (-602 milioni di euro).

Il dettaglio dei ricavi ripartiti per settore operativo è il seguente:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9 2015

1.1 - 30.9 2014

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica

Domestic

11.127

74,8

11.336

71,0

(209)

(1,8)

(2,2)

Core Domestic

10.287

69,2

10.551

66,1

(264)

(2,5)

(2,5)

International Wholesale

971

6,5

905

5,7

66

7,3

2,3

Olivetti

123

0,8

154

1,0

(31)

(20,1)

(20,1)

Brasile

3.696

24,8

4.617

28,9

(921)

(19,9)

(9,2)

Media e Altre Attività

90

0,6

51

0,3

39

 

 

Rettifiche ed elisioni

(38)

(0,2)

(32)

(0,2)

(6)

 

 

Totale consolidato

14.875

100,0

15.972

100,0

(1.097)

(6,9)

(3,9)

L’EBITDA dei primi nove mesi del 2015 è pari a 5.616 milioni di euro (6.588 milioni di euro nei primi nove mesi del  2014), in riduzione di 972 milioni di euro e con un’incidenza sui ricavi del 37,8% (41,2% nei primi nove mesi del  2014).

L’EBITDA organico evidenzia una variazione negativa per 838 milioni di euro (-13,0%) rispetto ai primi nove mesi del 2014, con un’incidenza sui ricavi in riduzione di 3,9 punti percentuali, passando dal 41,7% dei primi nove mesi del  2014 al 37,8% dei primi nove mesi del  2015.

L’EBITDA dei primi nove mesi del 2015 sconta l’impatto negativo di oneri non ricorrenti per complessivi 460 milioni di euro. Detti  oneri - connessi a eventi e operazioni che per loro natura non si verificano continuativamente nella normale attività operativa - sono evidenziati in quanto di ammontare significativo e comprendono oneri derivanti da processi di riorganizzazione/ristrutturazione aziendale, oneri conseguenti a contenziosi e sanzioni di  carattere regolatorio e a passività correlate ai suddetti oneri, oneri per vertenze con ex personale dipendente e passività con clienti e/o fornitori.

In assenza di tali oneri la variazione organica dell’EBITDA sarebbe risultata pari a -4,8%, con un’incidenza sui ricavi del 40,8%, in riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto ai primi nove mesi del 2014.

Il dettaglio dell’EBITDA e dell’incidenza percentuale del margine sui ricavi, ripartiti per settore operativo, è il seguente:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9 2015

1.1 - 30.9 2014

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica

Domestic

4.525

80,6

5.296

80,4

(771)

(14,6)

(14,8)

% sui Ricavi

40,7

 

46,7

 

 

(6,0) pp

(6,0) pp

Brasile

1.102

19,6

1.281

19,4

(179)

(14,0)

(2,3)

% sui Ricavi

29,8

 

27,7

 

 

2,1 pp

2,0 pp

Media e Altre Attività

(8)

(0,1)

11

0,2

(19)

 

 

Rettifiche ed elisioni

(3)

(0,1)

(3)

 

 

Totale consolidato

5.616

100,0

6.588

100,0

(972)

(14,8)

(13,0)

% sui Ricavi

37,8

 

41,2

 

 

(3,4) pp

(3,9) pp

L’EBITDA organico è calcolato come segue:

EBITDA – riconciliazione dato organico

(milioni di euro)

1.1 - 30.9

1.1 - 30.9

Variazioni

 

2015

2014

assolute

%

EBITDA REPORTED

5.616

6.588

(972)

(14,8)

Effetto conversione bilanci in valuta

 

(137)

137

 

Effetto variazione perimetro di consolidamento

 

3

(3)

 

EBITDA ORGANICO

5.616

6.454

(838)

(13,0)

di cui Proventi/(Oneri) non ricorrenti

(460)

71

(531)

 

EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente

6.076

6.383

(307)

(4,8)

L’EBIT dei primi nove mesi del 2015 è pari a 2.800 milioni di euro (3.393 milioni di euro nei primi nove mesi del  2014) e si riduce di 593 milioni di euro (-17,5%) con un’incidenza sui ricavi del 18,8% (21,2% nei primi nove mesi del 2014).

