Lo Smart Working che aiuta l’ambiente: i casi virtuosi di Dell e Xerox Lo Smart Working che aiuta l’ambiente: i casi virtuosi di Dell e Xerox

Lo Smart Working che aiuta l’ambiente: i casi virtuosi di Dell e Xerox

Alcune grandi aziende americane hanno deciso di affidarsi allo smart-work (noto negli Stati Uniti anche come telecommuting) per ridurre il loro impatto sull’ambiente

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Secondo il Global Workplace Analytics, se i dipendenti con impieghi compatibili con il telelavoro (circa il 50% dell’intera occupazione statunitense al momento) e che vogliono lavorare da casa (circa il 79% dello stesso totale) svolgessero il loro impiego in remoto anche solo per la metà del tempo, questo permetterebbe di risparmiare circa 20 miliardi di dollari di benzina ogni anno, con una conseguente, drastica riduzione dell’inquinamento.

È anche di fronte all’evidenza di queste cifre che alcune grandi aziende americane hanno deciso di affidarsi allo smart-work (noto negli Stati Uniti anche come telecommuting) per ridurre il loro impatto sull’ambiente. Recenti esempi virtuosi sono forniti per esempio dal colosso dell’informatica Dell e da quello delle stampanti Xerox.

Dell: ambiente e qualità della vita

Nel 2015, grazie alla promozione lavoro flessibile tra i suoi dipendenti, Dell ha risparmiato quasi 11 milioni di euro (12 milioni di dollari) e ridotto di 6.700 tonnellate le sue emissioni di gas serra – l’equivalente, in emissioni, di un auto che percorre 25 milioni di chilometri. Il programma, che ha coinvolto circa 20.000 dipendenti, pari al 20% della forza lavoro di Dell, invitava le sue persone non solo a lavorare da casa, ma anche a sperimentare forme e luoghi di lavoro diversi dalla propria abitazione, quali bar e alberghi. Così da diversificare le esperienze dell’impiegato e sposare l’attenzione per l’ambiente con il miglioramento della qualità di vita dei dipendenti. Queste cifre, per quanto già imponenti, comunque sembrano non bastare al management di Dell che, per il 2020, ha dichiarato di puntare a fare lavorare in remoto il 50% dei suoi operatori.

Un’influenza positiva

Più di 8.000 dipendenti, ovvero circa l’11 per cento della forza lavoro nazionale di Xerox, attualmente lavora da casa. Sono questi i numeri del Xerox Virtual Office Program, un programma di smart work grazie al quale Xerox ha ridotto le emissioni di anidride carbonica di 40.894 tonnellate nel 2014: equivalenti a 4,6 milioni di litri di combustibile o alle emissioni prodotte da un auto che percorre 100 milioni di chilometri.

E non solo: nel 2014, Xerox ha assunto oltre 1.000 persone direttamente con contratti di lavoro in remoto e, in generale, la cultura aziendale punta a incentivare i dipendenti a lavorare da casa il più spesso possibile.

Come ha dichiarato alla stampa americana Diane O'Connor, vice presidente di Ambiente, Salute, Sicurezza e Sostenibilità di Xerox: "Xerox si è concentrata sulle prestazioni ambientali e la so-stenibilità a lungo termine prima che fosse una pratica popolare. Il nostro scopo è influenzare posi-tivamente le comunità in cui operiamo.”.