Telecom Italia: esaminata e approvata dal Consiglio di Amministrazione la relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2011

29/03/2012 - 17:27

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  • Proposta distribuzione dividendo in ragione di 4,3 euro cent per le azioni ordinarie e di 5,4 euro cent per le azioni di risparmio per un ammontare totale di circa 900 milioni di euro
  • Svalutazione a livello di Gruppo dell’avviamento sulle attività domestiche per complessivi 7,3 miliardi di euro
  • Bernabé: “la svalutazione dell’avviamento, formatosi a seguito delle operazioni Olivetti/Telecom Italia e dell’acquisizione delle minorities di TIM, si e’ resa necessaria per il deterioramento dello scenario macroeconomico e dei parametri di riferimento dei mercati finanziari. La svalutazione non determina conseguenze di natura finanziaria e pertanto non modifica il percorso di riduzione dell’indebitamento della società. La situazione finanziaria del gruppo, con riserve disponibili in Telecom Italia S.p.A. che ammontano a oltre 7 miliardi di euro al netto della perdita di esercizio, permette il rispetto della dividend policy annunciata nel piano 2012-2014.”
  • Risultato netto consolidato: -4.726 milioni di euro; escludendo la svalutazione dell’avviamento e le altre partite di natura non ricorrente l’utile si attesta a 2,6 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente, anch’esso ricalcolato in termini comparabili
  • EBIT consolidato: -603 milioni di euro; escludendo la svalutazione dell’avviamento l’EBIT risulta positivo e pari a 6.761 milioni di euro (+15,3%). La variazione organica e’ pari a +5,1% rispetto al 2010
  • Assemblea degli Azionisti convocata in data 15 maggio 2012

                                                            ***

Gruppo Telecom Italia:

Ricavi: 29.957 milioni di euro, +8,7% rispetto al 2010; +2,7% la variazione organica

EBITDA: 12.246 milioni di euro, +7,3% rispetto al 2010

EBITDA organico: 12.339 milioni di euro (in linea con il 2010)

EBITDA margin organico: 41,2% (-1,1 pp rispetto al 2010)

Investimenti industriali: 6.095 milioni di euro (+33% rispetto al 2010, a seguito principalmente dell’acquisto dei diritti d’uso delle frequenze LTE)

Free cash flow operativo: 5.767 milioni di euro

Indebitamento finanziario netto rettificato: 30.414 milioni di euro, in riduzione di 1.054 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2010

 

I risultati economico - finanziari del Gruppo Telecom Italia dell’esercizio 2011 e dell’esercizio precedente posto a confronto sono stati predisposti secondo i Principi Contabili Internazionali emessi dall’International Accounting Standards Board e omologati dall’Unione Europea (definiti come “IFRS”).

Il Gruppo Telecom Italia, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS, utilizza alcuni indicatori alternativi di performance, al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria. In particolare, gli indicatori alternativi di performance si riferiscono a: EBITDA; EBIT; variazione organica dei ricavi, dell’EBITDA e dell’EBIT; indebitamento finanziario netto contabile e rettificato, il cui significato e contenuto sono illustrati in allegato.

Si segnala inoltre che il presente comunicato contiene dichiarazioni previsionali (forward-looking statements) riguardanti intenzioni, convinzioni o attuali aspettative del Gruppo in relazione ai risultati finanziari e ad altri aspetti delle attività e strategie del Gruppo. Il lettore del presente comunicato non deve porre un indebito affidamento su tali dichiarazioni previsionali in quanto i risultati consuntivi potrebbero differire significativamente da quelli contenuti in dette previsioni come conseguenza di molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al di fuori della sfera di controllo del Gruppo.

Si precisa infine che l’attività di revisione sul bilancio consolidato e sul bilancio separato di Telecom Italia al 31 dicembre 2011 non è stata ancora completata.

Principali variazioni del perimetro di consolidamento

Ingressi nel perimetro di consolidamento:

  • Tim Fiber – Brasile: il 31 ottobre 2011 sono stati acquisiti il 100% del capitale della società Eletropaulo Telecomunicações Ltda ed il 98,3% di AES Communications Rio de Janeiro S.A., operatori del settore delle  infrastrutture di telecomunicazioni negli stati di San Paolo e Rio de Janeiro, ora ridenominate rispettivamente Tim Fiber SP e Tim Fiber RJ. L’operazione è stata perfezionata attraverso la controllata Tim Celular S.A. – Business Unit Brasile.
  • Gruppo 4GH - Domestic: il 27 luglio 2011 è entrato a far parte del perimetro di consolidamento il gruppo 4G Holding (incluso nella Business Unit Domestic) a seguito dell’acquisto del 71% delle azioni ordinarie della 4G Holding S.p.A. che a sua volta detiene il 100% di 4G Retail S.r.l.. L’acquisizione di 4G Holding, con i suoi circa 200 punti vendita localizzati nei più importanti centri commerciali italiani, consentirà a Telecom Italia di rafforzare il proprio posizionamento nella distribuzione retail specializzata nella vendita di apparati per la telefonia, ampliando la propria presenza sul territorio.
  • Gruppo Sofora – Argentina: il 13 ottobre 2010 era entrato a far parte del perimetro di consolidamento il gruppo Sofora – Telecom Argentina, a seguito dell’incremento dal 50% al 58% della quota detenuta dal Gruppo Telecom Italia nel capitale sociale di Sofora Telecomunicaciones S.A., holding di controllo del gruppo Telecom Argentina. Nel corso del 2011 sono stati effettuati ulteriori acquisti azionari che hanno comportato l’incremento dell’interessenza economica nel gruppo Telecom Argentina dal 16,2% del 31 dicembre 2010 al 22,7%  del 31 dicembre 2011.

Uscite dal perimetro di consolidamento:

  • Loquendo – Domestic: il 30 settembre 2011 è stata ceduta, ed è conseguentemente uscita dal perimetro di consolidamento, la società Loquendo S.p.A..

Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia, riunitosi oggi sotto la presidenza di Franco Bernabè, ha esaminato e approvato la Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2011.

Il Presidente Franco Bernabè ha commentato: “Il 2011 è stato un anno difficile per l’economia internazionale e ancora di più lo è stato per l’Italia che è stata investita dalla crisi del debito sovrano. L’aumento del costo del capitale, determinato dalla crescita dei tassi d’interesse, ha portato ad una revisione al ribasso del valore attualizzato dei flussi di cassa futuri utilizzati per determinare il valore dell’avviamento.”

“Di conseguenza, si è dovuto procedere ad una svalutazione di parte del valore dell’avviamento formatosi a seguito delle operazioni Olivetti/Telecom Italia del 1999 e 2003 e di acquisizione delle minorities di TIM nel 2005. Tale operazione non ha impatti di natura finanziaria e non pregiudica, visto l’ammontare di riserve disponibili residue superiori ai 7 miliardi di euro, il rispetto della dividend policy annunciata nel Piano 2012 – 2014.”

“A livello di Gruppo i risultati industriali e gestionali sono migliorati. In parallelo – ha proseguito Bernabè – è continuato il processo di deleverage che ha consentito di ridurre il debito consolidato di un miliardo di euro su base annua e di 5,5 miliardi dalla fine del 2007.

La riduzione dell’indebitamento, sostenuta dalla capacità di generazione di cassa del Gruppo, è stata realizzata nonostante l’impatto dell’asta delle frequenze LTE in Italia e dell’acquisizione di AES Atimus in Brasile, per un totale di quasi 2 miliardi di euro.”

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Si segnala che i dati consuntivi sull’andamento del Gruppo, delle singole Business Unit e di Telecom Italia S.p.A., per l’intero esercizio 2011, esposti nel presente comunicato, non si discostano dai dati preconsuntivi comunicati il 24 febbraio 2012. Le analisi sugli andamenti gestionali e di business commentati in tale sede vengono perciò integralmente confermate.

I risultati del Gruppo Telecom Italia

I ricavi dell’esercizio 2011 ammontano a 29.957 milioni di euro, con un incremento dell’8,7% rispetto ai 27.571 milioni di euro dell’esercizio 2010 (+2.386 milioni di euro). In termini di variazione organica i ricavi consolidati sono aumentati del 2,7% (+785 milioni di euro).

In dettaglio, la variazione organica dei ricavi è calcolata escludendo:

  • l’effetto della variazione del perimetro di consolidamento (+1.703 milioni di euro), principalmente riferibile all’ingresso nell’area di consolidamento, dal 13 ottobre 2010, della Business Unit Argentina;
  • l’effetto delle variazioni dei cambi (-74 milioni di euro, dovuto alla variazione dei cambi della Business Unit Brasile e della Business Unit Argentina, pari, rispettivamente, a +15 milioni di euro e -77 milioni di euro, e di altre società del Gruppo per -12 milioni di euro);
  • altri ricavi non organici, pari a 28 milioni di euro nell’esercizio 2010, principalmente relativi alla scadenza, nel secondo trimestre 2010, del programma di fidelizzazione “1001TIM” che aveva determinato l’iscrizione dei ricavi precedentemente differiti, pari a 35 milioni di euro, relativi ai punti-premio non utilizzati da parte del cliente.