L’EBIT organico evidenzia una variazione negativa di 537 milioni di euro con un’incidenza sui ricavi pari al 18,8% (21,6% nei primi nove mesi del 2014).

L’EBIT dei primi nove mesi del 2015 sconta l’impatto negativo di oneri netti non ricorrenti per complessivi 124 milioni di euro: agli oneri non ricorrenti già richiamati nel commento all’EBITDA (460 milioni di euro) si è contrapposto l’impatto positivo della plusvalenza di circa 336 milioni di euro derivante dalla cessione delle torri di telecomunicazione in Brasile. In assenza di tali oneri e proventi non ricorrenti, la variazione organica dell’EBIT sarebbe risultata pari a -9,4% con un’incidenza sui ricavi del 19,7%.

L’utile netto consolidato attribuibile ai Soci della Controllante dei primi nove mesi del 2015 è pari a 362 milioni di euro (985 milioni di euro nello stesso periodo del 2014) e sconta, oltre a oneri netti non ricorrenti, l’impatto negativo delle operazioni di riacquisto delle obbligazioni proprie effettuate nel periodo nonché di alcune partite aventi natura meramente valutativa e contabile che non generano alcuna regolazione finanziaria, connesse in particolare alla valutazione al fair value dell’opzione implicita inclusa nel prestito obbligazionario a conversione obbligatoria emesso a fine 2013, con durata triennale. In assenza di tali impatti l’utile dei primi nove mesi del 2015 sarebbe risultato di oltre un miliardo di euro.

Gli investimenti industriali  dei primi nove mesi del 2015 sono pari a 3.233 milioni di euro, con un incremento di 593 milioni di euro (+22,5%) rispetto ai primi nove mesi del  2014, e sono così ripartiti per settore operativo:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9 2015

1.1 - 30.9 2014

Variazione

 

 

peso %

 

peso %

 

Domestic

2.297

71,0

1.792

67,9

505

Brasile

930

28,8

843

31,9

87

Media e Altre Attività

6

0,2

5

0,2

1

Rettifiche ed elisioni

Totale consolidato

3.233

100,0

2.640

100,0

593

% sui Ricavi

21,7

 

16,5

 

5,2 pp

Gli investimenti industriali della Business Unit Domestic risultano in aumento di 505 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del  2014.  Su tale incremento incide la crescita degli investimenti innovativi dedicati allo sviluppo di reti e servizi di nuova generazione (+412 milioni di euro), che rappresentano oltre il 40% degli investimenti complessivi (circa il 30% nel corrispondente periodo del 2014), nonché l’esborso connesso alla proroga per tre anni della licenza GSM pari a 117 milioni di euro.

Gli investimenti industriali della Business Unit Brasile presentano un incremento di 87 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del  2014, comprensivi di un effetto cambio negativo di 100 milioni di euro; tali investimenti sono stati indirizzati principalmente all’evoluzione dell’infrastruttura industriale e alle piattaforme di supporto alle vendite.

Il flusso di cassa della gestione operativa è positivo per 1.551 milioni di euro (2.272 milioni di euro nei primi nove mesi del  2014).

L’indebitamento finanziario netto rettificato al 30 settembre 2015 è pari a 26.804 milioni di euro, in aumento di 153 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2014 (26.651 milioni di euro); recepisce - oltre agli impatti connessi alla gestione operativa e finanziaria e al pagamento di imposte, licenze e dividendi -  gli effetti indotti dalle operazioni di riacquisto di obbligazioni proprie, gli incassi derivanti dall’I.P.O. di INWIT sul mercato domestico (855 milioni di euro) e dalla cessione della proprietà delle torri in Brasile (pari a circa 340 milioni di euro, già al netto della quota parte oggetto di leaseback finanziario), nonchè gli effetti derivanti dall’iscrizione di un maggior indebitamento per leasing finanziari  del progetto immobiliare di Telecom Italia S.p.A. (1.018 milioni di euro).

L’indebitamento finanziario netto contabile è pari a 27.967 milioni di euro (28.021 milioni di euro al 31 dicembre 2014).

