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Vivere da nomadi digitali

Gli alfieri di un mondo del lavoro sempre più connesso

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Internet è il motore di una società in continua evoluzione. La dematerializzazione resa possibile dalla Rete ha trasformato il mondo del lavoro in uno scenario sempre più flessibile, dove regna la mobilità offerta dalle nuove tecnologie.

Cambia il mondo del lavoro, e con lui le professioni del futuro. Web journalist, programmatori, fotografi, social media manager: l’indotto dell’ecosistema digitale cresce seguendo un trend incrementale. Se alcuni settori vanno incontro a drastici ridimensionamenti o riconfigurazioni, altri aprono a stili di vita innovativi, estremamente cosmopoliti e impensabili — in una misura così ampia — soltanto vent’anni fa.

Perché rimanere per forza in una città in cui non ci si trova bene quando si può lavorare in qualsiasi angolo del pianeta? I nomadi digitali insomma, come gli smart workers, credono nella differenza tra “stare” in un posto e viverci.

I digital nomads, o nomadi digitali, sono indubbiamente gli alfieri di questo nuovo paradigma.

Un anno senza fissa dimora

Il concetto di nomadismo digitale nasce negli Stati Uniti. La mission è semplice: lavora dove vuoi, vivi dove vuoi. La tua unica patria è il Web.

Un caso curioso è quello raccontato da “Our Year of Living Airbnb”, un articolo del New York Times uscito lo scorso novembre. L’articolo descrive l’esperienza di Elaine Kuok e David Roberts (l’autore del pezzo), una coppia che ha deciso di vivere un anno a New York affidandosi esclusivamente ad Airbnb, il noto portale dedicato al networking tra chi cerca casa e chi la offre.

I due, un ricercatore laureato in Fisica lui, pittrice e scultrice lei, presentavano già i “geni” della vita nomade, dopo essersi trasferiti in diversi continenti negli ultimi quindici anni.
David, in particolare, aveva sempre sognato di vivere almeno una volta in tutti i quartieri della Grande Mela. Da qui l’idea: vivere ogni mese in un quartiere diverso grazie ad Airbnb, un mezzo sicuro, ampiamente utilizzato, trasparente nel rapporto tra utenti.
Il risultato è un resoconto divertente e iper-dinamico, uno spaccato della vita a New York nel 2015: un risultato impossibile da ottenere senza il ricorso a mezzi e infrastrutture tecnologiche alle quali ci stiamo abituando ogni giorno di più.

Un incredibile ventaglio di servizi

Sono molte le realtà impegnate nel migliorare la vita di chi ha deciso di vivere senza frontiere. Ce n’è per tutti i gusti: ecco due esempi dedicati agli amanti della tecnologia e agli appassionati di moda.

Prima di tutto, un aspetto non da poco: la possibilità di alleggerire i bagagli.
Le Tote è un sito di moda che permette, una volta selezionati i propri abiti preferiti, di comprarli o affittarli. Nel caso in cui il cliente si stanchi dei capi (ricevuti a domicilio senza spese), potrà restituirli attraverso il sito e scegliere altri indumenti. Le Tote, una volta ricevuta la merce, si occuperà di rimetterla in circolo.

Un altro caso è quello di Lumoid, un portale fondato a San Francisco da un team di ingegneri, fotografi e artisti. Il loro obiettivo è dare la possibilità di testare dispositivi che spesso rappresentano un forte investimento da realizzare “a scatola chiusa”. Lumoid permette di affittare apparecchi fotografici, droni, impianti audio e device dedicati al fitness. In questo modo i nomadi digitali risolvono il problema dell’obsolescenza programmata, per non parlare degli inconvenienti che si possono celare dietro l’acquisto di mezzi non sempre a buon mercato.

Il nomadismo digitale made in Italy

Il discorso, ormai, lo si conosce: bisogna trasformare la crisi in opportunità. Lo sanno bene anche i ragazzi di http://www.nomadidigitali.it/, il portale italiano dei digital nomads. Un portale dove si può trovare una serie di risorse sia pratiche (offerte di lavoro) che teoriche (news e consigli): il sito, inoltre, presenta il racconto di diverse case history.

Questo progetto dimostra che l'Italia è in prima linea quando arriva il momento di abbracciare ciò che di buono viene da oltre confine e di adattarlo al nostro contesto grazie alla creatività made in Italy. Quello del nomadismo digitale è infatti un concetto che si sposa idealmente sia con lo spirito di accoglienza che con lo spirito avventuriero che caratterizzano il nostro Paese.

Il progetto Nomadi Digitali, come recita il sito, "è dedicato a tutti coloro che amano viaggiare e sognano di poter cambiare il proprio stile di vita, per rendersi finalmente liberi di poter vivere e lavorare ovunque, sfruttando le nuove opportunità del Web". Lo scopo è diffondere una filosofia di vita parallela a quella dettata dai modelli tradizionali, una filosofia che fa leva sui bisogni di indipendenza e massima mobilità: i nomadi digitali italiani vogliono propagare l'idea di un lifestyle sostenibile, in cui il rapporto tra vita e lavoro viene radicalmente trasformato. Il sito è nato con la speranza di creare una community sensibile a questa tematica, in ottica di espansione costante.