L’analisi dei ricavi ripartiti per settore operativo è la seguente:

(milioni di euro)

2011

2010

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica

 

 

 

 

 

 

 

 

Domestic

 19.032

 63,5

20.068

72,8

(1.036)

(5,2)

(4,8)

Core Domestic

 18.123

 60,5

19.065

69,1

(942)

(4,9)

(4,8)

International Wholesale

 1.393

 4,6

1.569

5,7

(176)

(11,2)

(8,8)

Brasile

 7.343

 24,5

6.199

22,5

1.144

18,5

18,2

Argentina (*)

 3.220

 10,7

798

2,9

2.422

 

26,5

Media, Olivetti e Altre Attività

 583

 1,9

713

2,6

(130)

 

 

Rettifiche ed Elisioni

(221)

(0,6)

(207)

(0,8)

(14)

 

 

Totale consolidato

 29.957

 100,0

27.571

100,0

2.386

8,7

2,7

(*)    Entrata a far parte del perimetro di consolidamento dal 13 ottobre 2010.

L’EBITDA è pari a 12.246 milioni di euro e aumenta, rispetto all’esercizio 2010, di 834 milioni di euro (+7,3%), con un’incidenza sui ricavi del 40,9% (41,4% nel 2010). Pur essendo, in termini assoluti, l’EBITDA organico in linea con quello dell’anno precedente (12.339 milioni di euro nel 2011 e 12.335 milioni di euro nel 2010), l’EBITDA margin organico consolidato si riduce di 1,1 punti percentuali, attestandosi nell’esercizio 2011 al 41,2% (42,3% nell’esercizio 2010). Tale andamento è legato al maggior peso dei ricavi del Sud America, la cui marginalità è inferiore a quella del Business Domestico, nonché all’incremento del fatturato per terminali mobili, finalizzato ad una maggiore penetrazione dei servizi dati.

Il dettaglio dell’EBITDA e dell’incidenza percentuale del margine sui ricavi, ripartiti per settore operativo, è il seguente:

(milioni di euro)

2011

2010

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica

 

 

 

 

 

 

 

 

Domestic

9.243

75,4

9.393

82,3

(150)

(1,6)

(3,9)

% sui Ricavi

48,6

 

46,8

 

1,8pp

 

0,5pp

Brasile

1.990

16,3

1.801

15,8

189

10,5

10,7

% sui Ricavi

27,1

 

29,1

 

(2,0)pp

 

(1,9)pp

Argentina (*)

1.035

8,5

245

2,1

790

 

24,1

% sui Ricavi

32,2

 

30,6

 

1,6pp

 

(0,7)pp

Media, Olivetti e Altre Attività

(22)

(0,2)

(27)

(0,2)

5

 

 

Rettifiche ed Elisioni

-

-

-

-

-

 

 

Totale consolidato

12.246

100,0

11.412

100,0

834

7,3

 

% sui Ricavi

40,9

 

41,4

 

(0,5)pp

 

(1,1)pp

(*)    Entrata a far parte del perimetro di consolidamento dal 13 ottobre 2010.

L’EBIT è pari a -603 milioni di euro (5.818 milioni di euro nel 2010) e sconta l’impatto delle svalutazioni per complessivi 7.364 milioni di euro degli avviamenti attribuiti a Domestic (7.307 milioni di euro) e Media (57 milioni di euro, 46 milioni di euro nel 2010). L’EBIT organico, calcolato escludendo anche le citate svalutazioni dell’avviamento, è pari a 6.808 milioni di euro, con un incremento di 333 milioni di euro rispetto al 2010 (+5,1%), e un’incidenza sui ricavi in aumento di 0,5 punti percentuali (dal 22,2% nell’esercizio 2010 al 22,7% nel 2011).

Con riferimento alle svalutazioni dell’avviamento, si evidenzia che il Gruppo Telecom Italia ha ripetuto, in sede di bilancio annuale, l’impairment test già effettuato nel primo semestre 2011, che aveva già comportato l’iscrizione nel bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2011 di un impairment di 3.182 milioni di euro con riferimento alla Cash Generating Unit Core Domestic.

In particolare il quadro macroeconomico e di mercato di riferimento è stato caratterizzato nel 2011 da una decelerazione delle economie a maggiore crescita e da tensioni recessive delle economie mature, più accentuate nel mercato domestico, cui si è sommato un inasprimento, nella seconda parte dell’anno, delle tensioni sui mercati finanziari, con particolare riferimento all’andamento dei tassi di interesse. La valutazione ha perciò tenuto in considerazione il citato deterioramento dei mercati finanziari in termini generali, con riferimento ai tassi di interesse, mentre in termini specifici è stato anche considerato il peggioramento delle aspettative circa le prospettive del mercato di riferimento delle Business Unit in oggetto.

Il saldo oneri e proventi finanziari evidenzia un miglioramento complessivo, rispetto all’esercizio precedente, di 76 milioni di euro, principalmente connesso alla riduzione dell’Indebitamento finanziario netto. Al contempo la gestione partecipazioni e la valutazione ad equity delle società collegate evidenziano un peggioramento complessivo di 411 milioni di euro; la variazione è essenzialmente dovuta alla presenza, nell’esercizio 2010, dell’impatto positivo per l’adeguamento al fair value della quota detenuta nel gruppo Sofora precedentemente all’acquisizione del controllo (266 milioni di euro) e all’effetto negativo della valutazione ad equity delle società collegate (negativa per 39 milioni di euro nel 2011, positiva per 99 milioni di euro nell’anno precedente).

