Le prime campagne antinfortunistiche

30/10/2007 - 00:00

  • Le prime campagne antinfortunistiche
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Un concorso a premi


Nel 1956 fu indetto dalle cinque concessionarie telefoniche (Stipel, Telve, Timo, Teti e Set) il primo di una serie di concorsi a premi in materia di antinfortunistica. A quella prima edizione parteciparono oltre quattromila dipendenti.
La campagna di prevenzione degli incidenti sul lavoro fu particolarmente intensa negli anni Cinquanta, motivata sia dalle nuove norme legislative sia dal consistente ingresso di nuovi dipendenti, che nel 1957 avevano superato, nel complesso delle cinque aziende telefoniche, le 25.000 unità, con un incremento di 10.000 unità dal 1945.
Le nuove norme in materia antinfortunistica, che divennero operanti nel corso del 1956, erano state emanate nello spirito dell'orientamento dato dalla Carta Costituzionale che aveva posto l'accento sulla "tutela" fisica e morale del lavoratore.

Un opuscolo e un film


Nel 1957 l'ASCOT, Associazione nazionale delle Società Concessionarie Telefoniche, pubblica un opuscolo in migliaia di copie che può essere considerato un piccolo vademecum illustrato per la prevenzione antinfortunistica. Di formato tascabile, proponeva una rassegna, in circa un centinaio di pagine, di tutti gli argomenti che potevano interessare il lavoratore telefonico in tema di sicurezza: uso degli attrezzi, maneggio e trasporto dei materiali, esecuzione dei lavori di rete, di centrale e di commutazione; prevenzione ed estinzione degli incendi, circolazione degli automezzi aziendali, etc.
Non mancavano, inoltre, utili consigli su come prestare i primi soccorsi in caso di incidente e infortunio: respirazione artificiale, fasciatura antiemorragica, trattamento di fratture e bruciature, cosa fare in caso di scosse elettriche. Il tutto accompagnato da disegni esplicativi e chiari, non privi di una certa drammatizzazione.
In tema di drammatizzazione è di qualche anno successivo, il 1962, un film intitolato Il pericolo invisibile, realizzato dalla Stipel con la regia di G.Ascani, dedicato alle insidie nascoste dietro l'energia elettrica.

Alcuni dati


L'attenzione verso il problema degli infortuni durante il lavoro si traduceva anche in un monitoraggio periodico della situazione. Nel caso della concessionaria TETI, i dati raccolti permettevano nei primi mesi del 1964 di tracciare un bilancio per il quinquennio 1959-1963 e configurare gli obiettivi da raggiungere negli anni successivi.
La rilevazione statistica, pubblicata nell'aprile del 1964 sulla rivista aziendale "Notiziario TETI", illustrava i seguenti dati:

  • cadute di persone 1212
  • scosse elettriche 97 (1 decesso)
  • ustioni 136
  • choc-acustici 54
  • cadute di oggetti 214
  • maneggio materiale 1151 (1 decesso)
  • installazione centrali 164
  • incidenti stradali 656 (2 decessi)
  • di altro tipo 863

Gli infortuni più numerosi riguardavano dunque le cadute e il maneggio di materiali.Nel 1959 erano avvenuti 62,2 infortuni ogni milione di ore di lavoro; nel 1963 tale cifra scendeva a 44 infortuni. Per gli anni successivi la TETI si poneva l'obiettivo di raggiungere la quota di 20-30 infortuni.