"Vaticano, prego?" Telefonisti e tecnici di centrale in abito talare

26/05/2006 - 00:00

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“Vaticano, prego?” così rispondevano al centralino della Città del Vaticano, in funzione dal 1930, i telefonisti in abito talare.

Le telecomunicazioni in Vaticano avevano in realtà fatto il loro ingresso già ai primordi della telefonia. Era stato Giovanni Battista Marzi, nel 1886, a costruire nella Biblioteca Apostolica Vaticana il primo impianto telefonico automatico del mondo, che collegava tra loro 10 postazioni telefoniche. Quell’invenzione precedette di ben 6 anni quella dell’americano Strowger che sarebbe diventata in seguito il più diffuso impianto telefonico automatico adottato per le telecomunicazioni italiane.
Alcuni decenni dopo Pio XI si rivolse a Guglielmo Marconi per la creazione di un ponte radio, il primo a effettuare in Italia un collegamento connettendo la Sede Vaticana con le Ville Pontificie di Castel Gandolfo.
Ma un servizio ordinario di telefonia iniziò, nello Stato della Città del Vaticano, solo successivamente alla stipula dei Patti Lateranensi, con il collegamento di alcuni telefoni della rete telefonica romana presso uffici ed abitazioni vaticane.
La prima centrale telefonica, donata dai Cattolici americani nel 1930, fu installata nell'edificio del Belvedere e aveva la disponibilità di circa 360 terminazioni d'utente. I telefonisti erano dodici, divisi in due turni al giorno. La notte, visto lo scarso traffico telefonico, montava solo un telefonista.
Questa struttura di centrale telefonica rimase in esercizio fino al 1960 quando fu sostituita dalla centrale "Pentaconta" che aveva la capacità di 1500 numeri e fu estesa poi a 3000.
Il Servizio dei Telefoni dello Stato della Città del Vaticano, l'organismo responsabile degli studi, dell'installazione e della gestione di tutti gli impianti di telecomunicazione Vaticani, è stato gestito dal 5 luglio del 1948 dai religiosi della Società S. Paolo. Ancora oggi vi prestano servizio, oltre a 30 dipendenti laici, alcuni sacerdoti e numerose Suore Pie Discepole del Divin Maestro, esperte in lingue straniere.
Fra i direttori del Servizio che si sono succeduti, alcuni sono ricordati come illustri studiosi e inventori. Il caso più noto è quello di Don Lorenzo Manfredi, nato negli anni ’10 in provincia di Regio Emilia, studioso di fisica ed elettronica, che inventò nel 1935 il primo tubo catodico per trasmissioni multiple simultanee; diresse il Servizio dei Telefoni dello Stato della Città del Vaticano dal 1949.

Fonti:
Fondo iconografico storico SIP; A. Alongi, Ruolo della Cominicazione Sociale della Santa Sede, tesi di laurea, Facoltà di Scienze Politiche, Università degli Studi di Catania, a.a. 2004-2005.