Il risultato netto consolidato è pari a -4.726 milioni di euro, principalmente per effetto della svalutazione dell’avviamento. Escludendo l’impatto della citata svalutazione e di altre partite non ricorrenti, si sarebbe registrato un utile in termini comparabili pari a 2.604 milioni di euro, in linea con il 2010 (2.608 milioni di euro), calcolato escludendo l’impatto positivo dell’acquisizione del controllo in Sofora, il beneficio di oltre 600 milioni di euro derivante dal riconoscimento in Brasile di imposte differite attive e altre partite non ricorrenti.

Gli investimenti industriali sono pari a 6.095 milioni di euro, con un incremento di 1.512 milioni di euro rispetto all’esercizio 2010 (+33%), dovuto agli investimenti effettuati dalla Business Unit Domestic per l’acquisizione dei diritti d’uso delle frequenze LTE (Long Term Evolution) a 800 - 1800 - 2600 MHz, da destinare ai servizi di comunicazione mobili in larga banda, per un importo complessivo di 1.223 milioni di euro; al consolidamento della Business Unit Argentina per l’intero esercizio (+368 milioni di euro, comprensivo di un effetto cambio negativo per 18 milioni di euro), nonché all’incremento degli investimenti della Business Unit Brasile (+74 milioni di euro, comprensivo di un effetto cambio positivo per 3 milioni di euro).

L’operating free cash flow è pari a 5.767 milioni di euro, in diminuzione di 446 milioni di euro rispetto al 2010, essenzialmente per effetto dell’acquisto delle frequenze LTE (1.223 milioni di euro). Escludendo dal 2011 l’impatto derivante dal citato acquisto e dal 2010 il pagamento effettuato all’Agenzia delle Entrate per la vicenda Telecom Italia Sparkle, l’operating free cash flow registrerebbe un miglioramento di 388 milioni di euro, a conferma dell’elevata e crescente capacità di generazione di cassa del Gruppo, grazie al positivo apporto dei mercati Domestico e Brasile, nonché per l’ingresso nel perimetro di consolidamento della Business Unit Argentina.

L’indebitamento finanziario netto rettificato al 31 dicembre 2011 è pari a 30.414 milioni di euro, in diminuzione di 1.054 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2010 (31.468 milioni di euro).

Tale riduzione è tanto più significativa tenendo conto che sul quarto trimestre 2011 ha pesato il citato investimento per l’acquisto delle frequenze LTE. Escludendo tale fabbisogno, l’indebitamento finanziario netto si sarebbe ridotto di oltre 2 miliardi di euro. Più in particolare, la generazione di cassa operativa, unitamente all’incasso di 464 milioni di euro per le cessioni delle partecipazioni in EtecSA Cuba e Loquendo, e gli effetti della sottoscrizione dell’aumento di capitale di Tim Participações S.A. da parte del mercato (circa 240 milioni di euro, al netto dei relativi oneri accessori) ha ampiamente garantito la copertura dei fabbisogni derivanti dal pagamento dei dividendi (1.326 milioni di euro, di cui 1.183 milioni di euro distribuiti al mercato dalla Capogruppo), delle imposte (1.381 milioni di euro), dell’acquisizione del controllo di due società del gruppo AES Atimus in Brasile (circa 686 milioni di euro) e degli acquisti di azioni che hanno consentito nell’esercizio 2011 l’incremento dell’interessenza economica del Gruppo Telecom Italia nel gruppo Telecom Argentina dal 16,2% al 22,7%.

Nel quarto trimestre 2011 l’indebitamento finanziario netto rettificato è aumentato di 466 milioni di euro (29.948 milioni di euro al 30 settembre 2011). La positiva generazione di cassa operativa è stata assorbita dal pagamento delle imposte, dall’acquisizione del gruppo AES Atimus in Brasile e dei diritti d’uso per l’utilizzo delle frequenze LTE in Italia.

L’indebitamento finanziario netto contabile è pari a 30.819 milioni di euro e diminuisce di 1.268 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2010 (32.087 milioni di euro).

Il margine di liquidità al 31 dicembre 2011 ammonta a 14,7 miliardi di euro ed è costituito da liquidità per 7,7 miliardi di euro e da 7 miliardi di euro di disponibilità su linee di credito a lungo termine non revocabili (6 miliardi di euro con scadenza 2014 e 1 miliardo di euro con scadenza 2013), non soggette a limitazioni all’utilizzo. Il particolare contesto dei mercati finanziari ha indotto il Gruppo Telecom Italia ad adottare un comportamento più prudente e – alla fine dell’esercizio 2011 – il solo margine di liquidità del Gruppo è in grado di coprire più che ampliamente i fabbisogni di rimborso del debito dei prossimi 24 mesi.

