L'elenco del telefono

11/11/2002 - 00:00

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Pagine bianche” è il nome dell'elenco telefonico dell'anno 2003, edito da SEAT,  che verrà distribuito in tutta Italia in 27 milioni di copie e in 103 edizioni. Conterrà l'elenco abbonati  di Telecom e delle altre cinque società che oggi offrono servizi di telecomunicazioni in Italia. È un nuovo capitolo della  lunga storia di un  “libro” che  rispetto al  numero di copie stampate ogni anno non può temere  concorrenti.

Al suo esordio, nel corso degli anni Ottanta del XIX secolo, fu accolto da grandi speranze. Prima del suo apparire spettava infatti alle “signorine” delle pioniere concessionarie telefoniche conoscere a memoria i numeri degli abbonati. Guai se sbagliavano! Nuovi improperi si aggiungevano a quelli consueti, provocati da  un servizio a tal punto mal funzionante da essere causa - così addirittura si disse in Parlamento - dell'aumento delle “malattie nervose”. La pubblicazione degli elenchi non aggiornati e saltuariamente diffusi, non risolse affatto il problema.
Nella prima metà degli anni Venti del ‘900 l'acceso dibattito intorno alla gestione dei servizi telefonici,  se affidarla al settore pubblico o a quello privato, toccò anche  il tema della pubblicazione degli elenchi abbonati, individuati sin dalle origini anche come un interessante canale di raccolta di pubblicità.
Nel 1926 un aspro contenzioso vide contrapposta la FIDAT, la Federazione degli abbonati al telefono, fondata a Milano nel 1921 e promotrice di  una nuova cooperativa, la CUT, che avrebbe voluto  pubblicare l'elenco telefonico ufficiale italiano, alla Stipel, la prima delle nuove cinque concessionarie, che aveva affidato alla Seat la pubblicazione degli elenchi. La battaglia giudiziaria  si concluse nel 1927, dopo l'emissione di un decreto legge che assegnava l'esclusiva di quelle edizioni alle sole concessionarie telefoniche,  con l'arresto dei dirigenti della cooperativa, a cui poco era servita la modifica del nome in Cooperativa Fascista Utenti telefono,  e il sequestro di oltre settemila elenchi.
Nelle carte del Fondo Viglongo, conservate presso l'Archivio, è possibile trovare significativa documentazione del lavoro preparatorio svolto nella Stipel per la  compilazione e l'aggiornamento  degli elenchi abbonati,  esemplari coevi di elenchi telefonici di altri paesi europei e bozzetti pubblicitari americani destinati all'educazione del pubblico, poi tradotti in italiano.  Era infatti essenziale che tutti  si abituassero a conoscere con esattezza il numero richiesto e a controllarne  la correttezza, evitando aggravi di lavoro e di inutile traffico a una rete ancora quanto mai gracile.