Telecom Italia approvati dal Consiglio di Amministrazione i risultati dei primi nove mesi del 2002

07/11/2002 - 12:00

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GRUPPO TELECOM ITALIA
 
•  Migliorano i risultati economici,
nonostante le svalutazioni di partecipazioni

•  Significativo recupero di efficienza con forte riduzione   dei cash cost per 1.328 milioni di euro
 
•  Sale la redditività, scende il debito
 
•  Raggiunto in anticipo l’obiettivo del piano di dismissioni

•  Adottati il Codice Etico del Gruppo e il Codice di Comportamento della società in materia di insider dealing
 
•  Ricavi: 22.440 milioni di euro
(+0,8% rispetto ai primi nove mesi del 2001;
+3 % escludendo l’effetto cambio
e +3,7% tenendo anche conto della variazione del perimetro di consolidamento)
 
•  MOL: 10.414 milioni di euro
(+3,7% rispetto ai primi nove mesi del 2001;
+5% escludendo l’effetto cambi e
 la variazione del perimetro di consolidamento)
+ 4,6% il mol del terzo trimestre 2002
rispetto al terzo trimestre 2001


•  Risultato operativo: 5.706 milioni di euro
(+11,1% rispetto ai primi nove mesi del 2001;
 +10,5% escludendo l’effetto cambio
e la variazione del perimetro di consolidamento)
+12,5% il risultato operativo del terzo trimestre 2002 rispetto al terzo trimestre 2001


•  Utile netto consolidato di spettanza della Capogruppo:
1.246 milioni di euro
(+1.574 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2001)
 
•  Free cash flow operativo: 6.588 milioni di euro
(+2.995 milioni di euro)
 
•  L’indebitamento finanziario netto si riduce di  4.278 milioni di euro rispetto a fine 2001 e si attesta a 17.664 milioni di euro in linea con gli obiettivi del piano
 
•  Migliora ulteriormente la composizione del debito:
      l’83% del totale (64% a fine 2001) ha scadenza
                            superiore ad un anno
 
 
TELECOM ITALIA SpA
 
•  Ricavi: 12.561 milioni di euro
(-1,5% rispetto ai primi nove mesi del 2001, dovuta in gran parte alle riduzioni tariffarie  derivanti dagli effetti della politica di regolamentazione)

•  Forte sviluppo nei servizi innovativi e nella banda larga

•  MOL: 5.585 milioni di euro
(+0,5% rispetto ai primi nove mesi del 2001)
 
•  Risultato operativo: 3.101 milioni di euro
(+3,2% rispetto ai primi nove mesi del 2001)
 
•  Utile netto positivo per 94 milioni di euro
(nei primi nove mesi del 2001 era negativo per 308 milioni di euro)
 
•  L’indebitamento finanziario netto scende
a 15.849 milioni di euro
 
 
•  Convocata l’Assemblea della società per deliberare in merito alla proposta di distribuzione anticipata di parte del dividendo 2002 con prelievo da riserve
 per un importo massimo di 1 miliardo di euro
 
•  Invariata la politica dei dividendi

 


Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia,  riunitosi oggi sotto la Presidenza di Marco Tronchetti Provera, ha esaminato e approvato la relazione  trimestrale del Gruppo e della Capogruppo  relativa ai primi nove mesi del 2002[1].
 
I risultati economici  e i margini dei primi nove mesi del 2002 del Gruppo mostrano un netto miglioramento rispetto ai primi nove mesi del 2001.
 
L’utile netto consolidato è positivo per 1.246 milioni di euro con un aumento di 1.574 milioni di euro rispetto al risultato negativo di 328 milioni di euro nei primi nove mesi del 2001.
 
Tale aumento è dovuto principalmente ai seguenti fattori:
 
• miglioramento del risultato operativo (+568 milioni di euro; +11,1%);
• miglioramento del saldo proventi e oneri finanziari e da partecipazioni (+299 milioni di euro), e del saldo proventi e oneri straordinari (+975 milioni di euro), comprensivi delle plusvalenze da dismissioni di partecipazioni (2.093  milioni di euro), nonché delle svalutazioni di partecipazioni e goodwill per 1.799 milioni di euro relative a Is Tim Turchia, Telekom Austria, Matrix, Corporacion Digitel e Netco Redes.
 