Il personale del Gruppo al 31 dicembre 2011 è pari a 84.154 unità, di cui 56.878 in Italia (84.200 unità a fine 2010, di cui 58.045 in Italia).

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Risultati delle Business Unit

I dati del Gruppo Telecom Italia sono esposti nel presente comunicato stampa sulla base dei seguenti settori operativi:

  • Business Unit Domestic: comprende le attività domestiche dei servizi di fonia e dati su rete fissa e mobile per clienti finali (retail) ed altri operatori (wholesale), le attività del gruppo Telecom Italia Sparkle (International Wholesale), nonché le relative attività di supporto;
  • Business Unit Brasile: comprende le attività di telecomunicazioni mobili (Tim Celular) e fisse (Intelig, Tim Fiber SP e Tim Fiber RJ) in Brasile;
  • Business Unit Argentina: comprende le attività di telecomunicazioni fisse (Telecom Argentina) e mobili (Telecom Personal in Argentina e Núcleo in Paraguay);
  • Business Unit Media: comprende attività e gestioni di reti televisive;
  • Business Unit Olivetti: comprende le attività di realizzazione di sistemi digitali per la stampa e di prodotti per ufficio e di servizi per l’Information Technology;
  • Altre attività: comprendono le imprese finanziarie e le altre società minori non strettamente legate al “core business” del Gruppo Telecom Italia.

I risultati 2011 di Telecom Italia Media sono stati riportati nel comunicato stampa diramato il 20 marzo 2012, a valle del Consiglio di Amministrazione della Società.

Domestic

I ricavi Domestici, pari a 19.032 milioni di euro, si riducono del 5,2% (-1.036 milioni di euro) rispetto all’esercizio 2010. A livello organico la variazione è del -4,8%.

L’EBITDA della Business Unit Domestic è pari a 9.243 milioni di euro e registra una riduzione di 150 milioni di euro rispetto al 2010 (-1,6%). L’incidenza sui ricavi è pari al 48,6%, con un miglioramento di 1,8 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2010, ottenuto grazie al selettivo controllo sui costi fissi, che ha consentito un contenimento degli stessi superiore alla contrazione fatta registrare dai ricavi.

L’EBITDA organico è pari a 9.351 milioni di euro (-376 milioni di euro, -3,9% rispetto all’anno 2010), con un’incidenza sui ricavi pari al 49,1%, in crescita rispetto al 2010 (+0,5 punti percentuali).

L’EBIT è pari a -1.945 milioni di euro, in calo di 7.107 milioni di euro, principalmente dovuto alla citata svalutazione dell’avviamento di 7.307 milioni di euro. L’EBIT organico è pari a 5.410 milioni di euro, con una variazione negativa di 74 milioni di euro rispetto al 2010 (-1,3%); l’incidenza sui ricavi è cresciuta dal 27,4% nel 2010 al 28,4% nel 2011.

Nel primo semestre 2011 l’avviamento attribuito alla Business Unit Domestic era stato svalutato per un importo di 3.182 milioni di euro. La valutazione operata in sede di bilancio annuale - che ha tenuto in considerazione il deterioramento dei parametri di riferimento dei mercati finanziari e del contesto macroeconomico di riferimento della Business Unit - ha comportato un impairment complessivo in ragione di anno di 7.307 milioni di euro.

Gli investimenti industriali ammontano a 4.200 milioni di euro con un incremento di 1.094 milioni di euro rispetto all’esercizio 2010. Tale andamento è attribuibile alla citata acquisizione dei diritti d’uso delle frequenze LTE (1.223 milioni di euro), a seguito della partecipazione alla gara indetta dal Ministero dello Sviluppo Economico, avvenuta nella seconda parte dell’esercizio. I diritti d’uso, la cui aggiudicazione è avvenuta formalmente in data 3 ottobre 2011, sono stati assegnati nel mese di febbraio 2012.

Il personale è pari a 55.389 unità, in diminuzione di 1.141 unità rispetto al 31 dicembre 2010.

Brasile (cambio medio real/euro 2,32669)

I ricavi del gruppo Tim Brasil dell’esercizio 2011 sono pari a 17.086 milioni di reais, superiori di 2.629 milioni di reais (+18,2%) rispetto all’esercizio 2010. I ricavi da servizi del 2011 si attestano a 15.353 milioni di reais, in crescita rispetto ai 13.571 milioni di reais del 2010 (+13,1%). I ricavi da vendita di prodotti aumentano da 886 milioni di reais dell’esercizio 2010 a 1.733 milioni di reais del 2011 (+95,6%), risultato che riflette la strategia di penetrazione del mercato con terminali smartphone/webphone di fascia alta, quale leva per lo sviluppo dei servizi dati da mobile.