Nel terzo trimestre 2015 l’indebitamento finanziario netto rettificato è diminuito di 188 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2015: la positiva dinamica finanziaria unitamente agli effetti degli ulteriori introiti netti derivanti dalle cessioni delle torri trasmissive in Brasile e dell’addizionale quota del 3,64% di INWIT per l’esercizio dell’opzione greenshoe, hanno assorbito gli esborsi derivanti dal pagamento delle imposte sul reddito, nonché gli impatti del maggior indebitamento derivante dall’iscrizione fra le passività finanziarie del valore attuale dei pagamenti dovuti per leasing finanziari del progetto immobiliare.

Il margine di liquidità al 30 settembre 2015 è pari a 13,2 miliardi di euro (13,1 miliardi di euro al 31 dicembre 2014), ed è costituito da liquidità per 6,2 miliardi di euro (6,1 miliardi di euro al 31 dicembre 2014) e da linee di credito committed non utilizzate per un importo complessivo di 7 miliardi di euro (pari a quelle esistenti al 31 dicembre 2014). Tale margine consente una copertura delle passività finanziarie di Gruppo in scadenza almeno per i prossimi 24 mesi.

Il personale del Gruppo al 30 settembre 2015, escludendo le 16.273 unità relative alle Discontinued Operations, è pari a 66.073 unità, di cui 52.700 in Italia (66.025 unità al 31 dicembre 2014, di cui 52.882 in Italia).

                                                              ***

I RISULTATI DELLE BUSINESS UNIT

 

DOMESTIC

I ricavi Domestic, pari a 11.127 milioni di euro (11.336 milioni di euro nei primi nove mesi del 2014), si riducono dell’ 1,8% su base reported e del 2,2% in termini organici.

La performance dei primi nove mesi del 2015 presenta ricavi in riduzione di 209 milioni di euro (-1,8%) rispetto allo stesso periodo del 2014, con un trend di miglioramento rispetto ai periodi precedenti (terzo trimestre 2015: -1,4%; secondo trimestre: -1,6%; primo trimestre: -2,6%). In particolare i ricavi del Mobile nel terzo trimestre tornano in positivo con una crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del +1,5% (secondo  trimestre: -2,2%; primo trimestre: -2,0%).

Tale recupero di performance è prevalentemente attribuibile a un miglioramento dello scenario competitivo che ha determinato una progressiva dinamica di stabilizzazione di customer base e ARPU sui servizi tradizionali in particolare  sul Mobile, e a un’accelerazione dello sviluppo sui servizi per connettività e contenuti su reti broadband e ultrabroadband.

Nel dettaglio:

  • Ricavi Core Domestic

I ricavi Core Domestic sono pari a 10.287 milioni di euro e si riducono del 2,5% (10.551 milioni di euro nei primi nove mesi del 2014).

Relativamente ai diversi segmenti di mercato si segnalano le seguenti dinamiche rispetto al corrispondente periodo del 2014:

  • Consumer: i ricavi dei primi nove mesi del 2015 del segmento Consumer sono pari a 5.369 milioni di euro, con una riduzione di 45 milioni di euro (-0,8%) rispetto allo stesso periodo del 2014. La performance, seppure ancora leggermente negativa, conferma il trend di progressivo recupero con un risultato che nel terzo trimestre torna di segno positivo (+0,5% rispetto a -1,6% nel secondo trimestre e -1,5% nel primo trimestre). In particolare:
  • i ricavi del Mobile sono pari a 2.598 milioni di euro, in crescita rispetto al 2014 (+4 milioni di euro, +0,2%) con una performance positiva nel terzo trimestre (+3,3%) e in significativa ripresa rispetto ai periodi precedenti (secondo trimestre 2015: -1,6%, primo trimestre 2015: -1,5%). I ricavi da servizi registrano una riduzione di 51 milioni di euro (-2,2% rispetto ai primi nove mesi del 2014), con conferma del trend di forte recupero (-0,3% nel terzo trimestre 2015, -2,1% nel secondo trimestre, -4,3% nel primo trimestre). Tale recupero di performance è attribuibile alla dinamica di raffreddamento della pressione competitiva, alla progressiva stabilizzazione della market share e alla costante crescita dell’Internet mobile;
  • i ricavi del Fisso sono pari a 2.800 milioni di euro, -48 milioni di euro (-1,7% rispetto ai primi nove mesi del 2014), seppur in lieve peggioramento rispetto ai trimestri precedenti confermano il trend di miglioramento evidenziato a partire dalla seconda metà del 2014 (-2,2% nel terzo trimestre 2015, -1,5% nel secondo trimestre, -1,3% nel primo trimestre) grazie alla crescita della market share Broadband e al positivo andamento dell’ARPU, sostenuto dalla maggiore incidenza dei clienti con offerte premium bundle/flat e Fibra.
  • Business: i ricavi del segmento Business sono pari a 3.428 milioni di euro con una riduzione di 160 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2014 (-4,5%), e confermano, come già evidenziato anche sul mercato Consumer, il trend di recupero avviato nel corso del 2014 (ricavi da servizi: -3,7% nel terzo trimestre 2015, -3,6% nel secondo trimestre, -6,4% nel primo trimestre). In particolare:
  • la contrazione dei ricavi da servizi del Mobile dei primi nove mesi del 2015 (-45 milioni di euro, -5,0% rispetto allo stesso periodo del 2014) si concentra principalmente sui servizi mobili tradizionali voce uscente e messaging (-76 milioni di euro) per effetto della dinamica di riposizionamento dei clienti su formule bundle a minor livello complessivo di ARPU, solo parzialmente compensata dalla performance positiva dei nuovi servizi digitali (+27 milioni di euro, +7,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente) grazie in particolare alla componente browsing (+29 milioni di euro, +9,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente);
  • sui ricavi da servizi del Fisso (-108 milioni di euro, -4,4% nei primi nove mesi del 2015 rispetto all’analogo periodo dell’esercizio precedente) continua ad influire la lenta ripresa del contesto congiunturale, la contrazione dei prezzi sui servizi tradizionali voce e dati e la sostituzione tecnologica verso sistemi VoIP, parzialmente compensati dalla costante crescita dei ricavi da servizi ICT (+6,3%), in particolare sui servizi Cloud (+31,3% rispetto ai primi nove mesi del 2014).
  • National Wholesale: il segmento Wholesale presenta nei primi nove mesi del 2015 ricavi pari a 1.337 milioni di euro, con una riduzione rispetto al corrispondente periodo del 2014 di 36 milioni di euro (-2,6%). La flessione è prevalentemente riconducibile alla migrazione da offerte di circuiti tradizionali verso soluzioni più competitive su reti IP/Ethernet di nuova generazione, alla migrazione degli accessi e flussi di interconnessione da reti tradizionali verso soluzioni IP e alla riduzione dei ricavi da traffico mobile su roaming nazionale.
  • Ricavi International Wholesale – gruppo Telecom Italia Sparkle

I ricavi dei primi nove mesi del 2015 del gruppo Telecom Italia Sparkle - International Wholesale sono pari a 971 milioni di euro, in significativo aumento rispetto allo stesso periodo del 2014 (+66 milioni di euro, +7,3%). Tale incremento in particolare è relativo ai ricavi per i servizi Fonia (+39 milioni di euro, +6,0%) e ai ricavi per i servizi IP/Data (+29 milioni di euro, +15,7%). Restano sostanzialmente stabili gli altri segmenti di business (-2 milioni di euro, -2,8%).

  • Ricavi Olivetti

I ricavi delle linee di business definite Core (Office, Retail e Sistemi ed Advanced Caring) nei primi nove mesi del 2015 sono pari a 123 milioni di euro. Si segnalano in particolare nell’Office maggiori ricavi relativi alla cessione di prodotti multifunzionali oggetto di contratti di noleggio a lungo termine (+16 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2014), in ambito Retail e Sistemi la performance positiva delle soluzioni e servizi per i mercati verticali e la mobilità (+4 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2014) e in ambito Advanced Caring, un incremento dei ricavi per servizi di oltre 3 milioni di euro.

L’EBITDA della Business Unit Domestic nei primi nove mesi del 2015 è pari a 4.525 milioni di euro e registra una riduzione di 771 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2014 (-14,6%) con un’incidenza sui ricavi pari al 40,7% (-6,0 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2014).

L’EBITDA organico evidenzia una variazione negativa per 786 milioni di euro (-14,8%) rispetto ai primi nove mesi del 2014, con un’incidenza sui ricavi in riduzione di 6,0 punti percentuali, passando dal 46,7% dei primi nove mesi del 2014 al 40,7% dei primi nove mesi del 2015.