Nel terzo trimestre 2002 il risultato netto consolidato del Gruppo è stato positivo per 476 milioni di euro, superiore di 1.287 milioni di euro rispetto a quello negativo per 811 milioni di euro del terzo trimestre 2001.
 
I ricavi consolidati dei primi nove mesi del 2002 ammontano a 22.440 milioni di euro, con un incremento dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2001. Se si esclude l’effetto negativo dei cambi la crescita è pari al 3%, mentre l’effetto dovuto alla variazione del perimetro di consolidamento[2] è stato pari allo 0,7%, per un totale di 3,7%.
Nel terzo trimestre 2002 i ricavi ammontano a 7.451 milioni di euro con una riduzione dello 0,9%, considerando l’effetto della variazione del perimetro di consolidamento la crescita è dell’1,3%.

Il margine operativo lordo di Gruppo è pari a 10.414 milioni di euro, in aumento di 375 milioni di euro (+3,7%) rispetto ai primi nove mesi del 2001, con un’incidenza sui ricavi del 46,4% (45,1% nei primi nove mesi del 2001). Escludendo l’effetto dei cambi e della variazione del perimetro di consolidamento, l’incremento è del 5%.
Nel terzo trimestre 2002 il margine operativo lordo ammonta a 3.606 milioni di euro (3.448 milioni di euro nel terzo trimestre 2001), l’incidenza sui ricavi è del 48,4% (45,9% nel terzo trimestre 2001).
 
Il risultato operativo è di 5.706 milioni di euro con un incremento, rispetto ai primi nove mesi del 2001, di 568 milioni di euro (+11,1%), escludendo l’effetto dei cambi e della variazione del perimetro di consolidamento, la crescita è pari al 10,5%, con un’incidenza sui ricavi del 25,4% (23,1% nei primi nove mesi del 2001). L’incremento in valore assoluto risente sia della crescita del margine operativo lordo, sia della flessione degli ammortamenti.
Nel terzo trimestre 2002 il risultato operativo ammonta a 2.044 milioni di euro (1.817 milioni di euro nel terzo trimestre 2001), l’incidenza sui ricavi del 27,4% (24,2% nel terzo trimestre 2001)
 
Il Free Cash Flow operativo, nei primi nove mesi del 2002, è stato pari a 6.588 milioni di euro (+2.995 milioni di euro). Nel terzo trimestre 2002 è stato pari a 2.438 milioni di euro (+1.487 milioni di euro rispetto al terzo trimestre 2001).
 
Il debito netto consolidato si riduce di 4.278 milioni di euro rispetto alla fine dello scorso anno (21.942 milioni di euro), in linea con gli obiettivi fissati dal piano, ed è pari a 17.664 milioni di euro, dopo il pagamento dei dividendi (3.247 milioni di euro).
La riduzione rispetto al 30 giugno 2002 è di 3.436 milioni di euro.
L’indebitamento al 30 settembre ha beneficiato delle dismissioni effettuate nei primi nove mesi dell’anno, al netto dei relativi oneri, per complessivi 3.609 milioni di euro. In particolare la cessione di Auna (1.998 milioni di euro), Bouygues Decaux Telecom (750 milioni di euro), Mobilkom Austria (756 milioni di euro), Lottomatica (212 milioni di euro), Sogei (176 milioni di euro), Telemaco Immobiliare (219 milioni di euro) e 9Telecom (-529 milioni di euro) e altre minori (27 milioni di euro).
La quota di indebitamento superiore all’anno è nettamente migliorata, passando dal 64% del 31 dicembre 2001 all’83% del 30 settembre 2002, a seguito dell’emissione obbligazionaria avvenuta lo scorso 1° febbraio 2002, di Telecom Italia s.p.a. di 2.500 milioni di euro. Tale emissione rientra nell’ambito del Global Note Program.


BUSINESS UNIT/ATTIVITA’ OPERATIVE
Domestic Wireline
Vedi nota allegata


Mobile (Gruppo TIM)
Vedi comunicato stampa diffuso ieri.


Internet and Media (Gruppo Seat Pagine Gialle)
Vedi comunicato stampa di ieri.

