Telecom Italia: esaminato e approvato dal Consiglio di Amministrazione il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2013

07/11/2013 - 18:38

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  • Utile terzo trimestre 2013: 505 milioni di euro (-191 milioni di euro rispetto al terzo trimestre 2012). Risultato netto consolidato dei nove mesi: -902 milioni di euro (1.938 milioni di euro nei primi nove mesi del 2012); escludendo la svalutazione dell’avviamento che ha inciso sui primi nove mesi del 2013, il risultato netto risulta positivo per 1,3 miliardi di euro
  • Ricavi terzo trimestre 2013: 6.629 milioni di euro (-1,1% in termini organici rispetto al terzo trimestre 2012). Ricavi dei primi nove mesi: 20.389 milioni di euro (-2,1% in termini organici rispetto ai primi nove mesi del 2012)
  • EBITDA terzo trimestre 2013: 2.697 milioni di euro (-7,1% in termini organici rispetto al terzo trimestre 2012). EBITDA dei primi nove mesi: 7.933 milioni di euro (-6,9% in termini organici rispetto ai primi nove mesi del 2012)
  • EBIT terzo trimestre 2013: 1.481 milioni di euro (-12,5% in termini organici rispetto al terzo trimestre 2012). EBIT dei primi nove mesi: 1.834 milioni di euro (-12,8% in termini organici rispetto ai primi nove mesi del 2012); al netto della svalutazione dell’avviamento per circa 2,2 miliardi di euro, il risultato si attesta a  4.021 milioni di euro
  • Indebitamento finanziario netto rettificato al 30 settembre 2013: 28.229 milioni di euro, solo nel terzo trimestre la riduzione è stata di 584 milioni di euro, in calo di 1,26 miliardi di euro rispetto al 30 settembre 2012
  • Operating free cash flow dei nove mesi: 2.777 milioni di euro, ha consentito di compensare pagamenti di dividendi e imposte per complessivi 1,1 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2013
  • Il margine di liquidità al 30 settembre 2013 è pari a 13.453 milioni di euro e consente una copertura delle passività finanziarie di gruppo per i prossimi 24 mesi

                                                               ***

I risultati dei primi nove mesi del 2013 verranno illustrati alla comunità finanziaria durante una conference call che si svolgerà oggi, 7 novembre 2013, alle ore 20:00 (ora italiana). I giornalisti potranno seguire telefonicamente lo svolgimento della presentazione, senza facoltà di effettuare domande, collegandosi al numero: +39 06 33168.

Le slide della presentazione, con possibilità di seguire l’evento in audio streaming, saranno disponibili all’indirizzo www.telecomitalia.com/9M2013/ita. Per coloro che non potranno collegarsi in diretta sarà possibile riascoltare la presentazione, fino al 14 novembre 2013, collegandosi al numero: +39 06 334843 (codice di accesso 576493#).

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Nel presente comunicato vengono utilizzati alcuni indicatori alternativi di performance non previsti dai principi contabili IFRS (EBITDA; EBIT; Variazione Organica dei Ricavi, dell’EBITDA e dell’EBIT; Indebitamento Finanziario Netto Contabile e Indebitamento Finanziario Netto Rettificato) il cui significato e contenuto sono illustrati in allegato.

Il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2013 del Gruppo Telecom Italia è stato redatto nel rispetto dell’art. 154–ter (Relazioni finanziarie) del D.Lgs. n. 58/1998 (Testo Unico della Finanza - TUF) e successive modifiche e integrazioni. Tale documento comprende anche il Bilancio consolidato abbreviato al 30 settembre 2013 predisposto in conformità ai principi contabili internazionali emessi dall’International Accounting Standards Board e omologati dall’Unione Europea (definiti come “IFRS”) e con riferimento alla Comunicazione Consob n. DEM/8041082 del 30 aprile 2008 (Informativa societaria trimestrale degli emittenti azioni quotate aventi l'Italia come Stato membro di origine).

I criteri contabili e i principi di consolidamento adottati per la formazione del Bilancio consolidato abbreviato al 30 settembre 2013 sono omogenei a quelli utilizzati in sede di Bilancio Consolidato del Gruppo Telecom Italia al 31 dicembre 2012, ai quali si rimanda, fatta eccezione per:

  • l’utilizzo dei nuovi Principi/Interpretazioni adottati dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2013, che non hanno avuto impatti sul Bilancio consolidato abbreviato al 30 settembre 2013, ad eccezione degli effetti, riportati in allegato, derivanti dall’adozione, in via prospettica, dell’IFRS 13 (Valutazione del fair value);
  • la valutazione dell'avviamento per il quale non si è ritenuto necessario effettuare un aggiornamento della verifica della sua recuperabilità, già effettuata al 30 giugno 2013 e che sarà nuovamente effettuata in sede di bilancio annuale al 31 dicembre 2013, sulla base dei flussi previsti dal nuovo Piano Industriale e delle informazioni desumibili dal mercato.

Il Bilancio consolidato abbreviato al 30 settembre 2013 viene sottoposto, in via volontaria, a revisione contabile limitata. Tale attività è tuttora in corso.

Si segnala inoltre che il paragrafo “Evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2013” contiene dichiarazioni previsionali (forward-looking statements) riguardanti intenzioni, convinzioni o attuali aspettative del Gruppo in relazione ai risultati finanziari e ad altri aspetti delle attività e strategie del Gruppo. Il lettore del presente comunicato non deve porre un indebito affidamento su tali dichiarazioni previsionali in quanto i risultati consuntivi potrebbero differire significativamente da quelli contenuti in dette previsioni come conseguenza di molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al di fuori della sfera di controllo del Gruppo.

Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia, riunitosi oggi sotto la presidenza di Aldo Minucci, ha esaminato e approvato il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2013.

Principali variazioni del perimetro di consolidamento

Nel corso del 2013 si sono verificate le seguenti variazioni del perimetro di consolidamento:

  • La7 S.r.l. - Media: in data 30 aprile 2013, dopo aver ricevuto le autorizzazioni previste dalla normativa applicabile, Telecom Italia Media ha perfezionato la cessione di La7 S.r.l. a Cairo Communication. Conseguentemente la società è uscita dal perimetro di consolidamento.
  • Gruppo MTV – Media: in data 12 settembre 2013, dopo aver ricevuto le autorizzazioni previste dalla normativa applicabile, Telecom Italia Media ha perfezionato la cessione di MTV Italia S.r.l. e della sua controllata al 100% MTV Pubblicità S.r.l. a Viacom. Conseguentemente le società sono uscite dal perimetro di consolidamento.

Nel corso del 2012 si era verificata la seguente variazione:

  • Matrix - Altre attività: la società è stata ceduta il 31 ottobre 2012, ed è conseguentemente uscita dal perimetro di consolidamento.

Gruppo Telecom Italia

I ricavi nei primi nove mesi del 2013 ammontano a 20.389 milioni di euro, in calo del 7,6% rispetto ai primi nove mesi del 2012 (22.061 milioni di euro); la riduzione è sostanzialmente attribuibile alle Business Unit Domestic (-1,344 milioni di euro) e Brasile (-315 milioni di euro), mentre si conferma in crescita la Business Unit Argentina (+48 milioni di euro). Le Business Unit dell’area Latin America hanno risentito, in particolare, delle debolezze sui tassi di cambio, che hanno fatto registrare un peggioramento  in termini di tassi medi pari a circa il 14% per il real brasiliano e circa il 22% per il peso argentino nell’arco di 12 mesi. La viariazione organica dei ricavi consolidati presenta un calo del 2,1% (-446 milioni di euro).  

In dettaglio, la variazione organica dei ricavi è calcolata escludendo:

  • l’effetto delle variazioni dei cambi pari a -1.178 milioni di euro, prevalentemente relativo alla Business Unit Brasile (-673 milioni di euro) e alla Business Unit Argentina (-499 milioni di euro);
  • l’effetto della variazione del perimetro di consolidamento (-57 milioni di euro), riferibile alla cessione della società Matrix S.p.A. (Altre Attività) il 31 ottobre 2012, di La7 S.r.l. (Media) il 30 aprile 2013 e di MTV Italia S.r.l. con la sua controllata al 100% MTV Pubblicità S.r.l. (Media) il 12 settembre 2013;
  • l’effetto di una riduzione di ricavi, registrata nei primi nove mesi del 2012, pari a 9 milioni di euro e dovuta alla chiusura di controversie commerciali con altri operatori.

Il dettaglio dei ricavi ripartiti per settore operativo è il seguente:

 

(milioni di euro)

1.1 - 30.9.2013

1.1 - 30.9.2012

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica

Domestic

12.069

59,2

13.413

60,8

(1.344)

(10,0)

(10,0)

Core Domestic

11.403

55,9

12.701

57,6

(1.298)

(10,2)

(10,3)

International Wholesale

935

4,6

1.050

4,8

(115)

(11,0)

(10,4)

Brasile

5.280

25,9

5.595

25,4

(315)

(5,6)

7,3

Argentina

2.852

14,0

2.804

12,7

48

1,7

23,7

Media, Olivetti e Altre Attività

282

1,4

402

1,8

(120)

 

 

Rettifiche ed Elisioni

(94)

(0,5)

(153)

(0,7)

59

 

 

Totale consolidato

20.389

100,0

22.061

100,0

(1.672)

(7,6)

(2,1)

I ricavi consolidati del terzo trimestre 2013 sono pari a 6.629 milioni di euro ed evidenziano un decremento dell’8,8% (-639 milioni di euro) rispetto al corrispondente periodo del 2012; la variazione organica è pari a -1,1%. Tale risultato sconta la contrazione subita dalla Business Unit Domestic (-9,1% in termini organici rispetto allo stesso periodo del 2012), solo in parte compensata dalla positiva performance delle Business Unit Brasile e Argentina, che realizzano un incremento in termini organici pari rispettivamente al 7,6% e al 26%.

L’EBITDA  consolidato dei primi  nove mesi del 2013 è pari a 7.933 milioni di euro e diminuisce, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di 927 milioni di euro (-10,5%), con un’incidenza sui ricavi del 38,9% (40,2% nei primi nove mesi del 2012). In termini organici l’EBITDA si riduce di 596 milioni di euro (-6,9%) e l’incidenza sui ricavi si riduce di 2 punti percentuali raggiungendo il 39,5% (41,5% nei primi nove mesi del 2012), a causa del maggior peso dei ricavi del Sud America, la cui marginalità è inferiore rispetto a quella della Business Unit Domestic.

