Telecom Italia: esaminata e approvata dal Consiglio di Amministrazione la relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2013

07/03/2014 - 07:30

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  • Conseguito l’obiettivo di indebitamento sotto i 27 miliardi (26,807 mld euro)
  • Patuano: “Telecom Italia continua ad essere fortemente focalizzata sugli investimenti per lo sviluppo delle nuove reti e dei servizi innovativi. La nostra disciplina finanziaria ci suggerisce per questo anno di non distribuire dividendi alle azioni ordinarie, pagando solo il dividendo privilegiato di 2,75 centesimi di euro alle azioni di risparmio. Alla luce dei segnali di recupero che già cogliamo sul mercato, torneremo a remunerare tutti i soci nel prossimo esercizio”
  • Ricavi Consolidati a 23,4 miliardi di euro con una riduzione organica del 5,2% rispetto al 2012. Nell’ultimo trimestre il mercato domestico riduce dinamica perdita fatturato
  • EBITDA organico di gruppo pari a 9,7 miliardi di euro con una riduzione di 804 milioni di euro e un’incidenza sui ricavi pari al 41,6%
  • EBIT gruppo pari a 2,7 miliardi di euro (1,7 miliardi nel 2012) al netto della svalutazione dell’avviamento per quasi 2,2 miliardi di euro effettuata a giugno 2013. EBIT organico pari a 5,2 miliardi di euro
  • Risultato di esercizio pari a 1,5 miliardi di euro che, al netto della svalutazione dell’avviamento, evidenzia una perdita consolidata di 674 milioni di euro
  • Margine di liquidità a fine anno pari a 13,6 miliardi di euro che permette di coprire le passività finanziarie in scadenza per oltre 24 mesi
  • Investimenti Gruppo per 4,4 miliardi di euro di cui oltre 3 miliardi in Italia focalizzati su Ultrabroadband fissa e mobile. TIM ha realizzato la più ampia copertura LTE in Italia con 651 comuni raggiunti
  • Operazione di Buy Back di obbligazioni per un importo di 500 milioni di euro
  • Integrato l’ordine del giorno dell’Assemblea convocata per il prossimo 16 aprile

                                                 ***

I risultati economico–finanziari del Gruppo Telecom Italia dell’esercizio 2013 e dell’esercizio precedente posti a confronto sono stati predisposti secondo i Principi Contabili Internazionali emessi dall’International Accounting Standards Board e omologati dall’Unione Europea (definiti come “IFRS”).
Nella predisposizione del Bilancio consolidato e del Bilancio separato per l’esercizio 2013, Telecom Italia ha applicato principi contabili omogenei a quelli dell’esercizio precedente, fatta eccezione per l’applicazione dei nuovi Principi/Interpretazioni adottati a partire dal 1° gennaio 2013 che non hanno avuto impatti sul Bilancio consolidato e sul Bilancio separato al 31 dicembre 2013 ad eccezione degli effetti, riportati in allegato, derivanti dall’adozione in via prospettica dell’IFRS 13 (Valutazione del fair value).
Il Gruppo Telecom Italia, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS, utilizza alcuni indicatori alternativi di performance, al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria. In particolare, gli indicatori alternativi di performance si riferiscono a: EBITDA; EBIT; variazione organica dei ricavi, dell’EBITDA e dell’EBIT; indebitamento finanziario netto contabile e rettificato. Per maggiori dettagli sul significato e contenuto di tali indicatori si veda in allegato il capitolo “Indicatori alternativi di performance”.
Si segnala inoltre che il presente comunicato contiene dichiarazioni previsionali (forward-looking statements) riguardanti intenzioni, convinzioni o attuali aspettative del Gruppo in relazione ai risultati finanziari e ad altri aspetti delle attività e strategie del Gruppo. Il lettore del presente comunicato non deve porre un indebito affidamento su tali dichiarazioni previsionali in quanto i risultati consuntivi potrebbero differire significativamente da quelli contenuti in dette previsioni come conseguenza di molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al di fuori della sfera di controllo del Gruppo.
Si precisa infine che l’attività di revisione sul Bilancio consolidato e sul Bilancio separato di Telecom Italia al 31 dicembre 2013 non è stata ancora completata.

Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia si è riunito ieri, sotto la presidenza di Aldo Minucci, per esaminare i risultati di Gruppo al 31 dicembre 2013.

I risultati 2013 di Telecom Italia pur continuando ad essere influenzati dalla fragilità della cornice economica nazionale e dal permanere di una forte dinamica competitiva nel settore, hanno evidenziato un’inversione di tendenza rispetto ai precedenti esercizi.

L’indebitamento finanziario netto del Gruppo, con una diminuzione di 1,5 miliardi di euro rispetto all’indebitamento 2012, è in calo a 26,8 miliardi di euro, permettendo di cogliere l’obiettivo di riduzione fissato dal piano strategico.

Il fatturato consolidato si attesta a 23,4 miliardi di euro, con una riduzione rispetto all’esercizio precedente del 5,2% in termini organici. Per la Business Unit Domestic i ricavi organici sono stati pari a 16,21 miliardi di euro (- 9,4% rispetto al 2012), evidenziando tuttavia nell’ultimo trimestre un miglioramento della dinamica del fatturato (-7,7% rispetto a -9,1% nel terzo trimestre e -10,5% nel primo semestre 2013).

L’utile di esercizio consolidato si chiude in negativo per 674 milioni di euro, scontando la svalutazione dell’avviamento per 2,2 miliardi di euro effettuata nel primo semestre dell’anno. Senza il writedown, l’utile del Gruppo sarebbe stato di 1,5 miliardi di euro. In sede di bilancio 2013 è stato ripetuto il processo di Impairment Test, che ha avuto a riferimento l’aggiornamento del Piano Industriale: tale processo, tenuto conto dei segnali di miglioramento della gestione, non ha evidenziato la necessità di effettuare ulteriori svalutazioni.

