Telecom Italia: esaminata e approvata dal Consiglio di Amministrazione la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2013

02/08/2013 - 07:35

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Telecom Italia: esaminata e approvata dal Consiglio di Amministrazione la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2013

  • Societarizzazione rete: Cda valuta positivamente recenti decisioni Agcom e conferma volonta’ societa’ a proseguire su implementazione progetto
  • Ricavi: 13.760 milioni di euro, -2,7% in termini organici rispetto al primo semestre 2012
  • EBITDA: 5.236 milioni di euro, -6,8% in termini organici rispetto al primo semestre 2012
  • Svalutazione dell’avviamento per complessivi 2,2 miliardi di euro
  • EBIT: 353 milioni di euro (-13% in termini organici rispetto al primo semestre 2012) quale conseguenza della svalutazione dell’avviamento; senza tale intervento l’EBIT si attesta a 2.540 milioni di euro
  • Risultato Netto Consolidato: -1.407 milioni di euro; escludendo gli effetti della svalutazione dell’avviamento per complessivi 2,2 miliardi di euro, l’utile si attesta a circa 800 milioni di euro (1,2 miliardi di euro nel primo semestre 2012)
  • Indebitamento finanziario netto rettificato: 28.813 milioni di euro, in calo di 1,5 miliardi rispetto al 30 giugno 2012; tale dato risulta in aumento di circa 500 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2012
  • Confermate guidance 2013 per ricavi organici consolidati (“stable”) e indebitamento netto rettificato (inferiore a 27 miliardi di euro). rivista al ribasso la guidance 2013 relativa al dato ebitda organico di gruppo: da “low-single digit decline” a “mid-single digit decline”
  • Per il domestic rivista al ribasso la guidance dell’ EBITDA organico 2013 che passa da “mid-single digit decline” a “high-single digit decline”

Bernabe’: “Telecom Italia sta ponendo in essere significative azioni volte ad incrementare il livello di efficienza operativa e ad assicurare il raggiungimento del deleverage previsto per la fine dell'anno. al contempo, viene dato un rinnovato impulso allo sviluppo della nuova rete in fibra, che offrira' un importante contributo alla futura stabilizzazione dell'EBITDA domestico e al piano di sviluppo lte, complemento necessario per un'offerta Ultrabroadband convergente.

Parallelamente, a valle della comunicazione Agcom con la quale si ufficializza la conclusione positiva della preistruttoria e la verifica dei requisiti di affidabilita’ e serieta’ del progetto di societarizzazione della rete di accesso, Telecom Italia conferma l’intenzione di procedere nell’operazione come già comunicato il 30 maggio.

In Italia, in un contesto di mercato caratterizzato da una forte pressione sui prezzi, in particolare sul mobile, nel secondo trimestre abbiamo risposto fermamente con offerte molto competitive, investendo una parte della marginalita’ nella difesa e nell’acquisizione di clienti anche mediante l’utilizzo di innovative offerte convergenti fisso-mobile.”

I risultati dei primi sei mesi del 2013 verranno illustrati alla comunità finanziaria durante una conference call che si svolgerà oggi alle ore 12:00 (ora italiana). I giornalisti potranno seguire telefonicamente lo svolgimento della presentazione, senza facoltà di effettuare domande, collegandosi al numero: +39 06 33168.

Per coloro che non potranno collegarsi in diretta sarà possibile riascoltare la presentazione, fino a venerdì 9 agosto 2013 collegandosi al numero: +39 06 334843 (codice di accesso 550959#).E’ possibile seguire la conference call in audio webcasting live e on demand con slideshow su www.telecomitalia.com/1H2013/ita.

Il Gruppo Telecom Italia, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS, utilizza alcuni indicatori alternativi di performance, al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria. In particolare, gli indicatori alternativi di performance si riferiscono a: EBITDA; EBIT; variazione organica dei ricavi, dell’EBITDA e dell’EBIT; indebitamento finanziario netto contabile e rettificato. Per maggiori dettagli su tali indicatori si veda l’allegato  “Indicatori alternativi di performance”.

La Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2013 del Gruppo Telecom Italia è stata redatta nel rispetto dell’art. 154–ter (Relazioni finanziarie) del D.Lgs. n. 58/1998 (Testo Unico della Finanza - TUF) e successive modifiche e integrazioni e predisposta in conformità ai principi contabili internazionali emessi dall’International Accounting Standards Board e omologati dall’Unione Europea (“IFRS”), nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 del D.Lgs n. 38/2005.

I criteri contabili e i principi di consolidamento adottati per la formazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2013 sono omogenei a quelli utilizzati in sede di Bilancio consolidato annuale al 31 dicembre 2012, cui si rimanda, fatti salvi i nuovi principi/interpretazioni adottati dal Gruppo che non hanno avuto impatti sul Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2013, fatta eccezione per gli effetti derivanti dall’adozione, in via prospettica, dell’IFRS 13 (Valutazione del fair value). Si segnala inoltre che il paragrafo “Evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2013” contiene dichiarazioni previsionali (forward-looking statements) riguardanti intenzioni, convinzioni o attuali aspettative del Gruppo in relazione ai risultati finanziari e ad altri aspetti delle attività e strategie del Gruppo. Il lettore del  presente comunicato non deve porre un indebito affidamento su tali dichiarazioni previsionali in quanto i risultati consuntivi potrebbero differire significativamente da quelli contenuti in dette previsioni come conseguenza di molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al di fuori della sfera di controllo del Gruppo.

Si precisa infine che l’attività di revisione contabile limitata sul Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2013 del Gruppo Telecom Italia non è ancora stata completata.

                                        ***

Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia, riunitosi ieri sotto la presidenza di Franco Bernabè, ha esaminato e approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2013.