L’EBITDA dei primi nove mesi del 2015 sconta l’impatto negativo di oneri non ricorrenti per complessivi 446 milioni di euro.

In assenza di tali oneri la variazione organica dell’EBITDA sarebbe risultata pari a -5,1%, con un’incidenza sui ricavi del 44,7%, in riduzione di 1,3 punti percentuali rispetto ai primi nove mesi del 2014, con un trend di miglioramento rispetto alla prima metà dell’esercizio (-3,8% nel terzo trimestre 2015 rispetto a      -5,8% nel primo semestre).

L’EBIT dei primi nove mesi del 2015 è pari a 2.090 milioni di euro (2.845 milioni di euro nello stesso periodo del 2014) e si riduce di 755 milioni di euro (-26,5%) rispetto ai primi nove mesi del 2014 con un’incidenza sui ricavi del 18,8% (25,1% nei primi nove mesi del 2014).

L’EBIT organico evidenzia una variazione negativa di 764 milioni di euro con un’incidenza sui ricavi pari al 18,8% (25,1% nei primi nove mesi del 2014).

L’EBIT dei primi nove mesi del 2015 sconta l’impatto negativo di oneri non ricorrenti per complessivi 446 milioni di euro, in assenza dei quali la variazione organica dell’EBIT sarebbe risultata pari a -7,6% con un’incidenza sui ricavi del 22,8%.

L’EBIT del terzo trimestre del 2015 è pari a 868 milioni di euro in diminuzione di 114 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2014 (-11,6%).

Il personale, pari a 52.726 unità, è diminuito di 350 unità rispetto al 31 dicembre 2014.

A fine 2014 Telecom Italia ha avviato un progetto immobiliare che prevede un percorso di ristrutturazioni, chiusura di alcuni immobili e rinegoziazioni delle locazioni con le relative proprietà, in una logica di efficienza e risparmio principalmente attraverso l’allungamento delle scadenze contrattuali e la riduzione dei canoni di locazione.

Con riferimento ai primi nove mesi del 2015 si segnala che sono stati acquistati tre immobili considerati strategici, mentre per circa 600 contratti di locazione si sono concluse le rinegoziazioni o  nuova stipula.

Più della metà di tali contratti di locazione erano precedentemente contabilizzati secondo la metodologia delle locazioni operative; a seguito delle modifiche contrattuali apportate sono stati iscritti nella situazione patrimoniale finanziaria al 30 settembre 2015 secondo la metodologia finanziaria (Attività materiali detenute in leasing finanziario). La rinegoziazione e/o la stipula di nuovi contratti, congiuntamente al diverso trattamento contabile, hanno complessivamente determinato un impatto sulla situazione patrimoniale al 30 settembre 2015 di 1.018 milioni di euro in termini di maggiori attività materiali e relativi debiti finanziari per leasing. Poiché le modifiche contrattuali sopra richiamate sono intervenute a partire dal mese di giugno 2015, i benefici economici delle rinegoziazioni si evidenzieranno a partire dall’ultima parte del 2015.

Le attività connesse allo sviluppo del Progetto proseguiranno nel corso dei prossimi mesi e comporteranno - a regime - una significativa riduzione dei costi di locazione e risparmi in termini di energia, servizi di facility, razionalizzazione degli spazi e dei costi connessi alla dispersione delle sedi.

Nel corso del mese di giugno 2015 si è concluso con successo il processo di quotazione (I.P.O.) delle azioni ordinarie di INWIT S.p.A. sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., a cui ha fatto seguito nel mese di luglio l’esercizio dell’opzione greenshoe; complessivamente è stata ceduta una quota di minoranza pari al 39,97% delle azioni ordinarie con un incasso, già al netto degli oneri accessori, di 855 milioni di euro. Poiché l’operazione non ha comportato per Telecom Italia la perdita del controllo di INWIT, in conformità ai Principi contabili è stata trattata come una transazione tra azionisti, pertanto non sono stati rilevati impatti a conto economico e gli effetti positivi dell’operazione sono stati contabilizzati direttamente a incremento del Patrimonio Netto attribuibile ai Soci della Controllante per complessivi 279 milioni di euro, già al netto di oneri accessori e imposte.