Il Consiglio di Amministrazione, con l’intento di rafforzare ulteriormente la società dal punto di vista patrimoniale e utilizzare le risorse disponibili per il piano di investimenti innovativi, ha deciso di proporre alla prossima Assemblea di non distribuire i dividendi alle azioni ordinarie. Agli azionisti di risparmio sarà invece corrisposto il dividendo privilegiato, previsto dallo Statuto in 2,75 centesimi di euro per azione, per un ammontare complessivo di 166 milioni di euro.

Il margine di liquidità a dicembre 2013 è pari a 13,6 miliardi di euro e consente una copertura delle Passività Finanziarie di Gruppo in scadenza per oltre 24 mesi.

I risultati dell’esercizio 2013, e in particolare i segnali incoraggianti che arrivano dall’ultimo trimestre, sia sul fronte della riduzione dell’indebitamento sia sul versante dell’andamento del mercato domestico, ci consentono di affrontare con fiducia il 2014 - sottolinea l’Amministratore Delegato Marco Patuano -. Dopo aver affrontato, pur non condividendola, la guerra dei prezzi sul mercato del mobile e avendo contribuito a riportare la competizione sul piano della qualità delle reti e dei servizi, chiudiamo l’anno tornando ad essere leader in termini di ricavi. Grazie ai forti investimenti nelle tecnologie di nuova generazione, siamo in condizione di rispondere al meglio alla crescente domanda di servizi innovativi e convergenti. Copriamo infatti già 42 città con la fibra ottica e 651 comuni con la quarta generazione mobile. Anche in Brasile intendiamo cogliere appieno la crescente domanda di traffico dati, proseguendo ad investire in infrastrutture. Abbiamo deciso di rafforzare ulteriormente la struttura patrimoniale della società e di continuare a investire sulle reti. Anche per questo proporremo all’Assemblea di non distribuire dividendi alle azioni ordinarie, ma di corrispondere la cedola statutaria agli azionisti di risparmio. La progressiva ripresa del mercato domestico ci permetterà di tornare a remunerare tutti i soci nel prossimo esercizio”.

 

PRINCIPALI VARIAZIONI DEL PERIMETRO DI CONSOLIDAMENTO

Nel corso dell’esercizio 2013 si sono verificate le seguenti variazioni del perimetro di consolidamento:

  • Gruppo Sofora – Telecom Argentina: il 13 novembre 2013 il Gruppo Telecom Italia ha accettato l’offerta di acquisto dell’intera partecipazione di controllo detenuta nel gruppo Sofora - Telecom Argentina, di conseguenza la partecipazione è stata classificata come Discontinued Operations (Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute). Ai sensi dell’IFRS 5 (Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate), le risultanze economiche del gruppo Sofora-Telecom Argentina per l’esercizio 2013 nonché per il corrispondente periodo posto a confronto sono presentate in un’apposita voce del conto economico separato denominata “Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute”, mentre le risultanze patrimoniali sono presentate in due separate voci della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata;
  • Gruppo MTV - Media: il 12 settembre 2013 Telecom Italia Media ha perfezionato la cessione del 51% di MTV Italia S.r.l. e della sua controllata al 100% MTV Pubblicità S.r.l., conseguentemente le società sono uscite dal perimetro di consolidamento;
  • La7 S.r.l. - Media: in data 30 aprile 2013, dopo aver ricevuto le autorizzazioni previste dalla normativa applicabile, Telecom Italia Media ha perfezionato la cessione di La7 S.r.l., conseguentemente la società è uscita dal perimetro di consolidamento.

Nel corso del 2012, si erano verificate le seguenti variazioni:

  • Matrix - Altre attività: la società è stata ceduta il 31 ottobre 2012, ed è conseguentemente uscita dal perimetro di consolidamento.

 

GRUPPO TELECOM ITALIA

I ricavi dell’esercizio 2013 ammontano a 23.407 milioni di euro, in calo del 9,1% rispetto all’esercizio 2012 (25.759 milioni di euro); la riduzione di 2.352 milioni di euro è sostanzialmente attribuibile alle Business Unit Domestic (-1.709 milioni di euro) e Brasile (-532 milioni di euro); la Business Unit Brasile ha in particolare risentito della debolezza del tasso di cambio, che ha fatto registrare una svalutazione del real brasiliano verso l’euro di oltre il 10% rispetto al 2012 (in termini di tassi medi).

La variazione organica dei ricavi consolidati registra un decremento del 5,2% (-1.297 milioni di euro), ed è calcolata escludendo:

  • l’effetto delle variazioni dei cambi pari a -945 milioni di euro, sostanzialmente relativo alla Business Unit Brasile (-935 milioni di euro);
  • l’effetto della variazione del perimetro di consolidamento (-100 milioni di euro) conseguente alla cessione della società Matrix S.p.A. (Altre Attività) il 31 ottobre 2012, di La7 S.r.l. (Media)  il 30 aprile 2013 e di MTV Italia S.r.l. con la sua partecipata al 100% MTV Pubblicità S.r.l. (Media) il 12 settembre 2013;
  • una riduzione di ricavi nell’esercizio 2013 pari a 32 milioni di euro dovuta a conciliazioni e accordi transattivi con clienti e altri operatori. Nell’esercizio 2012 si era registrata una analoga riduzione di ricavi per un importo pari a 22 milioni di euro.

