L’ufficio diventa intelligente L’ufficio diventa intelligente

L’ufficio diventa intelligente

Arriva lo Smart Working  

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Già da diversi anni si sente parlare di telelavoro  ma ultimamente si fa sempre più strada il nuovo concetto di Smart Working.

Qual è la differenza tra i due? Mentre il telelavoro prevede postazioni remote fisse dalle quali svolgere le attività, lo Smart Working comprende modalità di lavoro ancora più flessibili e personalizzabili.

In questo cambio di paradigma, che riguarda non solo il modo di lavorare ma anche quello di vivere, giocano un ruolo fondamentale le nuove tecnologie. In che modo possiamo impiegarle affinché la nostra vita lavorativa diventi più equilibrata, flessibile ed efficiente?  

Prima di tutto personalizzando l’ambiente che ci circonda, permettendo agli oggetti di interagire con noi per supportarci al meglio nelle nostre attività e farci sentire più a nostro agio. Sembra fantascienza, eppure non è così: si chiama Internet of Things (Internet delle Cose).

Lo Smartworking: quando il lavoro incontra l’Internet delle Cose

Tutti i giorni interagiamo con degli oggetti nel nostro spazio quotidiano, ma un tavolo, una sedia, un armadio non sono solamente arredi comodi, utili ed eleganti: hanno un potenziale nascosto. Grazie all’Internet of Things, ossia quella realtà in cui gli oggetti sono interconnessi e programmabili e hanno la capacità di misurare o di agire, gli ambienti di lavoro possono diventare “Smart”.

Cosa succederebbe, infatti, se fossimo in grado di interagire con gli oggetti tradizionalmente inanimati che popolano i luoghi di lavoro e se questi oggetti imparassero a riconoscere e ricordare le nostre abitudini e preferenze?

Di sicuro ci sentiremmo più a nostro agio in spazi più flessibili; pensiamo infatti a quei gesti che ripetiamo tutti i giorni in ufficio, come identificarci al computer e autenticarci sui siti web, regolare l’intensità della luce e la temperatura del condizionatore, ricaricare il telefonino, proiettare le nostre presentazioni. Tutte queste attività potrebbero essere automatizzate e personalizzate grazie all’uso di “Smart Objects”.

Gli oggetti smart hanno infatti un’identità, uno stato, una posizione e trattano una quantità di informazioni potenzialmente utili e preziose; proprio per questo e grazie alla loro capacità di comunicare tra loro e con noi possono offrire utili servizi, con o senza l’intervento umano. Qualche esempio?

Lo smartphone può conoscere la nostra identità e comunicarla agli oggetti interessati e autorizzati a saperla, così ad esempio sedendoci a un tavolo le luci possono adattarsi automaticamente al nostro livello preferito e al contesto (se si è in videocall, al telefono o nel corso di una presentazione); oppure la porta dell’ufficio o della sala riunioni può “lasciarsi aprire” solo da chi è autorizzato, al momento giusto, semplicemente dialogando con lo smartphone; tutti gli strumenti informatici, connessi al cloud, possono configurarsi in base alle nostre preferenze ed esigenze; l’ufficio può capire che nell’ambiente non c’è più nessuno e di conseguenza chiudersi e spegnere tutti i device, risparmiando energia e assicurando che i nostri dati non siano accessibili da altre persone.

Anche gli ospiti, una volta entrati in azienda, potrebbero essere riconosciuti e sentirsi anche loro un po’ a casa: trovare già il proprio nome sul posto assegnato per una riunione, non dover implementare procedure complicate per condividere un documento su uno schermo, poter ricaricare lo smartphone semplicemente appoggiandolo sul tavolo.

I.oT - L'intelligenza di Tecno

Insomma, le applicazioni dell’Internet delle Cose nell’ambiente lavorativo sono davvero molte. Alcune di queste sono già state messe a punto da società che si occupano di progettazione e produzioni di arredi per casa, uffici e spazi di lavoro condivisi.

Ad esempio dal 14 aprile, e per tutta la durata del Salone del Mobile di Milano, è possibile toccare con mano presso lo Stand E23-E27 (Hall 22, Fiera Milano, Rho) I.oT, un prototipo di prodotto professionale e intelligente per ambienti di lavoro mobili ed evoluti che può ovviamente declinarsi anche in diverse versioni vicine alle esigenze del consumatore finale. Questo prototipo è stato realizzato da Tecno in collaborazione con STMicroelectronics e Telecom Italia, attraverso i suoi laboratori di ricerca.

Di cosa si tratta? È una tipologia di arredo intelligente dedicato a proprietari e gestori degli smart building ad uso ufficio e finalizzato a un migliore e nuovo benessere digitale personalizzato sugli stili di lavoro e di vita della persona. Grazie alle nuove tecnologie di prossimità e identità digitale questo prodotto può riconoscere il profilo del lavoratore adattando gli elementi dell’ambiente circostante (illuminazione, temperatura, acustica, ecc.) alle sue esigenze e preferenze. Inoltre, tramite badge o tecnologia NFC, permette agli utenti di personalizzare alcune componenti dello spazio di lavoro (altezza piano lavoro, display, lampade tasklight biodinamiche, display e videoproiettori, ecc.), quantificandone anche i consumi. È anche dotato di un display underskin che permette all'utente di essere riconosciuto e salutato, di ricevere avvisi o alert personali, di indicarne il posto, di funzionare da segna tempo e timer, di avere a disposizione o comandare opzioni dirette (non disponibili tramite app su smartphone, tablet o desktop.