Il dettaglio dell’EBITDA e dell’incidenza percentuale del margine sui ricavi, ripartiti per settore operativo, è il seguente:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9.2013

1.1 - 30.9.2012

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica

 

 

 

 

 

 

 

 

Domestic

5.861

73,9

6.696

75,6

(835)

(12,5)

(10,9)

% sui Ricavi

48,6

 

49,9

 

 

(1,3) pp

(0,4) pp

Brasile

1.326

16,7

1.460

16,5

(134)

(9,2)

2,0

% sui Ricavi

25,1

 

26,1

 

 

(1,0) pp

(1,3) pp

Argentina

796

10,0

825

9,3

(29)

(3,5)

17,5

% sui Ricavi

27,9

 

29,4

 

 

(1,5) pp

(1,5)pp

Media, Olivetti e Altre Attività

(43)

(0,5)

(118)

(1,4)

75

 

 

Rettifiche ed elisioni

(7)

(0,1)

(3)

(4)

 

 

Totale consolidato

7.933

100,0

8.860

100,0

(927)

(10,5)

(6,9)

% sui Ricavi

38,9

 

40,2

 

 

(1,3) pp

(2,0) pp

L’EBITDA consolidato del terzo trimestre 2013 è pari a 2.697 milioni di euro, in diminuzione di 304 milioni di euro (-10,1%) rispetto al corrispondente trimestre del 2012. In termini organici la riduzione corrisponde al 7,1%, essenzialmente riferibile alla Business Unit Domestic. L’EBITDA margin reported si attesta al 40,7%, in calo di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2012 (41,3%). Anche in termini organici il margine  si attesta al 40,7%, in diminuzione di 2,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2012 (43,3%).

L’EBIT consolidato dei primi nove mesi del 2013 è pari a 1.834 milioni di euro (4.890 milioni di euro nei primi nove mesi del 2012) e sconta la svalutazione di 2.187 milioni di euro dell’Avviamento attribuito al business domestico nel primo semestre 2013. Al netto della citata svalutazione, l’EBIT si attesta a 4.021 milioni di euro. L’EBIT organico ammonta a 4.238 milioni di euro, in calo di 623 milioni di euro (-12,8%) rispetto ai primi nove mesi del 2012, con un’incidenza sui ricavi del 20,8% (23,3% nei primi nove mesi del 2012).

L’EBIT consolidato del terzo trimestre 2013 è pari a 1.481 milioni di euro, in calo di 210 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente (-12,4%). In termini organici la riduzione è del 12,5%. L’EBIT margin reported è pari al 22,3%, in calo di 1 punto percentuale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’EBIT margin organico, pari al 22,3%, diminuisce di 2,9 punti percentuali rispetto a quello del terzo trimestre 2012.

Il risultato netto del periodo attribuibile ai Soci della Controllante è negativo per 902 milioni di euro (+1.938 milioni euro nei primi nove mesi del 2012) e sconta la già citata svalutazione dell’avviamento attribuito al business domestico per circa 2,2 miliardi di euro effettuata nei primi sei mesi del 2013; al netto di tale svalutazione, il risultato è positivo e pari a 1,3 miliardi di euro.

L’utile del terzo trimestre 2013 attribuibile ai Soci della Controllante è pari a 505 milioni di euro, in riduzione di 191 milioni di euro (-27,4%) rispetto allo stesso periodo del 2012.

Gli investimenti industriali sono pari a 3.453 milioni di euro, in aumento di 73 milioni di euro (+2,2%) rispetto ai primi nove mesi del 2012, e sono così ripartiti:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9.2013

1.1 - 30.9.2012

Variazione

 

 

peso %

 

peso %

 

 

 

 

 

 

 

Domestic

2.022

58,6

1.982

58,6

40

Brasile

992

28,7

966

28,6

26

Argentina

417

12,1

383

11,3

34

Media, Olivetti e Altre Attività

22

0,6

49

1,5

(27)

Rettifiche ed elisioni

Totale consolidato

3.453

100,0

3.380

100,0

73

% sui Ricavi

16,9

 

15,3

 

1,6 pp

In particolare:

  • la Business Unit Domestic evidenzia investimenti sostanzialmente in linea con l’analogo periodo dell’esercizio precedente: all’incremento connesso alla prosecuzione dei piani realizzativi delle reti di nuova generazione (rete LTE e fibra) si è contrapposto il minor fabbisogno per attività di delivery su nuovi impianti, in relazione al rallentamento delle dinamiche commerciali sugli accessi del Fisso;
  • la Business Unit Brasile registra un aumento di 26 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2012 (comprensivo di un effetto cambio negativo per 116 milioni di euro); l’incremento è principalmente attribuibile alla dinamica dei nuovi investimenti di rete;
  • la Business Unit Argentina  evidenzia investimenti industriali con un aumento di 34 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2012, già includendo una differenza cambio negativa pari a 68 milioni di euro. Oltre che ai costi di acquisizione della clientela, gli investimenti sono stati indirizzati all’ampliamento e all’upgrade dei servizi a banda larga su rete fissa ed al backhauling, per sostenere lo sviluppo dell’accesso mobile. Inoltre Telecom Personal ha investito principalmente nell’aumento di capacità e nell’ampliamento della rete 3G per sostenere la crescita di Internet mobile.

Il flusso di cassa della gestione operativa è pari a 2.777 milioni di euro, in riduzione di 1.364 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2012. Tale risultato ha consentito di compensare il fabbisogno derivante dal pagamento di dividendi e imposte effettuati nei primi nove mesi del 2013 per complessivi 1,1 miliardi di euro.