BRASILE

(cambio medio real/euro 3,52233)

I ricavi dei primi nove mesi del 2015 sono pari a 13.017 milioni di reais e risultano in calo di 1.313 milioni di reais (-9,2%) rispetto allo stesso periodo del 2014. I ricavi da servizi si attestano a 11.508 milioni di reais, con una riduzione di 621 milioni di reais rispetto ai 12.129 milioni di reais dei primi nove mesi del 2014  (-5,1%). Il minor fatturato è da attribuirsi alla componente dei ricavi da traffico entrante mobile (-758 milioni di reais, -39,2%), a causa della riduzione della tariffa di terminazione mobile (MTR) e dei minori volumi, nonché al traffico tradizionale voce e SMS uscente (-895 milioni di reais, -13,1%); tali effetti sono solo parzialmente compensati dall’incremento registrato nel fatturato generato dalla componente innovativa, dai Dati mobile e dai contenuti VAS (+987 milioni di reais,+40,8%).

L’ARPU mobile dei primi nove mesi del 2015 è pari a 16,4 reais a fronte dei 17,6 reais dello stesso periodo del 2014 (-6,8%). I ricavi da vendita di prodotti si attestano a 1.509 milioni di reais (2.201 milioni di reais nei primi nove mesi del 2014; -31,4%), riflettendo l’impatto della crisi macroeconomica brasiliana sulla propensione alla spesa delle famiglie.

Le linee complessive al 30 settembre 2015 sono pari a 72.573 migliaia, mostrano una flessione rispetto al 31 dicembre 2014, e corrispondono a una market share di circa il 26%  (27% al 31 dicembre 2014).

I ricavi del terzo trimestre 2015 sono pari a 4.117 milioni di reais, con una riduzione di 736 milioni di reais rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-15,2%); la riduzione dei servizi è stata di 261 milioni di reais (-6,5%) rispetto al terzo trimestre del 2014, mentre la riduzione delle vendite di terminali è stata di 475 milioni di reais (-58,8%) rispetto al terzo trimestre del 2014.

L’EBITDA dei primi nove mesi del 2015 è pari a 3.882 milioni di reais, inferiore di 93 milioni di reais rispetto allo stesso periodo del 2014 (-2,3%). La riduzione dell’EBITDA è attribuibile ai minori ricavi parzialmente compensati da minori costi, principalmente per acquisti di materie e servizi, dovuti alle minori quote da riversare ad altri operatori, seppur in presenza di maggiori costi del personale. L’EBITDA margin è pari al 29,8%, superiore di 2,1 punti percentuali rispetto ai primi nove mesi del 2014.

L’EBITDA del terzo trimestre del 2015 è pari a 1.285 milioni di reais con una riduzione di 45 milioni di reais rispetto al corrispondente periodo del 2014 (-3,4%), con un EBITDA margin al 31,2% nel trimestre, in aumento di 3,8 pp rispetto al terzo trimestre 2014.

L’EBIT dei primi nove mesi del 2015 è pari a 2.595 milioni di reais con un miglioramento di 866 milioni di reais rispetto ai primi nove mesi del 2014. Tale risultato, nonostante la minor contribuzione dell’EBITDA, beneficia degli impatti positivi derivanti dalla conclusione delle prime due tranche di cessione di torri di telecomunicazione ad American Tower do Brasil. Più precisamente, all’atto della vendita, la plusvalenza generatasi sugli attivi ceduti ammonta a 1.184 milioni di reais ed è già al netto degli oneri accessori.

Il personale è pari a 13.113 unità (12.841 unità al 31 dicembre 2014).

Nel corso del secondo e terzo trimestre 2015, il gruppo Tim Brasil ha concluso la cessione dei primi due blocchi di torri di telecomunicazione (5.301 siti) ad American Tower do Brasil; l’operazione ha complessivamente comportato l’incasso di 2.414 milioni di reais (pari a circa 685 milioni di euro) e la contestuale accensione di un contratto di leasing finanziario sulla quota parte delle torri utilizzata dallo stesso gruppo Tim Brasil, con l’iscrizione di un debito finanziario di 1.207 milioni di reais (pari a circa 343 milioni di euro); a conto economico è stata iscritta una plusvalenza, già al netto degli oneri accessori, di 1.184 milioni di reais (circa 336 milioni di euro).