Franco Bernabè ha commentato: “Il primo semestre 2013 è stato condizionato dalla fragilità della cornice economica domestica e da una riduzione della crescita dell’economia nei paesi latinoamericani. In Italia si è inoltre registrata la prosecuzione della pressione dei prezzi, in particolare sul mercato Mobile Consumer, a cui si è aggiunto un significativo impatto negativo derivante dagli aspetti regolamentari. In questo contesto, si è deciso di rispondere fermamente alle offerte dei concorrenti sul mercato mobile, investendo una parte di marginalità per aprire la strada alla difesa e all’acquisizione netta di clienti, anche mediante l’utilizzo di innovative offerte convergenti fisso – mobile”.

“Telecom Italia”, ha sottolineato il Presidente, “preso atto del contesto, ha ritenuto opportuno procedere a una revisione al ribasso della guidance per l'anno relativa all'EBITDA consolidato, passata da "low-single digit decline" a "mid-single digit decline", così come all’EBITDA domestic, che passa da “mid-single digit decline” a "high-single digit decline". Le dinamiche operative e finanziarie in corso consentono invece di confermare per il 2013 sia la guidance "Stable" per il fatturato di Gruppo, sia quella di riduzione del debito netto sotto i 27 miliardi di euro”.

“Pur continuando ad annunciarsi sfidanti le condizioni complessive anche per la seconda parte dell’anno – ha proseguito Bernabè - la Società si attende un progressivo allentamento della pressione competitiva, un quadro regolatorio più stabile e un iniziale miglioramento dell'andamento economico”.

“Sul progetto di scorporo della rete di accesso - ha rilevato il Presidente della Società -  dopo aver preso atto delle decisioni dell’ AGCom del 25 luglio relative alla ammissibilità e solidità del progetto, confermiamo la nostra volontà di procedere celermente nello scorporo dell’infrastruttura di accesso secondo quanto approvato e comunicato il 30 maggio”.

 “Telecom Italia – ha concluso Bernabè - sta ponendo in essere significative azioni volte ad incrementare il livello di efficienza operativa e ad assicurare il raggiungimento del deleverage previsto per la fine dell'anno.  Al contempo, viene dato un rinnovato impulso allo sviluppo della nuova rete in Fibra, che offrirà un importante contributo alla futura stabilizzazione dell'EBITDA domestico, e al piano di sviluppo LTE, complemento necessario per un'offerta Ultrabroadband convergente. In questo ambito, verranno perseguite tutte le opportunità offerte dall'annunciato progetto di separazione strutturale della rete d'accesso fissa, e si continueranno a valutare future occasioni di consolidamento nel mobile”.

Principali variazioni del perimetro di consolidamento del gruppo Telecom Italia

Nel corso del primo semestre 2013 si è verificata la seguente variazione del perimetro di consolidamento:

  • La7 S.r.l. - Media: In data 30 aprile 2013, dopo aver ricevuto le autorizzazioni previste dalla normativa applicabile, Telecom Italia Media ha perfezionato la cessione di La7 S.r.l. a Cairo Communication. Conseguentemente la società è uscita dal perimetro di consolidamento.

Nel corso del 2012 si era verificata la seguente variazione:

  • Matrix - Altre attività: la società è stata ceduta il 31 ottobre 2012, ed è conseguentemente uscita dal perimetro di consolidamento.

Gruppo Telecom Italia

I ricavi nel primo semestre 2013 ammontano a 13.760 milioni di euro, in calo del 7% rispetto al primo semestre 2012 (14.793 milioni di euro). In termini di variazione organica i ricavi consolidati registrano una riduzione del 2,7% (-375 milioni di euro).

In dettaglio, la variazione organica dei ricavi è calcolata escludendo:

  • l’effetto delle variazioni dei cambi pari a -634 milioni di euro, principalmente relativo alla Business Unit Brasile (-352 milioni di euro) e alla Business Unit Argentina (-280 milioni di euro);
  • l’effetto della variazione del perimetro di consolidamento (-33 milioni di euro) conseguente alla cessione della società Matrix (Altre Attività) il 31 ottobre 2012 e di La7 S.r.l. (Media) il 30 aprile 2013.

Il dettaglio dei ricavi ripartiti per settore operativo è il seguente:

(milioni di euro)

1° Semestre 2013

1° Semestre 2012

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica

Domestic

8.104

58,9

9.048

61,2

(944)

(10,4)

(10,5)

Core Domestic

7.687

55,9

8.570

57,9

(883)

(10,3)

(10,4)

International Wholesale

596

4,3

709

4,8

(113)

(15,9)

(15,7)

Brasile

3.620

26,3

3.733

25,2

(113)

(3,0)

7,1

Argentina

1.890

13,7

1.823

12,3

67

3,7

22,5

Media, Olivetti e Altre Attività

212

1,5

290

2,0

(78)

 

 

Rettifiche ed Elisioni

(66)

(0,4)

(101)

(0,7)

35

 

 

Totale consolidato

13.760

100,0

14.793

100,0

(1.033)

(7,0)

(2,7)

L’EBITDA è  pari a 5.236 milioni di euro e diminuisce, rispetto al primo semestre 2012, di 623 milioni di euro (-10,6%), con un’incidenza sui ricavi del 38,1% (39,6% nel primo semestre 2012). In termini organici l’EBITDA si riduce di 391 milioni di euro (-6,8%) rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente e l’incidenza sui ricavi registra una flessione di 1,8 punti percentuali, passando dal 40,7% del primo semestre 2012 al 38,9% del primo semestre 2013, a causa del maggior peso dei ricavi del Sud America, la cui marginalità è inferiore a quella del Business Domestico.