Information Technology Mercato
 
L’area di consolidamento di IT Mercato è variata a seguito dei seguenti eventi societari:
la cessione, avvenuta nel mese di luglio, del 100% del capitale di Sogei S.p.A. al Ministero dell’Economia  e delle Finanze-Dipartimento per le Politiche Fiscali. Il passaggio delle azioni è avvenuto in data 31 luglio 2002. La Sogei è perciò consolidata per i soli dati economici del primo semestre 2002;
la stipula in data 2 agosto 2002 da parte di Finsiel di un contratto di compravendita per la cessione del 100% del capitale di Consiel S.p.A. alla World Investment Partners S.A, mentre il passaggio effettivo delle azioni è avvenuto in data 3 ottobre 2002;
Consiel è consolidata per i dati economici fino al mese di agosto 2002 incluso;
la costituzione in data 2 agosto 2002 della società Agrisian – Consulenza e Servizi per l’Agricoltura S.c.p.a.
 
A perimetro omogeneo, i ricavi dei primi nove mesi del 2002 subiscono una flessione di 46 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per effetto della contrazione del fatturato principalmente di Finsiel, Consiel, Banksiel conseguente sia a minori volumi sia a riduzioni dei prezzi nei confronti dei principali clienti, cui si è contrapposto un incremento delle attività da parte di Intersiel, TeleSistemiFerroviari e Webred riconducibili alla fatturazione di attività in corso di lavorazione collaudate nel corrente periodo, e di Insiel, Centrosiel e Sogei per l’acquisizione di nuove commesse e di nuovi clienti.
Il margine operativo lordo (71 milioni di euro) e il risultato operativo (47 milioni di euro) si sono ridotti per effetto della citata diminuzione dei prezzi e per l’aggiudicazione di nuove gare con corrispettivi contrattuali ridotti solo in parte compensati dalla riduzione dei prezzi di acquisto e dal miglioramento del livello di efficienza.
Il terzo trimestre 2002 confrontato con il corrispondente trimestre dell’anno precedente fa registrare una contrazione dei ricavi di 26 milioni di euro per effetto degli stessi fenomeni che hanno caratterizzato i primi nove mesi.

Il 22 ottobre 2002 è stata resa operativa una nuova organizzazione della BU IT Mercato articolata nelle seguenti funzioni che hanno il compito di garantire le attività di progettazione, sviluppo, esercizio e commercializzazione di prodotti/soluzioni IT per il rispettivo mercato di riferimento:
 
Government: mercato della Pubblica Amministrazione Centrale e Locale
Finance: mercato delle Banche e Assicurazioni
Innovazione, Nuovi Mercati e Coordinamento Gestionale
 

Information Technology di Gruppo
Nel corso del terzo trimestre 2002 nell’ambito dell’attività operativa IT Gruppo l’area di consolidamento è variata per l’ingresso del Gruppo Webegg, acquisito a fine giugno (consolidato a partire dal mese di luglio 2002) e per l’uscita da Teco Soft España ceduta il 31 luglio 2002. La società è stata consolidata integralmente per i primi sei mesi del 2002.
La diminuzione dei ricavi sconta la revisione dei corrispettivi  con la Business Unit Domestic Wireline.
 
 Sud America

(Per le operative controllate da Tim vedi comunicato stampa di ieri)
 
Nel mese di maggio 2002 l’Attività operativa International Operations è stata superata; le relative società e rami d’azienda di Telecom Italia, sono confluite organizzativamente in Domestic Wireline e nella funzione centrale Partecipate Estere mentre tutte le società dell’area sud americana sono coordinate da Latin America Operations.
 
Nei primi nove mesi del 2002 il Gruppo Entel Chile e il Gruppo Entel Bolivia  la società Telecom Italia America Latina e il ramo di azienda Sud America di Telecom Italia hanno consuntivato ricavi per 1.036 milioni di euro, in riduzione dell’11,5% rispetto allo stesso periodo del 2001, da attribuirsi completamente alle dinamiche valutarie. Senza tale effetto i ricavi  sarebbero cresciuti dell’1,5%, per la crescita del Gruppo Entel Chile (+8,3% in valuta locale), cui si contrappongono gli effetti determinati dalla liberalizzazione del mercato boliviano, nonché della sospensione del contratto di Management Fee  con Telecom Argentina  dal 1° aprile 2002.
Il margine operativo lordo, pari a 346 milioni di euro, si riduce di 56,5 milioni di euro
(-14,1%) rispetto al corrispondente periodo del 2001 di cui 50 milioni circa sono ascrivibili ai delta dei cambi di Cile e Boliva. Escludendo l’effetto dei cambi la riduzione del mol sarebbe stata del 2% determinata dal venir meno del management fee proveniente da Telecom Argentina e dalla perdita di redditività in Bolivia cui si è contrapposto un recupero in Cile prevalentemente riconducibile alla crescita della redditività nel settore mobile.
Il risultato operativo conferma gli andamenti già evidenziati per il margine operativo lordo.