L’analisi dei ricavi ripartiti per settore operativo è la seguente:

(milioni di euro)

2013

2012

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica

Domestic

16.175

69,1

17.884

69,4

(1.709)

(9,6)

(9,4)

Core Domestic

15.269

65,2

16.933

65,7

(1.664)

(9,8)

(9,8)

International Wholesale

1.263

5,4

1.393

5,4

(130)

(9,3)

(8,7)

Brasile

6.945

29,7

7.477

29,0

(532)

(7,1)

6,2

Media, Olivetti e Altre Attività

389

1,7

564

2,2

(175)

 

 

Rettifiche ed Elisioni

(102)

(0,5)

(166)

(0,6)

64

 

 

Totale consolidato

23.407

100,0

25.759

100,0

(2.352)

(9,1)

(5,2)

L’EBITDA è pari a 9.540 milioni di euro e diminuisce, rispetto all’esercizio 2012, di 985 milioni di euro (-9,4%), con un’incidenza sui ricavi del 40,8% (40,9% nell’esercizio 2012). L’EBITDA organico è pari a 9.746 milioni di euro e si riduce di 804 milioni di euro (-7,6%) rispetto all’esercizio precedente; l’incidenza sui ricavi registra una flessione di 1,1 punti percentuali, passando dal 42,7% dell’esercizio 2012 al 41,6% dell’esercizio 2013.

Il dettaglio dell’EBITDA e dell’incidenza percentuale del margine sui ricavi, ripartiti per settore operativo, è il seguente:

(milioni di euro)

2013

2012

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica

Domestic

7.746

81,2

8.676

82,4

(930)

(10,7)

(9,8)

% sui Ricavi

47,9

 

48,5

 

 

(0,6) pp

(0,2) pp

Brasile

1.812

19,0

1.996

19,0

(184)

(9,2)

2,7

% sui Ricavi

26,1

 

26,7

 

 

(0,6) pp

(0,9) pp

Media, Olivetti e Altre Attività

(21)

(0,2)

(139)

(1,3)

118

 

 

Rettifiche ed elisioni

3

(8)

(0,1)

11

 

 

Totale consolidato

9.540

100,0

10.525

100,0

(985)

(9,4)

(7,6)

% sui Ricavi

40,8

 

40,9

 

 

(0,1) pp

(1,1) pp

L’EBIT è pari a 2.718 milioni di euro (1.709 milioni di euro nell’esercizio 2012) e sconta l’impatto della svalutazione di 2.187 milioni di euro dell’Avviamento attribuito al business Domestico (4.121 milioni di euro di svalutazioni nel 2012).

L’EBIT organico ammonta a 5.208 milioni di euro, con una variazione negativa di 796 milioni di euro  (-13,3%) rispetto all’esercizio 2012 e un’incidenza sui ricavi del 22,2% (24,3% nell’esercizio 2012).

Il risultato netto consolidato è negativo per 674 milioni di euro; escludendo l’impatto della svalutazione dell’Avviamento, l’utile dell’esercizio 2013 sarebbe stato positivo per un ammontare pari a 1.513 milioni di euro.

Gli investimenti industriali sono pari, nell’esercizio 2013, a 4.400 milioni di euro, presentano un decremento rispetto all’esercizio 2012 pari a 239 milioni di euro e sono così ripartiti:

(milioni di euro)

2013

2012

Variazione

 

 

peso %

 

peso %

 

Domestic

3.027

68,8

3.072

66,2

(45)

Brasile

1.349

30,7

1.500

32,3

(151)

Media, Olivetti e Altre Attività

24

0,5

67

1,5

(43)

Rettifiche ed elisioni

Totale consolidato

4.400

100,0

4.639

100,0

(239)

% sui Ricavi

18,8

 

18,0

 

0,8 pp

In particolare:

  • la Business Unit Domestic evidenzia investimenti sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente: all’incremento connesso alla prosecuzione dei piani realizzativi delle reti di nuova generazione (rete LTE e fibra) si è contrapposto il minor fabbisogno per attività di delivery su nuovi impianti, in relazione al rallentamento delle dinamiche commerciali sugli accessi del Fisso;
  • la Business Unit Brasile registra un decremento di 151 milioni di euro rispetto all’esercizio 2012 a causa di un effetto cambio negativo per 188 milioni di euro; al netto del citato effetto cambio gli investimenti presentano un incremento principalmente attribuibile allo sviluppo delle infrastrutture, in linea con l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio.

Il flusso di cassa della gestione operativa è pari a 4.803 milioni di euro, in riduzione di 1.233 milioni di euro rispetto all’esercizio 2012. Tale risultato ha consentito i pagamenti di dividendi e imposte effettuati nel corso del 2013 per complessivi 1,4 miliardi di euro, nonché la copertura dei fabbisogni derivanti dalla gestione finanziaria.

L’indebitamento finanziario netto rettificato al 31 dicembre 2013 è pari a 26.807 milioni di euro, in riduzione di 1.467 milioni di euro rispetto al valore al 31 dicembre 2012. Si riduce di 1.422 milioni di euro nel quarto trimestre anche grazie alla positiva generazione di cassa operativa.

Il margine di liquidità al 31 dicembre 2013 è pari a 13,6 miliardi di euro (15,65 miliardi di euro a fine 2012, escludendo la liquidità delle Discontinued Operations) ed è costituito da liquidità per 7,1 miliardi di euro (7,7 miliardi di euro al 31 dicembre 2012) e dalle linee di credito committed non utilizzate per un importo complessivo pari a 6,5 miliardi di euro (7,95 miliardi di euro al 31 dicembre 2012). Tale margine consente una copertura delle Passività Finanziarie di Gruppo in scadenza per oltre 24 mesi. La riduzione della “Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti” rispetto al 31 dicembre 2012 risente dell’utilizzo della liquidità per il riacquisto di obbligazioni proprie.

Il personale del Gruppo, escludendo le 16.575 unità relative alle Discontinued Operations, è pari a 65.623 unità, di cui 53.155 in Italia (al 31 dicembre 2012, escludendo le 16.803 unità relative alle Discontinued Operations, erano 66.381 unità, di cui 54.419 in Italia).