L’indebitamento finanziario netto rettificato al 30 settembre 2013 è pari a 28.229 milioni di euro, in riduzione di 1,26 miliardi di euro rispetto al valore al 30 settembre 2012, di cui 584 milioni di euro solo nel terzo trimestre, e risulta sostanzialmente in linea con il dato al 31 dicembre 2012 (-45 milioni di euro).

L’indebitamento finanziario netto contabile è pari a 29.187 milioni di euro, in riduzione di 599 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2013 (29.786 milioni di euro).

Il personale del Gruppo è pari a 82.181 unità di cui 53.397 in Italia (83.184 unità al 31 dicembre 2012, di cui 54.419 in Italia).

                                                               ***

Domestic

I ricavi Domestic, pari a 12.069 milioni di euro (13.413 milioni di euro nei primi nove mesi del 2012), si riducono del 10% in termini reported e organici.

In uno scenario congiunturale negativo - in peggioramento rispetto alle attese che prevedevano una ripresa nel corso dell’esercizio - ed in un contesto di mercato caratterizzato, soprattutto nei primi mesi dell’anno, da una accesa competizione con accelerazione delle dinamiche di riduzione dei prezzi (in particolare sul Mobile e sui servizi tradizionali), la flessione dei ricavi risente sensibilmente anche di alcuni ulteriori fattori di discontinuità di natura regolatoria.

In particolare, ha inciso sui ricavi l’entrata in vigore dal 1° luglio 2013 del nuovo listino di terminazione su rete mobile (MTR), che prevede una riduzione della tariffa di un ulteriore 35% rispetto al primo semestre 2013 e del 61% rispetto allo stesso periodo del 2012. Inoltre, le recenti decisioni AGCom relative ai prezzi di accesso alla rete in rame hanno determinato un ulteriore impatto negativo pari a 85 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2012. Telecom Italia, nel consuntivo dei primi nove mesi del 2013, ha infatti applicato, con efficacia retroattiva al 1° gennaio 2013, i valori contenuti nei due schemi di provvedimento sui prezzi 2013 (pubblicati a luglio 2013), relativi ai canoni di accesso wholesale alla rete in rame (servizi di Unbundling del local loop, bitstream naked, bitstream condiviso). Escludendo i citati impatti della riduzione del nuovo listino di terminazione su rete mobile e della variazione dei prezzi wholesale di accesso alla rete, la performance sarebbe pari a -7,1% nel confronto con i primi nove mesi del 2012, con trend pressoché stabile nel terzo trimestre (-7,2% rispetto a -7,3 % del primo semestre 2013).

Nel dettaglio:

Ricavi Core Domestic

I ricavi Core Domestic sono pari a 11.403  milioni di euro e si riducono del 10,2% (12.701 milioni di euro nei primi nove mesi del 2012). La flessione in termini organici è del 10,3%.

Relativamente ai segmenti di mercato si segnalano le seguenti dinamiche rispetto al corrispondente periodo del 2012:

  • Consumer: i ricavi del segmento Consumer nei primi nove mesi del 2013 sono complessivamente pari a 5.960 milioni di euro, con una riduzione di 625 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2012 (-9,5%). Nel terzo trimestre si registra tuttavia un rallentamento del trend di deterioramento rispetto ai periodi precedenti (-8,9% nel primo trimestre 2013, -10,1 % nel secondo trimestre 2013), principalmente per effetto del minor impatto della riduzione dei ricavi da terminazione su Mobile (MTR) e, più marginalmente, del miglioramento delle performance commerciali e competitive sempre sul segmento Mobile. Quest’ultimo comunque presenta ancora una forte contrazione di ricavi legata alle accese dinamiche competitive e alla conseguente pressione sui prezzi e tassi di churn che hanno in particolare caratterizzato il primo semestre del 2013. La diminuzione dei ricavi dei primi nove mesi dell’anno è infatti principalmente attribuibile ai ricavi da servizi Mobile (-546 milioni di euro, pari a -16,8%), in particolare ai servizi tradizionali di voce (-503 milioni di euro, di cui 266 milioni di euro riconducibili anche alla riduzione della MTR) e Messaging (-67 milioni di euro), solo in parte compensati dallo sviluppo dei ricavi Internet Mobile (+43 milioni di euro). Anche il Fisso presenta una riduzione, rispetto ai primi nove mesi del 2012, pari a -123 milioni di euro (-3,9%) attribuibile sempre ai servizi tradizionali voce (-147 milioni di euro), a seguito della contrazione della consistenza accessi e riduzione usage di traffico, solo in minima parte recuperata dalla crescita dei servizi Broadband (+25 milioni di euro).
  • Business: il segmento Business registra nei primi nove mesi del 2013 ricavi per 3.885 milioni di euro con una riduzione rispetto allo stesso periodo del 2012 di 536 milioni di euro (-12,1%). La flessione riguarda prevalentemente i ricavi da servizi (-517 milioni di euro, pari a -12,3%), di cui -266 milioni di euro sul Mobile (-20,4%) e -273 milioni di euro sul Fisso (-9,2%). In particolare, sul Mobile tale contrazione è attribuibile alla flessione dei ricavi da traffico voce, a seguito di una diluizione dei ricavi unitari (ARPU), della già citata riduzione delle tariffe di terminazione su rete mobile (pari a -93 milioni di euro) e marginalmente alla perdita di customer base human (-0,2% rispetto allo stesso periodo del 2012). Sul Fisso continua invece ad influire l’effetto del raffreddamento della domanda dovuto al negativo contesto congiunturale e alla contrazione dei prezzi sui servizi tradizionali su voce e dati. Tale dinamiche, sia sul Mobile sia sul Fisso, trovano primi segnali di attenuazione nell’ultimo trimestre che presenta un trend di recupero (-10,7% rispetto a –12,8% del primo semestre 2013).
  • National Wholesale: il segmento Wholesale presenta, nei primi nove mesi del 2013, ricavi per complessivi 1.430 milioni di euro, con una riduzione rispetto allo stesso periodo del 2012 di 126 milioni di euro (-8,1%), flessione interamente attribuibile alle dinamiche regolatorie di riduzione dei prezzi su accesso ULL, Bitstream, Wholesale Line Rental e su terminazione.