          
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Eventi successivi al 30 settembre 2002
 
• Il 1° ottobre 2002, Telecom Italia ha raggiunto un accordo con News Corporation per la creazione di un’unica società di Pay tv italiana (piattaforma unica) che nasce dall’integrazione delle attività di Stream e Tele+. In base a tale accordo Telecom Italia deterrà il 19,9% della piattaforma unica e News Corporation il rimanente 80,1%. E’ previsto che Telecom Italia sottoscriva, insieme a News Corporation il contratto di acquisto di Tele+ e un accordo con la sola News Corporation che disciplini i rapporti tra i due partner della piattaforma unica. Telecom Italia pagherà al closing un prezzo pari a 31,84 milioni di euro per il 19,9% di Tele+. Telecom Italia rinuncerà a crediti commerciali maturati a fine 2002 dalle società del Gruppo nei confronti di Stream per 147 milioni di euro (cifra interamente accantonata nel bilancio 2001). Nel contempo News Corporation rinuncerà a crediti commerciali e finanziamenti soci a Stream per pari importo. L’effetto economico dell’operazione per Telecom Italia comporterà un onere complessivo lordo di circa 276 milioni di euro, quasi completamente accantonati al 30 settembre 2002. L’esecuzione del contratto è soggetta all’approvazione delle competenti autorità.
 
• Il 7 ottobre 2002, TIM ha perfezionato il contratto preliminare firmato il 7 agosto 2002 con gli azionisti di Blu S.p.A. per l’acquisto del 100% delle azioni del quarto operatore GSM. La società acquisita sarà fusa in TIM S.p.A. In precedenza erano state rilasciate le autorizzazioni all’operazione da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, visto anche il parere positivo da parte dell’Autorità per Garanzie nelle Comunicazioni. Il prezzo provvisorio delle azioni, che TIM ha versato ai soci di Blu S.p.A., è di 18 milioni di euro; il prezzo definitivo e quindi il saldo a pagare, verrà determinato successivamente sulla base della situazione patrimoniale certificata alla data di efficacia del contratto.
 
• Progetto Tiglio. Per il Gruppo Telecom Italia, a fronte di asset trasferiti a Tiglio I e Tiglio II per un valore di circa 1.360 milioni di euro (dei quali circa 50 milioni di euro relativi a Seat; circa 840 milioni di euro relativi agli immobili confluiti in Emsa per effetto della scissione di Im.Ser; circa 470 milioni di euro relativi ad altri cespiti), l’operazione comporta nel 2002 un impatto economico lordo positivo (plusvalenza lorda più dividendi straordinari) di 221,6 milioni di euro su Telecom Italia S.p.A. e di 4,6 milioni di euro su Seat. Dal punto di vista finanziario, invece, l’impatto sulla posizione finanziaria netta consolidata nel 2002 – al lordo delle imposte – è pari a 326,9 milioni di euro (dei quali 39,8 milioni di euro relativi a Seat.
 
• Nell’ambito dell’operazione di acquisto di azioni proprie autorizzata dall’assemblea ordinaria degli azionisti di Telecom Italia del 7 novembre 2001, si segnala che nel periodo compreso tra il  1° ottobre-7 novembre 2002 sono state acquistate n° 4.448.000 azioni di risparmio al prezzo medio di 5,10 euro per azione, per un investimento pari a 23 milioni di euro  e n 301.000 azioni ordinarie al prezzo medio di 7,32 euro per azione, per un investimento di 2 milioni di euro. Le azioni proprie complessivamente acquistate dal 1° gennaio 2002 ammontano a n° 27.488.000 azioni di risparmio al prezzo medio di 5,47 euro per un controvalore di 150 milioni  di euro e a n.4.748.000 azioni ordinarie al prezzo medio di 8,24 euro per un controvalore di 40 milioni di euro. Da inizio anno l’investimento ammonta complessivamente a 190 milioni di euro.
 