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I dati 2013 di Telecom Italia Media sono stati riportati nel comunicato stampa diramato a valle del Consiglio di Amministrazione della Società del 4 marzo 2014.

                                                 ***

DOMESTIC

I ricavi Domestic, pari a 16.175 milioni di euro (17.884 milioni di euro nel 2012), si riducono del 9,6% in termini reported (-9,4% in termini organici).

In uno scenario congiunturale in peggioramento e in un contesto di mercato caratterizzato da una accesa competizione con forte riduzione dei prezzi (in particolare sul Mobile nella prima parte dell’esercizio), la flessione dei ricavi risente sensibilmente anche di alcuni fattori di natura regolatoria.

In particolare, ha inciso sui ricavi l’entrata in vigore dal 1° luglio 2013 del nuovo listino di terminazione su rete mobile (MTR), con una conseguente riduzione tariffaria del 35% rispetto al primo semestre 2013 e del 61% rispetto allo stesso periodo del 2012 (0,98 centesimi di euro a minuto rispetto a 2,5 centesimi di euro nel secondo semestre 2012 e a 1,5 centesimi di euro nel primo semestre 2013), con un impatto negativo complessivamente pari a 364 milioni di euro sull’intero esercizio (-429 milioni su Ricavi Mobile). Inoltre le recenti decisioni AGCom relative ai prezzi di accesso alla rete in rame, applicate con efficacia retroattiva al 1° gennaio 2013, hanno determinato un ulteriore impatto negativo pari a 111 milioni di euro rispetto all’esercizio 2012. A ciò si aggiunge l’introduzione da luglio 2012 a livello Europeo di un tetto (cap) sul prezzo del traffico in roaming.

In questo contesto, la performance dell’esercizio 2013, in termini di variazione organica rispetto al 2012, presenta una riduzione del 9,4% con un trend di lieve miglioramento nell’ultimo trimestre dell’anno (-7,7% nel quarto trimestre rispetto a -9,1% nel terzo trimestre e -10,5% nel primo semestre 2013). Escludendo gli impatti conseguenti da un lato alla riduzione del nuovo listino di terminazione su rete mobile (MTR) e dall’altro alla variazione dei prezzi wholesale di accesso alla rete in rame, la performance dell’esercizio 2013 sarebbe pari a -6,8% rispetto all’esercizio 2012, con segnali di recupero negli ultimi mesi (-5,7% nel quarto trimestre rispetto a -7,2% nel terzo trimestre e -7,3% nel primo semestre 2013).

La dinamica di riduzione dei ricavi è in particolare attribuibile alla contrazione dei ricavi sui servizi tradizionali (voce, messaging, trasmissione dati a circuito), solo marginalmente recuperata dallo sviluppo di servizi innovativi, in particolare su Broadband Fisso, ICT e Mobile Internet.

Nel dettaglio:

  • Ricavi Core Domestic  
    I ricavi Core Domestic sono pari a 15.269 milioni di euro (16.933 milioni di euro nel 2012) e si riducono del 9,8%, sia in termini reported sia organici.

    Relativamente ai segmenti di mercato si segnalano le seguenti dinamiche rispetto al 2012:
  • Consumer: i ricavi del segmento Consumer nel 2013 sono pari a 8.024 milioni di euro, con una riduzione di 811 milioni di euro rispetto al 2012 (-9,2%), principalmente attribuibile ai ricavi da servizi Mobile (-693 milioni di euro, pari a -16,2%), in particolare su servizi tradizionali Voce (-660 milioni di euro, di cui -319 milioni di euro riconducibile alla riduzione della tariffa MTR), e Messaging (-95 milioni di euro), solo in parte compensato dalla costante crescita dell’internet mobile Browsing (+74 milioni di euro, pari a +12,1% rispetto all’esercizio 2012). Anche il Fisso presenta una diminuzione rispetto al 2012 pari a -183 milioni di euro (-4,3%), interamente attribuibile alla contrazione dei ricavi da fonia (-205 milioni di euro, a seguito della riduzione di clienti/accessi e della contrazione dello usage di traffico) e solo in parte compensato dai maggiori ricavi Broadband (+28 milioni di euro, grazie alla buona tenuta della market share ed al positivo andamento dell’ARPU, sostenuto dalla maggiore incidenza dei clienti con offerte bundle/flat). Nel quarto trimestre 2013 si registra tuttavia un rallentamento del trend di deterioramento rispetto ai periodi precedenti (-8,2% rispetto a -9,5% nel terzo trimestre e -9,5% nel primo semestre), principalmente sul Mobile. Quest’ultimo infatti,  pur presentando ancora una forte contrazione di ricavi correlata alle accese dinamiche competitive ed alla conseguente pressione sui prezzi e sui tassi di churn che hanno caratterizzato il primo semestre del 2013, registra un rallentamento  della dinamica a partire dal terzo trimestre dell’anno per effetto del minor impatto della riduzione dei ricavi da terminazione MTR, ma anche, più marginalmente, per un miglioramento delle performance commerciali e una stabilizzazione della market share;
  • Business: i ricavi del segmento Business sono pari a 5.211 milioni di euro con una riduzione di 668 milioni di euro rispetto al 2012 (-11,4%). La flessione riguarda interamente i ricavi da servizi (-659 milioni di euro), di cui -331 milioni di euro sul Mobile (-19,6%) e -354 milioni di euro sul Fisso (-9,0%). In particolare sul Mobile tale contrazione è attribuibile alla riduzione dei ricavi da servizi tradizionali voce e messaging (-319 milioni di euro), a seguito di una flessione dei ricavi unitari (ARPU) e  della citata riduzione delle tariffe di terminazione su rete mobile (pari a -110 milioni di euro). Sul Fisso continuano ad influire l’effetto del raffreddamento della domanda dovuto al negativo contesto congiunturale e la contrazione dei prezzi sui servizi più tradizionali su voce e dati;
  • National Wholesale: il segmento Wholesale presenta nel 2013 ricavi pari a 1.897 milioni di euro, con una riduzione rispetto al 2012 di 155 milioni di euro (-7,6%), flessione interamente attribuibile alle dinamiche regolatorie di riduzione dei prezzi su accesso ULL, Bitstream, Wholesale Line Rental e su terminazione.

