Il futuro è in linea

06/06/2008 - 00:00

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Nel corso degli anni Ottanta il processo di digitalizzazione nel campo delle telecomunicazioni, con l'introduzione di codifiche numeriche per tutti i contenuti informativi, cominciava a consentire la realizzazione di reti attraverso cui trasmettere flussi informativi di vario tipo: oltre la voce, dati, immagini fisse e in movimento, suoni. Risale sempre agli anni Ottanta l'offerta da parte della SIP di nuovi prodotti e nuovi servizi,   come  il  facsimile o fax, il servizio di telefax, la segreteria telefonica, il teledrin o cercapersone, l'autotelefono, la rete fonia-dati, la teleconferenza, il videotel.  Tutti prodotti inediti sul mercato, che bisognava fare conoscere. A questo scopo  la SIP, azienda allora monopolistica del servizio telefonico, promosse un'intensa e per molti versi nuova attività di comunicazione che si realizzò, a partire dalla metà degli anni Ottanta, con la creazione di numerose campagne pubblicitarie volte a promuovere sia i nuovi prodotti - rigorosamente contrassegnati dal nuovo logotipo SIP presentato nel 1983 - sia un'immagine dell'azienda come profondamente rinnovata e proiettata nel futuro.

Alcune fra le più note campagne furono affidate a importanti agenzie che operavano nel settore della comunicazione e del marketing di impresa. Un ruolo particolare fu svolto dalla Armando Testa SpA, che, a partire dal 1985,   firmò per SIP la campagna che aveva per slogan "Il futuro è in linea". Costante era la presenza dell' "onda rossa" che richiamava il segno caratteristico del nuovo marchio.
Molti dei nuovi prodotti promossi in quegli anni ebbero vita breve, altri si diffusero maggiormente, senza mai raggiungere un carattere di massa presso il grande pubblico.  Ciò che in quel momento sembrava essere   il futuro della comunicazione privata e d'impresa verrà, nel giro di pochi anni, soppiantato da nuove tecnologie e forme di comunicazione, questa volta  di straordinario successo e destinate ad un  effettivo consumo di massa, come Internet e il cellulare.

Il fax o facsimile

Presentato in Italia nel 1974, in occasione della V mostra della Stampa e dell' Informazione di Roma, il fax nel 1982 contava solo circa 5 mila utenti. Anche fuori dall'Italia la diffusione del fax avvenne solo nella seconda metà degli anni Ottanta, anche la Xerox aveva lanciato il prodotto sul mercato nel 1966.
L'impegno della SIP nel diffondere l'uso del fax fu particolarmente visibile a partire dal 1984, anno in cui l'agenzia Armando Testa SpA curò la campagna "Facsimile". La campagna promuoveva il servizio di "Telefax" dava la possibilità di trasmettere - così recitava il testo della pubblicità - "l'esatta copia in bianco e nero di dattiloscritti, manoscritti, diagrammi, disegni, schemi tecnici, dettagli esecutivi Tutto questo in un tempo compreso tra i 60 secondi e i 3 minuti".

Altri momenti di intensa attività pubblicitaria furono i primi anni Novanta, quando gli utenti avevano ormai superato il milione e il fax si andava affermando come utile mezzo di comunicazione per gli affari e le imprese, visto che consentiva in tempi pressochè imbattibili la spedizione di documenti in copia in qualsiasi parte del mondo, tramite la semplice linea telefonica.
Rivolte all'utenza affari furono due pubblicità del 1992 che presentavano il fax integrato con il telefono e la Segreteria telefonica. In quell'occasione " come si legge nel documento a corredo del book che raccoglie le pubblicità del periodo - la grafica fu curata dall'agenzia interna SIP.
Nei primi anni Novanta una parte dell'opinione pubblica scelse la comunicazione tramite fax per dare maggiore visibilità a forme di protesta o di solidarietà, tanto che si arrivò a definire alcuni movimenti d'opinione come "popolo del fax"; tuttavia il fax non ebbe mai una diffusione domestica tale da diventare un vero strumento di comunicazione di massa.
Sostituito dalla dirompente diffusione della comunicazione via Internet e dall'uso l'uso della posta elettronica, a partire dalla fine degli anni Novanta il fax è rimasto in uso, seppure in modo sempre minore, soprattutto nel settore della comunicazione aziendale e professionale.