• Telecom Italia ha concluso un accordo con Pagine Italia SpA per l’acquisizione delle attività di directories Pagine Utili, il ramo d’azienda rappresentato principalmente dalle cosiddette pagine tascabili con circa 60.000 inserzionisti. L’operazione prevede un corrispettivo a Pagine Italia di 214 milioni di azioni ordinarie Seat detenute dal Gruppo Telecom Italia, pari all’1,9% del capitale ordinario. Il ramo d’azienda, i cui ricavi attesi nel 2002 sono di 57 milioni di euro con un margine operativo lordo di circa 9 milioni di euro, è trasferito senza debiti e con il capitale circolante azzerato, con un organico di circa 150 persone. Il perfezionamento dell’operazione è condizionato al vaglio dell’Autorità Antitrust italiana. A valle del perfezionamento dell’operazione saranno definite modalità di integrazione del ramo d’azienda acquisito con Seat Pagine Gialle.
 
• Il 2 ottobre 2002 Telecom Italia ha lanciato Alice Time, l’innovativa offerta ADSL per le famiglie che consente di navigare in Internet ad un prezzo più basso della telefonata urbana abbattendo drasticamente i costi per l’accesso. Telecom Italia ha inoltre, completato la gamma delle offerte Alice lanciando due nuove soluzioni destinate agli internauti più evoluti, Alice 640 e Alice Mega. La prima offre tutti i vantaggi di un collegamento broadband always on a prezzo fisso; la seconda consente di ricevere contenuti multimediali ad elevata qualità in tempo reale, ponendosi come collegamento ideale per videoconferenze e video on demand.

Il 18 ottobre TIM ha lanciato l’offerta commerciale per il servizio GSM in Brasile con l’apertura di 1000 punti vendita in più di 80 città. L’avvio del servizio permetterà di realizzare la prima rete GSM Pan-Sudamericana.
 
• Telekom Austria. Il 4 novembre 2002 Telecom Italia International N.V. ha chiuso nella stessa giornata del lancio, il processo di collocamento a mezzo private placement di 65 milioni di azioni di TeleKom Austria AG ( pari al 13% del capitale) con opzione greenshoe,  totalmente esercitata il 5 novembre 2002 per la cessione di ulteriori 10 milioni di azioni (pari ad un ulteriore 2%).   Il prezzo di collocamento è stato fissato a  7,45 euro per azione, sul limite superiore del range indicato in giornata agli investitori. L’incasso lordo relativo alla cessione dei 75 milioni di azioni  è stato di 559  milioni di euro. A seguito dell’operazione il possesso del Gruppo Telecom Italia in Telekom Austria si è ridotto dal 29,78% al 14,78%.


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Per il 2002 ci si attende una crescita del risultato operativo almeno in linea con quella del 2001, in coerenza con quanto comunicato al mercato lo scorso 14 febbraio 2002.

 Telecom Italia S.p.A
 
La Capogruppo Telecom Italia S.p.A. ha registrato nei primi nove mesi del 2002 un utile netto di 94 milioni di euro. Nello stesso periodo del 2001 il risultato era stato negativo per 308 milioni di euro. Il risultato è stato determinato dal miglioramento, rispetto ai primi nove mesi del 2001, della gestione operativa (+95 milioni di euro; +3,2%), del saldo proventi e oneri finanziari e da partecipazioni (+99 milioni di euro) e dei proventi e oneri straordinari (+797 milioni di euro) cui si sono contrapposte le maggiori imposte sul reddito (+589 milioni di euro).
Nel terzo trimestre 2002 il risultato è stato negativo per 294 milioni di euro. Nel terzo trimestre 2001 era stato negativo per 962 milioni di euro.
 
I ricavi della Capogruppo sono pari a 12.561 milioni di euro e diminuiscono di 194 milioni di euro (-1,5%) rispetto ai primi nove mesi del 2001. La flessione, dovuta in gran parte alle riduzioni tariffarie derivanti dagli effetti della politica di regolamentazione, è attribuibile prevalentemente al traffico, il cui controvalore si riduce del 6%, nonostante un incremento in termini di minuti del 4,3%, a seguito della riduzione della resa media del traffico del 9,9% (da 4,3 a 3,8 centesimi di euro). Tale riduzione è stata inoltre contenuta grazie al forte sviluppo dei servizi innovativi. Le riduzioni imposte dal meccanismo di price cap, infatti, sono state in parte compensate dalle manovre di ribilanciamento tariffario, dalla crescita dei canoni di interconnessione con gli altri gestori, nonché dall’incremento degli abbonamenti alle diverse formule di pacchetti sconto proposte dalla Società.
Nel terzo trimestre 2002 i ricavi sono pari a 4.131 milioni di euro (4.202 milioni di euro nel terzo trimestre 2001) con una riduzione dell’1,7% dovuta sempre in larga parte agli effetti della politica regolatoria.
 
