Tutti al mare!

15/03/2005 - 00:00

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"Sincronizzando…", la rivista aziendale SIP , nel 1928 titolava così la notizia dei nuovi soggiorni estivi organizzati dal Dopolavoro aziendale.

La proposta, rivolta ai dipendenti di tutte le aziende del Gruppo, compresi i loro famigliari, prevedeva una vacanza di quindici giorni presso la nuova colonia marina SIP di Rimini a prezzi convenzionati.
Quell'annuncio era il segno di molte significative novità che riguardavano non solo la SIP diretta da Ponti ma la società nel suo complesso.
Fu proprio in quegli anni, infatti, che la "villeggiatura al mare", inaugurata alla fine del Settecento dall'aristocrazia inglese come cura medica (talassoterapia ed elioterapia) e diventata un'occasione di svago, sport e mondanità della grande borghesia europea a partire dalla fine dell'Ottocento, cominciò in Italia a entrare nelle abitudini dei ceti medi e impiegatizi profilandosi come un fenomeno avviato a diventare di massa. I costumi da bagno femminili erano sempre più corti e scollati, le ragazze più alla moda cominciavano a indossavano abbigliamenti del tutto simili a quelli maschili, e, vate Coco Chanel, l'abbronzatura, un tempo il "colore della miseria", cominciava a trasformarsi in status symbol. Sugli arenili delle spiagge alla moda, proliferavano lidi e stabilimenti. Cattolica, Rimini, Riccione, divennero nomi da tutti conosciuti e località accessibili per molti.
Ma affinché prendesse avvio l'"epica balneare" e lo slogan del "tutti al mare" potesse essere assunto come credibile fu prima necessario l'attuarsi di alcune condizioni indispensabili: la realizzazione di reti di trasporto pubblici capaci di collegare le grandi città industriali alle città della costa e la possibilità per i dipendenti di avere ferie pagate.
In Italia il primo regio decreto che imponeva agli imprenditori privati di pagare le ferie agli impiegati (due settimane) risale al 1919, lo stesso anno in cui gli operai metalmeccanici in sciopero rivendicarono il diritto a sei giorni di ferie all'anno, una richiesta poi accolta dalle grandi industrie del settore nel settembre del 1920. Ma fu nel 1927, anno a cui risale il primo soggiorno marino promosso in via sperimentale dalla SIP, che nella "Carta del lavoro", emanata dal governo di Mussolini il 21 aprile, si stabilì il principio del diritto del prestatore d'opera alle ferie retribuite dopo un anno di lavoro continuato. La durata del periodo di ferie non era comunque stabilita.

Notizie e immagini tratte dalla rivista "Sincronizzando…", 1927 e 1928