Il dettaglio dell’EBITDA e dell’incidenza percentuale del margine sui ricavi, ripartiti per settore operativo, è il seguente:

(milioni di euro)

1° Semestre 2013

1° Semestre 2012

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica

Domestic

3.824

73,0

4.406

75,2

(582)

(13,2)

(10,9)

% sui Ricavi

47,2

 

48,7

 

 

(1,5) pp

(0,1) pp

Brasile

919

17,6

987

16,8

(68)

(6,9)

2,8

% sui Ricavi

25,4

 

26,5

 

 

(1,1) pp

(1,,1) pp

Argentina

537

10,3

550

9,4

(13)

(2,4)

15,5

% sui Ricavi

28,4

 

30,2

 

 

(1,8) pp

(1,8) pp

Media, Olivetti e Altre Attività

(40)

(0,8)

(81)

(1,3)

41

 

 

Rettifiche ed elisioni

(4)

(0,1)

(3)

(0,1)

(1)

 

 

Totale consolidato

5.236

100,0

5.859

100,0

(623)

(10,6)

(6,8)

% sui Ricavi

38,1

 

39,6

 

 

(1,5) pp

(1,8) pp

Le svalutazioni di attività non correnti sono pari a 2.213 milioni di euro e si riferiscono principalmente alla svalutazione di 2.187 milioni di euro dell’avviamento attribuito alla Cash Generating Unit Core Domestic nell’ambito della Business Unit Domestic.

La valutazione, nel rispetto della specifica procedura di cui il Gruppo si è dotato, ha tenuto in considerazione il deterioramento del contesto macroeconomico sia in termini generali, con riferimento all’andamento delle prospettive economiche Italiane, che in termini specifici, in relazione alle aspettative del management circa l’impatto atteso, su tutto il 2013 e sugli anni a venire, delle recenti decisioni AGCom sui prezzi di accesso wholesale alla rete in rame, nonché delle performance commerciali registrate dalla Business Unit Domestic nel primo semestre; sono inoltre state prese in considerazione le aspettative degli analisti circa le performance attese da parte della Business Unit in oggetto, nonché l’andamento degli indicatori finanziari e dei tassi di interesse.

L’EBIT è pari a 353 milioni di euro (3.199 milioni di euro nel primo semestre 2012) e sconta l’impatto della citata svalutazione di 2.187 milioni di euro dell’Avviamento attribuito al business Domestico.

L’EBIT organico ammonta a 2.763 milioni di euro, con una variazione negativa di 412 milioni di euro

(-13%) rispetto al primo semestre 2012 e un’incidenza sui ricavi del 20,1% (22,5% nel primo semestre 2012).

L’utile del periodo attribuibile ai Soci della Controllante è negativo per 1.407 milioni di euro, con una flessione di 2.649 milioni di euro rispetto al primo semestre 2012 (1.242 milioni di euro). Escludendo l’impatto negativo della svalutazione dell’avviamento, l’utile del periodo sarebbe positivo per circa 800 milioni di euro.

Gli investimenti industriali sono pari a 2.193 milioni di euro, in lieve calo rispetto al primo semestre 2012 (2.269 milioni di euro) e sono così ripartiti:

(milioni di euro)

1° Semestre 2013

1° Semestre 2012

Variazione

 

 

peso %

 

peso %

 

Domestic

1.345

61,3

1.333

58,7

12

Brasile

597

27,2

662

29,2

(65)

Argentina

231

10,5

236

10,4

(5)

Media, Olivetti e Altre Attività

20

1,0

38

1,7

(18)

Rettifiche ed elisioni

Totale consolidato

2.193

100,0

2.269

100,0

(76)

% sui Ricavi

15,9

 

15,3

 

0,6 pp

Gli investimenti industriali della Business Unit Domestic sono sostanzialmente in linea con l’analogo periodo dell’esercizio precedente: all’incremento connesso alla prosecuzione dei piani realizzativi delle reti di nuova generazione (rete LTE e fibra) si è contrapposto il minor fabbisogno per attività di delivery su nuovi impianti tradizionali, in relazione al rallentamento delle dinamiche commerciali sugli accessi del Fisso.

Gli investimenti industriali della Business Unit Brasile registrano un decremento di 65 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2012 (comprensivo di un effetto cambio negativo per 62 milioni di euro); la riduzione è principalmente attribuibile alla dinamica dei nuovi investimenti di rete e alla definizione di nuovi contratti con i principali fornitori.

Gli investimenti industriali della Business Unit Argentina registrano un decremento di 5 milioni di euro, comprensivo di un effetto cambio negativo di 36 milioni di euro, in assenza del quale sarebbero risultati in crescita. Oltre che ai costi di acquisizione della clientela, gli investimenti sono stati indirizzati all’ampliamento e all’upgrade dei servizi a banda larga su rete fissa e al backhauling, per sostenere lo sviluppo dell’accesso mobile. Inoltre, Telecom Personal ha investito principalmente nell’aumento di capacità e nell’ampliamento della rete 3G per sostenere la crescita di Internet mobile.

Il flusso di cassa della gestione operativa è pari a 1.277 milioni di euro (2.243 milioni di euro nel primo semestre 2012). Tale risultato, già normalmente inferiore rispetto a quello del secondo semestre, ha infatti risentito in misura maggiore rispetto all’ordinario della stagionale dinamica degli esborsi relativi al fatturato passivo dell’ultima parte dell’esercizio precedente.

L’indebitamento finanziario netto rettificato al 30 giugno 2013 è pari a 28.813 milioni di euro, in riduzione di 1,5 miliardi di euro rispetto al 30 giugno 2012.

Nel secondo trimestre 2013 l’indebitamento finanziario netto rettificato si è mantenuto sostanzialmente stabile rispetto al 31 marzo 2013. Il flusso di cassa della gestione operativa del trimestre (circa 1,13 miliardi di euro) è stato interamente assorbito dal fabbisogno per il pagamento di dividendi, oneri finanziari e imposte, dagli effetti derivanti dall’operazione di cessione di La7, avvenuta a fine aprile, e dal pagamento dei diritti d’uso delle frequenze di telefonia mobile in Brasile.