Il margine operativo lordo, pari a 5.585 milioni di euro, registra un incremento di 30 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2001 (+0,5%) e presenta un’incidenza sui ricavi del 44,5% (43,6% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente). Il miglioramento è dovuto alla riduzione dei consumi e al contenimento del costo del lavoro, che hanno compensato la riduzione dei ricavi.
Nel terzo trimestre 2002 il margine operativo lordo è stato di 1.840 milioni di euro con una riduzione dello 0,6%. L’incidenza sui ricavi è stata del 44,5% (44,1% nel terzo trimestre 2001)
 
Il risultato operativo di Telecom Italia S.p.A nei primi nove mesi del 2002 di 3.101 milioni di euro presenta un incremento di 95 milioni di euro (+ 3,2%) e ha un’incidenza sui ricavi del 24,7% (23,6% nei primi nove mesi del 2001).
Nel terzo trimestre 2002 il risultato operativo è stato di 1.013 milioni di euro con un aumento del 2,5% rispetto al terzo trimestre 2001. L’incidenza sui ricavi è stata del 24,5% (23,5% nel terzo trimestre 2001)

L’utile netto dei primi nove mesi, pari a 94 milioni di euro, sconta stanziamenti straordinari sulla partecipazione in Telecom Italia International (1.052 milioni di euro) principalmente connessi agli oneri legati alla cessione a LDCom della partecipazione detenuta in 9Telecom  (440 milioni di euro), alle svalutazioni delle partecipazioni in Telekom Austria (298 milioni di euro) e in Netco Redes (88 milioni di euro) e all’azzeramento del valore di carico della partecipazione in Nortel Inversora (37 milioni di euro).
 
Il personale al 30 settembre 2002 ammonta a 57.951 unità con una diminuzione di 3.130 unità rispetto alla fine del 2001 dovuta principalmente agli esodi agevolati, alle cessazioni conseguenti alla mobilità ex lege 223/1991 e alle uscite di personale a seguito della cessione del ramo d’azienda “Gestione Autoparco”.
 
L’indebitamento finanziario netto di 15.849 milioni di euro  diminuisce di 1.064 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2001 (16.913 milioni di euro) e di 967 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2002 (16.816 milioni di euro); il miglioramento, rispetto alla fine dello scorso anno, è stato determinato dal flusso monetario  da attività di esercizio (5.264 milioni di euro) che ha più che compensato il fabbisogno per investimenti (1.921 milioni di euro) e per il pagamento dei dividendi dell’esercizio 2001 (2.306 milioni di euro). L’indebitamento finanziario netto comprende il debito verso JPMorgan Chase (497 milioni di euro) a seguito della riduzione del prezzo di esercizio delle opzioni sulle azioni Seat Pagine Gialle da 4,2 euro a 3,4 euro per azione. L’indebitamento, inoltre, beneficia degli effetti dell’operazione di cartolarizzazione per un importo, al 30 settembre 2002, di 845 milioni di euro. La  composizione dell’indebitamento finanziario lordo è variata per effetto dell’emissione del bond Telecom Italia effettuata il 1° febbraio 2002 nell’ambito del Global Note Program. La quota di indebitamento a medio e lungo termine è passata dal 58% del 31/12/2001 al 76% al 30 settembre 2002.
 

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In linea con l’analoga operazione comunicata ieri al mercato dalla controllata Tim, anche Telecom Italia ha deciso una distribuzione di riserve fino ad un massimo 1 miliardo di euro, ciò che di fatto determina una distribuzione anticipata di parte del dividendo 2002. Il complesso delle due operazioni permetterà, tra l’altro, a Telecom Italia di consuntivare nel bilancio d’esercizio i dividendi distribuiti dalla controllata, incrementando l’utile di competenza e quindi creando le condizioni per assicurare continuità alla propria politica di distribuzione del dividendo, nell’interesse della generalità della compagine azionaria, degli investitori, del Gruppo nel suo insieme e in linea con le aspettative del mercato. Il dividendo distribuito consentirà l’attribuzione agli azionisti di un credito d’imposta pieno ed utilizzabile senza limitazioni nella misura del 56,25%.
Il Consiglio di Amministrazione della società ha dato quindi mandato al Presidente di convocare l’Assemblea della società per deliberare in merito a tale distribuzione.
Lo stacco della cedola è previsto in data 16 dicembre 2002, con pagamento a partire dal 19 dicembre 2002.