La segreteria telefonica e i telefoni risponditori

In una pubblicità SIP della campagna "Il futuro è in linea" del 1985, curata dalla Sarin, il testo a corredo dell'immagine così presentava i vantaggi della segreteria telefonica: "Anche per quando ci siete ma non volete farlo sapere. Le segreterie telefoniche SIP trasmettono il vostro messaggio, registrano quello di chi vi chiama, ve lo ripetono (magari anche a distanza) col risultato che non perdete una chiamata e perciò neanche un affare".
Negli anni Ottanta la diffusione della segreteria telefonica sembrò procedere parallelamente alla nascita di nuove forme di micro-imprenditorialità, permettendo una migliore e più proficua gestione degli affari.
Nel contempo corrispondeva anche in parte alle esigenze generate dalle trasformazioni in atto nelle famiglie italiane, come la riduzione del numero dei componenti per nucleo e il fenomeno dei "single". Era sempre più possibile, infatti, che in molte ore della giornata nessuno fosse in casa per rispondere alle chiamate.
A questo tipo di utenza si rivolgevano anche altri prodotti e servizi SIP come, ad esempio, i telefoni risponditori che permettevano di registrare la propria voce e lasciare un messaggio a chi chiamava: "Finalmente il telefono che risponde per te. E dice dove e quando ti possono chiamare" recitava lo slogan di una pubblicità SIP curata da Armando Testa del 1986, che bene esprimeva l'esigenza di essere comunque reperibili.

All'inizio degli anni Novanta erano un milione e mezzo le segreterie telefoniche in funzione in Italia. Parlare al telefono e lasciare un messaggio registrato cominciò a diventare un'abitudine. L' anonimo ''non siamo in casa, lasciate un messaggio dopo il bip'' fu spesso sostituito con registrazioni più elaborate, quasi un occasione di "autorappresentazione" telefonica.
Alla fine degli anni Novanta l'uso della segreteria telefonica fu progressivamente sostituito dal nuovo servizio di segreteria telefonica centralizzata Memotel di Telecom Italia. Il cellulare, che consente di essere sempre rintracciabile ed è anch'esso dotato di una segreteria telefonica centralizzata, ha finito per assolvere molte delle funzioni precedentemente assegnate alla segreteria dei telefoni fissi.

Il teledrin o cercapersone e il videotel

Il teledrin e il videotel, pur avendo avuto minore successo e diffusione rispetto al fax e alla segreteria telefonica, forse sono i prodotti che hanno anticipato meglio degli altri le nuove forme di comunicazione di massa che si sarebbero affermate negli anni a noi più recenti, come il cellulare e Internet.
Il teledrin fu in uso soprattutto in ambito lavorativo, anche se non mancò l'interesse della SIP per una diffusione tra i giovani, come testimonia una pubblicità del 1989 curata dalla Publicis FCB/MAC.

Il teledrin   permetteva di essere reperibili in qualsiasi momento della giornata, visto che   tramite il segnale di un bip, sul display appariva il numero di telefono del chiamante. Ovviamente, questo tipo di prodotto verrà travolto dal cellulare, che oltre a garantire la costante reperibilità permette di rispondere immediatamente alla chiamata.
Il videotel è invece il servizio idealmente più vicino ad Internet: "Mettiti comodo, esci col videotel" era lo slogan di una pubblicità di Armando Testa del 1988, che aveva per testimonial il filosofo Luciano De Crescenzo. Il videotel, realizzato sul modello del minitel che in Francia aveva rappresentato l'ingresso della telematica in ambito domestico, era stato concepito per fornire servizi molto vari. Per i professionisti avrebbe rappresentato uno strumento essenziale per la consultazione
delle banche dati specialistiche, per le famiglie, l'accesso a servizi informativi di vario tipo, dall'home banking alla consultazione degli orari ferroviari, ma anche la possibilità di scambiare messaggi ed entrare in conversazione nelle chat.