Ricavi International Wholesale

I ricavi dell’esercizio 2013 di International Wholesale sono pari a 1.263 milioni di euro, in riduzione di 130 milioni di euro (-9,3%) rispetto al 2012. La flessione riguarda in particolare i servizi Fonia (-84 milioni di euro, -8,6%), a seguito dell’annuale revisione dei rapporti bilaterali e della componente transiti, con la conseguente focalizzazione sui rinnovi degli accordi a più alta marginalità. Risultano in contrazione i ricavi per i servizi IP/Data (-26 milioni di euro; -8,9%) in particolare sulla componente di mercato captive. Nonostante il complessivo incremento della banda totale venduta, il mercato ha anche risentito dello scenario sempre più competitivo e della conseguente contrazione dei prezzi. Risulta in flessione, in particolare sulla componente Domestic, anche il segmento di business dedicato alle società multinazionali (-23 milioni di euro pari a -28,4%). L’elevata attenzione alla marginalità del traffico e le importanti azioni finalizzate al contenimento dei costi hanno comunque fatto registrare un EBITDA pari a 203 milioni di euro, con una redditività sostanzialmente in linea con il precedente esercizio.

L’EBITDA della Business Unit Domestic nel 2013 è pari a 7.746 milioni di euro e registra una riduzione di 930 milioni di euro rispetto al 2012 (-10,7%). L’incidenza sui ricavi è pari al 47,9%, in leggera flessione rispetto al 2012 (-0,6 punti percentuali).
Sul risultato incidono principalmente la contrazione dei ricavi da servizi (-1.700 milioni di euro rispetto al 2012) e l’impatto della sanzione Antitrust relativa al procedimento A428 (84 milioni di euro), solo in parte recuperati dalla riduzione delle quote da riversare a favore degli altri operatori (attribuibile prevalentemente alla riduzione delle tariffe di terminazione) e dalle azioni di efficienza ottenute attraverso un selettivo controllo e contenimento dei costi operativi. Come già segnalato con riferimento all’andamento dei ricavi, anche a livello di EBITDA si registra nell’ultimo trimestre 2013 un recupero di performance con una flessione, rispetto al quarto trimestre 2012, contenuta in -4,8% (-11,0%  nel terzo trimestre e -13,2% nel primo semestre).

L’EBITDA in termini organici è pari a 7.961 milioni di euro (-865 milioni di euro, pari a -9,8%, rispetto al 2012), con un’incidenza sui ricavi pari al 49,1%, sostanzialmente in linea rispetto all’esercizio precedente (-0,2 punti percentuali).

L’EBIT del 2013 è pari a 1.993 milioni di euro, con un incremento di 915 milioni di euro rispetto al 2012 (1.078 milioni di euro). L’andamento recepisce, in particolare, la minore svalutazione dell’avviamento della Cash Generating Unit Domestic, pari a 2.187 milioni di euro (4.016 milioni di euro nell’esercizio 2012), effettuata sulla base delle risultanze del processo di impairment test.

L’EBIT organico, calcolato escludendo in particolare la citata svalutazione dell’avviamento, è pari a 4.395 milioni di euro, con una riduzione di 829 milioni di euro (-15,9%) rispetto al 2012 (5.224 milioni di euro). L’incidenza sui ricavi è passata dal 29,2% del 2012 al 27,1% del 2013.

Il personale a fine esercizio è pari a 52.695 unità (53.224 al 31 dicembre 2012).

                                                 ***

BRASILE

(cambio medio real/euro 2,86830)

I ricavi del gruppo Tim Brasil dell’esercizio 2013 sono pari a 19.921 milioni di reais, con un incremento di 1.157 milioni di reais rispetto al 2012 (+6,2%). I ricavi da servizi si attestano a 16.701 milioni di reais, in crescita di 281 milioni di reais rispetto al 2012 (+1,7%). I ricavi da vendita di prodotti aumentano da 2.344 milioni di reais del 2012 a 3.220 milioni di reais dell’esercizio 2013 (+37,4%), grazie alla maggiore penetrazione delle basi clienti con terminali di fascia alta (smartphone/webphone) e tablet, quale importante leva per lo sviluppo dei ricavi da Servizi Dati.

L’ARPU mobile dell’esercizio 2013 è pari a 18,6 reais a fronte dei 19,1 reais del 2012 (-2,6%). La dinamica dell’ARPU e dei ricavi da servizi risente, oltre che delle dinamiche competitive che hanno portato a una contrazione dei prezzi unitari sul business voce, anche della riduzione della tariffa d’interconnessione alla rete degli altri operatori mobili.

Le linee complessive al 31 dicembre 2013 sono pari a 73,4 milioni, in crescita del 4,3% rispetto al 31 dicembre 2012, corrispondenti a una market share sulle linee del 27,1%.

L’EBITDA dell’esercizio 2013 è pari a 5.198 milioni di reais, superiore di 190 milioni di reais rispetto all’esercizio precedente (+3,8%). L’incremento dell’EBITDA è sostenuto dall’aumento dei ricavi,  parzialmente controbilanciato dai maggiori costi di acquisti di materie e servizi e del personale. L’EBITDA margin è pari al 26,1%, inferiore di 0,6 punti percentuali rispetto all’esercizio 2012.