MEDIA

I ricavi dei primi nove mesi del 2015 ammontano a 62 milioni di euro, con un incremento di 11 milioni di euro (+21,6%) rispetto ai 51 milioni di euro dei primi nove mesi 2014. Tale variazione, su cui ha inciso positivamente l’integrazione delle attività ex Rete A (acquisita il 30 giugno 2014 e fusa in Persidera S.p.A. a dicembre 2014) non presenti per i primi sei mesi del 2014, è integralmente attribuibile all’Operatore di Rete.

L’EBITDA dei primi nove mesi del 2015 è positivo per 21 milioni di euro e migliora di 2 milioni di euro (+10,5%) rispetto allo stesso periodo del 2014 (19 milioni di euro).

L’EBIT dei primi nove mesi del 2015 è positivo per 4 milioni di euro (negativo per 2 milioni di euro nei primi nove mesi del 2014).

Dal termine della giornata del 30 settembre 2015 è efficace la fusione per incorporazione di Telecom Italia Media in Telecom Italia.

Il personale è pari a 85 unità (89 unità al 31 dicembre 2014).

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EVENTI SUCCESSIVI AL 30 SETTEMBRE 2015

 

Decisione di AFTIC in merito alla cessione a Fintech della partecipazione di controllo in Sofora-Telecom Argentina

Si rinvia al comunicato stampa di pari oggetto emesso da Telecom Italia S.p.A. in data 16 ottobre 2015.

 

Accordo siglato da Telecom Italia S.p.A. con le organizzazioni sindacali

Il 27 ottobre 2015 Telecom Italia S.p.A. ha siglato con le Organizzazioni Sindacali di Categoria Fistel-Cisl, Uilcom e UGL gli accordi per la gestione di 2.600 esuberi tramite contratto di solidarietà.

Tali accordi regolamentano fino a un massimo di 3.287 uscite con prepensionamenti volontari in base all’articolo 4 della c.d. “Legge Fornero”.

L’accordo si colloca nel percorso di confronto tra le parti volto ad analizzare e individuare le migliori alternative finalizzate alla gestione delle eccedenze di personale emerse nel corso dell’analisi effettuata dall’azienda e dovute ai processi di razionalizzazione che stanno riguardando tutte le società operanti nel mondo delle TLC.

In particolare, gli accordi prevedono l’utilizzo di:

  • Solidarietà (difensiva): viene introdotta la solidarietà cosiddetta ”difensiva” come riformata dal Jobs Act  quale strumento principale per la gestione degli esuberi. A circa 30.400 lavoratori di Telecom Italia S.p.A. sarà applicato un Contratto di solidarietà che prevede la riduzione verticale dell’orario di lavoro per un totale di 23  giorni all’anno (pari all’8,85% dell’orario di lavoro mensile). La solidarietà inizierà dal prossimo 4 gennaio 2016 e durerà 24 mesi con l’impegno, previo accordo tra le parti, di una estensione della vigenza per altri 12 mesi. L’applicazione della solidarietà non riguarderà il personale che svolge alcune attività aziendali con particolari necessità di continuità operativa.
  • Prepensionamenti volontari (ex art. 4 Legge Fornero): sulla base della normativa vigente, le parti hanno definito che su base volontaria i lavoratori Telecom Italia S.p.A. che matureranno entro il 31 dicembre 2018 i requisiti minimi per la pensione nei quattro anni successivi (stimati in 3.287 persone potenziali) potranno lasciare il lavoro anticipatamente. La società corrisponderà per il tramite dell’Inps mensilmente, e fino alla decorrenza della pensione, l’importo del trattamento pensionistico maturato al momento dell’uscita con i relativi contributi previdenziali.

Telecom Italia S.p.A. per attenuare il disagio economico dei propri dipendenti che si vedranno ridotto il reddito dalle giornate di solidarietà, solo in parte compensato dal contributo Inps, ha deciso di prevedere nell’accordo l’erogazione di prestiti aziendali a tassi di interesse agevolati (tasso ufficiale di rifinanziamento BCE, attualmente pari a 0,05%).

Al termine del periodo di vigenza del Contratto di Solidarietà, a fronte del raggiungimento degli obiettivi del piano di assorbimento degli esuberi, Telecom Italia erogherà al personale interessato dal Contratto di Solidarietà una somma Una Tantum a titolo premiale di importo variabile in relazione al livello di inquadramento.