L’ARPU (Average Revenue Per User), ricavo medio mensile per cliente, dell’esercizio 2011 è pari a 21,4 reais rispetto ai 23,7 reais dell’esercizio 2010. Le linee complessive, al 31 dicembre 2011, sono pari a 64,1 milioni, in crescita del 25,6% rispetto al 31 dicembre 2010, corrispondenti a una market share del 26,5%.

L’EBITDA, pari a 4.631 milioni di reais, è superiore di 430 milioni di reais rispetto all’esercizio 2010 (+10,2%); la crescita del margine operativo associata alla crescita dei ricavi è affiancata da efficienze operative nei costi industriali, del personale e della gestione del credito commerciale.

L’EBITDA margin è pari al 27,1%, inferiore di 2 punti percentuali rispetto all’esercizio 2010. Questo risultato è conseguenza della già citata strategia di penetrazione del mercato con terminali smartphone/webphone, controbilanciata peraltro dalle citate efficienze operative nei costi.

La variazione organica dell’EBITDA, rispetto all’esercizio 2010, è pari a +448 milioni di reais; l’incidenza dell’EBITDA organico sui ricavi è pari al 27,2% (29,1% nell’esercizio 2010).

L’EBIT è pari a 2.294 milioni di reais, in miglioramento di 697 milioni di reais rispetto al 2010. Tale risultato riflette il maggiore contributo dell’EBITDA e la riduzione degli ammortamenti per 259 milioni di reais.

La variazione organica dell’EBIT è positiva per 715 milioni di reais rispetto all’esercizio 2010, con un’incidenza sui ricavi del 13,5% (11% nel 2010).

Gli investimenti industriali del 2011 ammontano a 3.002 milioni di reais, con un aumento di 166 milioni di reais rispetto al 2010. Il successo della nuova strategia commerciale ha implicato una progressiva riduzione della componente capitalizzata dei costi di acquisizione della clientela, ed un incremento degli investimenti dedicati all’infrastruttura di rete, necessari a sostenere lo sviluppo del traffico voce e dati.

Il personale al 31 dicembre 2011 è pari a 10.539 unità (10.114 unità al 31 dicembre 2010).

Si evidenzia infine che a ottobre 2011 il gruppo Tim Brasil ha completato l’importante acquisizione del controllo di due società del gruppo AES Atimus ora rinominate Tim Fiber RJ e Tim Fiber SP, destinate ad operare nell’offerta di servizi di banda larga residenziale.

Argentina (cambio medio peso / euro 5,74419)

I dati della BU Argentina sono consolidati nel Gruppo Telecom Italia dalla data di acquisizione del controllo (13 ottobre 2010). Per una migliore comprensione dell’andamento della Business Unit sono qui riportati i principali risultati conseguiti dalla stessa nell’esercizio 2011 confrontati con quelli ricostruiti dell’intero esercizio 2010, forniti a soli scopi informativi, illustrativi e comparativi.

I ricavi dell’esercizio 2011 ammontano a 18.496 milioni di pesos, in aumento di 3.869 milioni di pesos (+26,5%) rispetto al 2010 (14.627 milioni di pesos) grazie alla crescita della base clienti sia nel BroadBand sia nel Mobile, e dei relativi ARPU.

La principale fonte di ricavi per la Business Unit Argentina è rappresentata dalla telefonia mobile che realizza un incremento di oltre il 32% rispetto all’esercizio precedente e che concorre per il 71% ai ricavi consolidati della Business Unit.

L’EBITDA evidenzia una crescita di 1.154 milioni di pesos, registrando un incremento del 24,1% rispetto all’esercizio 2010, raggiungendo i 5.947 milioni di pesos. L’incidenza sui ricavi è pari al 32,2%, inferiore di 0,6 punti percentuali rispetto all’esercizio 2010, principalmente per la maggiore incidenza dei costi per acquisti di materie e servizi e dei costi del personale.

L’EBIT risulta in crescita di 57 milioni di pesos e raggiunge i 2.925 milioni di pesos (+2,0%), pur recependo gli effetti dell’applicazione del Purchase Price Method che ha comportato maggiori oneri, principalmente per maggiori ammortamenti, per complessivi 907 milioni di pesos. In assenza di tali oneri l’EBIT avrebbe mostrato un incremento di 683 milioni di pesos (+21,7% rispetto a fine 2010).

L’incidenza sui ricavi è pari al 15,8%.

Gli investimenti industriali ammontano a 3.192 milioni di pesos, in crescita del 24,8% rispetto all’esercizio precedente. Questo importo include 746 milioni di pesos di costi di acquisizione della clientela, capitalizzati a fronte di contratti in abbonamento vincolato per 18 mesi per i clienti mobili e 12 mesi per i clienti BroadBand (551 milioni di pesos nell’esercizio 2010).