(milioni di euro)

30.6.2013

31.3.2013

Variazione

Indebitamento finanziario netto contabile

29.786

29.516

270

Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie

(973)

 (749)

(224)

Indebitamento finanziario netto rettificato

28.813

28.767

46

Così dettagliato:

 

 

 

Totale debito finanziario lordo rettificato

36.007

37.222

(1.215)

Totale attività finanziarie rettificate

(7.194)

(8.455)

1.261

L’indebitamento finanziario netto contabile è pari a 29.786 milioni di euro (29.053 milioni di euro al 31 dicembre 2012).

Il personale del Gruppo al 30 giugno 2013 è pari a 82.163 unità (83.184 al 31 dicembre 2012), di cui 53.622 in Italia (54.419 al 31 dicembre 2012).

                                                                ***

I risultati delle Business Unit

I dati al 30 giugno 2013 di Telecom Italia Media sono riportati nel comunicato stampa che è stato diramato il 30 luglio a valle del Consiglio di Amministrazione della Società.

Domestic

I ricavi Domestic, pari a 8.104 milioni di euro (9.048 milioni di euro nel primo semestre 2012), si riducono del 10,4% in termini reported e del 10,5% in termini organici.

In un negativo scenario congiunturale ed in un contesto di mercato caratterizzato da una accesa competizione con accelerazione delle dinamiche di riduzione dei prezzi (in particolare sul Mobile e sui servizi tradizionali), la flessione dei ricavi risente sensibilmente anche di alcuni ulteriori fattori di discontinuità di natura regolatoria.

In particolare, hanno inciso sui ricavi l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2013 del nuovo listino di terminazione su rete mobile (MTR), che prevede una riduzione della tariffa di un ulteriore 40% rispetto al secondo semestre 2012 e del 72% rispetto al primo semestre 2012, nonché le recenti decisioni AGCom con riguardo ai prezzi di accesso wholesale alla rete in rame (servizi di Unbundling del local loop, bitstream naked, bitstream condiviso). Escludendo l’impatto della riduzione del nuovo listino di terminazione su rete mobile (MTR), pari a 247 milioni di euro, e della citata variazione dei prezzi wholesale di accesso alla rete in rame, pari a 58 milioni di euro, la performance del primo semestre 2013 segnerebbe una variazione del -7,1% nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, con un trend pressoché in linea con le dinamiche della prima parte dell’esercizio 2013. Tale riduzione è in particolare attribuibile alla contrazione dei ricavi sui servizi tradizionali, solo marginalmente recuperata dallo sviluppo di servizi innovativi, in particolare su Broadband Fisso, ICT e Mobile Internet del segmento Consumer.

Nel dettaglio:

  • Ricavi Core Domestic

I ricavi Core Domestic sono pari a 7.687 milioni di euro e si riducono del 10,3% (8.570 milioni di euro nei primi sei mesi del 2012), con una flessione in termini organici del 10,4%.

Relativamente ai segmenti di mercato si segnalano le seguenti dinamiche rispetto al corrispondente periodo del 2012:

  • Consumer: i ricavi del segmento Consumer sono pari a 4.012 milioni di euro, con una riduzione di 420 milioni di euro rispetto al primo semestre 2012 (-9,5%); l’andamento conferma il trend di deterioramento rispetto ai periodi precedenti (-8,9% nel primo trimestre 2013), attribuibile in particolare alla forte erosione nel Mobile (-16,4% rispetto a -14,7% nel primo trimestre 2013), dovuta alle accese dinamiche competitive, alla conseguente perdita di Customer Base (circa -5% rispetto al 30 giugno 2012 e -3% rispetto al 31 dicembre 2012) ed all’impatto negativo della riduzione delle tariffe di terminazione (-216 milioni di euro nel primo semestre sul Mobile). La diminuzione è interamente attribuibile ai ricavi da servizi (-383 milioni di euro, -17,5%), in particolare sui servizi tradizionali di Fonia Mobile (-350 milioni di euro, in parte conseguenti alla citata introduzione del nuovo listino di terminazione, che ha un impatto di 186 milioni di euro sul segmento Consumer), Fonia Fisso (-91 milioni di euro) e Messaging (-44 milioni di euro), solo in parte compensata dallo sviluppo dei ricavi Internet Mobile (+22 milioni di euro) e da Broadband Fisso (+18 milioni di euro).
  • Business: il segmento Business registra nel primo semestre 2013 ricavi per 2.627 milioni di euro con una riduzione rispetto allo stesso periodo del 2012 di 386 milioni di euro (-12,8%). La flessione riguarda prevalentemente i ricavi da servizi (-367 milioni di euro), di cui -202 milioni di euro sul Mobile (-22,5%) e -182 milioni di euro sul Fisso (-9,1%). In particolare, sul Mobile tale contrazione è in parte attribuibile alla flessione dei ricavi da traffico voce, a seguito della citata riduzione del nuovo listino di terminazione su rete mobile (pari a -61 milioni di euro sul segmento Business), ma anche ad una riduzione dei ricavi unitari (ARPU) e più marginalmente alla perdita di customer base human (-2% rispetto al 30 giugno 2012), in particolare sul segmento Soho e SME. Sul Fisso continua ad influire l’effetto del raffreddamento della domanda dovuto al negativo contesto congiunturale e la contrazione dei prezzi sui servizi più tradizionali su voce e dati.
  • National Wholesale: il segmento Wholesale presenta nel primo semestre 2013 ricavi per complessivi 964 milioni di euro, con una riduzione rispetto allo stesso periodo del 2012 di 71 milioni di euro  (-6,9%), interamente attribuibile alle citate dinamiche regolatorie di riduzione dei prezzi su accesso ULL, Bitstream, Wholesale Line Rental e terminazione.
  • Ricavi International Wholesale

