Reti migliori per un mondo più equo e sostenibile Reti migliori per un mondo più equo e sostenibile

Reti migliori per un mondo più equo e sostenibile

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Reti di qualità migliore, maggiore estensione della connettività, crescita delle applicazioni che hanno un impatto sulla nostra vita quotidiana e sull'ambiente. Sono questi i principali trend identificati nel Report GSMA 2017 sugli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell'industria delle comunicazioni mobili.

L’industria delle comunicazioni mobili è stata la prima, tra le industrie globali, ad impegnarsi solennemente  nel perseguimento dei Sustainable Developement Goals, o SDGs. Lo scorso 18 settembre, nel corso della sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, GSMA -  l’organismo che raccoglie gli operatori mobili mondiali -  ha presentato l’edizione 2017 del rapporto su questi obiettivi. Il documento raccoglie i dati di tutti i 193 paesi e territori rappresentati alla Nazioni Unite, e in particolare quelli che descrivono l'impatto sui tre obiettivi chiave: la fine della povertà estrema, la lotta alle disuguaglianze e la protezione del pianeta.

Secondo il rapporto, nell'ultimo anno l'industria delle comunicazioni mobili ha migliorato il suo impatto su tutti i 17 sustainable goals identificati dal rapporto.  Gli effetti più positivi sono stati nelle aree della salute e del benessere (SDG 3), della sostenibilità delle aree urbane (SDG 11), del Clima (SDG 13), grazie a una migliore qualità complessiva della connettività mobile e delle sue applicazioni.

La forte crescita degli investimenti infrastrutturali e il miglioramento della qualità del servizio hanno avuto un ruolo chiave in questi risultati. Con oltre 4 miliardi di persone, oltre la metà della popolazione mondiale, raggiunte dalle reti mobili di quarta generazione, e con l'83% della popolazione raggiunta dalle reti 3G, l'utilità dei servizi mobili, soprattutto in situazioni di emergenza come epidemie, catastrofi naturali o conflitti militari è ulteriormente cresciuta. Oltre agli utenti fisici, in notevole crescita (soprattutto in Europa, vedi Figura 1) sono anche i sensori collegati alle reti mobili: oltre 100 milioni solo nell'ultimo anno, destinati a svolgere funzioni ormai insostituibili per l'uomo.

Inoltre, per raggiungere le aree più remote, dove l'utilità marginale dei servizi è altissima, gli operatori hanno esplorato nuove tecnologie, compiendo uno sforzo per l'inclusione digitale senza precedenti. Ma sono gli usi stessi da parte delle persone, sempre più sofisticati, ad aver subito l'evoluzione più visibile. Usare il terminale per i pagamenti, e anche i micropagamenti quotidiani, è una pratica che ormai coinvolge mezzo miliardo di persone, riducendo l'uso del contante con tutti i vantaggi correlati. Rispetto al rapporto 2016 anche gli utenti mobili dei social media sono cresciuti di mezzo miliardo, arrivando al numero impressionante di 2 miliardi e mezzo di persone, favorendo ulteriormente l'inclusione sociale e l'accesso alle piattaforme educative. L'area a maggior crescita dei social media su mobile si conferma l'America Latina (Figura 2).

Ciononostante, sottolinea il rapporto, il margine di miglioramento dell'impatto su ciascuno degli obiettivi è ancora molto ampio. L'accesso universale, le applicazioni Internet of Things, la telemedicina sono solo alcune delle aree che presentano gap ancora molto estesi. Per ridurre il divario, gli operatori dovranno avere il coraggio di guardare oltre il loro business a medio termine, e non solo per ragioni etiche: investire adesso nella riduzione del digital divide significa infatti darsi una chance di cogliere in anticipo le opportunità di mercato che non tarderanno a manifestarsi. Secondo il rapporto GSMA infatti, le soluzioni che mirano a migliorare i risultati su tutti gli obiettivi di sostenibilità potrebbero generare oltre tre miliardi di dollari in ricavi aggiuntivi per l'industria ICT entro il 2032. Per farlo, sottolinea il report, sarà però  necessaria una forte alleanza dell'industria con i governi per consolidare un quadro regolatorio favorevole alle scelte più lungimiranti.

TIM, è tra gli operatori della GSMA che hanno contribuito ad ottenere questo impatto. Lo ha fatto con 22 progetti e iniziative realizzati nel 2016 orientati alla creazione di valore condiviso e focalizzati sulle tre aree strategiche di intervento del proprio modello di Corporate Shared Value: Innovazione Sociale, Tutela dell’Ambiente e Cultura Digitale. Questi progetti concorrono concretamente al raggiungimento degli SDGs risultati prioritari per TIM da un’analisi svolta  nel 2016 sul contributo che l’azienda può fornire per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. Tra i 22 progetti realizzati, TIM ha promosso iniziative di alfabetizzazione e inclusione digitale nella scuola sostenendo l'innovazione della didattica, come il progetto biennale "A scuola di digitale con TIM";  attraverso i progetti di efficienza energetica TIM riduce i propri impatti ambientali e propone soluzioni tecnologiche per ottimizzare i consumi di privati, imprese e PA: nel 2016, sono stati misurati 80 milioni di euro di valore condiviso per l’ambiente. Con il Programma Digital Life, un insieme di soluzioni per la sicurezza, l’ambiente e la gestione ottimale dell’energia, TIM promuove un modello di Smart City a basso impatto ambientale, consentendo un risparmio energetico di oltre il 50% rispetto ai consumi tradizionali.