Il personale al 31 dicembre 2011 è pari a 16.350 unità (15.650 unità al 31 dicembre 2010).

Olivetti

Il contesto di mercato in cui ha operato il gruppo Olivetti è stato particolarmente negativo per il terzo anno consecutivo e il peggioramento del quadro macroeconomico italiano ed europeo ha gravato sul 2011, determinando un netto calo della spesa ICT in Italia.

I ricavi del 2011 ammontano a 343 milioni di euro (-48 milioni di euro rispetto al 2010, anche per un effetto cambio negativo di 3 milioni di euro).

L’EBITDA è negativo per 35 milioni di euro, in calo di 16 milioni di euro rispetto al 2010 (-19 milioni di euro in termini organici).

L’EBIT è pari a -41 milioni di euro, in calo di 17 milioni di euro rispetto al 2010.

Gli investimenti industriali del 2011 ammontano a 5 milioni di euro, invariati rispetto all’esercizio precedente.

Il personale al 31 dicembre 2011 è di 1.075 unità (984 unità in Italia e 91 unità all’estero), era di 1.090 unità a fine 2010.

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I risultati di Telecom Italia S.p.A.

I ricavi sono pari a 18.045 milioni di euro, in diminuzione di 940 milioni di euro (-5,0%) rispetto all’esercizio 2010. La variazione organica è pari al -5,1%.

Tale risultato risente della fisiologica contrazione dei ricavi da business tradizionali nei segmenti Consumer (-5,4%), Business (-6,9%) e Top (-5,4%). Si segnala tuttavia una positiva dinamica sia dei ricavi da vendita sia dei ricavi da servizi innovativi quali il Broadband (mobile) nel segmento Consumer.

Il segmento National Wholesale ha registrato un incremento dei ricavi pari all’1,3% generato dalla crescita della customer base degli OLO sui servizi Unbundling del Local Loop, Wholesale Line Rental e Bitstream.

L’EBITDA è pari a 9.000 milioni di euro e diminuisce di 89 milioni di euro (-1%) rispetto all’esercizio 2010. La variazione organica dell’EBITDA è negativa del 3,3% (-315 milioni di euro). L’incidenza sui ricavi è del 49,9% (47,9% nel 2010); a livello organico l’incidenza sui ricavi è pari al 50,5% (49,5% nel 2010).

L’EBIT è pari a -182 milioni di euro e diminuisce di 5.151 milioni di euro rispetto all’esercizio 2010; tale risultato risente in particolare dell’impatto della svalutazione dell’avviamento pari a 5.376 milioni di euro. La variazione organica dell’EBIT è stata negativa dello 0,3% (-16 milioni di euro); a livello organico l’incidenza sui ricavi è pari al 29,3% (27,9% nel 2010).

Il risultato netto è pari a -3.571 milioni di euro. Escludendo la citata svalutazione dell’avviamento e le altre partite di natura non ricorrente, il risultato netto dell’esercizio sarebbe stato positivo e pari a 1.765 milioni di euro. La svalutazione dell’avviamento non determina alcuna conseguenza di natura finanziaria, pertanto all’Assemblea degli Azionisti verrà proposta una politica di distribuzione dei dividendi che attingerà alle Riserve disponibili della Società, pari al 31 dicembre 2011 a oltre 7 miliardi di euro, già al netto della copertura della perdita.

Il personale al 31 dicembre 2011 è pari a 47.801 unità (49.636 unità a fine 2010).

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Eventi successivi al 31 dicembre 2011

Nessun evento significativo, successivo al 31 dicembre 2011, risulta da segnalare alla data del 29 marzo 2012.

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Evoluzione prevedibile della gestione per l'esercizio 2012

Come comunicato il 24 febbraio 2012, per quanto riguarda l’andamento del Gruppo Telecom Italia per l’esercizio in corso, gli obiettivi legati ai principali indicatori economici, così come definiti nel Piano Industriale 2012 – 2014, prevedono:

  • Ricavi ed EBITDA sostanzialmente stabili rispetto al 2011;
  • Posizione finanziaria netta rettificata a circa 27,5 miliardi di euro.

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Convocazione Assemblea degli Azionisti

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di convocare l’Assemblea degli azionisti per il giorno 15 maggio 2012 (unica convocazione) presso l’auditorium di Rozzano (Milano), viale Toscana n. 3.

Bilancio - Dividendo

All’Assemblea sarà proposta, con l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2011, la copertura della perdita d’esercizio mediante utilizzo di riserve e di utili portati a nuovo, nonché la distribuzione di un dividendo in ragione di 0,043 euro per azione ordinaria e di 0,054 euro per azione di risparmio, con prelievo dall’utile dell’esercizio 2010 riportato a nuovo. Il dividendo sarà messo in pagamento dal 24 maggio 2012, con stacco cedola in data 21 maggio 2012.