I ricavi del primo semestre 2013 di International Wholesale sono pari a 596 milioni di euro, in riduzione di 113 milioni di euro (-15,9%) rispetto allo stesso periodo del 2012. La flessione riguarda in particolare i servizi Fonia (-90 milioni di euro, -18%), a seguito della annuale revisione dei rapporti bilaterali e della componente transiti, con conseguente focalizzazione sui rinnovi degli accordi a più alta marginalità. Risultano in contrazione i ricavi per i servizi IP/Data (-10 milioni di euro, -7%) prevalentemente sulla componente di mercato captive. Nonostante il complessivo incremento della banda totale venduta, il mercato ha risentito dello scenario sempre più competitivo e della conseguente contrazione dei prezzi. Risulta in flessione, in particolare sulla componente Domestic, anche il segmento di business MNC’s (-11 milioni di euro, -27%). A fronte di queste riduzioni, la più accentuata focalizzazione sulle direttrici di traffico internazionale a maggiore marginalità, nonché la continua attenzione e le azioni finalizzate al contenimento dei costi hanno consentito, nel semestre, di generare un EBITDA pari a 96 milioni di euro, con un incremento della redditività rispetto allo stesso periodo del 2012 di circa 2 punti percentuali, seppur in lieve in flessione in valore assoluto.

L’EBITDA della Business Unit Domestic è pari a 3.824 milioni di euro e registra una riduzione di 582 milioni di euro rispetto al primo semestre del 2012 (-13,2%). L’incidenza sui ricavi è pari al 47,2%, in leggera flessione rispetto ai primi sei mesi del 2012 (-1,5 punti percentuali). Sul risultato incide la contrazione dei ricavi da servizi (-921 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2012) e l’impatto della sanzione Antitrust relativa al procedimento A428 (84 milioni di euro), fenomeni solo in parte recuperati dalla riduzione delle quote da riversare a favore degli altri operatori, attribuibile prevalentemente alla riduzione delle tariffe di terminazione, e dalle dinamiche di efficienza ottenute attraverso un selettivo controllo e contenimento dei costi operativi.
L’EBITDA organico è pari a 3.943 milioni di euro (-480 milioni di euro, -10,9% rispetto al primo semestre del 2012), con un’incidenza sui ricavi pari al 48,7%, sostanzialmente in linea con l’analogo periodo dell’esercizio precedente (-0,1 punti percentuali).

L’EBIT della Business Unit Domestic è pari a -147 milioni di euro, con una riduzione di 2.752 milioni di euro rispetto al primo semestre 2012 (2.605 milioni di euro). L’andamento recepisce in particolare la svalutazione dell’avviamento della Cash Generating Unit Core Domestic di 2.187 milioni di euro.

L’EBIT organico, calcolato escludendo la citata svalutazione, è pari a 2.159 milioni di euro,  con una riduzione di 443 milioni di euro (-17%) rispetto al primo semestre 2012 (2.602 milioni di euro); l’incidenza sui ricavi è passata dal 28,7% del primo semestre 2012 al 26,6% del primo semestre 2013.

Il personale, pari a 52.997 unità, è diminuito di 227 unità rispetto al 31 dicembre 2012.

                                                                        ***

Brasile

(cambio medio real/euro 2,66695)

I ricavi del gruppo Tim Brasil sono pari a 9.655 milioni di reais, superiori di 639 milioni di reais rispetto al primo semestre 2012 (+7,1%). I ricavi da servizi si attestano a 8.152 milioni di reais, in crescita rispetto a 8.000 milioni di reais del primo semestre 2012 (+1,9%). I ricavi da vendita di prodotti aumentano da 1.016 milioni di reais del primo semestre 2012 a 1.503 milioni di reais (+47,9%), grazie alla maggiore penetrazione dei terminali di fascia alta (smarphone, webphone e tablet), quale importante leva per lo sviluppo dei ricavi da Servizi Dati.

L’ARPU mobile è pari a 18,3 reais rispetto a 18,7 reais del primo semestre 2012 (-2,1%). La dinamica dell’ARPU e dei ricavi da servizi risente, oltre che delle dinamiche competitive che hanno portato ad una contrazione dei prezzi unitari sul business voce, anche della riduzione della tariffa d’interconnessione alla rete degli operatori mobili.

Le linee complessive al 30 giugno 2013 sono pari a 72,2 milioni, in aumento del 2,6% rispetto al 31 dicembre 2012, e corrispondono ad un market share del 27,2%.

L’EBITDA, pari a 2.452 milioni di reais, è superiore di 67 milioni di reais rispetto al primo semestre 2012 (+2,8%). L’incremento dell’EBITDA è sostenuto dall’aumento dei ricavi, principalmente VAS, parzialmente controbilanciato dal maggior costo di terminazione dovuto all’aumento dei volumi di traffico e dai costi industriali e del personale. L’EBITDA margin è pari al 25,4%, inferiore di 1,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2012.

L’EBIT è pari a 1.121 milioni di reais con un miglioramento di 11 milioni di reais rispetto al primo semestre 2012. Tale risultato è attribuibile alla maggior contribuzione dell’EBITDA, parzialmente controbilanciata dall’aumento degli ammortamenti per 59 milioni di reais (1.330 milioni di reais nel primo semestre 2013, rispetto a 1.271 milioni di reais nell’analogo periodo del 2012).

Il personale è pari a 11.494 unità (11.622 al 31 dicembre 2012).