Ricavi International Wholesale

I ricavi International Wholesale nei primi nove mesi del 2013 sono pari a 935 milioni di euro, in riduzione di 115 milioni di euro (-11%) rispetto allo stesso periodo del 2012. La flessione riguarda in particolare i servizi Fonia (-84 milioni di euro, pari a -11%), a seguito dell’annuale revisione dei rapporti bilaterali e della componente  transiti, con la conseguente focalizzazione sui rinnovi degli accordi a più alta marginalità. Risultano in contrazione i ricavi per i servizi IP/Data (-18 milioni di euro, pari a -8 %) prevalentemente sulla componente di mercato captive. Nonostante il complessivo incremento della banda totale venduta, il mercato ha anche risentito dello scenario sempre più competitivo e della conseguente contrazione dei prezzi. Risulta in flessione, in particolare sulla componente Domestic, anche il segmento di business dedicato alle società multinazionali (-16 milioni di euro, pari a -26 %). Si sottolinea peraltro che il terzo trimestre 2013, rispetto ai periodi precedenti, evidenzia un trend dei ricavi in significativo recupero rispetto allo stesso periodo del 2012 (-0,6% rispetto a -13,5% nel secondo trimestre 2013 e -18,4% del primo trimestre 2013).

La continua attenzione alla marginalità dei traffici nonché le azioni finalizzate al contenimento dei  costi hanno  quindi  consentito di generare nei primi nove mesi del 2013  un EBITDA  pari a 151  milioni di euro, che, seppur in flessione in valore assoluto (-10 milioni di euro), presenta un incremento della redditività rispetto ai primi nove mesi del 2012 di 0,8 punti percentuali.

L’EBITDA della Business Unit Domestic nei primi nove mesi del 2013 è pari a 5.861 milioni di euro e registra una riduzione di 835 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2012 (-12,5%). L’incidenza sui ricavi è pari al 48,6%, in leggera flessione rispetto al medesimo periodo del 2012 (-1,3 punti percentuali). Sul risultato incidono la contrazione dei ricavi da servizi (-1.315 milioni di euro, -394 milioni di euro nel terzo trimestre) e l’impatto della sanzione Antitrust relativa al procedimento A428 (84 milioni di euro), solo in parte recuperati dalla riduzione delle quote da riversare a favore degli altri operatori (attribuibile prevalentemente alla riduzione delle tariffe di terminazione) e dalle dinamiche di efficienza ottenute attraverso un selettivo controllo e contenimento dei costi operativi.

L’EBITDA organico nei primi nove mesi del 2013 è pari a 5.982 milioni di euro (-729 milioni di euro, -10,9% rispetto ai primi nove mesi del 2012), con un’incidenza sui ricavi pari al 49,6%, sostanzialmente in linea con l’analogo periodo dell’esercizio precedente (-0,4 punti percentuali). La riduzione percentuale dell’EBITDA, in assenza della citata riduzione dei prezzi wholesale di accesso alla rete, sarebbe stata del 9,6% (-9,7% nel terzo trimestre).

L’EBITDA del terzo trimestre del 2013 è pari a 2.037 milioni di euro, con una diminuzione di 253 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2012 (-11%). In termini organici la diminuzione è pari a 249 milioni di euro (-10,9%).

L’EBIT  della Business Unit Domestic dei primi nove mesi del 2013 è pari a 1.032 milioni di euro, con una riduzione di 2.980 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2012 (4.012 milioni di euro). L’andamento recepisce in particolare la svalutazione dell’avviamento della Cash Generating Unit Domestic di 2.187 milioni di euro, effettuata in sede di Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2013, sulla base delle risultanze del processo di impairment test.

L’EBIT organico dei primi nove mesi del 2013, calcolato escludendo in particolare la citata svalutazione dell’avviamento, è pari a 3.340 milioni di euro con una riduzione di 667 milioni di euro (-16,6%) rispetto allo stesso periodo del 2012 (4.007 milioni di euro); l’incidenza sui ricavi è passata dal 29,9% dei primi nove mesi del  2012 al 27,7% dei primi nove mesi del 2013.

L’EBIT del terzo trimestre del 2013 è pari a 1.179 milioni di euro in diminuzione di 228 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2012 (-16,2%). In termini organici la diminuzione è pari a 224 milioni di euro (-15,9%).

Il personale è pari a 52.903 unità (53.224 al 31 dicembre 2012).

                                                               ***

Brasile

(cambio medio real/euro 2,79132)

I ricavi del gruppo Tim Brasil  sono pari a 14.738 milioni di reais, con un incremento di 1.000 milioni di reais rispetto al corrispondente periodo del 2012 (+7,3%). I ricavi da servizi si attestano a 12.359 milioni di reais, in crescita del 2,1% rispetto ai 12.100 milioni di reais dei primi nove mesi del 2012. I ricavi da vendita di prodotti aumentano da 1.638 milioni di reais dei primi nove mesi del 2012 a 2.379 milioni di reais dei primi nove mesi del 2013 (+45,2%), grazie alla maggiore penetrazione delle basi clienti con  terminali di fascia alta (smarphone, webphone e tablet), quale importante leva per lo sviluppo dei ricavi da Servizi Dati.