In termini organici nel 2013 l’EBITDA è superiore di 137 milioni di reais (+2,7%) rispetto al 2012; si ricorda che nel 2012 erano presenti oneri non organici pari a 53 milioni di reais. L’EBITDA margin organico è pari a 26,1% ed è inferiore di 0,9 punti percentuali rispetto all’esercizio precedente.

L’EBIT è pari a 2.460 milioni di reais con un miglioramento di 36 milioni di reais rispetto all’esercizio 2012. Tale risultato è attribuibile alla maggior contribuzione dell’EBITDA, parzialmente controbilanciata dall’aumento degli ammortamenti per 155 milioni di reais (2.736 milioni di reais nell’esercizio 2013, rispetto a 2.581 milioni di reais nell’esercizio 2012).

In termini organici l’EBIT, pari a 2.460 milioni di reais nel 2013, è inferiore di 17 milioni di reais rispetto al 2012 (-0,7%).

Il personale è pari a 12.140 unità (11.622 al 31 dicembre 2012).

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OLIVETTI

I ricavi dell’esercizio 2013 ammontano a 265 milioni di euro, con una diminuzione di 15 milioni di euro rispetto all’esercizio 2012 (280 milioni di euro, -5,4%; la variazione organica, al netto dell’effetto cambi, è di -5,0%).

La riduzione dei ricavi è principalmente dovuta alla flessione per circa 13 milioni di euro delle vendite di copying and printing sul mercato italiano, dove la clientela delle imprese e dei professionisti è stata la più esposta alla crisi di mercato, al calo per circa 6 milioni di euro dei ricavi da sistemi e applicazioni specializzate (il segmento beneficiava nell’anno precedente di ricavi per 10 milioni di euro relativi a una commessa di vendita e installazione di apparati di geolocalizzazione) e alle minori vendite di prodotti inkjet per circa 6 milioni di euro, conseguenti al processo di liquidazione di Olivetti I-Jet Spa. A tali flessioni si è contrapposto l’incremento, specialmente sul mercato italiano, dei ricavi per nuovi servizi e soluzioni cloud (+7 milioni di euro).

L’EBITDA è negativo per 4 milioni di euro, in miglioramento di 53 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente. In particolare nell’esercizio 2012 l’EBITDA recepiva gli effetti degli accantonamenti per oneri di ristrutturazione e altri costi di liquidazione per complessivi 31 milioni di euro, derivanti dall’avvio del processo di liquidazione di Olivetti I-Jet S.p.A.. In aggiunta, a novembre 2013 è stato ceduto il ramo d’azienda Ricerca e Sviluppo  di Olivetti I-Jet, che ha comportato il rilascio di fondi per 6 milioni di euro, facenti parte degli accantonamenti sopra citati. Escludendo tali fenomeni, la variazione organica è positiva per 16 milioni di euro (+61,5%).

L’esercizio 2013 è stato inoltre caratterizzato dagli effetti derivanti dall’incendio che il 19 marzo 2013 ha completamente distrutto il magazzino ricambi. I danni complessivamente subiti dal gruppo a seguito dell’evento sono stati oggetto della liquidazione di un indennizzo assicurativo pari a 19 milioni di euro.

L’EBIT è negativo per 8 milioni di euro, in miglioramento di 57 milioni di euro rispetto all’esercizio 2012, negativo per 65 milioni di euro. Sul risultato hanno influito gli eventi precedentemente descritti a proposito dell’andamento dell’EBITDA; la variazione organica, calcolata escludendo i citati effetti della messa in liquidazione di Olivetti I-Jet, è positiva per 17 milioni di euro (+54,8%).

Il personale è pari a 682 unità, in riduzione di 96 unità rispetto al 31 dicembre 2012.

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RISULTATI DI TELECOM ITALIA S.P.A.

PRINCIPALI VARIAZIONI DEL PERIMETRO SOCIETARIO

Nel corso del 2013, si è verificata la seguente variazione:

  • Acquisizione del ramo d’azienda “Network Operations” da Telecom Italia Sparkle S.p.A.: in data 1° settembre 2013 ha avuto effetto contabile l’acquisizione in Telecom Italia del ramo Network Operations, oggetto di scissione parziale da Telecom Italia Sparkle S.p.A. sulla base della situazione patrimoniale al 31 dicembre 2012.

I ricavi sono pari a 15.304 milioni di euro, in diminuzione di 1.636 milioni di euro (-9,7%) rispetto all’esercizio 2012; la variazione organica dei ricavi è pari a -9,5%, calcolata escludendo la riduzione di 32 milioni di euro dovuta a conciliazioni e accordi transattivi con clienti e altri operatori.

Incidono su tale performance, oltre al peggioramento del contesto macroeconomico e all’inasprimento dello scenario competitivo in particolare sui servizi Mobile, alcune rilevanti discontinuità regolatorie, quali l’entrata in vigore dei nuovi prezzi di terminazione su rete mobile (MTR), con un effetto economico negativo pari a -364 milioni di euro (-429 milioni di euro sui soli Ricavi Mobile), nonché le decisioni AGCom di dicembre 2013 relative ai prezzi di accesso alla rete in rame, che hanno determinato un ulteriore negativo impatto di 111 milioni di euro rispetto all’esercizio 2012.

L’EBITDA è pari a 7.537 milioni di euro e diminuisce di 896 milioni di euro (-10,6%) rispetto al 2012 (8.433 milioni di euro). L’incidenza sui ricavi passa dal 49,8% del 2012 al 49,2% del 2013; la variazione organica dell’EBITDA è negativa del 9,8% (-845 milioni di euro). A livello organico l’incidenza sui ricavi è pari al 50,5% (50,7% nel 2012).