Argentina

(cambio medio peso/euro 6,72696)

I ricavi sono pari a 12.712 milioni di pesos con un incremento di 2.333 milioni di pesos (+22,5%) rispetto al primo semestre 2012 (10.379 milioni di pesos). La principale fonte di ricavi per la Business Unit è rappresentata dalla telefonia mobile, che concorre per circa il 74% ai ricavi consolidati e che ha realizzato un incremento del 25% rispetto al primo semestre 2012, grazie alla crescita della base clienti del mobile e all’incremento dell’ARPU.

La consistenza delle linee fisse al 30 giugno 2013 è pari a 4.114 migliaia, leggermente diminuita rispetto alla chiusura del 2012 (4.128 migliaia di linee). Benché i servizi regolamentati di telefonia fissa in Argentina continuino a essere influenzati dal congelamento tariffario imposto dalla Legge di Emergenza Economica del gennaio 2002, l’ARBU (Average Revenue Billed per User) presenta una crescita dell’ 8,5% rispetto al primo semestre 2012, grazie all’incremento dei servizi addizionali e alla diffusione dei piani di traffico.

Il portafoglio clienti broadband complessivo di Telecom Argentina al 30 giugno 2013 è sostanzialmente in linea rispetto a fine 2012 e si attesta a 1.634.000 accessi.

La base clienti di Personal in Argentina è cresciuta di 332 mila unità rispetto a fine 2012, arrivando a un totale di 19.307 migliaia di linee, il 33% delle quali con un contratto postpagato. Contestualmente, grazie all’aumento della base clienti ad alto valore e alla leadership nel segmento degli Smartphones, l’ARPU è aumentato del 16,8 % raggiungendo i 63,8 pesos (54,6 pesos nel primo semestre 2012). Gran parte di tale crescita è riconducibile ai Servizi a Valore Aggiunto (inclusi SMS e Internet), che complessivamente rappresentano il 56% dei ricavi per servizi di telefonia mobile nel primo semestre 2013.

In Paraguay la base clienti di Núcleo presenta una crescita del 3,5% rispetto al 31 dicembre 2012,

raggiungendo le 2.381 migliaia di linee, delle quali il 20% con contratto postpagato.

L’EBITDA raggiunge i 3.615 milioni di pesos evidenziando una crescita di 484 milioni di pesos (+15,5% rispetto al primo semestre 2012). L’incidenza sui ricavi è pari al 28,4%, inferiore di 1,8 punti percentuali rispetto al primo semestre 2012, principalmente per la maggiore incidenza dei costi del personale e degli altri costi operativi, soprattutto a seguito dei maggiori oneri per imposte indirette e tasse, per effetto dell’aumento dell’imposta sui ricavi lordi.

L’EBIT è pari a 1.524 milioni di pesos, con un incremento di 72 milioni di pesos (+5,0%) rispetto al primo semestre 2012, sostanzialmente dovuto al miglioramento dell’EBITDA, in parte compensato da maggiori ammortamenti e da svalutazioni di attività non correnti. L’incidenza dell’EBIT sui ricavi è pari al 12,0% (-2 punti percentuali rispetto al primo semestre 2012).

Il personale è pari a 16.713 unità (16.803 al 31 dicembre 2012).

Olivetti

In data 13 giugno 2012 l’assemblea della controllata Olivetti I-Jet S.p.A. ha deliberato la messa in liquidazione della società, inoltre il 2 luglio 2013 è stato deliberato l’avvio della liquidazione della controllata svizzera Olivetti Engineering S.A..

I ricavi del primo semestre 2013 ammontano a 124 milioni di euro e registrano un calo di 6 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2012.

La flessione dei ricavi è legata principalmente a minori vendite di copying and printing sul mercato italiano, dove la clientela delle piccole e medie imprese e dei professionisti è la più esposta all’attuale crisi di mercato, registrando una flessione di circa 9 milioni di euro (di cui 4 milioni di euro per minori vendite di fotocopiatrici e prodotti connessi, e 5 milioni di euro per la contrazione delle attività di noleggio macchine). A tale flessione si è contrapposto l’andamento delle vendite dei sistemi e delle applicazioni specializzate, che registrano nel semestre maggiori ricavi per 4 milioni di euro (di cui 3 milioni di euro in Italia e 1 milione di euro in Europa) e, sul mercato italiano, l’incremento dei ricavi dei nuovi servizi e soluzioni cloud (+1 milione di euro).

L’EBITDA è negativo per 23 milioni di euro in miglioramento di 15 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2012 (+39,5%). In particolare nel primo semestre 2012 l’EBITDA recepiva gli effetti dell’accantonamento per oneri di ristrutturazione di 16,5 milioni di euro, effettuato a giugno 2012 a seguito dell’avvio del processo di liquidazione di Olivetti I-Jet S.p.A.. Escludendo tale accantonamento, la variazione organica è pari a -4,5%. Sul risultato del primo semestre 2013 influiscono peraltro oneri per complessivi 9 milioni di euro, a seguito dell’incendio che il 19 marzo 2013 ha completamente distrutto il magazzino ricambi. Le merci erano coperte da adeguate coperture assicurative e si attende entro l’esercizio in corso la liquidazione dell’indennizzo. Al netto di questa componente, la variazione dell’EBITDA sarebbe stata positiva per 8 milioni di euro (+36,4%), grazie sia alla sostanziale tenuta della marginalità percentuale sulle vendite, sia alla riduzione dei costi fissi (che beneficiano degli effetti della chiusura nel 2012 del settore ink-jet). Questi due fenomeni più che compensano la minore marginalità assoluta legata al calo delle vendite.

L’EBIT è negativo per 25 milioni di euro, in miglioramento di 16 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2012. La variazione organica dell’EBIT, calcolata escludendo l’accantonamento per oneri di ristrutturazione del primo semestre 2012, è pari a zero. Se si escludono inoltre le perdite del primo semestre 2013, derivanti dalla distruzione del magazzino ricambi, l’EBIT presenta un miglioramento di 9 milioni di euro (+36%).

