Smart Working: il futuro del lavoro in azienda è digitale Smart Working: il futuro del lavoro in azienda è digitale

Smart Working: il futuro del lavoro in azienda è digitale

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Molte aziende stanno già sposando i principi legati a questa nuova modalità di approccio al lavoro. TIM, in particolare, rappresenta uno degli esempi più virtuosi da seguire con attenzione.

Si sta facendo sempre più strada concretamente una nuova modalità di gestione della quotidianità professionale: il lavoro agile. Da molti, infatti, quello che viene conosciuto anche come Smart Working, rappresenta una vera e propria rivoluzione lavorativa, tanto forte da aver coinvolto anche il Governo, che ha da poco approvato un importante disegno di legge con l’obiettivo di normare questa novità dalle grandissime potenzialità. Anche il nostro Paese, quindi, si accinge ad adottare con norme dedicate il nuovo modo di fare impresa che nelle nazioni in cui è stato già implementato – Spagna, Olanda e Gran Bretagna tra le altre – sta producendo i frutti attesi. 

Cosa significa Smart Working per la Legge Italiana

All’interno delle nuove norme del Ddl Lavoro presentato qualche settimana fa dal Ministro Poletti, si delinea il significato dello Smart Working e delle sue peculiarità. Innanzitutto è bene sottolineare come lo Smart Working non preveda una nuova tipologia contrattuale, come alcuni avevano ipotizzato, simile al part-time, ma è da considerarsi come una modalità di gestione flessibile e particolareggiata della settimana lavorativa a regime subordinato. Questa flessibilità si concretizza in specifiche regole, tra le quali spicca la virtualizzazione del posto di lavoro. Non vi è più, quindi, l’obbligatorietà di essere presenti presso la sede dell’azienda, ma è possibile svolgere le attività lavorative comodamente da casa o all’aria aperta, se le stesse possono essere efficacemente gestite anche da remoto. Ciò non prevede nessuna modifica al trattamento economico rispetto ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni in azienda, ma anzi estende alle aziende tutti gli incentivi fiscali e contributivi previsti per il lavoro subordinato in materia di salario di produttività.

TIM e lo Smart Working: un modo nuovo di fare impresa

TIM è una delle prime aziende in Italia che da tempo sta pensando a un nuovo modello di business che possa essere fortemente incentrato sull’idea della trasformazione digitale, alla quale lo Smart Working è collegabile come leva abilitante. L’obiettivo del Gruppo, infatti, è quello di massimizzare le opportunità messe a disposizione dalle tecnologie e dal rapporto con esse che stiamo sviluppando, nonché dalla nuova normativa. Da un lato l’ambizione è quella di innovare i luoghi e le modalità di lavoro odierne in modo da trovare equilibrio tra efficienza produttiva e aspettative individuali delle proprie persone, che avranno l’opportunità di lavorare da casa o in sedi satellite limitrofe alla loro abitazione. Dall’altro, raccogliere la possibilità per l'azienda di ridurre i costi, liberando così risorse economiche da investire in altre attività ad alto valore aggiunto per la clientela. Una rivoluzione che ha preso il via da poco tempo ma che, già nel breve termine, potrà rappresentare uno degli esempi nazionali più rilevanti sul fronte Smart Working, da mutuare su ogni tipo di settore di business. La roadmap di TIM è chiara: a valle della survey messa in atto con il Politecnico di Milano a settembre 2015, la sperimentazione di lavoro da casa avvenuta lo scorso ottobre con 500 persone del Gruppo ha dato i risultati sperati. Questo successo ha permesso di attivare una nuova fase di sperimentazione, in sedi TIM vicine alle abitazioni delle persone, che ha raccolto lo stesso livello di consensi della prima sessione di test. Per questa ragione, da marzo 2016, prende il via la fase di pilot, suddiviso in 3 tranche complessive, che prevede per tutto il Gruppo in Italia  la messa in opera del nuovo modello di business per il 2017.

La rivoluzione lavorativa di TIM sta per compiersi.

Tutto quello che c’è da sapere sullo Smart Working in TIM