Intercettare, sabotare e salvare: il telefono e la Resistenza 1942-1945

29/10/2008 - 00:00

  • Intercettare, sabotare e salvare: il telefono e la Resistenza 1942-1945
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Nel corso della seconda guerra mondiale gli operai telefonici finirono per svolgere un’attività cruciale per le sorti dell’andamento del conflitto. Nelle città bombardate, il recupero dei materiali danneggiati e il ripristino delle comunicazioni diventò l'attività principale di molti operai telefonici mentre nella lotta di resistenza centrale fu l’attività di sabotaggio e di intercettazione delle comunicazioni.
A Milano, l'inizio della resistenza organizzata fra i telefonici si fa risalire all'estate 1942, quando un gruppo di tecnici iniziò a stabilire dei contatti con il movimento Giustizia e Libertà. Ma fu solo dopo l'8 settembre del 1943 che si costituì un primo gruppo partigiano della Stipel, che nel marzo 1944 perse però quasi tutti i suoi capi, arrestati o fucilati.
Nel settembre dello stesso anno l'attività clandestina dei telefonici riprense a stretto contatto con le formazioni partigiane Matteotti. Tra le azioni svolte dai partigiani milanesi, di cui nel "Fondo Goi" dell'Archivio storico Telecom Italia è conservata memoria, c'era l’intercettazione delle comunicazioni telefoniche dei comandi fascisti e la trasmissione delle informazioni ottenute al CLN.

Rispetto ai partigiani piemontesi, la testimonianza di Rocco Nicolais, del CLN Stipel di Torino, pone al centro l’azione di sabotaggio, il cui obiettivo non era tanto la realizzazione di grandi azioni dimostrative e irreparabilmente distruttive, quanto, piuttosto, la produzione di guasti "minimi" sulle linee e nelle centraline: efficaci, e quindi difficili da riparare, proprio perchè "invisibili" agli occhi inesperti. Questo tipo di attività era condotta dai tecnici più competenti che, in previsione del "dopo", sapevano come ripristinare velocemente l'efficienza degli apparati di telecomunicazione.
Il pensiero del "dopo" era ben presente anche in tanti dirigenti aziendali, la cui preoccupazione nei momenti di scontro più cruenti era quella di salvare, nascondendolo, quanto più materiale possibile.

Fonti:
- Archivio storico Telecom Italia, Archivi aggregati: Fondo Goi, Busta 3, Intercettazioni telefoniche
- Archivio storico Telecom Italia, Biblioteca:

    I telefoni al servizio della Resistenza25 aprile: la Resistenza in Piemonte
    Ricordo quel giorno. Fatti e testimonianze di vita telefonica