Il personale è pari a 729 unità, in riduzione di 49 unità rispetto al 31 dicembre 2012.

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Evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2013

Il difficile contesto congiunturale e di mercato, caratterizzato da accesa competizione, nonché l’impatto negativo derivante dagli aspetti regolamentari, nel mercato Domestico, hanno comportato la rivisitazione degli obiettivi della Business Unit Domestic, in particolare per quanto concerne la riduzione attesa dell’Ebitda per tutto il 2013, con una flessione stimata che passa da “mid-single digit decline” a “high-single digit decline”. A fronte di tale scenario Telecom Italia sta comunque ponendo in essere significative azioni volte ad incrementare il livello di efficienza operativa e finanziaria e ad assicurare il raggiungimento del deleverage previsto per la fine dell'anno.

Di conseguenza gli obiettivi legati ai principali indicatori economici e finanziari del Gruppo Telecom Italia, per l’intero anno 2013, già precedentemente comunicati, sono stati così ridefiniti:

  • Ricavi sostanzialmente stabili rispetto al 2012 (confermato rispetto alle precedenti comunicazioni);
  • Riduzione percentuale dell’EBITDA da “low single digit decline” a “mid-single digit decline”;
  • Posizione finanziaria netta rettificata inferiore a 27 miliardi di euro (confermato rispetto alle precedenti comunicazioni).

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Progetto di societarizzazione della rete di accesso

Il Consiglio di Amministrazione ha preso atto che l’Autorità Garante per le Comunicazioni ha concluso positivamente la preistruttoria, verificando i requisiti di affidabilità e serietà dell’iniziativa di societarizzazione, ed ha confermato la volontà di procedere nel progetto di scorporo, così come già comunicato il 30 maggio.

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Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Piergiorgio Peluso dichiara ai sensi del comma 2, articolo 154-bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

Con provvedimento ai sensi dell’art. 114, comma 5, d.lgs. n. 58/1998 la CONSOB ha chiesto alla Società di fornire alcune informazioni specifiche, a integrazione della relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2013 e del comunicato stampa relativo alla sua approvazione. Le si riporta di seguito, ripetendo – per pronto riferimento – anche informazioni comunque già incluse nei suddetti rendiconto e comunicato.

Progetto di separazione della rete d’accesso

In data 30 maggio 2013 il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia ha deliberato di procedere allo scorporo del ramo d’azienda relativo ai servizi passivi di accesso alla rete fissa e all'elettronica introdotta negli armadi stradali per la realizzazione di servizi a larga banda di nuova generazione.

L’operazione di scorporo è finalizzata al conseguimento dell’Equivalence of Input (EoI) che, in linea con le previsioni della emananda Raccomandazione europea sul costing e sulla non discriminazione, dovrebbe consentire una attenuazione dei vincoli regolamentari per il triennio 2014-2016.

L’Azienda ha provveduto a comunicare tempestivamente il progetto di separazione volontaria all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom) ai sensi dell’art. 50-ter, comma 1, del Codice delle Comunicazioni Elettroniche, al fine di consentire alla stessa di valutare l’effetto della operazione attraverso l’avvio di un’analisi coordinata dei mercati dell’accesso.

Nei mesi di giugno e luglio si sono svolti approfondimenti preliminari, tra gli uffici dell’Azienda e quelli di AGCom, con particolare riferimento: al perimetro della rete oggetto di separazione; alla governance del sistema di EoI; alle modalità e tempistiche per la realizzazione del modello EoI.

In data 26 luglio, l’Autorità ha comunicato a Telecom Italia di avere valutato la proposta di scorporo della rete di accesso con la realizzazione del modello di EoI, e di avere riscontrato i requisiti di serietà e affidabilità previsti dalle linee guida del BEREC in materia di separazione funzionale. L’Autorità ha, altresì, comunicato che nel mese di settembre sarà avviata un’analisi coordinata dei mercati dell’accesso (in linea con la procedura prevista dall’art. 50-ter, comma 2, del Codice delle Comunicazioni Elettroniche) e ha rivolto l’invito a confermare la volontà dell’Azienda di procedere nel progetto e a rendere disponibile ogni elemento utile di valutazione.

Il Consiglio d’Amministrazione ha preso atto che l’AGCom ha concluso positivamente la pre-istruttoria e ha confermato la volontà di procedere nel progetto di scorporo, così come già comunicato il 30 maggio.

Andamento economico-finanziario

Gli Amministratori, nell’ambito della verifica di recuperabilità dell’avviamento ai fini della predisposizione della relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2013, hanno valutato la validità e la ragionevolezza delle ipotesi sottostanti al piano 2013-2015.

Applicando in continuità la procedura di impairment test già adottata in sede di bilancio di esercizio 2012, è stata compiuta una verifica delle variazioni fra risultati attesi e dati di consuntivo relativamente al primo semestre dell’anno in corso. Gli scostamenti hanno interessato principalmente l’unità di business Core Domestic e sono stati causati da un deterioramento del quadro macroeconomico, da un inasprimento della dinamica competitiva (in particolare sulla leva prezzo dei servizi mobile) e dalla revisione intervenuta nelle variabili regolatorie. Tali dinamiche determineranno un ribasso dei risultati previsti nel breve-medio periodo, senza tuttavia rendere obsoleta la strategia e le prospettive alla base del piano.

Conseguentemente, la stima del valore d’uso per l’unità di business Core Domestic si è fondata sulle previsioni analitiche dei flussi finanziari di piano rettificati per considerare i seguenti elementi:

a) scostamenti di natura ricorrenti solo “peggiorativi” fra le riprevisioni 2013, aggiornate sulla base dei risultati del primo semestre, ed il budget 2013 (ante effetto decisioni AGCom di luglio 2013).

b) effetti attesi a seguito delle decisioni dell’AGCom di luglio 2013 sul ribasso dei prezzi wholesale della rete in rame.