L’ARPU è pari a 18,4 reais rispetto a 18,8 reais del corrispondente periodo del 2012 (-2,1%). La dinamica dell’ARPU e dei ricavi da servizi risente, oltre che delle dinamiche competitive che hanno portato ad una contrazione dei prezzi unitari sul business voce, anche della riduzione della tariffa d’interconnessione alla rete degli operatori mobili.

Le linee complessive al 30 settembre 2013 sono pari a 72,9 milioni, in crescita del 3,6% rispetto al 31 dicembre 2012.

I ricavi del terzo trimestre 2013 sono pari a 5.083 milioni di reais, con un incremento di 361 milioni di reais rispetto all’analogo periodo dello scorso anno (+7,6%). La crescita dei servizi è stata di 107 milioni di reais (+2,6%) e la crescita dei ricavi derivanti dalla vendita di terminali è stata di 254 milioni di reais (+40,8%) rispetto al terzo trimestre del 2012.

L’EBITDA, pari a 3.701 milioni di reais, è superiore di 115 milioni di reais rispetto ai primi nove mesi del 2012 (+3,2%). L’incremento dell’EBITDA è sostenuto dall’aumento dei ricavi, principalmente VAS, parzialmente controbilanciato dai maggiori costi per acquisti di materie  e servizi e del personale. L’EBITDA margin è pari al 25,1%, inferiore di 1 punto percentuale rispetto allo stesso periodo del 2012. Nei primi nove mesi del 2012 erano presenti oneri non organici pari a 42 milioni di reais. In termini organici nei primi nove mesi del 2013, l’EBITDA è superiore di 73 milioni di reais rispetto allo stesso periodo del 2012 (+2,0%); l’EBITDA margin organico è pari a 25,1% ed è inferiore di 1,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2012.

L’EBITDA del terzo trimestre 2013 è pari a 1.249 milioni di reais e si incrementa di 48 milioni di reais rispetto al corrispondente periodo del 2012 (+4,0%). In termini organici l’incremento è di 6 milioni di reais (+0,5%).

L’EBIT è pari a 1.682 milioni di reais con un miglioramento di 12 milioni di reais rispetto ai primi nove mesi del 2012. Tale risultato è attribuibile alla maggior contribuzione dell’EBITDA, parzialmente controbilanciata dall’aumento degli ammortamenti per 104 milioni di reais (2.017 milioni di reais nei primi nove mesi del 2013, rispetto a 1.913 milioni di reais nell’analogo periodo del 2012). In termini organici, nei primi nove mesi 2013, l’EBIT, pari a 1.682 milioni di reais, è inferiore di 30 milioni di reais rispetto allo stesso periodo del 2012 (-1,8%).

L’EBIT del terzo trimestre 2013 è pari a 561 milioni di reais,  in aumento di 1 milione di reais rispetto all’analogo periodo del 2012 (+0,2%). In termini organici la riduzione è del 6,8%.

Il personale è pari a 11.796 unità (11.622 al 31 dicembre 2012).

Argentina

(cambio medio peso/euro 6,95181)

I ricavi sono pari a 19.826 milioni di pesos con un incremento di 3.802 milioni di pesos (+23,7%) rispetto all’analogo periodo del 2012 (16.024 milioni di pesos). La principale fonte di ricavi per la Business Unit è rappresentata dalla telefonia mobile, che concorre per circa il 74% ai ricavi consolidati e che ha realizzato un incremento del 26,7% rispetto all’analogo periodo del 2012, grazie alla crescita della base clienti del mobile e all’incremento dell’ARPU.

La consistenza delle linee fisse al 30 settembre 2013 è pari a 4.124 migliaia, leggermente diminuita rispetto alla chiusura del 2012 (4.128 migliaia di linee). Benché i servizi regolamentati di telefonia fissa in Argentina continuino a essere influenzati dal congelamento tariffario imposto dalla Legge di Emergenza Economica del gennaio 2002, l’ARBU (Average Revenue Billed per User) presenta una crescita dell’ 8,6% rispetto ai primi nove mesi del 2012, grazie all’incremento dei servizi addizionali e alla diffusione dei piani di traffico.

I ricavi del terzo trimestre 2013 sono pari a 7.114 milioni di pesos e si incrementano di 1.469 milioni di pesos rispetto al corrispondente periodo del 2012 (5.645 milioni di pesos).

Il portafoglio clienti broadband complessivo di Telecom Argentina al 30 settembre 2013 si attesta a 1.669 migliaia di accessi, in aumento di 40 mila unità rispetto a fine 2012.

La base clienti di Personal in Argentina è cresciuta di 880 mila unità rispetto a fine 2012, arrivando a un totale di 19.855 migliaia di linee, il 32% delle quali con un contratto postpagato. Contestualmente, grazie all’aumento della base clienti ad alto valore e alla leadership nel segmento degli Smartphones, l’ARPU è aumentato del 18,5 % raggiungendo i 66,1 pesos (55,8 pesos nei primi nove mesi del 2012). Gran parte di tale crescita è riconducibile ai Servizi a Valore Aggiunto (inclusi SMS e Internet), che complessivamente rappresentano il 58% dei ricavi per servizi di telefonia mobile nei primi nove mesi del 2013.