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Adottati il Codice Etico del Gruppo e il Codice di Comportamento della società in materia di insider dealing

Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre adottato il Codice Etico di Gruppo e il Codice di Comportamento della Società in materia di insider dealing.
Il Codice Etico si colloca idealmente a monte dell’intero sistema di corporate governance e - come tale - riveste un’importanza basilare, in termini programmatici, quale corpus di principi per una conduzione degli affari eticamente orientata. Si tratta di un documento agile, che reca l’indicazione chiara degli obiettivi e dei valori informatori dell’attività d’impresa, con riferimento ai principali stakeholders con i quali le società del Gruppo si trovano quotidianamente a interagire: azionisti, mercato finanziario, clienti, comunità, personale.
Il Codice di Comportamento è stata redatto in ottemperanza alla disciplina recentemente introdotta da Borsa Italiana, che - come noto - comporta per le società quotate un obbligo di disclosure periodico, a partire dal 1° gennaio 2003, circa le operazioni effettuate sui titoli quotati dell’emittente e delle sue controllate, da  soggetti che possono accedere ad informazioni price sensitive.
Rispetto alla disciplina di riferimento elaborata da Borsa Italiana, il documento si caratterizza nei seguenti profili qualificanti:
- flessibilità nell’individuazione del novero delle persone assoggettate a obbligo di disclosure, al fine di poter tener conto anche di situazioni contingenti di accesso alle informazioni riservate;
- estensione dell’obbligo di comunicazione alle operazioni effettuate su strumenti finanziari quotati emessi dalle società controllanti (oltre che dalle controllate);
- sensibile riduzione delle soglie quantitative di rilevanza delle operazioni da segnalare al mercato con periodicità trimestrale (da 50.000 a 35.000 euro) ovvero immediatamente all’atto dell’effettuazione (da 250.000 a 80.0000 euro);
- estensione dell’obbligo di trasparenza agli atti di esercizio di stock options o di diritti di opzione nonché a tutte le operazioni su strumenti finanziari emessi da società del Gruppo, quand’anche realizzate nell’ambito di rapporti di gestione su base individuale di portafogli di investimento, in cui il cliente rinunci alla facoltà di impartire istruzioni;
- previsione di “black-out periods”, cioè di periodi predeterminati durante i quali le persone soggette alle previsioni del Codice non possono compiere operazioni.
Il Codice di Comportamento prevede poi un sistema sanzionatorio di particolare rigore che, per Amministratori e Sindaci, contempla la possibilità di proporre all’Assemblea la revoca dall’incarico.
L’entrata in vigore del Codice è anticipata rispetto al termine obbligatorio previsto dal Regolamento di Borsa (1° dicembre 2002, anziché 1° gennaio 2003). Le operazioni effettuate nel mese di dicembre 2002 saranno cumulate, ai fini degli obblighi di comunicazione, a quelle del primo trimestre 2003.

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Venerdì 8 novembre alle ore 15.30 nel corso di una conference call verranno illustrati alla comunità finanziaria i risultati del terzo trimestre 2002 del Gruppo e della Capogruppo.
La stampa potrà seguire lo svolgimento della conference call collegandosi al numero +390633485042 e premere successivamente sulla tastiera del telefono *0 (linea di emergenza +3906334844 o +390636879212).
Le presentazioni saranno disponibili sul sito www.telecomitalia.it/thirdquarter2002results  30 minuti prima dell’inizio della conference call.

1] Per omogeneità di confronto i dati dei primi nove mesi e del terzo trimestre 2002 sono stati commentati rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente ricostruito con il Gruppo Nortel Inversora (Telecom Argentina) consolidato con il metodo del patrimonio netto anziché con il metodo proporzionale
[2] Nel corso del terzo trimestre 2002 sono usciti dall’area di consolidamento il gruppo 9Telecom, Sogei SpA, Consiel SpA e DataHouse S.p.A; sono entrati nell’area di consolidamento il gruppo Webegg , EpicLink SpA e Netesi SpA.