In relazione all’avvenuta incorporazione in Telecom Italia di Telecom Italia Audit & Compliance Services S.ca r.l. (efficace dal 1° gennaio 2012), contestualmente all’approvazione del bilancio della società incorporante verrà altresì proposta l’approvazione del bilancio della società incorporata, già controllata in via totalitaria.

Relazione sulla remunerazione

L’Assemblea sarà per la prima volta chiamata ad approvare, con voto non vincolante, la politica di remunerazione della Società con riferimento ad Amministratori e dirigenti con responsabilità strategiche. La politica di remunerazione è l’oggetto della prima sezione della Relazione sulla remunerazione, che il Consiglio di Amministrazione ha approvato in data odierna, sulla scorta dell’istruttoria del Comitato per le nomine e la remunerazione, e che sarà resa disponibile al pubblico insieme alla relazione finanziaria annuale (e alla consueta relazione sul governo societario e gli assetti proprietari, anch’essa approvata oggi dal Consiglio di Amministrazione).

Nomina di due Amministratori

A seguito delle cessazioni di Ferdinando Beccalli Falco e Francesco Profumo, si proporrà di nominare Amministratori della Società Lucia Calvosa e Massimo Egidi, entrambi indipendenti, che il Consiglio di Amministrazione già ha a suo tempo cooptato. Il mandato dei due amministratori avrà scadenza insieme agli Amministratori in carica (approvazione del bilancio al 31 dicembre 2013).

I curricula vitae della Professoressa Calvosa e del Professor Egidi sono consultabili sul sito internet www.telecomitalia.com sezione Governance – canale Consiglio di Amministrazione.

Nomina del Collegio Sindacale

L’Assemblea sarà chiamata al rinnovo del Collegio Sindacale, il cui mandato scade con l’approvazione del bilancio d’esercizio 2011. La presentazione delle liste e la proposta dei compensi (oltre che la proposta di nomina del Presidente dell’organo) sono rimesse ai soci.

In particolare, le liste potranno essere presentate entro il 20 aprile 2012 da soci che, anche congiuntamente, rappresentino almeno l’1% del capitale ordinario della Società.

Long Term Incentive Plan 2012

All’Assemblea è proposta l’approvazione di un piano di incentivazione a lungo termine basato su strumenti finanziari denominato Long Term Incentive Plan 2012, riservato al Top Management e a una parte selezionata della dirigenza. Il piano (sostanzialmente un nuovo ciclo dello stesso strumento d’incentivazione già attivato lo scorso anno) prevede premi parametrati alla componente fissa della retribuzione annua, commisurati al livello di raggiungimento di predeterminati obiettivi di performance nel periodo 2012-2014.

A servizio dell’iniziativa, in sede straordinaria l’Assemblea sarà chiamata ad attribuire al Consiglio di Amministrazione apposite deleghe per aumentare il capitale sociale per un importo complessivo massimo di euro 15.000.000, in parte a pagamento e in parte a titolo gratuito, mediante assegnazione di utili o riserve di utili.
Il piano sarà oggetto di apposito documento informativo, la cui pubblicazione sarà contestuale alla pubblicazione della relazione illustrativa della proposta all’Assemblea.

Modifica degli artt. 9 e 17 dello Statuto sociale (c.d. “quote rosa”)

Verrà proposta la modifica delle regole di nomina di Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale per assicurare l’equilibrio tra i generi dei rispettivi componenti, come per legge.

La disciplina legale in materia è obbligatoria per tre mandati a decorrere dal primo rinnovo successivo a un anno dalla sua entrata in vigore (e quindi successivo al prossimo mese di agosto) e prevede la riserva al genere meno rappresentato di un quinto dei seggi nel primo mandato, di un terzo nei due mandati successivi, con arrotondamento all’unità superiore in caso di numero frazionario. Il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto tuttavia che, nella composizione degli organi della Società, la diversità di background professionale, di esperienza manageriale, ma anche di genere rappresenti un’opportunità e un valore. Pertanto proporrà l’adozione di una modifica ai requisiti di composizione di Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale stabile, e non limitata a tre soli mandati.

Tutte le modifiche proposte dello Statuto non comportano ricorrenza del diritto di recesso in capo al socio che non concorra alla loro approvazione.

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Tematiche di Corporate Governance

Il Consiglio di Amministrazione ha accertato la sussistenza dei requisiti di composizione dell’organo nella sua collegialità, nonché dei requisiti di indipendenza nelle persone di Lucia Calvosa, Elio Cosimo Catania, Massimo Egidi, Jean Paul Fitoussi, Mauro Sentinelli e Luigi Zingales.

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Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Andrea Mangoni, dichiara ai sensi del comma 2, articolo 154-bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.