L’EBIT è pari a 1.878 milioni di euro, con un incremento di 934 milioni di euro rispetto al 2012 (944 milioni di euro). Sia l’EBIT del 2013 che quello del 2012 scontano la svalutazione dell’avviamento pari, rispettivamente, a 2.187 milioni di euro e 4.016 milioni di euro. L’incidenza sui ricavi passa dal 5,6% del 2012 al 12,3% del 2013; la variazione organica dell’EBIT è negativa del 15,9% (-808 milioni di euro). A livello organico l’incidenza sui ricavi è pari al 27,9% (30% nel 2012).

Il risultato netto si attesta a -1.028 milioni di euro (-1.821 milioni di euro nel 2012); escludendo le perdite di natura non ricorrente, tra cui principalmente la svalutazione dell’avviamento, il risultato netto dell’esercizio 2013 sarebbe stato positivo e pari a 1.255 milioni di euro (1.908 milioni di euro nel 2012).

Il personale al 31 dicembre 2013 è di 44.386 unità (44.606 unità a fine 2012).

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EVENTI SUCCESSIVI AL 31 DICEMBRE 2013

Emissione Prestito Obbligazionario
In data 23 gennaio 2014 Telecom Italia S.p.A. ha emesso un prestito obbligazionario dell’importo di 1.000 milioni di euro, cedola annuale 4,5% e scadenza 25 gennaio 2021. Il prestito emesso al prezzo di 99,447% riconosce un rendimento pari al 4,594%.

Rimborso anticipato Bond "Ibrido" per Euro 750 Milioni
In data 29 gennaio 2014 Telecom Italia ha comunicato  la decisione di rimborsare anticipatamente tutti i titoli subordinati “ibridi” in circolazione denominati €750,000,000 Capital Securities due 2073 (i “Capital Securities”), emessi lo scorso 13 marzo 2013 come da comunicato diffuso. Telecom Italia ha infatti deciso di avvalersi della facoltà di rimborso anticipato legata a un cambio di metodologia da parte di una agenzia di rating che comporti una riduzione dell’equity content inizialmente assegnato allo strumento, ai sensi della Condizione 6.5 (Early Redemption following a Rating Methodology Event) del regolamento dei titoli Capital Securities.

I titoli sono stati  rimborsati il 3 marzo 2014 (la “Data di Rimborso Anticipato”) e il relativo prezzo di rimborso anticipato è stato pari al 101% del valore nominale oltre agli interessi dovuti fino alla data di rimborso anticipato (esclusa).

Uscita della Provincia Autonoma di Trento dal progetto Trentino NGN
Nel mese di febbraio 2014, la Provincia Autonoma di Trento ha ufficializzato l’uscita dal capitale di Trentino NGN, la società pubblico-privata costituita nel 2011 per realizzare una rete in fibra ottica nel territorio trentino, in cui Telecom Italia deteneva una partecipazione del 41,07%.
La decisione è stata presa considerato il prolungato periodo di attesa e di non operatività a seguito dell’indagine della Commissione Europea, avviata a luglio 2012.
L'uscita della Provincia Autonoma di Trento dal capitale è stata comunicata alla Commissione Europea e, pertanto, vengono meno le ragioni che hanno determinato l'apertura del procedimento.
In base agli accordi tra le parti, il 28 febbraio 2014 Telecom Italia ha acquisito la quota di partecipazione detenuta dalla Provincia Autonoma di Trento (52,2%) e una parte (4,2%) della quota detenuta da uno degli azionisti di minoranza (La Finanziaria Trentina S.p.A.), con un esborso complessivo pari a circa 17 milioni di euro. Pertanto, Telecom Italia detiene ora il controllo della società.

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EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE PER L’ESERCIZIO 2014

Il mercato delle telecomunicazioni continua ad essere caratterizzato da una flessione dei servizi tradizionali (accesso e voce) a fronte di un incremento dei servizi innovativi (broadband e servizi broadband enabled); si prevede che l’effetto combinato di questi fenomeni determini una ulteriore flessione complessiva del mercato domestico, comunque più contenuta rispetto a quella osservata nel 2013, ed una crescita del mercato Brasile.

In tale contesto, il Gruppo Telecom Italia, come annunciato nel Piano 2014–2016, continuerà a difendere le proprie market share, ad investire nello sviluppo delle infrastrutture, con una forte accelerazione degli investimenti innovativi destinati in particolare all’Ultra Broadband, per sostenere i ricavi da servizi tradizionali e promuovere la crescita dei ricavi da servizi innovativi, nel rispetto delle proprie politiche finanziarie. Al contempo, il Gruppo Telecom Italia proseguirà nel percorso di trasformazione ed efficientamento dei processi industriali con l’obiettivo di una riduzione strutturale dei «running cost» anche attraverso il delayering e la semplificazione delle piattaforme.

Le prime evidenze 2014, coerentemente con quanto previsto nel Piano triennale confermano un raffreddamento delle dinamiche competitive in ambito Mobile. Tuttavia occorre segnalare che, nei primi mesi dell’anno, si sta riscontrando sul mercato domestico una maggiore diluizione dell’ARPU voce, sia sul Mobile che sul Fisso, dovuta ad una dinamica di riposizionamento della Customer Base verso offerte di tipo bundle che consentirà comunque – a fronte di una riduzione della redditività nel breve periodo – una maggiore stabilizzazione della spesa e del churn nel medio-lungo periodo. Sul Fisso tale dinamica è anche dettata dalla necessità di rispondere con azioni commerciali di pricing ad una pressione competitiva che si mantiene superiore alle attese.

Pur in presenza di una maggiore pressione sull’ARPU e tensione sulla tenuta dei Ricavi, per l’esercizio in corso si prevede, in coerenza con le dinamiche del Piano triennale 2014 – 2016, un progressivo recupero della performance operativa.