In Paraguay la base clienti di Núcleo presenta una crescita del 4,6% rispetto al 31 dicembre 2012, raggiungendo le 2.407 migliaia di linee, delle quali il 20% con contratto postpagato.

L’EBITDA raggiunge i 5.537 milioni di pesos evidenziando una crescita di 823 milioni di pesos (+17,5% rispetto al corrispondente periodo del 2012). L’incidenza sui ricavi è pari al 27,9%, inferiore di 1,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2012, principalmente per la maggiore incidenza dei costi del personale e degli altri costi operativi, soprattutto a seguito dell’aumento dell’imposta sui ricavi lordi e dei maggiori oneri per accantonamenti ai fondi per rischi regolatori.

L’EBITDA del terzo trimestre 2013 è pari a 1.922 milioni di pesos e si incrementa di 339 milioni di pesos rispetto al corrispondente periodo del 2012 (1.583 milioni di pesos).

L’EBIT è pari a 2.452 milioni di pesos, con un incremento di 290 milioni di pesos (+13,4%) rispetto ai primi nove mesi del 2012, sostanzialmente dovuto al miglioramento dell’EBITDA, in parte compensato da maggiori ammortamenti e da svalutazioni di attività non correnti. L’incidenza dell’EBIT sui ricavi è pari al 12,4% (-1,1 punti percentuali rispetto all’analogo periodo dell’esercizio precedente).

L’EBIT del terzo trimestre 2013 è pari a 928 milioni di pesos e si incrementa di 218 milioni di pesos rispetto all’analogo periodo del 2012.

Il personale è pari a 16.654 unità (16.803 al 31 dicembre 2012).

Olivetti

In data 13 giugno 2012 l’assemblea della controllata Olivetti I-Jet S.p.A. ha deliberato la messa in liquidazione della società, inoltre il 2 luglio 2013 è stato deliberato l’avvio della liquidazione della controllata svizzera Olivetti Engineering S.A..

I ricavi dei primi nove mesi del 2013 ammontano a 174 milioni di euro e registrano un calo di 11 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2012.

La flessione dei ricavi è legata principalmente a minori vendite di copying and printing per 11 milioni di euro, di cui 10 milioni di euro sul mercato italiano, dove la clientela delle piccole e medie imprese e dei professionisti è la più esposta all’attuale crisi di mercato, registrando una flessione sia nelle vendite di fotocopiatrici  e prodotti connessi, sia nelle attività di noleggio macchine e per 3 milioni di euro a minori forniture di prodotti  a Telecom Italia.  A tale flessione si è contrapposto l’incremento di circa 2 milioni di euro dei ricavi dei nuovi servizi e soluzioni cloud (in particolare sul mercato italiano) mentre l’andamento dei sistemi e delle applicazioni specializzate registra nel periodo in questione una sostanziale tenuta.

Nel terzo trimestre 2013 i ricavi sono pari a 50 milioni di euro  (con una riduzione del 9,1% rispetto ai 55 milioni di euro registrati nel terzo trimestre 2012).

L’EBITDA è negativo per 28 milioni di euro, in miglioramento di 30 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2012; in particolare nei primi nove mesi del 2012 l’EBITDA recepiva gli effetti dell’accantonamento per oneri di ristrutturazione di 30 milioni di euro, effettuato a seguito dell’avvio del processo di liquidazione di Olivetti I-Jet S.p.A. Escludendo tale accantonamento, la variazione organica è pari a zero.  Sul risultato dei primi nove mesi del 2013 influiscono oneri per complessivi 9 milioni di euro a seguito dell’incendio che il 19 marzo 2013 ha completamente distrutto il magazzino ricambi. I danni complessivamente subiti dal gruppo a seguito dell’incendio erano garantiti da adeguate coperture assicurative e in data 31 ottobre 2013 il gruppo Olivetti e il pool delle società di assicurazione hanno definitivamente fissato in 19 milioni di euro la liquidazione dell’intero sinistro; i connessi effetti economici e finanziari si manifesteranno nel quarto trimestre 2013.

Escludendo gli oneri derivanti dalla distruzione del magazzino, la variazione dell’EBITDA sarebbe stata positiva per 9 milioni di euro (+32,1%), grazie sia alla sostanziale tenuta della marginalità percentuale sulle vendite, sia alla riduzione dei costi fissi. Questi due fenomeni più che compensano la minore marginalità assoluta legata al calo delle vendite.  

Nel terzo trimestre 2013 l’EBITDA reported è negativo per 5 milioni di euro (negativo per 20 milioni di euro nell’analogo periodo del 2012) .

L’EBIT è negativo per 32 milioni di euro, in miglioramento di 32 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2012. La variazione organica dell’EBIT, calcolata escludendo l’accantonamento per oneri di ristrutturazione nei primi nove mesi del 2012, è pari a zero. Se si escludono inoltre le perdite dei primi nove mesi del 2013 derivanti dalla distruzione del magazzino ricambi, l’EBIT presenta un miglioramento di 9 milioni di euro (+28,1%).

Nel terzo trimestre 2013 l’EBIT reported è negativo per 7 milioni di euro (negativo per 23 milioni di euro nel corrispondente periodo del 2012).

Il personale è pari a 724 unità, in riduzione di 54 unità rispetto al 31 dicembre 2012.