A fronte di tali accordi, Telecom Italia S.p.A. prevede di sostenere oneri complessivi per circa 400 milioni di euro, al lordo dell’effetto fiscale.

Analoghi accordi potranno, nell’arco dei prossimi mesi, essere estesi ad alcune società del Gruppo Telecom Italia.

Operazioni straordinarie

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato l’attuazione della fusione per incorporazione delle controllate totalitarie Emsa Servizi S.p.A. in liquidazione e OFI Consulting S.r.l. e la fusione per incorporazione transfrontaliera della controllata totalitaria Telecom Italia Deutschland Holding GmbH.

Le fusioni, che rispondono ad una logica di semplificazione della struttura societaria del Gruppo, non comporteranno variazione del capitale di Telecom Italia e si prevede possano essere completate entro il primo trimestre 2016.

 

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EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE PER L’ESERCIZIO 2015

In ambito domestico, il mercato delle telecomunicazioni continuerà a presentare anche nell’ultima parte dell’esercizio 2015 un trend di flessione dei servizi tradizionali (accesso e voce) in buona parte compensato dallo sviluppo dei ricavi da servizi innovativi grazie alla crescente domanda di connettività e servizi digitali. Si prevede che l’effetto combinato di questi fenomeni determini una riduzione complessiva del mercato decisamente più contenuta rispetto a quella degli scorsi esercizi (in particolare sul Mobile) e a quella registrata nei precedenti trimestri 2015.

In Brasile il contesto macroeconomico sta evidenziando invece un ulteriore peggioramento; l’elevata volatilità e incertezza di tutte le principali variabili (i.e. tassi di cambio, prodotto interno lordo, inflazione, tassi di interesse, occupazione) si combinano con dinamiche operative che risentono della maggiore sensibilità del segmento prepagato, storico punto di forza del gruppo Tim Brasil, al rallentamento economico. Completano il quadro un’accelerazione del processo di transizione/sostituzione dei servizi tradizionali verso soluzioni Data/IP, la riduzione nelle tariffe di terminazione mobile (MTR) e il contesto competitivo che grava sulla tenuta dei ricavi tradizionali (voce e messaging).

Il Gruppo Telecom Italia, come annunciato nel Piano 2015–2017, continuerà a far leva sulle proprie market share per diffondere ulteriormente i propri servizi innovativi, abilitati dalla forte accelerazione impressa agli investimenti in infrastrutture di ultima generazione. In particolare le cinque aree di sviluppo delle tecnologie riguarderanno l’Ultrabroadband fisso con la fibra ottica, l’Ultrabroadband mobile, la realizzazione di nuovi Data Center a supporto dei servizi Cloud, le connessioni in fibra internazionali e il percorso di trasformazione dei processi industriali, volti alla riduzione strutturale dei costi d’esercizio attraverso la semplificazione e l’ammodernamento delle infrastrutture. Tali investimenti stanno creando le premesse per la stabilizzazione e ripresa del fatturato.

Complessivamente gli investimenti del perimetro Domestic nell’orizzonte di piano ammonteranno a circa 10 miliardi di euro, di cui circa 5 miliardi di euro dedicati esclusivamente alla componente innovativa (NGN, LTE, Cloud Computing, Data Center, Sparkle e Trasformazione) che, al 2017, permetteranno di raggiungere il 75% della popolazione con fibra ottica e oltre il 95% della popolazione con il 4G. In Brasile gli investimenti saranno incrementati, con l’obiettivo di estendere sia la copertura 4G sia quella 3G.

In tale contesto, per l’esercizio in corso, si prevede sul mercato domestico un continuo progressivo miglioramento della performance operativa coerente con le dinamiche descritte nel Piano triennale 2015–2017. Per quanto riguarda il gruppo Tim Brasil, la recente evoluzione negativa del contesto di riferimento lascia comunque spazio al proseguimento delle iniziative commerciali “data-centered” e ad azioni di contenimento dei costi, che porteranno a recuperi nell’andamento del fatturato e della redditività verso la direzione già indicata nel Piano 2015 - 2017.

                                                               ***

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Piergiorgio Peluso dichiara ai sensi del comma 2, articolo 154-bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

Milano, 5 novembre 2015