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OPERAZIONE DI BUY BACK SU OBBLIGAZIONI PER UN IMPORTO DI 500 MILIONI

Telecom Italia SpA lancerà oggi sul mercato un’offerta di riacquisto, per un ammontare di 500 milioni di euro, di titoli obbligazionari propri in euro a tasso fisso, con scadenze comprese tra maggio 2014 e marzo 2016.

L’operazione, nel contesto di una solida posizione di liquidità, permette una gestione attiva delle scadenze del debito e l’ottimizzazione dei termini economici del rifinanziamento anticipato delle scadenze stesse.

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AUMENTO DI CAPITALE A SERVIZIO DEL PIANO DI AZIONARIATO DIPENDENTI

Avvalendosi della delega ricevuta il 17 aprile 2013, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato l’aumento di capitale a servizio del lancio di un piano di azionariato riservato al personale di Telecom Italia e delle sue controllate italiane. In coerenza con quanto definito dall’Assemblea dello scorso anno, il piano prevede l’offerta di 54.000.000 azioni ordinarie a sconto del 10% sul valore di mercato, con attribuzione ai dipendenti che conservino le azioni per un anno di un’azione gratuita (c.d. bonus share) per ogni tre azioni sottoscritte a pagamento.

Il Consiglio di Amministrazione ha conferito delega ai legali rappresentanti per dare attuazione al piano. Si prevede che l’offerta si svolga entro giugno.

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INTEGRAZIONE DELL’ORDINE DEL GIORNO DELL’ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI

Come anticipato il 27 febbraio scorso, il Consiglio di Amministrazione ha provveduto a integrare l’agenda dei lavori dell’Assemblea degli azionisti già convocata per il rinnovo del board (Rozzano, viale Toscana n. 3, 16 aprile 2014  in unica convocazione) con i seguenti argomenti.

Bilancio - Dividendo
All’Assemblea saranno proposte, con l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2013, la copertura della perdita d’esercizio, nonché la distribuzione alle azioni di risparmio del dividendo privilegiato, in ragione di 2,75 euro cent per azione, mediante utilizzo di riserve. Il dividendo sarà messo in pagamento dal 25 aprile 2014, con stacco cedola in data 22 aprile 2014 (record date il 24 aprile 2014).

Relazione sulla remunerazione
L’Assemblea sarà chiamata ad approvare, con voto non vincolante, la prima sezione della Relazione sulla remunerazione, dedicata alla politica di remunerazione per l’anno 2014.
Il documento sarà reso disponibile al pubblico nei termini di legge insieme alla relazione finanziaria annuale e alla consueta relazione sul governo societario e gli assetti proprietari, anch’essa approvata oggi dal Consiglio di Amministrazione.

Integrazione della remunerazione attribuita al Collegio Sindacale
All’Assemblea sarà proposta l’integrazione del compenso già stabilito per i componenti del Collegio Sindacale dall’Assemblea del 15 maggio 2012, attribuendo un gettone individuale di presenza (uguale per il Presidente del Collegio Sindacale e per i Sindaci effettivi) di euro 500 lordi per ogni riunione a cui ciascuno abbia partecipato, superiore a 24 riunioni l’anno di calendario, con decorrenza dal 1° gennaio 2014.

Piano di stock options
All’Assemblea sarà proposta l’approvazione di un piano di stock options  di durata triennale, rivolto a una parte del management del Gruppo, quale a tempo debito individuata dal Consiglio di Amministrazione. I dettagli dell’iniziativa risulteranno dal documento informativo che sarà pubblicato nei termini di legge.
Il Piano avrà ad oggetto un massimo di 196.000.000 opzioni, gratuite e non trasferibili, che attribuiranno ai beneficiari il diritto di sottoscrivere altrettante azioni ordinarie Telecom Italia, a uno strike price stabilito al momento del lancio, in linea con il prezzo di mercato del titolo. Il Consiglio di Amministrazione stabilirà la platea dei beneficiari, il numero delle opzioni a ciascuno attribuite, lo strike price, le metriche delle condizioni di performance al cui raggiungimento le opzioni diverranno in tutto o in parte esercitabili, individuate sin d’ora nel cumulated free cash flow di piano industriale 2014-2016 e nel Total Shareholder Return relativo del titolo, rispetto a un panel di operatori del settore.
A servizio del piano è prevista apposita delega ad aumentare il capitale sociale a pagamento, per un ammontare massimo di 196.000.000 azioni ordinarie di nuova emissione (per un effetto diluitivo massimo pari all’1,46% rispetto al totale del capitale e all’1,1% rispetto alle sole azioni ordinarie al 31 dicembre 2013).

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TEMATICHE DI CORPORATE GOVERNANCE

Il Consiglio di Amministrazione ha accertato la sussistenza dei requisiti di composizione dell’organo nella sua collegialità, nonché dei requisiti di indipendenza ai sensi del Codice di Borsa Italiana nelle persone dei Consiglieri Calvosa, Egidi, Fitoussi, Sentinelli e Zingales.

Le considerazioni svolte dal Consiglio di Amministrazione saranno riportate nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari.

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Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Piergiorgio Peluso dichiara ai sensi del comma 2, articolo 154-bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

I risultati dell’esercizio 2013 verranno illustrati alla comunità finanziaria durante una conference call che si svolgerà oggi, alle ore 12:00 (ora italiana). I giornalisti potranno seguire telefonicamente lo svolgimento della presentazione, senza facoltà di effettuare domande, collegandosi al numero: +39 06 33168.

Le slide della presentazione, con possibilità di seguire l’evento in audio streaming, saranno disponibili all’indirizzo www.telecomitalia.com/FY2013/ita. Per coloro che non potranno collegarsi in diretta sarà possibile riascoltare la presentazione, fino a venerdì 14 marzo, collegandosi al numero:+39 06 334843  (codice di accesso 618375#).

Milano, 7 marzo 2014