Le cabine telefoniche

11/12/2007 - 00:00

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La prima cabina telefonica di strada


La prima cabina telefonica di strada fu installata a Milano in piazza San Babila il 10 febbraio 1952 per iniziativa della concessionaria Stipel. Realizzata dalla ditta Publicab, aveva una struttura in metallo e vetro, una caratteristica che restò pressoché invariata nel corso dei decenni successivi.
In precedenza i telefoni pubblici erano quasi esclusivamente installati o nei Posti Telefonici Pubblici (PTP) o erano ospitati presso generici esercizi pubblici (bar, edicole, ristoranti, etc.).
Fino ai primi anni Settanta l’installazione di cabine all’aperto, solo nelle realtà metropolitane,  proseguì ad un ritmo più che moderato.

Il boom degli anni Settanta


“Non sei mai solo quando sei vicino a un telefono”. Era questo uno degli slogan utilizzati dalla SIP alla fine degli anni Settanta nella campagna dedicata alla telefonia pubblica, caratterizzata dall’immagine di una cabina telefonica di color giallo installata all’aperto. Nel corso di quel decennio le cabine telefoniche, ormai box prefabbricati in materiale metallico, con ante e pareti in vetro trasparente, diventarono consuete nel paesaggio italiano.
Se nel 1971, sparse per l’Italia, erano, infatti, solo 2.500, l’anno successivo la loro consistenza era già raddoppiata a 5.000; quattro anni più tardi, nel 1976, raggiunsero la cifra di 21.250, nel 1977 salivano ancora a 26.100 e nel 1978 a 30.700, fino ad arrivare, alla fine degli anni Settanta, a quota 33.000. Il telefono aveva oramai conquistato la strada.
Negli anni successivi furono gradualmente sostituite, in Italia come anche in molte altre parti del mondo, dai chioschi aperti dotati di telefono, sia per garantire un accesso più facile ai portatori di handicap sia per scoraggiare, con la relativa mancanza di privacy, chiamate troppo lunghe.


Gettoni e schede telefoniche


La diffusione della cabina pubblica stimolò negli anni Settanta la produzione di gettoni, che subì un incremento senza precedenti. Per soddisfare la crescente richiesta di gettoni, la SIP utilizzo contemporaneamente quattro diversi fornitori: Ipm (Industria Politecnica Meridionale, di Arzano, Napoli); Esm (Emilio Senesi Medaglie, Milano), Ut (Urmet Costruzioni Elettrotelefoniche Torino), e Cmm (Costruzioni Minuterie Metalliche, Sant'Agata Li Battiati, Catania).
A partire dalla seconda metà degli anni Settanta, ai gettoni e alla moneta si affiancò progressivamente l’uso di carte telefoniche prepagate. Le prime schede, in via sperimentale, furono utilizzate nel 1976. Inizialmente erano schede di tipo verticale, di colore giallo-blu, e gli apparecchi abilitati, terminato il credito, non le restituivano. La tecnologia cambiò nell’arco di un decennio, con la diffusione della carta “orizzontale”, sempre a banda magnetica, che poteva essere utilizzata per il suo valore in rapporto agli scatti effettuati e ogni volta restituita, anche dopo il suo esaurimento, divenendo immediatamente oggetto di collezionismo.
Le cabine telefoniche, il cui numero è diminuito nel corso degli anni Novanta, con il boom del cellulare, negli anni più recenti stanno nuovamente aumentando di numero.