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Evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2013

Per quanto riguarda l’andamento del Gruppo Telecom Italia per l’esercizio in corso, gli obiettivi legati ai principali indicatori economici e finanziari prevedono per l’intero anno 2013:

  • Ricavi sostanzialmente stabili rispetto al 2012;
  • Riduzione percentuale dell’EBITDA “mid-single digit”;
  • Indebitamento finanziario netto rettificato inferiore a 27 miliardi di euro.

Si fa presente che i risultati a consuntivo potrebbero differire, anche significativamente, da quelli previsti per l’intero esercizio 2013. Le informazioni previsionali si basano infatti su alcune assunzioni, ritenute ragionevoli, con particolare riferimento alle dinamiche competitive del mercato delle telecomunicazioni, ai continui sviluppi della concorrenza che caratterizzano il business delle TLC in conseguenza del possibile ingresso di nuovi competitors e dell’introduzione di nuove ed innovative tecnologie, alle prospettive di crescita dell’economia e del mercato delle TLC, in Italia e negli altri mercati in cui il Gruppo opera, ai possibili sviluppi normativi e regolamentari, all’andamento dei mercati finanziari. Per loro natura tali valutazioni comportano rischi ed incertezze dipendenti da molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al di fuori della sfera di controllo del Gruppo.

Fra i principali fattori si segnalano:

  • I mutamenti nella situazione macroeconomica generale nel mercato italiano, europeo e in quello sudamericano nonché la volatilità dei mercati finanziari della “zona Euro”:
    La crisi economica globale e la perdurante debolezza dell'economia italiana nel corso degli ultimi anni hanno influenzato negativamente il business delle telecomunicazioni; il proseguimento di tale crisi potrebbe ridurre gli acquisti di prodotti e servizi ed influenzare negativamente i risultati del Gruppo, i flussi di cassa e la situazione finanziaria.
    Le operations e gli investimenti potrebbero essere influenzati negativamente dagli sviluppi della situazione complessiva, anche economica, dei Paesi in cui il Gruppo è presente.
    Le fluttuazioni dei tassi di cambio e dei tassi di interesse potrebbero influenzare negativamente i risultati del Gruppo Telecom Italia.
  • Le variazioni delle condizioni di business:
    La forte concorrenza in Italia e in altri Paesi potrebbe ridurre la quota di mercato per i servizi di telecomunicazioni del Gruppo e potrebbe causare una riduzione dei prezzi e dei margini, con un conseguente effetto negativo sui risultati operativi e sulla posizione finanziaria. In particolare, i mercati delle comunicazioni mobili sono mercati maturi e la pressione concorrenziale è ulteriormente aumentata.
    Il Brasile sta evidenziando un generale rallentamento dell’economia che si è riflesso in parte anche sul mercato della telefonia mobile; quest’ultimo sta risentendo inoltre di un livello crescente di concorrenza e di una pressione competitiva sui prezzi; il protrarsi di tali effetti potrebbe avere effetti negativi sulle prospettive di sviluppo della Società e/o del Gruppo in Brasile.
    L’andamento del business e i flussi di cassa potrebbero essere influenzati negativamente se non si fosse  in grado di implementare nuovi servizi, stimolando un maggiore utilizzo delle nostre reti fisse e wireless. Il perdurare dei rapidi cambiamenti nelle tecnologie potrebbe aumentare il livello di concorrenza, ridurre l'utilizzo dei servizi tradizionali e imporci di fare ulteriori ingenti investimenti.
  • I mutamenti delle norme legislative e regolatorie:
    Poiché il Gruppo opera in un settore fortemente regolamentato, le decisioni delle Autorità di vigilanza e regolatorie, comprese quelle sulle tariffe regolamentate, nonché i cambiamenti nel quadro normativo potrebbero influenzare negativamente l’andamento del business.
  • Gli esiti di controversie e contenziosi con autorità regolatorie, concorrenti e altri soggetti:
    Il Gruppo deve affrontare controversie e contenziosi con autorità fiscali, autorità di regolamentazione, autorità garanti della concorrenza, altri operatori di TLC ed altri soggetti. I possibili impatti di tali procedimenti sono generalmente incerti. Questi temi potrebbero, individualmente o nel loro insieme, in caso di soluzione sfavorevole per il Gruppo, avere un effetto negativo sui risultati operativi, sulla situazione finanziaria e sui flussi di cassa.
  • I rischi finanziari:
    Il già citato contesto macroeconomico e di mercato non favorevole impone di considerare fra i possibili rischi del Gruppo il peggioramento del merito di credito da parte delle agenzie di rating.
    Le emissioni obbligazionarie del Gruppo non contengono covenant finanziari (quali ratio Debt/EBITDA, EBITDA/Interessi o simili), né clausole che forzino il rimborso anticipato dei prestiti in funzione di eventi diversi dall’insolvenza.
    I rischi e/o gli impatti derivanti da un eventuale peggioramento del merito di credito  sui futuri rifinanziamenti, sui costi a essi collegati e sul processo di valutazione dell’avviamento non sono al momento stimabili. L’aumentata rischiosità per le nostre controparti finanziarie che deriverebbe da un eventuale peggioramento del merito di credito di Telecom Italia potrebbe comportare un incremento di costi connesso alla gestione del portafoglio di derivati di copertura del Gruppo, costi che non sono anch’essi stimabili al momento.

                                                               ***

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Piergiorgio Peluso dichiara ai sensi del comma 2, articolo 154-bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

Milano, 7 novembre 2013