Ai sensi dell’apposita procedura, in aggiunta, la ragionevolezza delle previsioni di piano rettificate è stata verificata per comparazione con le recenti previsioni formulate dagli analisti finanziari (equity reports, industry reports e analisi di settore).

L’impairment test, così condotto, ha evidenziato una riduzione di valore dell’unità di business Core Domestic pari a 2.187 milioni di euro.

Per quanto attiene alle altre unità di business cui è allocato un avviamento, è stata compiuta un’analisi sui flussi di piano relativamente al Brasile ed a International Wholesale, per le quali l’impairment test si fonda sul valore d’uso; nessun impairment loss è stato pertanto rilevato al 30 giugno 2013. E’ stata effettuata, in aggiunta, un’analisi di sensitività al variare del tasso di crescita cumulato dell’EBITDA e del tasso di investimento (capex/revenues), e per entrambe le unità di business la variabile più rilevante è il tasso di investimento (capex/revenues).

Il difficile contesto congiunturale e di mercato, caratterizzato da accesa competizione, nonché l’impatto negativo derivante dagli aspetti regolamentari nel mercato interno comportano la rivisitazione degli obiettivi della Business Unit Domestic comunicati al mercato l’8 febbraio 2013, in particolare per quanto concerne la riduzione attesa dell’EBITDA organico per tutto il 2013, con una flessione stimata che passa da “mid-single digit decline” a “high-single digit decline”. Conseguentemente per l’EBITDA organico consolidato è stata prevista una flessione che passa da “low-single digit decline” a “mid-single digit decline”. Risultano invece confermate le guidance di Gruppo per il 2013 riguardanti:

§ ricavi (previsti sostanzialmente stabili rispetto al 2012), e

§ posizione finanziaria netta rettificata (prevista inferiore a 27 miliardi di euro).

La conferma dell’obiettivo sulla posizione finanziaria netta rettificata, pur in presenza di una riduzione della guidance dell’EBITDA organico, è funzione non di un mero sviluppo inerziale della gestione operativa, ma dell’attivazione di specifiche azioni che verranno poste in essere anche attraverso l’attivazione di team di progetto, con la responsabilità di implementare le attività necessarie al raggiungimento degli obiettivi. Tali azioni saranno volte a incrementare il livello di efficienza operativa e finanziaria e ad assicurare il raggiungimento degli obiettivi di deleverage previsti per la fine dell'anno. Si tratta, in particolare, di iniziative di ottimizzazione della gestione del capitale circolante. Sono state inoltre poste in essere azioni di riposizionamento competitivo con l’obiettivo di contenere e stabilizzare la base clienti e sviluppare la penetrazione di nuovi servizi.

A questo ambito di intervento si affianca l’ottimizzazione del profilo degli investimenti e delle tempistiche di entrata in esercizio degli investimenti in coerenza con i nuovi livelli di sviluppo commerciale così come ridefiniti nelle previsioni aggiornate, pur nel rispetto delle priorità e dei programmi di innovazione tecnologica delle reti, che prevedono un maggiore impulso allo sviluppo della nuova rete in fibra ottica in Italia. Sono infatti in corso ridefinizioni di priorità che permettano, recuperando efficienza e spazi di spesa dalla gestione delle attività di rete tradizionali, di dirottare le risorse verso investimenti ad alta innovazione rivolti alla stabilizzazione dell’EBITDA.

Le azioni summenzionate sono articolate in progetti specifici attivati sia in Italia che in Brasile.

Rischi finanziari

Il già citato contesto macroeconomico e di mercato non favorevole impone altresì di considerare fra i possibili rischi con cui la Società deve misurarsi il downgrade del merito di credito attribuito dalle agenzie di rating.

Premesso che le emissioni obbligazionarie del Gruppo non contengono covenant finanziari (quali ratio Debt/EBITDA, EBITDA/Interessi o simili), né clausole che forzino il rimborso anticipato dei prestiti in funzione di eventi diversi dall’insolvenza, gli effetti di un downgrade sarebbero sia immediati sia prospettici.

Con riferimento all’indebitamento finanziario esistente, un declassamento di un notch avrebbe un impatto finanziario non significativo, pari a circa 11 milioni di euro in termini di maggiori oneri finanziari annui, in relazione ai finanziamenti bancari che prevedono meccanismi di adeguamento automatico del costo della provvista al livello di rating. I contratti relativi ai finanziamenti accesi con la Banca Europea degli Investimenti (per un totale nominale di 3.350 milioni di euro) contengono poi una clausola in base alla quale, qualora uno o più fra i credit rating del debito a medio e lungo termine non subordinato e non garantito di Telecom Italia risulti inferiore a BBB- per Standard & Poor’s, Baa3 per Moody’s e BBB- per Fitch Ratings, la Società dovrà darne immediata comunicazione a BEI. Questa avrà il diritto di richiedere la costituzione di garanzie aggiuntive di proprio gradimento, ovvero che Telecom Italia fornisca altro tipo di garanzia, offrendo protezione in maniera, forma e contenuto accettabili per la banca. In caso di inadempimento alle richieste di BEI, quest’ultima avrà facoltà di esigere il rimborso immediato dell’ammontare erogato.

Gli impatti derivanti da un eventuale downgrade sui futuri rifinanziamenti, sui costi ad essi collegati e sul processo di valutazione dell’avviamento non sono al momento stimabili. L’aumentata rischiosità per le nostre controparti finanziarie che deriverebbe da un eventuale downgrade del merito di credito di Telecom Italia potrebbe comportare un incremento di costi connesso alla gestione del portafoglio di derivati di copertura del Gruppo, costi che non sono anch’essi stimabili al momento.

Milano, 2 agosto 2013